Carcere di Taranto, allarme del Sappe: “Caldo estremo, sovraffollamento e carenza d’acqua”


TARANTO - Situazione critica nel carcere di Taranto, dove nelle ultime settimane si sono registrati disagi legati al caldo estremo, al sovraffollamento e alla carenza di acqua, fino a provocare una protesta da parte dei detenuti. La situazione si sarebbe poi sbloccata con l’arrivo di autobotti per il ripristino delle forniture idriche.

A denunciare le condizioni dell’istituto è il Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), che parla di una condizione “oltre la soglia della tollerabilità” e sollecita l’intervento della magistratura.

Secondo quanto riportato, l’istituto penitenziario ospiterebbe circa 850 detenuti a fronte di 389 posti regolamentari, con una carenza stimata di almeno 150 agenti della polizia penitenziaria. Una situazione che, secondo il sindacato, inciderebbe pesantemente sulla gestione quotidiana della struttura.

Particolarmente critiche anche le condizioni interne: in diverse celle sarebbero presenti cinque detenuti in spazi progettati per tre persone, con ipotesi di ulteriori sovraffollamenti. Il tutto aggravato dalle temperature interne che, secondo le segnalazioni, sfiorerebbero i 50 gradi, complice la struttura edilizia realizzata con materiali che tendono ad accumulare calore.

Il Sappe evidenzia inoltre la presenza di numerosi detenuti con patologie croniche e disturbi psichiatrici, che renderebbero ancora più complessa la gestione sanitaria e assistenziale.

Il sindacato chiede un intervento urgente delle autorità competenti per verificare le condizioni dell’istituto e adottare misure strutturali, anche alla luce delle criticità legate alla sicurezza e al benessere sia dei detenuti che del personale in servizio.