Policlinico di Bari, primo trapianto di rene robotico con accesso unico in Italia
L’intervento eseguito dal professor Pasquale Ditonno con il sistema Da Vinci Single Port. Una madre di 61 anni ha donato un rene al figlio di 44 anni affetto da rene policistico
BARI – Un nuovo traguardo per la chirurgia italiana arriva dal Policlinico di Bari, dove è stato eseguito per la prima volta nel Paese un trapianto di rene da donatore vivente con tecnica robotica a unico accesso.
L’intervento è stato realizzato nei giorni scorsi dal professor Pasquale Ditonno, direttore dell’Unità operativa di Urologia e del Centro di chirurgia robotica, insieme alla sua équipe, utilizzando il sistema robotico Da Vinci Single Port.
La particolare innovazione della procedura consiste nell’utilizzo di un’unica incisione di circa 7 centimetri, attraverso la quale viene inserito il braccio robotico dotato degli strumenti microchirurgici necessari all’operazione. Una tecnica che rappresenta un’evoluzione rispetto alla chirurgia robotica multiport, già praticata al Policlinico di Bari con 17 trapianti di rene eseguiti tra il 2023 e il 2024.
Nel caso della chirurgia multiport il chirurgo opera attraverso tre o quattro piccole incisioni nella parete addominale, necessarie per introdurre il sistema ottico e i bracci robotici. Con il Single Port, invece, l’intervento viene concentrato attraverso un unico accesso, con ulteriori vantaggi per il paziente.
«Un’unica incisione significa meno manipolazione dei tessuti muscolari e fasciali, con minore stress biologico per un organismo già impegnato nella risposta immunitaria post-trapianto», ha spiegato il professor Ditonno.
Il dono di una madre al figlio
Oltre al valore scientifico e tecnologico, il primo trapianto italiano con questa tecnica porta con sé una storia di grande valore umano.
La donatrice è una madre di 61 anni che ha scelto di donare un rene al figlio di 44 anni, affetto da rene policistico. Per il paziente il percorso della malattia è stato lungo e complesso: nel gennaio 2022 aveva iniziato la dialisi peritoneale e, dopo soli sei mesi, era stato necessario il passaggio all’emodialisi.
L’aggravarsi della patologia aveva portato anche all’asportazione di uno dei reni nel maggio 2025. La malattia aveva condizionato profondamente la sua vita, fino alla sospensione dell’attività lavorativa. Grazie al gesto della madre, per il paziente si apre ora una nuova prospettiva.
Meno invasività e recupero più rapido
Tra i principali benefici della chirurgia robotica vi sono la riduzione dei tempi di degenza, una ripresa più veloce della mobilità e una diminuzione del rischio tromboembolico e delle complicanze legate all’immobilità, aspetti particolarmente importanti nei pazienti sottoposti a terapia immunosoppressiva.
Un ulteriore vantaggio riguarda l’aspetto estetico e psicologico: una sola cicatrice, di dimensioni contenute, riduce l’impatto fisico dell’intervento per persone che dovranno convivere a lungo con gli esiti del trapianto.
«La modifica a un’unica incisione del Single Port, apparentemente semplice, richiede in realtà un significativo salto di competenza nella gestione dello spazio chirurgico e nella coordinazione degli strumenti», ha sottolineato Ditonno.
L’esperienza maturata dall’équipe del Policlinico di Bari nella chirurgia robotica, attraverso procedure come la prostatectomia radicale e la nefrectomia parziale robot-assistita con accesso Single Port, è stata determinante per raggiungere questo risultato.
Investimenti in tecnologia e formazione
Il Policlinico di Bari ha acquisito il sistema Da Vinci Single Port grazie a un finanziamento della Regione Puglia nell’ambito del programma FESR-FSE 2021-2027, Azione 8.4, dedicato al rinnovo e potenziamento delle strutture ospedaliere e allo sviluppo della telemedicina.
«Questo risultato è il frutto di un percorso di crescita costruito negli ultimi anni attraverso investimenti in tecnologia, formazione e sviluppo delle competenze professionali», ha dichiarato il direttore generale Antonio Sanguedolce.
«Dalla fine del 2025 il Policlinico di Bari ha avviato un programma strutturato di chirurgia robotica Single Port in ambito urologico, consentendo ai professionisti di acquisire un’esperienza sempre più avanzata. Oggi quel percorso raggiunge un nuovo traguardo con il primo trapianto di rene eseguito in Italia con questa tecnica».
Il Policlinico di Bari conferma così il proprio ruolo di centro di riferimento per l’innovazione chirurgica, trasformando la tecnologia in uno strumento concreto per offrire ai pazienti cure meno invasive, recuperi più rapidi e una migliore qualità di vita.

