Tridico: “Sud impari a fare squadra per intercettare i fondi BEI. Serve un Mezzogiorno federato”


BARI - “Le regioni del Sud devono imparare a fare squadra per intercettare i fondi europei”. È il messaggio lanciato dall’europarlamentare Pasquale Tridico, capo delegazione del M5S a Bruxelles, al termine di un incontro svoltosi a Bari con rappresentanti istituzionali e amministratori locali.

L’iniziativa, organizzata insieme ad Asprom, ANCI Puglia e Università degli Studi di Bari, ha visto la partecipazione di sindaci provenienti da Campania, Basilicata, Abruzzo, Puglia, Molise e Calabria, confrontarsi con un Senior Loan Officer della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) su strumenti finanziari, accesso al credito e opportunità di sviluppo.

“Serve un cambio di passo nella capacità progettuale”

Secondo Tridico, il nodo principale resta la capacità di progettazione e aggregazione tra enti locali. “Le risorse europee ci sono – ha dichiarato – ma spesso non siamo in grado di intercettarle. Servono dossier credibili e reti intercomunali strutturate”.

L’eurodeputato ha evidenziato come la BEI possa erogare finanziamenti diretti solo oltre una soglia di 25 milioni di euro, rendendo di fatto necessaria la collaborazione tra più Comuni per accedere ai fondi.

L’idea di un “Mezzogiorno federato”

Nel suo intervento, Tridico ha rilanciato anche la proposta di un “Mezzogiorno federato”, già avanzata durante la campagna elettorale per la presidenza della Regione Calabria. “Le regioni del Sud unite sono più forti – ha affermato – e possono costruire una rete comune di sviluppo, infrastrutture e servizi oggi assente”.

Il riferimento è alla necessità di superare la frammentazione amministrativa per rafforzare la capacità di programmazione e investimento del territorio.

“Milioni di euro non spesi ogni anno”

Tridico ha inoltre sottolineato come, nonostante nel 2025 la BEI abbia investito quasi cinque miliardi di euro nel Mezzogiorno, pari al 40% della sua attività in Italia, una parte significativa delle risorse non si traduca in opere concrete per carenze nella progettazione e nella governance locale.

“Troppi fondi restano inutilizzati o spesi male – ha aggiunto – a causa della mancanza di coordinamento tra enti”.

Il richiamo al principio di coesione europea

Richiamando l’articolo 170 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, Tridico ha ricordato che il principio di coesione territoriale rappresenta un obbligo giuridico per l’Unione.

“Dal Parlamento europeo – ha concluso – continuerò a vigilare affinché questo principio si traduca in strumenti realmente accessibili. Ma agli amministratori locali spetta fare la loro parte. Ora bisogna dimostrarlo”.