Foggia, nuova maxi-rissa in via Monfalcone: i residenti annunciano proteste ed esposto in Procura


FOGGIA - 
Ancora violenza nel Quartiere Ferrovia di Foggia. Intorno alle 21.30 di ieri sera una nuova maxi-rissa sarebbe scoppiata in via Monfalcone, riaccendendo paura e tensione tra residenti e commercianti della zona.

Secondo quanto denunciato dai cittadini, nel tafferuglio sarebbero stati utilizzati anche oggetti contundenti. L’episodio rappresenta soltanto l’ultimo di una lunga serie di fatti avvenuti negli ultimi mesi tra via Monfalcone, via Podgora e viale XXIV Maggio, aree ormai frequentemente teatro di risse, aggressioni, bivacchi e situazioni di degrado urbano.

Tra i residenti cresce l’esasperazione, soprattutto per la sensazione che gli stessi soggetti tornino ripetutamente negli stessi luoghi nonostante controlli e interventi delle forze dell’ordine. Nel mirino anche il mancato rispetto dell’ordinanza anti-alcol, i bivacchi quotidiani, l’abbandono di rifiuti e i mercatini abusivi.

Dopo l’ennesimo episodio, i cittadini annunciano una mobilitazione pacifica: da domani pomeriggio intendono tornare a presidiare civilmente le strade del quartiere per “riappropriarsi” degli spazi pubblici e chiedere maggiore sicurezza.

Parallelamente verrà predisposto un esposto alla Procura della Repubblica per documentare la situazione del Quartiere Ferrovia, con riferimento agli episodi di violenza, alle risse reiterate, al consumo di alcol in strada e al crescente senso di insicurezza percepito dai residenti. La documentazione sarà trasmessa anche al Ministero dell’Interno.

Nel documento, spiegano i promotori, si chiederà anche una rigorosa applicazione delle norme previste dal Testo Unico sull’Immigrazione nei confronti di cittadini stranieri responsabili di reati, precisando però che la protesta “non è contro gli immigrati”, ma contro l’illegalità e la violenza che colpiscono anche i tanti stranieri perfettamente integrati e rispettosi delle regole.

I residenti chiedono inoltre una presa di posizione pubblica delle istituzioni locali, accusate di apparire troppo distanti rispetto a un’emergenza che, sostengono, ormai non può più essere considerata una semplice successione di episodi isolati.

“Non chiediamo privilegi — affermano — ma soltanto di poter vivere serenamente il nostro quartiere”.