Bari e Foggia, doppio intervento salva-vita in cardiochirurgia pediatrica: operati due neonati con cardiopatie congenite


BARI - Due neonati affetti da gravi cardiopatie congenite sono stati sottoposti con successo a interventi di cardiochirurgia pediatrica negli ospedali di Bari e Foggia, confermando il rafforzamento della rete sanitaria regionale e la progressiva riduzione della migrazione sanitaria fuori regione.

Gli interventi sono stati eseguiti dall’équipe guidata dal professor Massimo Padalino, direttore dell’Unità operativa di Chirurgia delle Cardiopatie Congenite, con il supporto delle équipe di cardiologia e anestesia pediatrica del Policlinico di Bari.

Il primo caso riguarda una neonata estremamente prematura, nata alla 24ª settimana di gestazione e del peso di appena 780 grammi, ricoverata presso la Terapia Intensiva Neonatale degli Ospedali Riuniti di Foggia. La piccola presentava un quadro clinico critico, con insufficienza respiratoria e grave scompenso cardiaco legato alla pervietà del dotto arterioso. Per evitare il trasferimento in condizioni di elevato rischio, l’équipe specialistica è intervenuta direttamente in TIN, eseguendo la chiusura del dotto arterioso. L’operazione si è svolta senza complicanze e la neonata, oggi in miglioramento, respira autonomamente ed è prossima alla dimissione.

Il secondo intervento è stato effettuato il 20 maggio presso l’ospedale pediatrico “Giovanni XXIII” di Bari su un neonato di circa un mese e mezzo, del peso di 4,3 chilogrammi, affetto da coartazione istmica dell’aorta, una grave malformazione congenita che impedisce il corretto flusso sanguigno verso la parte inferiore del corpo. La patologia, se non trattata tempestivamente, può determinare scompenso cardiaco e ipertensione severa. L’operazione, eseguita dall’équipe del professor Padalino con il supporto dell’anestesia pediatrica e della cardiologia pediatrica, ha avuto esito positivo e il piccolo è stato dimesso dopo pochi giorni.

Secondo quanto riferito dalla direzione del Policlinico di Bari, i due interventi rappresentano un segnale concreto della ripresa programmata dell’attività cardiochirurgica pediatrica e della crescente integrazione tra le strutture ospedaliere pugliesi.

“La possibilità di intervenire tempestivamente sia al Giovanni XXIII sia direttamente in Terapia Intensiva Neonatale a Foggia – ha sottolineato il direttore generale Antonio Sanguedolce – dimostra l’efficacia della rete pediatrica regionale e la capacità dei professionisti di lavorare in modo integrato”.

Sulla stessa linea il direttore sanitario Danny Sivo, che ha evidenziato come la progressiva riattivazione del servizio stia avvenendo in modo graduale e sicuro: “Questi interventi dimostrano la solidità del lavoro multidisciplinare tra cardiochirurghi, cardiologi, anestesisti e neonatologi, garantendo cure specialistiche sempre più vicine ai territori e riducendo la necessità di trasferimenti fuori regione”.

Un doppio risultato clinico che rafforza il ruolo della sanità pugliese nell’ambito della cardiochirurgia pediatrica e nella gestione delle patologie congenite complesse in età neonatale.