Festival della Valle d’Itria, al via la 52ª edizione: debutto con Stravinskij e Casella, poi la prima moderna di Provenzale e una Carmen inedita

MARTINA FRANCA – Si alza il sipario martedì 14 luglio, alle ore 21 nel cortile di Palazzo Ducale, sulla 52ª edizione del Festival della Valle d’Itria, uno degli appuntamenti più prestigiosi del panorama lirico internazionale. L’edizione 2026, dedicata al tema “Mediterraneo. Culla del mito, crocevia di culture, mare che accoglie”, propone un cartellone che intreccia grandi capolavori, riscoperte musicologiche e nuove produzioni.

L’inaugurazione è affidata a un dittico formato da Pulcinella di Igor Stravinskij e La favola di Orfeo di Alfredo Casella, due opere del Novecento accomunate dalla rilettura del mito e della tradizione classica. La regia e la coreografia sono firmate da Jean Renshaw, mentre sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro Petruzzelli di Bari salirà il giovane direttore Nicolò Umberto Foron. Le repliche sono in programma il 26 e 29 luglio e il 1° agosto.

Tra gli appuntamenti più attesi figura Il schiavo di sua moglie di Francesco Provenzale, in scena dal 24 luglio al Chiostro del Carmine. L’opera del compositore napoletano del Seicento sarà proposta per la prima volta in epoca moderna grazie al lavoro di ricerca del musicologo e direttore Antonio Florio, alla guida della Cappella Neapolitana. Sul palco gli allievi dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”, con la regia di Rita Cosentino.

Grande attesa anche per il nuovo allestimento della Carmen di Georges Bizet, in programma dal 25 luglio a Palazzo Ducale. Il Festival presenterà, per la prima volta in forma scenica, la versione originale del 1874 ricostruita dal musicologo Paul Prévost per l’edizione critica Bärenreiter. A dirigere Orchestra e Coro del Teatro Petruzzelli sarà il direttore musicale del Festival Fabio Luisi, mentre la regia è affidata a Denis Krief. Protagonista sarà il mezzosoprano Deniz Uzun nel ruolo di Carmen.

Accanto alle produzioni operistiche trova spazio anche il teatro civile con “Vennero da ogni dove. Narrar cantando umanità in cammino”, progetto commissionato a Marco Baliani e dedicato ai temi del viaggio, delle migrazioni e del Mediterraneo contemporaneo, in programma il 20 e 21 luglio al Chiostro di San Domenico.

Ricco anche il cartellone concertistico, con appuntamenti sinfonici, cameristici e vocali ospitati tra basiliche, chiostri, masserie e palazzi storici della Valle d’Itria. Tra gli ospiti figurano l’Orchestra ICO della Magna Grecia, l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala, il Quartetto Adorno, la violinista Francesca Dego, Francesco D’Orazio, Danilo Squitieri e Pino De Vittorio.

Non mancheranno momenti di approfondimento culturale. Il 18 e 19 luglio la Fondazione Paolo Grassi ospiterà il convegno dedicato al rapporto tra mito, Mediterraneo e musica del Novecento attraverso le opere di Stravinskij e Casella. Il 28 luglio, invece, la direttrice artistica Silvia Colasanti dialogherà con il presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, Rosario Maria Gianluca Valastro, sul significato contemporaneo del Mediterraneo tra cultura, accoglienza e impegno umanitario.

Ad anticipare il Festival sarà la rassegna “In Orbita”, dal 10 al 12 luglio, con spettacoli gratuiti nelle piazze e nelle contrade di Martina Franca dedicati al tema del viaggio e dell’incontro tra culture.

La manifestazione, organizzata dalla Fondazione Paolo Grassi, si conferma anche quest’anno un punto di riferimento internazionale per la valorizzazione del patrimonio operistico e musicale, capace di coniugare ricerca, innovazione e dialogo con il presente attraverso il linguaggio universale della musica.