Omicidio Sako Bakari, la Flai Cgil Puglia attacca il ministro Piantedosi: “Clima d’odio, negarlo è grave”


BARI - Intervento durissimo della Flai Cgil Puglia dopo l’omicidio di Sako Bakari a Taranto. Il sindacato contesta le dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, parlando apertamente di un “clima d’odio” e di responsabilità politiche e sociali che, secondo l’organizzazione, non possono essere ignorate.

Il segretario generale regionale Antonio Ligorio ha definito “atto dovuto” la proclamazione del lutto cittadino a Taranto, sottolineando come la vicenda non venga interpretata come un episodio isolato di cronaca, ma come il punto estremo di una tensione sociale alimentata nel tempo.

Secondo la Flai Cgil, il contesto in cui si inserisce l’omicidio sarebbe stato progressivamente segnato da narrazioni pubbliche divisive e da un linguaggio politico che avrebbe contribuito a rafforzare stereotipi e ostilità verso i migranti, trasformando la fragilità sociale in una colpa individuale.

Il sindacato richiama anche le condizioni dei lavoratori stranieri impiegati nei settori agricoli del territorio pugliese, spesso esposti a sfruttamento e precarietà, e già da anni al centro di denunce da parte delle organizzazioni sindacali.

La richiesta rivolta alle istituzioni locali è quella di riconoscere ufficialmente la gravità dell’accaduto attraverso il lutto cittadino, considerato non solo un gesto simbolico ma un segnale politico e civile.

La Flai Cgil ha infine annunciato la prosecuzione della mobilitazione “nelle piazze e nei luoghi di lavoro” per chiedere giustizia per la vittima e maggiore tutela dei diritti dei lavoratori migranti.