Mafia garganica, scarcerato Armando Li Bergolis: torna in libertà uno dei vertici storici del clan dei “montanari”
FOGGIA – Dopo una lunga detenzione, trascorsa in parte anche in regime di 41 bis, è tornato in libertà Armando Li Bergolis, 51 anni, considerato dagli investigatori uno dei vertici storici del clan Li Bergolis-Miucci, noto come il gruppo dei “montanari” della mafia garganica.
La scarcerazione arriva al termine dell’espiazione di una lunga pena inflitta nell’ambito delle principali inchieste sulla criminalità organizzata del promontorio garganico, riportando l’attenzione sugli equilibri interni e sulle storiche faide che hanno segnato il territorio per decenni.
Il nome di Li Bergolis è tra quelli emersi nel maxi processo “Iscaro-Saburo”, che portò a 99 arresti e che ha rappresentato uno dei passaggi giudiziari più rilevanti nella ricostruzione dell’esistenza strutturata della mafia garganica. In quel procedimento fu condannato a 27 anni di reclusione, la stessa pena inflitta al fratello Matteo, mentre un altro familiare, Franco Li Bergolis, ha ricevuto l’ergastolo.
Armando Li Bergolis è figlio di Pasquale, ucciso in una delle fasi più violente della faida garganica, e nipote di “Ciccillo” Li Bergolis, storico capofamiglia del clan assassinato nel 2009. Per anni è stato indicato dagli investigatori come una figura centrale negli assetti criminali del promontorio, in un contesto segnato da scontri tra gruppi contrapposti e da una lunga sequenza di omicidi e regolamenti di conti.
La sua liberazione viene ora seguita con particolare attenzione dagli inquirenti, anche alla luce delle più recenti indagini sulla criminalità organizzata nel Gargano e delle possibili evoluzioni degli equilibri sul territorio.