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Uva da tavola: dal produttore al consumatore rincari della GDO oltre 9 volte il prezzo di acquisto del prodotto alla pianta

BARI - In alcuni supermercati del nord si vende l'uva da tavola a prezzi che partono da euro 2,10 (varietà superior senza semi con peduncolo nero, perché raccolta da diverso tempo e conservata in frigo) fino a raggiungere euro 3,78 (varietà pizzutella) per ogni chilogrammo.

Preciso che attualmente il prezzo di acquisto alla pianta di uva da tavola, varia da euro 0.35 a 0,90 per chilogrammo a seconda il tipo e la qualità.

Produrre uva da tavola tenendo conto della varietà, dell'epoca di maturazione, ed eventuali certificazioni ha un costo variabile da 0,35 a 0,50 euro per chilogrammo.‎

Da quando l'ortofrutta è stata inserita come prodotto da offrire al consumatore negli scaffali della GDO accade che il prezzo di vendita subisce variazioni considerevoli tra il produttore e il consumatore.‎

Negli anni novanta la diffusione di tale sistema di vendita ha fatto ipotizzare a qualche esperto che questa operazione avrebbe determinato un doppio vantaggio: una diffusione capillare di offerta del prodotto (aumento dei volumi commercializzati), maggiori opportunità per i produttori e avvicinamento tra il produttore e il consumatore, di conseguenza tagli dei costi intermedi.

A distanza di tanti anni analizzando i fatti, senza ombra di smentita alcuna si può tranquillamente affermare che la situazione è peggiorata sia a scapito del produttore che del consumatore, per le ragioni di seguito evidenziate.

Le fasi intermedie tra la produzione e la presentazione del prodotto sugli scaffali si sono organizzate arrivando ad un paradosso che le lavorazioni post-raccolta (confezionamento, trasporto, servizi vari) costano più della materia prima che l'agricoltore impiega mesi e mesi di duro lavoro per produrre.

Lasciando il prodotto ortofrutticolo negli scaffali senza alcun presidio fisso (il vecchio fruttivendolo/ortolano) ogni consumatore è autorizzato a toccare, scegliere e prelevare la merce che deve acquistare.

Al termine della giornata, trattandosi di merce altamente deperibile, una percentuale considerevole di quel prodotto deve essere "buttata", perché risulta danneggiata dai vari “tocchi e ritocchi“ delle centinaia di persone che si fermano in quel reparto.‎

‎Senza parlare poi di qualche consumatore che ritenendo di essere furbo dopo aver prelevato, pesato e prezzato il prodotto scelto, poiché il sacchetto è stato volutamente lasciato aperto, ripassa dallo scaffale e aggiunge altro prodotto senza pesarlo (furto di prodotto).

Inoltre, l'ortofrutta in molti casi diventa il cosiddetto "specchietto per le allodole"‎, in quanto si utilizzano le offerte dei prodotti agricoli a basso prezzo per richiamare l'attenzione del consumatore che acquista altri beni presenti nella GDO.

Tempi lunghissimi nei pagamenti delle forniture fatte alla GDO.

A ciò si aggiunge il sistema delle doppie aste che riduce ulteriormente i prezzi dei prodotti agricoli favorendo la GDO che gioca sui grandi volumi di prodotto da acquistare.

L'ex Ministro Martina del precedente governo, a giugno 2017 annunciò la firma di un protocollo di intesa per un "patto d'impegno" ‎con i rappresentanti di Federdistribuzione e Ancd Conad, allo scopo di promuovere un codice etico e la messa in atto di pratiche leali lungo tutta la filiera agroalimentare, partendo dalla rinuncia alle aste elettroniche a doppio ribasso per l'acquisto di prodotti agricoli e agroalimentari.

Purtroppo ad oggi le aste sono ancora una triste realtà.

Questa situazione sta determinando la drastica riduzione del reddito delle aziende agricole e la chiusura delle stesse, che non riescono più a trarre un reddito dignitoso dall'attività.

Tutto ciò contribuisce allo sviluppo del fenomeno del lavoro nero e del caporalato.

E' giusto salvaguardare il lavoratore ed i suoi diritti.

E' opportuno tutelare il consumatore  dalle frodi e dalle speculazioni sui prezzi.

E' altrettanto giusto, opportuno e sacrosanto prendersi cura di colui il quale crea opportunità di lavoro per l'operaio agricolo e investe risorse proprie per produrre e fornire giornalmente beni di prima necessità per il consumatore.

Ad ognuno va riconosciuto il giusto ruolo e la corretta remunerazione.

Non si può restare inermi ad osservare mentre tutto va in rovina; continuando di questo passo con la chiusura delle aziende ortofrutticole e quelle zootecniche viene meno il presidio del territorio da parte dell'agricoltore. Il territorio diventa un deserto.

Occorre evitare che i giganti della grande distribuzione, forti dei volumi movimentati, siano coloro i quali stabiliscono la vita o la morte di un settore in nome del profitto.

Con coraggio chiediamo a gran voce di far uscire l'ortofrutta  fuori dalla GDO, dagli ipermercati e supermercati, tornando a valorizzare i mercati locali degli agricoltori, la vendita diretta in campagna, i fruttivendoli di quartiere, i mercati all'ingrosso e tutte le altre forme alle quali negli ultimi venti anni abbiamo rinunciato in nome della modernità.

Non si può continuare a fare competizione basando tutto, solo ed unicamente sul prezzo: si rischia di perdere tutti i riferimenti ambientali, di qualità e di sostenibilità e ciò favorirebbe la scomparsa dalla scena dei produttori ortofrutticoli italiani. Occorre agire prima che sia troppo tardi. Così Vito Rubino, Direttore CIA Area Due Mari Taranto-Brindisi.‎

Mozzarella Dop: Emiliano in visita a Gioia del Colle con i rappresentanti dei caseifici

BARI - “Abbiamo due prodotti diversi che possono solo aiutarsi e non certo danneggiarsi reciprocamente. La mozzarella di bufala campana è una cosa che tutti apprezzano, anche qui in Puglia, la mozzarella bovina di Gioia del Colle, pugliese è tutt’altro prodotto. Entrambe però potrebbero in qualche maniera aiutarsi vicendevolmente, perché non sono in concorrenza. Oggi ho voluto incontrare i produttori principali proprio per aumentare il nostro lavoro in sinergia. Chi lavora in queste aziende può progettare famiglie, può progettare il futuro, può progettare investimenti. Il lavoro deve essere sempre una cosa che aiuta la comunità e qui a Gioia del Colle la cultura del lavoro è proprio così”.
Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano questa mattina in visita a Gioia del Colle per incontrare i rappresentanti dei caseifici consorziati della DOP a pochi giorni dalla chiusura da parte del Tar Lazio della vertenza sul riconoscimento DOP per la mozzarella di Gioia del Colle.

“La Regione ha sostenuto i produttori dal punto di vista politico nel corso di questa vertenza, non potendo farlo dal punto di vista giudiziario. Lo abbiamo fatto in maniera molto forte, siamo stati presenti sul territorio e, soprattutto, ho cercato di ammorbidire i toni. Alle volte in una causa è più importante il contorno che la memoria difensiva, e qui il contorno la Regione Puglia lo ha gestito in maniera decisa. Adesso bisogna mediare perché dividersi non ha nessun senso. Alle volte dal sistema produttivo può arrivare un'istanza alla politica per tutelare una produzione locale, ma la politica deve avere la forza di comprendere che il sistema produttivo meridionale deve unirsi e non dividersi.

A questo stiamo mirando: noi vogliamo creare una collaborazione produttiva con la Campania. Mi piacerebbe moltissimo un incontro a mezza strada tra me e il Presidente della Regione Campania con i produttori delle due DOP che si incontrano e cominciano a collaborare scambiandosi numeri dei potenziali clienti perché l’uno deve vendere un prodotto diverso dall'altro e quindi possiamo vendere tutti e due i prodotti ai clienti di entrambi perché non sono in concorrenza tra di loro. Se entriamo in questa logica possiamo fare un buon lavoro”.

Mozzarella Dop: Emiliano lunedì in visita a Gioia del Colle

BARI - Lunedì 6 agosto il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano sarà a Gioia del Colle per incontrare i caseifici consorziati della DOP a pochi giorni dalla chiusura da parte del Tar Lazio della vertenza sul riconoscimento DOP per la mozzarella di Gioia del Colle.

L’appuntamento è lunedì, alle ore 10.30, a Gioia del Colle presso il caseificio Capurso (in via Filippo Gisotti).

La mozzarella di Gioia del Colle è ancora in attesa della denominazione Dop da Bruxelles

BARI - Il deputato pugliese L’Abbate (M5S) si scaglia contro gli insensati campanilismi del Governato Emiliano, ribadisce l’inutilità di una “guerra delle mozzarelle” e invita le due filiere a tendersi la mano per una vera valorizzazione dell’agroalimentare Made in Italy. A meno di ulteriori ricorsi giudiziari, il TAR del Lazio ha chiuso la vertenza aperta nell’estate 2017 dai produttori campani respingendo il ricorso di opposizione al riconoscimento della denominazione DOP per la mozzarella di Gioia del Colle, rilasciata dal ministero delle Politiche Agricole il 28 agosto dell’anno scorso. Una decisione che ha fatto parlare di “vittoria pugliese” e “sconfitta campana”, in primis con il Governatore Michele Emiliano.

“Nulla di più sbagliato – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, esponente M5S della Commissione Agricoltura della Camera – Questo campanilismo forsennato non conduce da nessuna parte e fa specie che veda protagonista un politico che con la sua stazza anela a divenire leader nazionale ma che, nei fatti, si rivela un guitto di paese. È importante, del resto, fare chiarezza e ribadire che i produttori pugliesi di mozzarella di Gioia del Colle attendono tuttora il via libera alla Denominazione di origine protetta dagli uffici comunitari di Bruxelles. Gli imprenditori dei due comparti, vaccino e bufalino, devono tendersi la mano per una forte sinergia perché siamo convinti che i due prodotti siano complementari e non in concorrenza tra loro. Parlare di derby – prosegue Giuseppe L’Abbate (M5S) – è un errore. È da oltre un anno che ribadiamo come ogni strumentalizzazione campanilistica di instaurare una guerra delle mozzarelle risulti inutile e dannosa per la valorizzazione del made in Italy e che sarebbe, invece, più utile e proficuo per l’intero comparto zootecnico e agroalimentare del Mezzogiorno adoperarsi per promuovere le singole filiere. L’unica mozzarella di bufala è la campana Dop – spiega il parlamentare pugliese 5 Stelle – Chiunque altro produca in Italia o nell’Unione europea una mozzarella con latte bufalino non Dop può farlo ma solamente utilizzando la formula del doppio genitivo ‘mozzarella di latte di bufala’ alla quale non può essere associata in alcun modo una denominazione geografica. Mentre la mozzarella di latte vaccino Dop, una volta concluso l’iter, sarà di Gioia del Colle”.

Il termine “mozzarella”, difatti, è privo di tutela e può oggi essere utilizzato liberamente anche per indicare formaggi freschi prodotti al nord con latte vaccino come ribadito sin dal 1982 dai professori universitari Cortesi e Maranelli nel loro studio “Fiordilatte e Mozzarella: Considerazioni di ordine igienico e normativo”. “Pertanto – conclude Giuseppe L’Abbate (M5S) – avremo due filiere in grado di sostenere l’agroalimentare del Sud Italia, ognuna con proprie specificità e caratteristiche e senza che una sia tacciata di essere la bella o brutta copia dell’altra. Indi l’invito, rinnovato, è quello di foderare le sciabole per rimboccarsi le maniche”.

Dop mozzarella Gioia, sentenza Tar dà ragione ai pugliesi. Damascelli: "Riconoscimento sacrosanto"

BARI -  Il Tar Lazio ha decretato che la mozzarella di latte vaccino di Gioia del Colle, al pari di quella di bufala campana, ha diritto di fregiarsi del marchio Dop che ne garantisce la denominazione di origine protetta. "Ne ‘gioiamo’ – è il caso di dirlo – insieme a produttori e allevatori del nostro territorio e alle associazioni di categoria, per una vittoria in cui abbiamo sempre creduto, e per la quale ci siamo battuti con le nostre ‘armi’ istituzionali, anche presentando una mozione ad hoc”. Lo dichiara il consigliere regionale di Forza Italia Domenico Damascelli.

“La nostra battaglia – spiega – mira a sostenere i produttori della mozzarella di Goia del Colle nel loro percorso per l’ottenimento della denominazione di origine protetta per un prodotto di qualità e tipicità indiscutibili, che rappresenta uno dei tesori agroalimentari della nostra Puglia, da preservare con il marchio Dop da innumerevoli tentativi d’imitazione, e che è al centro di un’importante filiera, fra le principali del settore agroalimentare pugliese”.

“La sentenza del Tar Lazio – continua Damascelli – scrive la parola fine, dopo un anno di polemiche e veleni, ad un’inutile ‘guerra’ fra Puglia e Campania. Secondo i giudici amministrativi, infatti, non può sorgere alcuna confusione nei consumatori perché la mozzarella campana è realizzata con latte di bufala, mentre quella pugliese con latte vaccino”.

“Confidiamo ora – conclude – che da Bruxelles giunga in tempi brevi il definitivo ok al riconoscimento della Dop per la nostra mozzarella pugliese”. 

In 600 da tutta la Puglia per Orsara in Fiore

ORSARA DI PUGLIA (FG) – Oltre 600 visitatori giunti da tutta la Puglia hanno partecipato con entusiasmo alle due giornate di “Orsara in Fiore”, tra balconi fioriti, visite guidate, passeggiate negli orti, menù con la cucina dei fiori, mostre, concorso fotografico e musica. “E’ un bilancio che ci restituisce entusiasmo e voglia di dare continuità a manifestazioni di questo tipo”, ha dichiarato Michela Del Priore, consigliera comunale delegata al Turismo. “Al di là del dato numerico, che pure è molto significativo per un evento che è alla sua prima vera edizione dopo l’esperimento di diversi anni fa, c’è la qualità di una partecipazione intensa anche da parte del paese, la condivisione di un obiettivo, la dimostrazione di senso civico, rispetto e valorizzazione della natura che ci fa riscoprire la bellezza del nostro territorio. E’ un percorso che segna un nuovo inizio”, ha aggiunto Del Priore.

“Siamo felicissimi per come è andata”, ha spiegato il sindaco di Orsara di Puglia, Tommaso Lecce. “Orsara in Fiore ha portato moltissime persone tra i vicoli delle nostre strade, nei ristoranti, nei luoghi d’interesse storico e monumentale, mostrando un paese fiorito, ben curato, pronto ad accogliere e a condividere quanto di buono riesce a esprimere”. Cocktail e menù a base di fiori sono stati molto apprezzati. Suggestivo il cooking show nell’orto di Peppe Zullo. Successo per le visite guidate nel centro storico condotte dalle guide abilitate della Pro Loco, associazione che ha dato una mano anche per l’Info Point. La musica al wine bar Casoria, il laboratorio con i fiori di Maria Buonassisi, i concorsi a cura dell’Avis e gli allestimenti curati dall’Azione Cattolica e da tutti gli orsaresi hanno creato un’atmosfera piacevole, accogliente, profumata.

“La cura del borgo è importantissima”, ha commentato Tommaso Lecce, “e manifestazioni come questa sono coerenti con ciò che stiamo mettendo in cantiere per l’arredo urbano, il rifacimento ormai prossimo del manto stradale di diverse strade”, ha aggiunto il sindaco. L’obiettivo da centrare è rappresentato dal dare continuità anche agli allestimenti floreali nel centro storico, potenziando il progetto Orticaria, in collaborazione con la cooperativa Ortovolante e il Centro di Igiene e Salute Mentale di Troia. Per l’ottima riuscita di Orsara in Fiore, l’amministrazione comunale ringrazia tutti gli orsaresi che hanno collaborato, Michela Del Priore, Michele Zullo, Vittorio Cappetta, la Pro Loco, l’Avis, l’Associazione Commercianti e Artigiani Orsaresi, le forze dell’ordine, Nino Spagnulo, il professore Antonio Casoria, Patrizio De Michele, l’Azione Cattolica e la Parrocchia. Grazie anche all’amministrazione Simonelli, che nel 2011 sperimentò per la prima volta l’evento Orsara in Fiore, e ad Andrea Cucci che ha curato la pagina facebook ufficiale della manifestazione. “Grazie ai nostri cittadini e ai tanti visitatori che sono arrivati e sono stati felici di celebrare con noi due giornate dedicate alla bellezza”, ha concluso Tommaso Lecce.

Castellaneta, fervono i preparativi per la sagra più grande d’Italia

CASTELLANETA (TA) – La Sagra da far'nedd e dei Sapori di Puglia Città di Rodolfo Valentino, la più grande d'Italia, ci sarà anche quest’anno nella magica cornice del centro storico di Castellaneta.

Come già previsto, l’evento si terrà domenica 12 agosto 2018 con l’osservanza delle vigenti misure di sicurezza per garantire tutti i visitatori a potersi godere le degustazioni di prodotti enogastronomici dell’eccellenza pugliese, la musica di tanti generi, il percorso fra vicoli, slarghi, pendii, chiese e palazzi storici della cittadina che ha dato i natali al divo del cinema Rodolfo Valentino.

L’edizione di quest’anno riconferma l’Amaro Pugliese Fiume fra le degustazioni  previste dal ticket poichè racchiude in se tutto il sapore della tradizione della nostra terra di cui continua a portarne con se i valori e i profumi.

Anche quest’anno c’è la degustazione della famosa mozzarella Gioiella per gustare il sapore autentico della tradizione casearia di Gioia del Colle in cui la mozzarella Gioiella si distingue per bontà e freschezza ed è una eccellenza casearia del territorio.

Non manca anche quest’anno la Birra Raffo della tradizione tarantina che si lascia conquistare per il suo aroma delicatamente fruttato, dal suo colore chiaro e dal suo aspetto brillante.

Anche quest’anno le degustazioni sono con un unico ticket che comprenderà il bicchiere ufficiale in ceramica dell’evento con proverbi in vernacolo; fra le altre degustazioni enogastronomiche non mancano salsiccia alla brace, vino, frutta, gelato Negus.

E non è finita perché fra conferme e ‘new entry’ quest’anno le degustazioni sorprenderanno anche i più affezionati.

La formula della Sagra da far'nedd e dei Sapori di Puglia Città di Rodolfo Valentino è effettivamente vincente, ecco perchè è premiata dall’affluenza di migliaia di presenze, come è successo anche nella passata edizione.

La Sagra da far'nedd e dei Sapori di Puglia Città di Rodolfo Valentino è giustamente considerata la più grande d’Italia con i suoi 2,5 km di percorso nel cuore della storia architettonica castellanetana.

Lo spazio espositivo riservato ad artigiani e commercianti del territorio sarà ampliato con l’istallazione di numerosi stand per proporre prodotti e servizi di ogni genere legati al mondo dell'artigianato e dell'enogastronomia; la prenotazione degli stand é possibile telefonando al 320.9732857.

La Sagra da far'nedd e dei Sapori di Puglia Città di Rodolfo Valentino è organizzata dall’associazione Uni.Com.Art. di Castellaneta, è sostenuta dalla Fondazione Rodolfo Valentino ed è patrocinata dal Comune di Castellaneta e dalla Regione Puglia.

Biodiversità e vitigni pugliesi: a tavola per scoprire i segreti di Puglia


SAVELLETRI DI FASANO (BR) - La parola chiave è biodiversità. E’ proprio da qui, ovvero dal prezioso patrimonio di varietà agrarie della generosa Puglia che parte la nuova stagione degli eventi enogastronomici di Borgo Egnazia, ispirata alla dieta mediterranea e caratterizzata da un fortissimo legame con il territorio.

A partire da Domenica 11 Marzo tornano le Domeniche del Villaggio, gli attesi eventi domenicali che propongono un piacevole connubio tra piatti della tradizione e convivialità nella suggestiva trattoria, La Frasca, fucina di tradizioni nel cuore del Borgo.

Un pranzo domenicale e una deliziosa occasione per scoprire un pezzetto di Puglia in più: un vitigno pieno di storia e un ortaggio di stagione appartenente alla biodiversità dei campi locali, con variazioni di gusti e colori che solo questa regione sa inventare.

Il primo appuntamento è dedicato alla carota di Polignano, coltivata principalmente in una piccola aerea nella frazione di San Vito, abbinata al rosso del Susumaniello, forte vitigno figlio del mare e adottato dalle colline.

A marzo la rassegna continuerà con l’uva “regina” della Valle d’Itria, la Verdeca, abbinata al carciofo bianco come la sua città di provenienza, Ostuni e ancora con la cima di cola, antica varietà di cavolfiore, in combinazione con il Fiano, vino caratterizzato da spiccata aromaticità e freschezza.

Info e prenotazioni: www.borgoegnazia.it - +39 080 2255772

Al via alla Bit il 2° Festival nazionale dell’oliva da tavola

MILANO – “La più Bella sei tu”, il 2° Festival Nazionale dell’Oliva da tavola in programma a Cerignola dal 28 al 30 settembre 2018, è stato presentato alla Bit di Milano nello stand di PugliaPromozione – Regione Puglia.

L’evento - promosso dal Comune di Cerignola e realizzato in collaborazione con l’associazione Di terra di mare, Red Hot - impresa creativa, Adventa, ItaliaLab e Cerignola Produce - agenzia comunale per lo Sviluppo del Territorio e con il patrocinio di Symbola - Fondazione per le qualità italiane – rende omaggio all’oliva da mensa, in particolare alla Bella di Cerignola che già da alcuni anni ha ottenuto dall’Unione Europea il riconoscimento Dop Bella della Daunia.

L’oliva, esempio virtuoso di legame dell’uomo con la terra, è il punto di partenza per raccontare la storia di Cerignola e del Tavoliere delle Puglie.

Orgoglioso di questa iniziativa il Sindaco di Cerignola Franco Metta, che non è potuto essere presente alla Bit per impegni istituzionali.

“La più Bella sei tu” collega cultura, enogastronomia e turismo per esaltare le peculiarità del territorio ed è il format messo in campo da Ester Fracasso e Maria Pia Liguori, ideatrici e organizzatrici dell’evento.

Dal 28 al 30 settembre 2018 “La più Bella sei tu” tornerà ad animare le piazze e le strade di Cerignola, creando occasioni di incontro, confronto e conoscenza.

“Il nostro obiettivo è dare visibilità ad un territorio meno conosciuto ma comunque ricco, basta ricordare il Piano delle Fosse Granarie o il Museo di Torre Alemanna a Cerignola che durante la 1^ edizione del Festival hanno stupito i giornalisti arrivati da ogni parte d’Italia”, ha dichiarato Ester Fracasso.

“Un’altra tradizione che vogliamo valorizzare è la Pizza Sette Sfoglie, la cui origine si perde nella notte dei tempi. Si narra che, già a partire dal XVII secolo, nella piana di Cerignola, vi era l’usanza contadina di farcire sette strati di sfoglia con un ricco ripieno realizzato con frutta secca, spezie, marmellata e cioccolato fondente. Questa pizza è stata inserita nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Puglia”, ha raccontato Maria Pia Liguori.

Ed è valorizzando i prodotti tipici che è possibile diffondere in questi territorio una maggiore consapevolezza delle ricchezze e della qualità.

“Iniziative come queste fanno capire che la qualità, quella sociale, è un progetto sostenibile, anche in territori non facili”, ha affermato Fabio Renzi, segretario generale di Symbola.

“La Bella di Cerignola è un patrimonio incredibile che ho avuto il piacere di presentare in diversi paesi del mondo. È necessario dare il giusto valore e anche il giusto prezzo a questo prodotto, partendo anche da queste iniziative”, ha detto Peppe Zullo.

www.facebook.com/lapiubellaseitucerignola – www.lapiubellaseitu.com

Giù il prezzo del latte alla stalla, Cia Puglia: "Danno per tutti"

BARI - Il taglio di 2 centesimi al litro per il prezzo del latte alla stalla, decisione presa unilateralmente da uno dei più grandi gruppi alimentari italiani e subito assunta da tutti gli altri trasformatori, provocherà agli allevatori pugliesi una decurtazione complessiva di oltre 15 milioni di euro in un anno. I gruppi alimentari approfittano dei grossi flussi di latte proveniente dal Nord Europa a un prezzo inferiore a quello del mercato italiano.

“Un danno che si sostanzia in una riduzione della redditività, minori risorse per investire in posti di lavoro, meno possibilità di sostenere i costi crescenti per il benessere degli animali, la manutenzione delle stalle e le materie prime”, ha spiegato Raffaele Carrabba, presidente di CIA Agricoltori Italiani di Puglia, che ha inviato a Leonardo Di Gioia, l’assessore regionale alle Risorse Agricole, la richiesta della convocazione urgente di un tavolo per attivare ogni utile iniziativa ad affrontare la questione. “Questi grandi gruppi alimentari hanno usufruito e usufruiscono di aiuti regionali”, ha aggiunto Carrabba. “Importano quote crescenti di latte dall’estero e, non contenti, impongono riduzioni che valgono solo per i produttori di base, perché il prezzo del latte per i clienti dei supermercati è tre-quattro volte superiore a quanto viene corrisposto alle aziende zootecniche”.

Secondo l’ultimo rapporto di Assolatte, Associazione Italiana Lattiero Casearia, la Puglia produce 378.735 tonnellate di latte bovino. Il comparto è attivo in tutte le province pugliesi, con quantitativi di rilievo soprattutto nelle aree di Bari e Taranto, ma realtà significative anche nelle zone di Foggia, Brindisi, Lecce e della Bat.

“Le imprese che si approvvigionano di latte hanno paventato la possibilità di non ritirare il prodotto per due settimane”, ha continuato il presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani di Puglia, “e questo naturalmente rischia di essere un danno ulteriore per le aziende zootecniche pugliesi”. E’ davvero assurdo e inaccettabile che, al supermercato, il prezzo triplichi e addirittura quadruplichi. Questo vuol dire che i grandi gruppi di trasformazione e la Grande Distribuzione si assicurano margini incredibili, a tutto svantaggio dei produttori primari e dei semplici cittadini-consumatori. “Il comparto zootecnico, soprattutto dopo le calamità dell’inizio dello scorso anno, sta affrontando pesanti difficoltà. Ora si aggiunge questa ulteriore mazzata. Per questo chiediamo alla Regione Puglia di attivare urgentemente un tavolo regionale. Non si può subire passivamente una decisione presa sulla testa di tutti i pugliesi, produttori e consumatori di latte, perché queste imposizioni al ribasso danneggiano un’intera economia, un comparto che significa qualità, lavoro, tessuto economico e sociale”, ha concluso Raffaele Carrabba.

La Regione Puglia dice no alla richiesta di IGP ‘Pomodoro Pelato di Napoli’

BARI - La Regione Puglia esprimerà parere negativo alla richiesta di registrazione dell’Igp Pomodoro Pelato Napoli presentata al Mipaaf. E’ quanto affermato oggi al termine del tavolo con le Op del pomodoro di Puglia convocato dall’Assessore regionale alle Risorse Agroalimentari.

“La Puglia – sottolinea l’assessore – detiene la quasi totlità della produzione del pomodoro all’interno di una filiera del Sud Italia ove la Campania possiede, di contro, industrie prevalentemente di trasformazione”.

La relazione presentata dal Comitato Promotore IGp Pomodoro Pelato Napoli è per noi mancante di un coinvolgimento di tutti produttori della Puglia. Nella stessa si evidenzia che la registrazione di un nome come IgP può esclusivamente basarsi sulla sussistenza degli elementi che ne dimostrano l’uso consolidato e questo non è il caso del cosiddetto Pomodoro Pelato di Napoli".

"Inoltre è certo che una operazione siffatta penalizzerebbe - conclude - solo il nostro comparto produttivo, anello vitale della filiera del Mezzogiorno. Dunque il nostro ‘no ‘ all’Igp del pomodoro di Napoli  è non una mera questione campanilistica ma di merito”.

Legge di Bilancio: Stefàno (Misto), "Norma su Enoturismo è realtà"

ROMA - “Le cantine che vorranno far conoscere e promuovere il vino nei luoghi e negli spazi di produzione, e raccontare la bellezza delle autoctonie, avranno accesso a semplificazioni, agevolazioni e ai benefici fiscali previsti per gli agriturismo. E’ un grande successo che dà dignità ad una particolare branca di un settore strategico che in Italia vale più di 2,5 miliardi di euro all’anno e che ora, con una norma specifica, è destinato a crescere esponenzialmente nei prossimi. Si parlava da tempo di norme per l’enoturismo: oggi c’è una legge che è finalmente realtà". E’ il commento del senatore Dario Stefàno (Misto), Capogruppo in Commissione Agricoltura di Palazzo Madama, all’approvazione definitiva, da parte del Parlamento, della Legge di Bilancio che ha introdotto per la prima volta la disciplina dell’enoturismo, di cui lo stesso Stefàno è stato promotore, primo firmatario e animatore.

“L’obiettivo - continua Stefàno - era disciplinare l’attività di centinaia di aziende italiane e valorizzare i territori di produzione che ospitano oltre 15 milioni di turisti e winelovers ogni anno. Per questo ho voluto cogliere l’opportunità della legge di bilancio intervenendo con lo sviluppo di un impianto normativo semplice che rappresenta un straordinario traguardo per il mondo enologico raggiunto anche grazie alla positiva interlocuzione con la struttura legislativa del Mipaaf e con lo stesso Ministro Martina e con i colleghi della ComAgri della Camera dei Deputati". 

Alle cantine basterà presentare una SCIA al comune di competenza per esercitare le attività di promozione e conoscenza del vino. A tali attività saranno applicate le disposizioni fiscali contenute nella legge fiscale sull’agriturismo, la n. 413 del 1991, mentre il regime forfettario dell’imposta sul valore aggiunto sarà applicato solo per i produttori agricoli che svolgono la propria attività nell'ambito di un'azienda agricola (articoli 295 e seguenti della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006). Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, da adottare d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni, saranno ora da definire linee guida e indirizzi in merito ai requisiti ed agli standard minimi di qualità per l'esercizio dell’attività enoturistica, che peraltro saranno omogenei su tutto il territorio nazionale.

“Abbiamo declinato compiutamente la straordinaria portata di una attività complementare a quella di produzione de vino, andando a riempire lo spazio lasciato vuoto lo scorso anno dal Testo Unico del Vino. Ora dobbiamo concentrarci sull’istruzione e sulla formazione per irrobustire la cultura del vino e diventare leader assoluti nel mondo. Nella prossima legislatura l’impegno è di estendere le norme all’olio extravergine".

Politecnico di Bari: gli ultrasuoni per l’estrazione dell’extra vergine d’oliva


BARI - Linea Verde, il programma di Rai 1 che da oltre mezzo secolo racconta l’agricoltura italiana e le sue eccellenze dedicherà la puntata di sabato, 2 dicembre, ore 12.20, alla Puglia.

Nel corso della trasmissione sarà presentata la nuova tecnologia dedicata all’estrazione dell’olio extravergine d’oliva mediante gli ultrasuoni, studiata e realizzata al Politecnico di Bari, in collaborazione con l’Università di Bari “Aldo Moro”.

La puntata di Linea Verde città, nella quale sarà presentato il servizio “l’Olio ad ultrasuoni”, sarà condotta da Chiara Giallonardo e Marcello Masi.

A Roseto Valfortore per gustare vino, miele e tartufo


FOGGIA - Vino novello, miele e tartufo: sarà un fine settimana caldo e goloso quello che, sabato 25 e domenica 26 novembre, andrà in scena a Roseto Valfotore. Con “Le Cantine del Borgo”, per due giorni, i visitatori potranno conoscere la bellezza e i sapori di un paese che l’ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni d’Italia, ha promosso nel selezionatissimo club de “I Borghi più belli d’Italia”. Dalle ore 10, visite guidate gratuite, mercatini delle tipicità e dell’artigianato, musica e educational tour animeranno il borgo, svelando i tesori enogastronomici, artistici e culturali di Roseto Valfortore. L’evento, che ha avuto già una sua anteprima sabato 11 e domenica 12 novembre riscuotendo grande successo, è organizzato dal Comune di Roseto Valfortore in collaborazione con la Pro Loco e l’Associazione Senza Confini.

LA PIAZZA DEL GUSTO. Assieme al vino novello, si potranno gustare altre tipicità del patrimonio enogastronomico rosetano. Le Cantine del Borgo, infatti, è un evento ideato per promuovere Roseto Valfortore, riconosciuto dall’ANCI nel club de “I Borghi più belli d’Italia”, anche nel periodo autunnale e invernale, quando il paese e i boschi circostanti si vestono di nuovi colori, riempiendosi di profumi caratteristici come l’odore della legna da ardere nei caminetti.

L’APPUNTAMENTO RADDOPPIA. Sabato 25 e domenica 26 novembre Le Cantine del Borgo tornerà con una interessante novità. Oltre ai mercatini, alle visite guidate, alle degustazioni di vino novello e al percorso enogastronomico, si potrà partecipare anche alla dimostrazione di ricerca ed escavazione del Tartufo, con degustazione di pietanze a base di tartufo e vino novello. Domenica 26 novembre, invece, è prevista la visita ai produttori di Miele con degustazioni di pietanze a base del prezioso nettare.

PAESE DEL MIELE E DEL TARTUFO. Roseto Valfotore è conosciuto anche come “il paese del miele e del tartufo”. I suoi boschi e l’ambiente incontaminato che abbracciano il borgo sono condizioni che favoriscono l’habitat migliore per lo sviluppo di una rilevante varietà di specie floreali, oltre che del tartufo. Del resto, il paese deve il suo nome all’abbondanza di rose selvatiche nel suo territorio. Adagiato su uno scosceso pendio della valle del fiume Fortore, il borgo si presenta ben conservato, come un piccolo scrigno di ricordi dell’arte locale degli scalpellini. L’impianto urbanistico è di derivazione medievale e le viuzze si lasciano percorrere passo dopo passo in tranquillità, accogliendo i profumi e gli scorci di verde del vicino bosco Vetruscelli.

LA VISITA AL BORGO. L'opera degli scapellini rosetani rappresenta il patrimonio artistico più importante del paese. Portali, colonne, bassorilievi sono stati realizzati da maestri che per secoli hanno lavorato la pietra della locale cava, situata a sud del borgo. Il territorio è ricco di sorgenti d’acque e zampillanti fontane, di mulini ad acqua, di aree da picnic, di orologi e meridiane. La grande quantità di fiori e il tartufo nero che abbonda nei boschi fanno di Roseto la “città del miele e del tartufo”. Una denominazione di cui questo borgo dell’Appennino Dauno si fa vanto e che contribuisce alla considerazione in cui è tenuta la sua gastronomia, ricca di cibi semplici e genuini, come il pane, che è buonissimo, e i dolci.

Agroalimentare, Melillo: "Con il Premio Bella Vigna per rilanciare la cultura dell’uva da tavola"

MONOPOLI - Un premio al miglior vigneto di uva da tavola con la convinzione che dal cambiamento culturale possa nascere il successo economico. È questo l’obiettivo di Bella Vigna l’associazione nata per imprimere una svolta nella cultura in vigna anche in un settore prettamente commerciale come quello della produzione di uva da tavola.

La Puglia è il primo produttore di uva da tavola in Italia con il 74% della produzione totale; un contributo che pone il Bel Paese tra i più importanti player mondiali, registrando il 16% del totale prodotto. Fino a 20 anni fa l’Italia rivestiva un ruolo da leader sia a livello produttivo sia tecnologico mentre oggi è in coda dopo Spagna, Cile e California. «E’ forse arrivato il momento di rivitalizzare nel sistema Italia un settore così strategico attraverso il rilancio di temi come l’innovazione e la sostenibilità. E’ quello che vogliamo fare attraverso l’istituzione di un premio che vuole distinguere il lavoro dei produttori che stanno operando una rivoluzione culturale partendo proprio dalla loro terra assegnando un riconoscimento al loro miglior vigneto» commenta Michele Melillo, presidente di Bella Vigna.

Cosa succede in Puglia - Un settore, insomma, che incide fortemente sull’economia pugliese. Basti pensare che la sola provincia di Bari vede 10.700 ettari di colture per un totale di 2,2 milioni di quintali di uva prodotta e commercializzata, subito dopo si attesta la provincia di Taranto con 8.300 ettari e 2 milioni di uve, a seguire Brindisi con 860 ettari di vigneti per un totale di 245mila quintali, Foggia con 700 ettari e 150mila quintali e in fine, fanalino di coda, la provincia di Brindisi con soli 90 ettari e una produzione che è al di sotto dei 20 mila quintali (fonte Istat).

«Siamo partiti da questi numeri, da questa mappa del territorio e dalla voglia della Puglia di essere competitiva sul panorama nazionale e internazionale per voler promuovere le buone prassi che tanti imprenditori applicano nella loro quotidianità e per voler stimolare nuovi percorsi culturali in vigna fondati su elementi imprescindibili quali la qualità, la sostenibilità, l’eco-compatibilità e l’innovazione tecnologica». Michele Melillo, presidente dell’associazione Bella Vigna, è stato uno dei fondatori dell’associazione che è nata come supporto al premio che è giunto alla sua seconda edizione e che in poco tempo ha creato un interessante consenso intorno a sé. «Attraverso un meccanismo che mette in sana competizione i produttori vogliamo valorizzare sì il lavoro delle tante aziende agricole, ma vogliamo anche parlare di territori, di ambiente, di convivenza sana tra uomo, industria ed ecosistema, promuovendo i migliori comportamenti in campagna e con questo una nuova filosofia e un nuovo approccio anche a questa professione» conclude Melillo.

Il premio Bella Vigna - «Quest’anno hanno partecipato alla competizione ben 50 aziende agricole – prosegue Melillo – che si sono così messe a nudo perché venissero valutati i loro vigneti da una commissione composta da due agronomi, un docente universitario e un rappresentante della Grande distribuzione». La commissione ha visitato e valutato ben 300 ettari di vigneti destinati alla produzione di uva da tavola e valutato la qualità estetica ed organolettica del prodotto, l’uniformità del vigneto, l’assenza di fisiopatie e malattie, l’equilibrio del vigneto tra carico produttivo e vigore, il contenimento dei costi di gestione, l’attuazione di buone pratiche agricole, il rispetto dell’ambiente e l’innovazione tecnologica. Tutti parametri che concorrono a rendere un’azienda concorrenziale o per la volontà di adeguarsi alle richieste del mercato o, come riscontrato in molti casi, per una scelta etica dell’imprenditore. «E’ dalla diffusione delle buone pratiche che si può far partire una svolta culturale anche in questo tipo di impresa» chiosa il presidente Melillo «e uno degli obiettivi del premio è esportare modelli positivi».

«In questo momento storico l’Italia segna un passo indietro rispetto agli altri paesi in termini di varietà coltivate e la maggior parte della biodiversità arriva dagli Stati Uniti, - prosegue Michele Melillo - ma riportare la questione dell’uva da tavola al centro dell’attenzione degli addetti ai lavori e dei partner istituzionali costituisce un elemento ulteriore di discussione per approfondire un tema che sappiamo essere di importanza strategica anche per l’economia della regione Puglia».

Si parte dalla Puglia per raccontare una nuova storia nel mondo della produzione di uva da tavola che sta coinvolgendo anche tante giovani generazioni che, nel segno della tradizione dei nonni, stanno imponendo uno sprint innovativo nelle pratiche in campagna. Da qui si parte grazie all’impegno di un gruppo di professionisti del settore che vogliano essere parte di un nuovo racconto che parli di un’Italia fatta di eccellenze in campagna e a tavola.

Lecce, 'Salento Faber' alla scoperta dei prodotti dell’orto

LECCE - Secondo appuntamento per il ciclo “Dall’orto alla tavola” organizzato da Salento Faber per raccontare i prodotti della terra e le loro proprietà nutrizionali: l’appuntamento è venerdì 17 novembre alle 20 a Scorrano presso l’azienda agricola La Cupa.

I prodotti tipici di novembre sono nel segno del colore verde e in particolare dell’olivo, pianta regina dei nostri territori. L’approfondimento di Roberto Aloisio indagherà cosa offre la stagione nel bosco, nell’incolto e nell’orto e deriverà una sorta di almanacco pratico legato al territorio e alla sua offerta, con le tecniche di coltivazione e raccolta.

Alla fine dell’incontro si potranno degustare dei prodotti stagionali dell’azienda agricola La Cupa, secondo le regole della semplicità e della tradizione dell’arte culinaria locale, genuina e saporita.

L’iniziativa rientra nel programma di iniziative di Salento Faber, l’associazione culturale che opera nel Salento per la promozione di eventi nei settori del sociale e per la sensibilizzazione alla conoscenza e al rispetto dell’ambiente.

Gli appuntamenti con Salento Faber proseguiranno fino a dicembre con tappe in alcuni dei luoghi più belli e suggestivi del Salento. Sono previste attività legate alla scoperta della natura, allo sport, alla ruralità con i prodotti tipici della terra.

La partecipazione è gratuita, è gradita la prenotazione (info 3355301322).

Sicurezza agroalimentare: sequestrati 620 litri di olio di oliva nel Foggiano

FOGGIA – Militari del NIPAAF congiuntamente alle Stazioni Carabinieri Forestale di Serracapriola e Orsara di Puglia nell’ambito preordinato dal Gruppo CC Forestale di Foggia per controlli agroalimentari nel settore oleario in provincia di Foggia, hanno effettuato i primi controlli di conformità. La campagna di controlli è condotta con un duplice obbiettivo: garantire la genuinità del prodotto particolarmente apprezzato sul mercato nazionale e tutelato dalla Denominazione Origine Protetta (D.O.P.) e salvaguardare nel contempo gli interessi e la salute dei consumatori.

Gli uomini del Comando Gruppo Carabinieri Forestale di Foggia stanno effettuando una serie di accertamenti negli stabilimenti oleari presenti in Capitanata allo scopo di verificare la corretta rintracciabilità dell’olio in tutte le fasi della lavorazione e commercializzazione nonché verificare la corrispondenza tra il prodotto presente negli stabilimenti e il prodotto registrato nel sistema informativo del SIAN.

A seguito di questa prima settimana di controlli sono emerse diverse irregolarità, nel merito sono state sottoposte a sequestro 135 Kg di olive verdi in salamoia detenute per la vendita con la data di scadenza superata; sono stati sequestrati 100 Kg di olio extra vergine di oliva confezionato privo di idonea tracciabilità; sono stati deferiti alla competente Autorità giudiziaria 2 soggetti di nazionalità bulgara intenti a rubare 150 Kg di olive direttamente in campo e sequestrati i mezzi di prova (compressore e battitore con reti per la raccolta) utilizzatati dai due avventori; infine sono stati sequestrati due serbatoi contenenti 600 litri di olio di oliva da classificare del tutto privi di idoneo sistema di tracciabilità. Sono state contestate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 7.000 euro. I prodotti sequestrati ammontano a 8.000 euro. L’attività di controllo continuerà nei prossimi giorni.

Taranto, ai nastri di partenza la 27° 'Sagra del Mandarino'

PALAGIANO (TA) - Dopo un anno sabbatico ritorna, rinnovata nell’organizzazione, la Sagra del Mandarino, pronta a tagliare il traguardo della 27^ edizione. Un impegno che la nuova amministrazione aveva preso da subito: “Se questa è la terra della conca d’oro, dove a farla da padrone sono gli agrumi ed, in particolare, le clementine, allora – aveva più volte ribadito in campagna elettorale l’attuale sindaco Domiziano Lasigna - non si può non avere una festa che ne promuova la qualità, il sapore esclusivo e le proprietà organolettiche”.

Così, sabato 16 e domenica 17 dicembre, Palagiano si vestirà d’arancio, con la Sagra del Mandarino e degli agrumi del Golfo di Taranto, promossa e patrocinata dall’Amministrazione Comunale. Quasi una sorta di rivincita, per esorcizzare i danni ingenti provocati alle produzioni dalle gelata dello scorso gennaio.

Stand espositivi, seminari e convegni, attività ricreative, culturali e gastronomiche, ma anche spettacoli musicali e cabaret. Il programma non è stato ancora ultimato, ma già si conoscono le date di alcuni avvenimenti, non di minore importanza, che faranno da cornice alla due giorni di dicembre.

Dal 16 novembre al 3 dicembre è in programma il Trofeo nazionale di tennis “Mandarin Bowl”, giunto alla sua 11^ edizione. Le partite dei turni preliminari si svolgeranno nei giorni previsti dalle ore 15, mentre le finali e la cerimonia di premiazione si terranno il 2 e 3 dicembre alle ore 16. L’iniziativa sarà presentata domani, sabato 11, in conferenza stampa, alle 10,30 presso l’aula consiliare “Norberto Bobbio” – Casa della Cultura, in via S. Marco 66. Interverranno: il sindaco Domiziano Lasigna; Isidoro Alvisi, consigliere nazionale della Federazione Italiana Tennis; Francesco Mantegazza, presidente Federazione Italiana Tennis Puglia e Lino Albanese, presidente Circolo Tennis Palagiano.

Sabato 25 novembre, si terrà l’iniziativa “Alla ricerca del vecchio pino”, una passeggiata alla scoperta dei profumi della natura nella suggestiva pineta del bosco Marziotta, che si concluderà con la visita di un’azienda ortofrutticola. D’obbligo la degustazione di agrumi.
Domenica 26 novembre è in programma “Correndo la sagra”, una gara podistica tra gli agrumeti, organizzata in maniera tale da consentire la partecipazione anche a bambini e disabili. La giornata si concluderà con un Cooking Show al profumo di agrumi, presso il bed & breakfast Fiori D’Arancio.

Dal 27 novembre al 17 dicembre, in programma anche attività didattiche sull’agrumicoltura destinate alle scuole di ogni ordine e grado.

Agroalimentare: la Pantaleo Spa di Fasano tra le prime imprese olearie industriali d’Italia a curare il processo dalla pianta alla bottiglia


FASANO – Quasi 150 ettari acquistati e messi a coltura, un frantoio continuo di ultima generazione in grado di lavorare otto tonnellate di olive all’ora, nuovi impianti, attrezzature e macchinari: è questo il piano di sviluppo, per un investimento totale di oltre sette milioni di euro, finalizzato dalla Nicola Pantaleo Spa - azienda nata a Fasano nel 1890 e impegnata nella produzione e commercializzazione di olio d’oliva - per chiudere l’intera filiera produttiva ed essere tra le prime imprese industriali del settore oleario in Italia a curare tutto il processo, dalla pianta alla bottiglia.

Le coltivazioni, lo stabilimento e il frantoio appena realizzato sono stati presentati a circa 150 ospiti tra clienti, buyer e partner italiani e stranieri provenienti da Europa, USA, India, Corea e Giappone che hanno partecipato all’inizio della campagna olearia e, alla presenza delle autorità del territorio, anche alla prima molitura del frantoio.

Con l’obiettivo di coniugare la tradizione (derivante dai quasi 130 anni di storia) e l’innovazione, nei 150 ettari di terreno sono già coltivati circa 2mila olivi secolari della cultivar tipicamente pugliese ‘Ogliarola’ e 13.200 piante con coltivazioni intensive di differenti cultivar preesistenti quali ‘Coratina’, ‘Peranzana’, ‘Cima di Melfi’, ‘Leccino’, ‘Frantoio’, ‘Picholine’, mentre, entro il 2018, andranno in coltivazione super-intensiva 160mila piante di ‘Ogliana’ e ‘Arbosana’.

Una volta a pieno regime (previsto per il 2019), la filiera ‘Pantaleo’ lavorerà 3.000 tonnellate di olive proprie per oltre 650.000 litri di olio extra-vergine biologico all’anno (oggi 800 tonnellate di olive per 144.000 litri, quasi tutti venduti sul mercato asiatico) ottenuto esclusivamente da olive coltivate in agro di Fasano.

«Questo investimento - ha spiegato Nicola Pantaleo, direttore generale della Nicola Pantaleo Spa – ci consentirà di essere maggiormente competitivi sulla fascia di mercato più alta, potendo produrre direttamente noi un olio, biologico e da olive coltivate esclusivamente in Puglia, che diventerà il nostro prodotto ‘top’ di gamma».

L’investimento, che ha previsto anche migliorie ai fondi agricoli (alcuni dei quali in stato di abbandono) e l’introduzione dei più moderni modelli di raccolta per abbatterne i tempi a vantaggio della qualità dell’olio, ha consentito l’assunzione a tempo indeterminato di 10 persone portando l’occupazione totale, tra la Pantaleo Nicola Spa e la Pantaleo Agricoltura Srl (che si occupa di coltivazione, trasformazione e confezionamento di prodotti agricoli tra cui il pomodoro Regina, entrato tra i prodotti protetti dai Presidi Slow Food), a 41 persone.

La Nicola Pantaleo Spa stima di chiudere il 2017 con un fatturato di circa 62 milioni di euro, in linea con le performance del 2016. L’azienda è presente sul mercato nazionale e, soprattutto, su quello internazionale, sia comunitario che extra-UE; l’export supera il 75% del fatturato e si concentra in una decina di Paesi tra cui Giappone, India, Stati Uniti, Oman, Quatar e UE.

Borraccino: "Tutelare l'olio d'oliva pugliese"

BARI - Dichiarazione del consigliere regionale Mino Borraccino, presidente della II Commissione (Affari Generali e Personale) Regione Puglia. “Su mia espressa richiesta - dichiara Borraccino - , si è svolta ieri l’audizione in IV Commissione sul “Riconoscimento dei Consorzi di tutela, con particolare riferimento alla valorizzazione e tutela dell’olio extravergine d’oliva a denominazione di origine protetta” (DOP Terra di Bari)".

"Lo scopo - prosegue - è quello di evitare la fine dell’attività del Consorzio, causata da una diversità fra le procedure per la DOP relativa all’olio d’oliva e quella relativa ad altri prodotti agricoli. Infatti, mentre per questi la procedura si basa sui luoghi di produzione (per esempio i caseifici, per i formaggi), per l’olio d’oliva si utilizza il criterio del numero minimo di produttori aderenti al Consorzio".

"In realtà - spiega - , i Consorzi hanno la funzione di tutela, promozione e valorizzazione del prodotto, nonché di informazione del consumatore. Quindi il loro riconoscimento dovrebbe essere revocato solo se essi non adempiano a tali compiti, e non perché una parte di produttori olivicoli decida di non aderire per svariati motivi.
La diversità di approccio alla DOP fra l’olio d’oliva e gli altri prodotti agricoli deriva da due diversi Decreti emanati nel 2000 dall’allora Ministro Paolo De Castro. Ragion per cui l’assessore Leo Di Gioia ha ritenuto fondate le ragioni del Consorzio di tutela dell’olio extravergine di oliva, ma ha rilevato che la sede per procedere a una revisione dei Decreti Ministeriali vigenti è la Conferenza Stato-Regioni, all’interno della quale peraltro la Puglia esprime la Presidenza del Settore Agricoltura".

"La Conferenza, in sostanza, dovrebbe chiedere al Ministero di uniformare il Decreto relativo all’olio d’oliva a quello relativo agli altri prodotti agricoli. Ho preso atto positivamente dell’impegno dell’assessore Di Gioia e attendo – insieme agli olivicoltori interessati – un rapido sviluppo positivo della vicenda. Solo così, infatti, si riuscirà a sollevare il Consorzio Terra di Bari dall’attuale stato di crisi”, conclude Borraccino.