Trani, sequestro nel porto: bloccate bancarelle abusive di pesce per rischi sanitari e ambientali


TRANI – Operazione a tutela della salute pubblica e dell’ambiente nel porto cittadino, dove il Tribunale di Trani ha disposto il sequestro preventivo di tutte le strutture utilizzate per la vendita al dettaglio di prodotti ittici su area demaniale.

Il provvedimento, emesso su richiesta della Procura della Repubblica, riguarda bancarelle e piani mobili riconducibili a otto persone, tutte tranesi di età compresa tra 27 e 62 anni. Secondo l’impostazione accusatoria, condivisa dal GIP, sarebbero emersi gravi indizi relativi a condotte ritenute lesive della salute pubblica, dell’ambiente marino e della corretta gestione del demanio.

L’indagine, condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani e coordinata dalla Procura, ha documentato tra dicembre 2025 e gennaio 2026 una serie di pratiche ritenute abusive all’interno dell’area portuale.

Tra queste, l’utilizzo di acqua prelevata direttamente dallo specchio acqueo del porto per bagnare il pescato destinato alla vendita, una pratica che, secondo gli inquirenti, potrebbe comportare rischi di contaminazione chimica e batteriologica e violare le normative europee sulla sicurezza alimentare e la tracciabilità dei prodotti ittici.

Le verifiche hanno inoltre evidenziato episodi di smaltimento illecito in mare di scarti organici e residui di lavorazione, oltre a liquidi di lavaggio provenienti da imbarcazioni e banchi di vendita, con possibili impatti sull’ecosistema marino e sul decoro urbano.

Contestata anche l’occupazione stabile di aree demaniali senza titolo concessorio, con strutture collocate su carreggiate e fasce di rispetto portuale.

Dagli accertamenti presso l’Ufficio Locale Marittimo è emerso infine che eventuali licenze di pesca professionale non sarebbero comunque sufficienti a giustificare la vendita su suolo pubblico in assenza delle necessarie autorizzazioni sanitarie e amministrative.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e le eventuali responsabilità dovranno essere accertate nelle successive fasi processuali, nel rispetto del contraddittorio tra le parti.