Bari, stretta su rifiuti delle attività: obbligo di schermatura per i contenitori su suolo pubblico
BARI - Nell’ambito delle misure per il miglioramento della raccolta differenziata e della tutela dell’igiene pubblica, è stata firmata un’ordinanza sindacale che disciplina in modo più rigoroso la collocazione e la schermatura dei contenitori per i rifiuti delle utenze non domestiche.
Il provvedimento nasce dall’esigenza di affrontare alcune criticità riscontrate soprattutto nelle aree cittadine con alta concentrazione di attività di ristorazione, dove la limitata disponibilità di spazi interni porta spesso alla collocazione dei carrellati su suolo pubblico.
Decoro urbano e gestione dei rifiuti
La presenza diffusa di contenitori all’esterno degli esercizi, spesso privi di adeguate schermature, ha generato nel tempo problemi legati al decoro urbano, all’utilizzo improprio dei bidoni e a fenomeni di abbandono dei rifiuti.
«L’obiettivo è coniugare le esigenze delle attività economiche con la tutela del decoro urbano e della qualità ambientale della città», ha spiegato l’assessora al Clima, Transizione ecologica e Ambiente Elda Perlino, sottolineando anche la necessità di un miglioramento complessivo del sistema di raccolta differenziata.
Regole più stringenti per i contenitori
L’ordinanza ribadisce l’obbligo per tutte le utenze non domestiche servite dal porta a porta di custodire i contenitori all’interno delle pertinenze private, consentendo la collocazione su suolo pubblico solo in casi eccezionali per le attività con superficie interna inferiore a 110 metri quadrati.
In tali casi, i carrellati dovranno rispettare precise caratteristiche tecniche e potranno essere posizionati solo nel rispetto di vincoli stringenti su sicurezza, accessibilità e decoro urbano.
Tra le principali disposizioni:
- divieto di intralcio a pedoni e persone con disabilità
- divieto di collocazione vicino a monumenti, fermate del trasporto pubblico e accessi carrabili
- obbligo di schermature uniformi per materiali e colori
Controlli, sanzioni e fase sperimentale
Per l’utilizzo dello spazio pubblico sarà necessario presentare un’istanza al Municipio competente con documentazione tecnica allegata. L’autorizzazione sarà soggetta a controlli successivi e potrà essere revocata in caso di violazioni.
Previsti anche obblighi di pulizia quotidiana dell’area interessata e un sistema sanzionatorio con multe da 25 a 500 euro. In caso di recidiva, è prevista la revoca del titolo autorizzatorio.
L’ordinanza, di carattere sperimentale, resterà in vigore fino al 1° novembre 2026, senza oneri per l’occupazione del suolo pubblico, con una fase di monitoraggio e confronto con le associazioni di categoria nelle prossime settimane.
