Garlasco, nuovo documento al centro delle indagini su Andrea Sempio: “Nel foglio anche la parola assassino”
PAVIA - Un foglio manoscritto con appunti frammentari e una parola ben leggibile: “assassino”. È uno degli elementi al centro delle contestazioni mosse dalla Procura di Pavia ad Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, nell’ambito dell’interrogatorio del 6 maggio durante il quale l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Secondo quanto riportato da diversi quotidiani, tra cui “Corriere della Sera”, “la Repubblica” e “La Stampa”, il documento sarebbe stato recuperato dai carabinieri all’interno di un sacco di rifiuti gettato dall’indagato in un’isola ecologica distante dalla sua abitazione, in un giorno coincidente con una sua convocazione in caserma a Voghera per una notifica.
Il foglio, scritto a mano su carta a quadretti, conterrebbe su un lato appunti relativi a modalità di approccio con le donne, mentre sull’altro sarebbero presenti annotazioni ritenute dagli investigatori di interesse investigativo, tra cui riferimenti a “cucina”, “sala”, “cane”, “campanello”, “finestra da fuori” e la parola “assassino”. Alcune espressioni risulterebbero frammentarie o di difficile interpretazione.
Nel corso dell’interrogatorio, ai magistrati sarebbe stato illustrato il contenuto degli atti investigativi e la circostanza del recupero del materiale, ritenuto dagli inquirenti sospetto anche per le modalità di smaltimento.
Le contestazioni della Procura ricostruiscono inoltre una possibile dinamica dei fatti, collegata a un rapporto pregresso tra indagato e vittima e a un episodio di rifiuto che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe innescato una reazione violenta poi sfociata nell’omicidio. Si tratta, tuttavia, di ricostruzioni ancora oggetto di verifica e non accertate in sede giudiziaria.
Nel corso delle indagini sono stati ascoltati anche alcuni familiari e conoscenti della vittima. Tra questi Marco Poggi, fratello di Chiara, che in una sua audizione ha commentato alcune ipotesi investigative, definendole “surreali” e dichiarando di non riuscire a trovare una spiegazione plausibile ai fatti contestati.
L’inchiesta prosegue per chiarire il ruolo dei soggetti coinvolti e ricostruire con precisione la dinamica dell’omicidio, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco.