Riccio di mare, Flai Cgil Puglia: "Bene la proroga del fermo biologico, ambiente e lavoro devono crescere insieme"


BARI - La Flai Cgil Puglia accoglie positivamente il disegno di legge approvato dalla Regione che modifica la normativa sulla tutela del riccio di mare, prorogando il fermo biologico fino al 2029 e introducendo nuove misure per la gestione sostenibile della risorsa. Per il sindacato si tratta di una scelta che punta a coniugare la salvaguardia dell'ecosistema marino con la tutela del lavoro nel comparto della pesca.

A esprimere soddisfazione è il segretario generale della Flai Cgil Puglia, Antonio Ligorio, secondo cui la protezione dell'ambiente e la salvaguardia dell'occupazione devono procedere di pari passo. «Proteggere una specie fondamentale per l'equilibrio dell'ecosistema – afferma – significa garantire anche un futuro alle lavoratrici e ai lavoratori della pesca».

Il sindacato sottolinea come la tutela del riccio di mare rappresenti una scelta di responsabilità nei confronti del patrimonio ambientale pugliese, evidenziando però la necessità che il percorso sia accompagnato da adeguate misure di sostegno economico e sociale per gli operatori del settore, affinché i costi della transizione ecologica non gravino esclusivamente sui pescatori professionisti.

Tra gli aspetti maggiormente apprezzati figurano il rafforzamento del monitoraggio scientifico, il contrasto alla pesca illegale e il coinvolgimento diretto dei pescatori nelle attività di osservazione e tutela della risorsa. «Chi vive il mare ogni giorno – aggiunge Ligorio – deve essere protagonista delle politiche di conservazione e non semplice destinatario di divieti».

Secondo la Flai Cgil Puglia, la programmazione di lungo periodo consentirà inoltre di offrire maggiore certezza agli operatori del comparto e di favorire un modello di pesca sempre più sostenibile, capace di coniugare tutela della biodiversità, legalità, qualità del lavoro e valorizzazione delle produzioni ittiche regionali.

Il sindacato auspica infine che il confronto con le organizzazioni dei lavoratori e con tutti gli attori della filiera prosegua anche nella fase di attuazione delle nuove misure. «La difesa del mare – conclude Ligorio – è una responsabilità collettiva, ma rappresenta anche un investimento sul futuro economico e occupazionale delle comunità costiere. Una pesca sostenibile significa più ambiente, più legalità e più lavoro di qualità per la Puglia».