Carcere di Taranto al collasso: 830 detenuti per 350 posti, il SAPPE denuncia emergenza sovraffollamento


TARANTO - Il carcere di Taranto vive una situazione definita ormai “insostenibile” dal SAPPE, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che torna a denunciare il grave sovraffollamento della struttura e la carenza cronica di personale e dotazioni essenziali.

Secondo quanto riferito dal sindacato, nella casa circondariale ionica sarebbero presenti circa 830 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 350 posti. Una condizione che, unita alla mancanza di circa 200 agenti di polizia penitenziaria, starebbe facendo precipitare la situazione gestionale e sanitaria dell’istituto.

Il SAPPE richiama l’articolo 27 della Costituzione, spesso citato dalle istituzioni, secondo cui “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”, sottolineando però come, nella realtà quotidiana delle carceri italiane, tali principi risultino difficili da garantire.

Il sindacato punta il dito contro quella che definisce una “gestione dissennata” da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, evidenziando come la Puglia abbia livelli di sovraffollamento superiori al 170%, con punte che a Taranto e Foggia raggiungerebbero il 220%.

Secondo il SAPPE, questa situazione espone lo Stato italiano a continui risarcimenti economici nei confronti dei detenuti ai quali non viene garantito lo spazio minimo previsto dalla normativa europea, pari a tre metri quadrati calpestabili. I ristori possono tradursi in sconti di pena oppure in indennizzi economici giornalieri. Solo per il carcere di Taranto, il sindacato stima un possibile esborso di almeno 4mila euro al giorno, che su scala regionale potrebbe arrivare a circa 6 milioni di euro l’anno.

A preoccupare ulteriormente è anche la presenza crescente di detenuti con problemi psichiatrici e tossicodipendenze, che secondo il sindacato non riceverebbero cure adeguate, contribuendo ad aumentare tensioni, episodi di violenza e tentativi di autolesionismo.

Il SAPPE segnala inoltre carenze materiali sempre più gravi: in diversi istituti pugliesi, compreso quello di Taranto, sarebbero terminati letti, materassi e coperte, con il rischio concreto che alcuni detenuti debbano dormire a terra.

Nella nota si sottolinea anche il numero crescente di aggressioni ai danni degli agenti penitenziari e i continui sequestri di droga, telefoni cellulari e materiale proibito all’interno dell’istituto.

Il sindacato chiede interventi urgenti per evitare il definitivo collasso del sistema carcerario pugliese, sollecitando misure strutturali sul sovraffollamento, sul potenziamento degli organici e sulla gestione dei detenuti più problematici. “Vogliamo sperare – conclude il SAPPE – che non ci debba scappare il morto per costringere qualcuno a intervenire”.