La Bibbia in dialetto barese nella Biblioteca Comunale di Bari

 

VITTORIO POLITO - Il Sindaco di Bari, Vito Leccese, ha ricevuto il 29 giugno scorso nel Palazzo di Città, Luigi Canonico, noto e prolifico poeta dialettale barese che ha donato alla Città di Bari la Bibbia da lui tradotta integralmente in dialetto barese, unica opera ad essere completa di Antico e Nuovo Testamento tra tutte le traduzioni nei dialetti e parlate locali italiane.

Tradurre in dialetto barese opere religiose è una grande responsabilità in quanto bisogna trasporre in un’altra lingua, in linea di massima senza regole condivise, quanto scritto della vita di Gesù. Lo stesso autore, che ha dedicato tanto studio alla lettura ed interpretazione delle varie Bibbie, scrive «iì non zò nu speggialiste de la lèngua grèche usate da le scretture de tanne, me so abbeggiate a ttande veldate modèrne strafìne de la Bibbie, ca, come discene le cchjù ddotte ndra le chidde ca stedièscene chisse cose, s’avvecinene de cchiù a le scritte oreggenale». 

Canonico, che è stato introdotto dal dott. Giuseppe Cascella, Consigliere Culturale del Sindaco di Bari, ha letto alcune suoi versi dedicati alla Città di Bari e l’introduzione della “Bibbia Barese”, destando vivo interesse ed apprezzamento del primo cittadino di Bari e dei presenti all’evento culturale.

Luigi Canonico, ha fatto un gran lavoro regalando ai baresi la Bibbia nel nostro dialetto dal quale, forse, ne trarremo anche un beneficio spirituale. Ricordo che il poeta dialettale barese ha tradotto nel nostro vernacolo anche i Vangeli (U Vangèle chendate da le quatte Evangelìste: Matté, Marche, Luche, Giuanne veldate a la barése). La bibliografia sul dialetto barese annovera, sempre dello stesso autore, anche un’altra grande opera «U Tèstamènde Nève – Le saggre scretture grèche-crestiane de la Bibbie veldate a la barèse», tutte opere di grande prestigio, tradotte e curate nella “nostra” lingua.

La Bibbia, com’è noto, è il complesso delle Scritture sacre dell’ebraismo e del cristianesimo, comprendente cioè i libri dell’Antico e del Nuovo Testamento e che «secondo il canone dei cristiani, è divisa in due grandi parti, chiamate rispettivamente ‘Antico’ (o Vecchio) Testamento, e ‘Nuovo’. «Il Nuovo Testamento, contiene l’alleanza nuova, in sostituzione della precedente, per cui Gesù Cristo ha avvinto a sé, in virtù della sua morte espiatrice, non più una particolare nazione, ma l’umanità intera. Naturalmente, questa “nuova alleanza” non è riconosciuta dal giudaismo dei tempi cristiani, il quale perciò respinge il Nuovo Testamento.». (Da Enciclopedia Italiana Treccani).

Complimenti vivissimi al nostro concittadino che dà lustro culturale a Bari, al suo dialetto ed ai baresi.