Caso Valditara, Tommaso Gioia (Consigliere Regionale Puglia): 'Gravi le dichiarazioni del Ministro su Piersanti Mattarella. Non si può riscrivere la storia della lotta alla mafia'
BARI – «Le recenti affermazioni del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, lasciano attoniti e rappresentano uno schiaffo alla memoria storica di questo Paese». Inizia così la dura nota di Tommaso Gioia, Consigliere Regionale della Puglia, in merito alle dichiarazioni del Ministro che, durante l'inaugurazione di un istituto scolastico nell’avellinese, ha erroneamente attribuito l’omicidio di Piersanti Mattarella alle Brigate Rosse.
Secondo Gioia, la giustificazione dell’"errore verbale" non è sufficiente a sanare la gravità dell'accaduto: «Liquidare quanto detto come un semplice lapsus appare come un tentativo debole di coprire una lacuna culturale profonda. Sebbene la vicenda Mattarella sia stata oggetto di complessi intrecci investigativi, l’attribuzione al terrorismo rosso è totalmente priva di ogni fondamento storico e processuale. Confondere Cosa Nostra con le BR significa sminuire la matrice mafiosa e cancellare il contesto criminale siciliano che ha armato la mano contro l'allora Presidente della Regione».
Il Consigliere Regionale pone l’accento sulla responsabilità educativa che il ruolo di Ministro della Pubblica Istruzione comporta: «Ci chiediamo con quale autorevolezza il vertice del sistema educativo nazionale possa pretendere che le nostre scuole trasmettano correttamente la memoria degli "Anni di Piombo" e della lotta alla criminalità organizzata, se lui stesso ne confonde i protagonisti. Piersanti Mattarella è il simbolo della politica della "Regione dalle carte in regola", un uomo che ha sfidato apertamente la Mafia pagando con la vita».
Infine, Gioia stigmatizza la reazione del Ministro alle critiche ricevute: «Definire "sciacallaggio" le osservazioni sollevate è una reazione puerile che non si addice a chi guida il sistema educativo. Se chi siede al Ministero dell’Istruzione ignora o dimentica chi ha ucciso il fratello del nostro attuale Presidente della Repubblica, il problema non è solo individuale, ma diventa un segnale allarmante per l'intero sistema scolastico italiano. Le parole delle istituzioni costruiscono l'immaginario collettivo di una nazione: non possiamo permetterci zone d'ombra sulla nostra storia più dolorosa».
