Auto clonate per rapinare anziani e persone fragili: due arresti tra Andria e Canosa
TRANI - La Procura della Repubblica di Trani ha disposto il fermo di due uomini di 53 e 58 anni, entrambi originari di Canosa di Puglia e già noti alle forze dell’ordine, ritenuti gravemente indiziati di una lunga serie di reati commessi ai danni di persone particolarmente vulnerabili.
I due sono accusati, a vario titolo, di sequestro di persona, rapina aggravata, tentato furto in abitazione, ricettazione, riciclaggio e porto di arnesi atti allo scasso. Secondo gli investigatori, avrebbero preso di mira anziani soli, persone malate o con disabilità e soggetti con ridotte capacità di difesa.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Trani e condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri di Andria tra gennaio e aprile 2026, è partita da un’intuizione dei militari della Stazione di Canosa. I carabinieri avevano infatti notato un’auto parcheggiata identica, per modello e targa, a un’altra vettura regolarmente circolante in città.
Da lì è emerso un vero e proprio sistema di “auto clonate”, utilizzate per compiere reati cercando di sfuggire ai controlli e alle identificazioni. Gli investigatori hanno ricostruito un’organizzazione capace di colpire tra Puglia, Basilicata e Campania.
Secondo quanto emerso, i malviventi avrebbero agito con estrema violenza e con una precisa selezione delle vittime, individuando soggetti fragili e spesso impossibilitati a difendersi.
Nel corso delle perquisizioni, i carabinieri hanno rinvenuto il veicolo con targhe clonate, risultato anche privo del numero di telaio, oltre a numerosi arnesi da scasso e materiale utilizzato per travisarsi, tra cui berretti, guanti e scaldacollo.
Il fermo disposto dalla Procura è stato successivamente convalidato dal Gip che, dopo l’interrogatorio di garanzia, ha emesso per entrambi gli indagati un’ordinanza di custodia cautelare in carcere presso la Casa circondariale di Trani.
Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità degli indagati dovrà essere eventualmente accertata nel corso del processo, nel pieno contraddittorio tra le parti.
