Cina e Unione Europa nel segno del dialogo e la ricerca


FRANCESCO GRECO - PECHINO
- Un italiano in Cina. Per conto dell’Europa. Il dialogo trasversale prima di tutto, gli accordi commerciali, gli interessi dei popoli. Come sempre nella Storia delle civiltà.

Pechino ha appena ospitato la VI edizione del “Forum of European Researchers in China”, promosso dalla Delegazione dell’Unione Europea in Cina e da EURAXESS China.

L’iniziativa è un appuntamento annuale di riferimento ormai canonico e mette allo stesso tavolo ricercatori, accademici, dottorandi, post-doc, docenti e professionisti europei impegnati in attività di ricerca presso Università, istituzioni scientifiche e imprese nella Repubblica Popolare Cinese.

La prima giornata si è aperta con una serie di incontri dedicati alle Comunità scientifiche nazionali dei Paesi membri dell’Unione Europea.

In tale contesto, l’Ambasciata italiana a Pechino ha organizzato un incontro rivolto alla Comunità dei ricercatori italiani attualmente presenti in Cina, presso la sua sede diplomatica.

L’incontro è stato aperto dall’Ambasciatore d’Italia, S.E. Massimo Ambrosetti e ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e membri della Comunità accademica italiana.

All’interno del programma, è stato riservato uno spazio specifico ad AAIIC (Associazione degli Accademici Italiani in Cina), che svolge un ruolo di collegamento e rappresentanza per gli accademici e i ricercatori italiani attivi in Cina.

Spiega il Dr. Vincenzo De Masi (origini pugliesi, Corsano, Sud Salento, nella foto), Professore associato alla Guandong University of Foreign Studies School of Journalism and Communications: “Come membro del Consiglio Direttivo di AAIIC, ho partecipato all’iniziativa anche con l’obiettivo di presentare le attività dell’Associazione, favorire il dialogo tra i ricercatori italiani e rafforzare il rapporto con le istituzioni italiane ed europee presenti nel Paese”.

E aggiunge: “L’incontro ha rappresentato un momento importante di confronto sulle esperienze, le esigenze e le prospettive dei ricercatori italiani che operano nel contesto cinese. È emersa con chiarezza l’importanza di creare occasioni strutturate di dialogo, capaci di mettere in relazione la dimensione accademica, quella istituzionale e quella della cooperazione internazionale”.

Il Forum è successivamente proseguito presso la Delegazione dell’Unione Europea in Cina, a Sanlitun, con la sessione principale dell’evento.

Lavori aperti dall’Ambasciatore dell’Unione Europea in Cina, Jorge Toledo Albiñana. Hanno affrontato temi centrali per il futuro della ricerca: la mobilità accademica, l’open science, l’intelligenza artificiale applicata alla ricerca, le opportunità di finanziamento europeo e le forme di co-finanziamento tra Europa e Cina.

Seconda giornata dedicata ai gruppi tematici dei ricercatori europei in Cina. “Nell’ambito del gruppo dedicato alle scienze sociali e umane – osserva sempre De Masi - ho presentato un intervento dal titolo EU-China Intercultural Cooperation through Education, Heritage, and Creative Media, incentrato sul ruolo dell’educazione, del patrimonio culturale e dei media creativi come strumenti di cooperazione interculturale tra Europa e Cina”.

Conclusioni: nel complesso, il Forum ha confermato la vitalità della Comunità Europea della ricerca in Cina e la necessità di consolidare reti di collaborazione capaci di andare oltre i singoli ambiti disciplinari.

Per la comunità italiana, l’iniziativa ha anche rappresentato un’occasione significativa per rafforzare il senso di appartenenza, valorizzare le competenze presenti sul territorio cinese e rendere più visibile il contributo dei ricercatori italiani nel quadro delle relazioni scientifiche e culturali tra Europa e Cina.