Disagio giovanile e violenza minorile, Scalera ha depositato una proposta di legge




Una nota del consigliere Anronio Scalera:

“Più responsabilità, più prevenzione, più tutela per i nostri ragazzi: la Regione deve sostenere concretamente le famiglie. La crescente diffusione di fenomeni di violenza giovanile, devianza minorile e disagio sociale impone alle istituzioni una risposta seria, concreta e responsabile. Non possiamo limitarci ad intervenire quando il problema è già esploso: dobbiamo agire prima, sostenendo le famiglie e rafforzando la rete educativa e sociale dei territori. Ho appena depositato una proposta di legge per rafforzare il ruolo educativo della famiglia e prevenire il disagio minorile e che promuove percorsi di responsabilizzazione familiare, prevenzione del disagio minorile e collaborazione tra famiglie, servizi sociali ed enti territoriali. 

La famiglia resta il primo presidio educativo della società ed è nostro dovere aiutare i genitori ad affrontare situazioni di fragilità, isolamento educativo e difficoltà relazionali che troppo spesso si riflettono sui comportamenti dei minori. La proposta normativa si colloca nell’ambito delle competenze regionali in materia sociale, educativa e sociosanitaria e introduce strumenti di accompagnamento e sostegno rivolti ai nuclei familiari coinvolti in situazioni di disagio minorile o in casi di coinvolgimento dei minori in condotte penalmente rilevanti.


In particolare, il testo prevede l’attivazione di percorsi educativi personalizzati, predisposti dai servizi territoriali, con l’obiettivo di:

•    rafforzare le responsabilità genitoriali;

•    sostenere le capacità educative e relazionali delle famiglie;

•    prevenire fenomeni di recidiva e marginalizzazione sociale;

•    favorire il recupero e il reinserimento dei minori.

Non si tratta di una legge punitiva  ma di una norma fondata sul principio della corresponsabilità educativa. La Regione vuole affiancare le famiglie, non sostituirsi ad esse. Tuttavia, è necessario affermare con chiarezza che il patto educativo tra istituzioni e genitori richiede collaborazione, partecipazione e assunzione di responsabilità.


La proposta prevede inoltre che l’ingiustificata mancata adesione ai percorsi educativi possa incidere sull’accesso ad alcuni benefici regionali non essenziali, nel pieno rispetto dei principi di proporzionalità, tutela dei soggetti vulnerabili e garanzia delle prestazioni essenziali. Si tratta di una proposta di legge equilibrata, rispettosa del quadro costituzionale e delle competenze dell’autorità giudiziaria, ma al tempo stesso capace di dare un segnale forte: la prevenzione del disagio giovanile deve diventare una priorità assoluta delle politiche pubbliche. Investire oggi sulla responsabilità educativa significa costruire una comunità più sicura, più coesa e più giusta per il futuro dei nostri giovani".