RETTIFICA. Massafra, sciopero alla Polibeck: 13 lavoratori in piazza per chiedere risposte all’azienda
In relazione all’articolo pubblicato il 18 luglio 2026 dal titolo “Massafra, sciopero alla Polibeck: 35 lavoratori in piazza per chiedere risposte all’azienda”, la società Polibeck precisa che i dipendenti complessivamente in forza sono 35, di cui 1 assunto a tempo indeterminato.
I lavoratori che hanno effettivamente aderito allo sciopero sono stati complessivamente 13, e non 35. Non corrisponde pertanto al vero quanto riportato nel titolo e nel testo dell’articolo in ordine alla partecipazione allo sciopero di tutti i 35 dipendenti.
Non è altresì corretto affermare che lo sciopero sia stato proclamato dai 35 dipendenti della Polibeck. Lo sciopero è stato proclamato da una sola delle sigle sindacali presenti in azienda, alla quale risultano iscritti 16 lavoratori su un totale di 35 dipendenti. Le adesioni effettive allo sciopero sono state 13.
La società precisa, infine, che nel corso della giornata interessata dallo sciopero la produzione non è stata bloccata né interrotta, ma si è svolta regolarmente.
MASSAFRA - Si fermano i lavoratori della Polibeck di Massafra, azienda specializzata nelle lavorazioni in plastica. Dopo settimane di trattative senza esito, 13 dipendenti hanno proclamato lo sciopero e organizzato un presidio in piazza Vittorio Emanuele, sostenuti dalla Filctem-Cgil di Taranto e dalla Cgil ionica.
Alla mobilitazione hanno partecipato anche familiari e cittadini, trasformando la protesta in un momento di confronto con la comunità. Per i sindacati si è trattato di «un segnale politico e sociale forte», non di una semplice iniziativa di protesta.
«La mobilitazione di oggi – ha dichiarato Francesco Bardinella, segretario della Filctem-Cgil – è la risposta diretta all’atteggiamento di un’azienda che continua a sottrarsi al confronto».
Al centro della vertenza ci sono diverse richieste avanzate dai lavoratori: il riconoscimento della maggiorazione di turno, l’indennità sostitutiva per il fondo sanitario, interventi concreti per migliorare le condizioni lavorative, maggiore chiarezza sulla prospettiva industriale, il rispetto dell’orario di lavoro e il riconoscimento dell’indennità di turno.
La sigla sindacale chiede ora un cambio di passo e la riapertura del dialogo con l’azienda, con l’obiettivo di trovare una soluzione condivisa alla vertenza e garantire maggiore tutela ai dipendenti.
I lavoratori che hanno effettivamente aderito allo sciopero sono stati complessivamente 13, e non 35. Non corrisponde pertanto al vero quanto riportato nel titolo e nel testo dell’articolo in ordine alla partecipazione allo sciopero di tutti i 35 dipendenti.
Non è altresì corretto affermare che lo sciopero sia stato proclamato dai 35 dipendenti della Polibeck. Lo sciopero è stato proclamato da una sola delle sigle sindacali presenti in azienda, alla quale risultano iscritti 16 lavoratori su un totale di 35 dipendenti. Le adesioni effettive allo sciopero sono state 13.
La società precisa, infine, che nel corso della giornata interessata dallo sciopero la produzione non è stata bloccata né interrotta, ma si è svolta regolarmente.
Alla mobilitazione hanno partecipato anche familiari e cittadini, trasformando la protesta in un momento di confronto con la comunità. Per i sindacati si è trattato di «un segnale politico e sociale forte», non di una semplice iniziativa di protesta.
«La mobilitazione di oggi – ha dichiarato Francesco Bardinella, segretario della Filctem-Cgil – è la risposta diretta all’atteggiamento di un’azienda che continua a sottrarsi al confronto».
Al centro della vertenza ci sono diverse richieste avanzate dai lavoratori: il riconoscimento della maggiorazione di turno, l’indennità sostitutiva per il fondo sanitario, interventi concreti per migliorare le condizioni lavorative, maggiore chiarezza sulla prospettiva industriale, il rispetto dell’orario di lavoro e il riconoscimento dell’indennità di turno.
La sigla sindacale chiede ora un cambio di passo e la riapertura del dialogo con l’azienda, con l’obiettivo di trovare una soluzione condivisa alla vertenza e garantire maggiore tutela ai dipendenti.
