Brindisi, evaso dal carcere catturato dopo ore di ricerche: fermato a Latiano

BRINDISI - Il detenuto, di origine albanese e residente da anni a Mesagne, era riuscito a scappare durante l’apertura dei passeggi. Il Sappe denuncia carenze di personale e annuncia un esposto alla magistratura.

È terminata dopo alcune ore la fuga del detenuto evaso nella mattinata del 18 giugno dal carcere di Brindisi. L’uomo, di origine albanese e residente da anni a Mesagne, è stato rintracciato e catturato a Latiano al termine delle ricerche condotte dalle forze dell’ordine.

Il detenuto, che doveva scontare ancora circa quattro anni di reclusione, era riuscito a lasciare l’istituto penitenziario durante l’apertura dei passeggi. Secondo quanto riferito dal sindacato di polizia penitenziaria Sappe, l’uomo avrebbe superato il muro dell’area passeggi, raggiunto l’intercinta e poi scavalcato il muro di cinta, che sarebbe risultato privo di adeguata sorveglianza.

«Ciò sarebbe stato possibile – spiega il Sappe – perché l’agente di servizio questa mattina, oltre a vigilare sui passeggi, era costretto a gestire più posti di servizio, compreso un piccolo reparto dove sono rinchiusi detenuti sottoposti a grande sorveglianza».

Il sindacato aveva già segnalato nei giorni scorsi la situazione di difficoltà operativa del carcere brindisino, denunciando una grave carenza di organico. Secondo il Sappe, l’istituto dispone sulla carta di circa 120 agenti di polizia penitenziaria, ma di questi soltanto una cinquantina sarebbero impiegati nella gestione diretta dei detenuti.

A fronte di una capienza prevista di circa 150 posti, la struttura ospiterebbe invece quasi 270 persone detenute, determinando un aumento dei carichi di lavoro e delle criticità nella gestione della sicurezza.

Il Sappe ha annunciato che presenterà un esposto alla magistratura per richiamare l’attenzione sulle condizioni organizzative e sulla carenza di personale all’interno del penitenziario di Brindisi.