Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione: a Bari il focus sul ruolo dei fisioterapisti
BARI – Si è conclusa la due giorni promossa dal Ministero della Salute nell’ambito della campagna itinerante “Nessuno ti può giudicare. La vita non è un peso”, dedicata alla prevenzione e alla sensibilizzazione sui Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA), che ha fatto tappa al Teatro Kursaal Santalucia di Bari.
L’iniziativa ha riportato l’attenzione su patologie in forte crescita, che colpiscono sempre più frequentemente fasce giovani della popolazione e che incidono in modo significativo sulla qualità della vita, con conseguenze sanitarie, psicologiche, sociali e lavorative. Un quadro clinico complesso che richiede, secondo gli esperti, un approccio strettamente multidisciplinare.
Nel corso dell’evento è stato sottolineato il ruolo della fisioterapia all’interno dei percorsi di cura. La presidente dell’Ordine Interprovinciale dei Fisioterapisti di Bari, Barletta-Andria-Trani e Taranto, Gialia Berloco, ha evidenziato come i disturbi del comportamento alimentare non coinvolgano soltanto la sfera psichica, ma abbiano un impatto profondo anche sul corpo, alterando percezione corporea, schema motorio, equilibrio e funzionalità muscolo-scheletrica.
Secondo Berloco, il fisioterapista contribuisce a “riconnettere mente e corpo”, favorendo un percorso riabilitativo che possa restituire autonomia, funzionalità e benessere ai pazienti, inserendosi in équipe composte da medici, psicologi, nutrizionisti e altri professionisti della riabilitazione.
All’incontro ha partecipato anche il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Fisioterapisti, Piero Ferrante, a conferma della volontà di rafforzare modelli di cura integrati e superare approcci frammentati nella gestione dei disturbi alimentari.
L’Ordine dei Fisioterapisti di Bari-BAT-Taranto ha ringraziato il Ministero della Salute e il sottosegretario Marcello Gemmato per l’iniziativa, ribadendo l’impegno a promuovere sul territorio pugliese una maggiore integrazione della fisioterapia nei percorsi di prevenzione e cura dei DNA, a tutela dei soggetti più vulnerabili e della salute pubblica.