Vinitaly 2026, la Puglia punta su enoturismo e formazione per rafforzare il sistema vitivinicolo
BARI - La Regione Puglia rilancia la propria strategia nel settore vitivinicolo puntando su due leve considerate sempre più decisive per la crescita del comparto: enoturismo e formazione. È quanto emerso nel corso della terza giornata di Vinitaly 2026, dove lo spazio dedicato alla Puglia nel Padiglione 11 ha ospitato incontri e approfondimenti sul futuro della filiera del vino.
L’obiettivo è quello di superare la logica della sola produzione per costruire un modello integrato in cui il vino diventa esperienza, racconto del territorio e strumento di attrazione turistica. In questa direzione si inseriscono le azioni previste dal CSR Puglia 2023–2027, con particolare riferimento all’attivazione di percorsi formativi dedicati a nuove figure professionali come il responsabile di enoturismo, il wine manager e il responsabile della produzione, ritenute strategiche per accompagnare le aziende verso modelli organizzativi più evoluti.
Il sistema vitivinicolo pugliese può contare su una base solida: oltre 10.800 imprese della filiera, una crescita del comparto biologico e una forte integrazione con il settore agroalimentare, in cui la regione si distingue anche per la leadership nella produzione olearia. A questo si aggiunge una rete di ospitalità rurale articolata, con più di 900 agriturismi e un patrimonio di masserie didattiche che contribuiscono a un modello di accoglienza fondato su produzione, cultura e divulgazione.
Secondo il presidente della Regione Puglia, il vino oggi non rappresenta più soltanto un’eccellenza da esportare, ma un’esperienza da vivere direttamente nei territori. Attraverso le aziende agricole e vitivinicole, la regione punta a costruire un’offerta turistica di qualità capace di attrarre visitatori interessati a cultura, paesaggio e tradizioni locali, rafforzando al tempo stesso la presenza sui mercati internazionali.
Sulla stessa linea anche l’assessore regionale all’Agricoltura, che ha sottolineato il ruolo centrale delle politiche di sostegno alle imprese, in particolare attraverso investimenti nella formazione e nello sviluppo delle competenze. L’obiettivo è rendere il sistema più competitivo e integrato, valorizzando in modo unitario le diverse filiere agroalimentari.
Nel corso degli incontri è emersa inoltre l’esigenza di innovare il linguaggio del settore per renderlo più accessibile alle nuove generazioni, senza però perdere il legame con la tradizione. Un passaggio considerato fondamentale per trasformare la qualità produttiva in esperienza e rafforzare ulteriormente il brand Puglia a livello internazionale.
La partecipazione al Vinitaly 2026 si conferma così un momento strategico non solo di promozione, ma anche di confronto tra operatori, istituzioni e imprese, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa dello sviluppo futuro del comparto vitivinicolo regionale.
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