ActionAid: in Puglia nessuna “invasione”, ma centri sovraffollati e forte presenza di gestori privati nel sistema accoglienza
BARI - In Puglia non si registra alcuna “invasione migranti”, ma un sistema di accoglienza caratterizzato da centri spesso sovraffollati e da una significativa presenza di gestori privati. È quanto emerge dal report “La Frontiera, ovunque. Centri d’Italia 2026”, realizzato da ActionAid in collaborazione con Openpolis, che analizza il sistema attraverso dati forniti da Ministeri e Prefetture.
Al 31 dicembre 2024, nella regione risultano 6.575 persone accolte su 6.990 posti disponibili, pari allo 0,166% della popolazione residente, una percentuale inferiore alla media nazionale (0,23%). Il sistema pugliese presenta inoltre una composizione articolata: il Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI) rappresenta il 56,7% della capienza, i CAS il 31,2% e la prima accoglienza il 12,1%.
Secondo il report, il quadro regionale non è tanto segnato da una pressione numerica straordinaria quanto da criticità organizzative e da episodi di sovraffollamento in diversi centri. Particolarmente rilevante la situazione di Bari, definita “frontiera urbana”, dove si registra una saturazione complessiva del 123%. Nel capoluogo, il Centro di Prima Accoglienza (CPA) di Bari-Palese risulta tra i nodi più critici, con 843 presenze su 640 posti.
Situazioni di sovraffollamento si registrano anche in altre province: a Foggia il CPA di Manfredonia supera la capienza del 168%, mentre Brindisi e Lecce presentano esuberi rispettivamente del 34% e del 26%. Taranto, pur avendo una forte incidenza dei CAS, mostra un livello di saturazione più contenuto.
Il report evidenzia inoltre la presenza significativa di gestori privati, con una quota rilevante di strutture affidate a soggetti for profit. Questi ultimi gestirebbero circa il 38,4% dei posti nei CAS adulti e oltre il 40% delle presenze, concentrando una parte significativa delle situazioni di sovraffollamento.
Secondo ActionAid, il sistema appare caratterizzato da una gestione frammentata, con difficoltà nella distribuzione delle presenze e nella piena utilizzazione dei posti disponibili. Il report sottolinea anche la disomogeneità nei controlli tra le diverse province, con coperture più elevate nell’area barese e più limitate in altre zone della regione.
Infine, il documento evidenzia come la gestione dell’accoglienza si inserisca in un contesto più ampio di pressione sui sistemi territoriali, tra arrivi via mare e distribuzione dei centri sul territorio, con una distanza tra disponibilità teorica dei posti e reale capacità di utilizzo del sistema.
