È un barlettano il Re di Triggiano: con 14 gol Michele Palmitessa ha firmato il capolavoro Promozione
NICOLA RICCHITELLI - Ci sono storie nel calcio dilettantistico che superano i confini della tattica e si trasformano in pura epopea sportiva. La storica promozione in Promozione Pugliese del Triggiano Calcio ha un nome, un cognome e una maglia numero 10 stampata sulle spalle: Michele Palmitessa.
L’attaccante barlettano, arrivato la scorsa estate alla corte di mister Mongelli, ha letteralmente trascinato la squadra in una cavalcata trionfale che rimarrà impressa a lungo nella memoria del calcio triggianese.
Arrivato nell'agosto del 2025 dalla Virtus San Ferdinando per rinforzare il reparto offensivo di mister Mongelli, ma soprattutto con la fama di giocatore di un'altra categoria, Palmitessa non ha solo rispettato le aspettative: le ha frantumate. Dopo aver già vinto un campionato di Prima Categoria in passato con il Maracanà San Severo, Palmitessa si è ripetuto firmando un'altra impresa sportiva e riportando Triggiano nel calcio che conta.
Dietro i colpi di classe sul rettangolo verde e i gol decisivi – 14 per la precisione – che hanno fatto esplodere lo stadio "Principe di Piemonte", c’è il ritratto di un professionista esemplare. Il suo campionato è stato un monumento al sacrificio. Più di 200 chilometri percorsi ogni giorno per non mancare agli allenamenti, una dedizione feroce per superare i diversi infortuni muscolari che hanno provato a frenarlo e una leadership silenziosa che ha compattato lo spogliatoio nei momenti più duri del testa a testa con l'Ideale Bari.
Il legame che si è creato tra la piazza biancazzurra e l'attaccante barlettano è diventato subito viscerale. Con le sue giocate fulminee e la capacità innata di decidere i match più bloccati, Palmitessa ha conquistato l'amore di una tifoseria intera, che lo ha eletto a idolo indiscusso. Ogni sua accelerazione è stata una scossa elettrica per il pubblico di Triggiano, ogni suo gol un timbro d'autore su una stagione da incorniciare.
Oggi Triggiano festeggia il ritorno nel calcio che conta, e lo fa tributando il giusto applauso al suo Re. Il barlettano che ha fatto impazzire Triggiano e la sua piazza. E la storia è stata scritta.
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