Mario Roggero entra in carcere: sconterà 14 anni e 9 mesi per la sparatoria del 2021
BOLLATE - Il gioielliere Mario Roggero si è presentato nel carcere di Bollate, nel Milanese, per iniziare a scontare la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo, durante la sparatoria avvenuta il 28 aprile 2021 a Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo.
Prima di entrare nell’istituto penitenziario, Roggero ha parlato con i giornalisti. Alla domanda se fosse pentito ha risposto: «Sì, ma con il senno di poi bisogna trovarsi in quelle situazioni», definendo invece «un’ingiustizia» la sentenza definitiva pronunciata nei suoi confronti.
Il gioielliere ha anche espresso la speranza di ottenere la grazia dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dichiarando di confidare in un intervento del Capo dello Stato.
L’ingresso in carcere è avvenuto dopo la firma dell’ordine di carcerazione da parte del procuratore di Asti, Biagio Mazzeo, atto necessario per dare esecuzione alla pena dopo la conferma della condanna da parte della Corte di Cassazione.
Il procedimento era stato celebrato in primo grado ad Asti, dove Roggero era stato condannato a 17 anni di reclusione. In appello, la Corte d’Appello di Torino aveva ridotto la pena a 14 anni e 9 mesi, decisione successivamente confermata dalla Cassazione.
Nei giorni precedenti alla costituzione, la difesa aveva presentato un’istanza per il differimento della carcerazione, mentre la moglie, Mariangela Sandrone, aveva inoltrato una richiesta di grazia. Dopo la sentenza definitiva, i legali avevano precisato che Roggero si sarebbe consegnato soltanto dopo la notifica formale dell’ordine di carcerazione, passaggio tecnico che ha preceduto il suo ingresso nel penitenziario.
Per il gioielliere, oggi settantaduenne, si apre così il periodo di detenzione previsto dalla sentenza definitiva, mentre resta pendente la richiesta di grazia presentata al Quirinale.
Prima di entrare nell’istituto penitenziario, Roggero ha parlato con i giornalisti. Alla domanda se fosse pentito ha risposto: «Sì, ma con il senno di poi bisogna trovarsi in quelle situazioni», definendo invece «un’ingiustizia» la sentenza definitiva pronunciata nei suoi confronti.
Il gioielliere ha anche espresso la speranza di ottenere la grazia dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dichiarando di confidare in un intervento del Capo dello Stato.
L’ingresso in carcere è avvenuto dopo la firma dell’ordine di carcerazione da parte del procuratore di Asti, Biagio Mazzeo, atto necessario per dare esecuzione alla pena dopo la conferma della condanna da parte della Corte di Cassazione.
Il procedimento era stato celebrato in primo grado ad Asti, dove Roggero era stato condannato a 17 anni di reclusione. In appello, la Corte d’Appello di Torino aveva ridotto la pena a 14 anni e 9 mesi, decisione successivamente confermata dalla Cassazione.
Nei giorni precedenti alla costituzione, la difesa aveva presentato un’istanza per il differimento della carcerazione, mentre la moglie, Mariangela Sandrone, aveva inoltrato una richiesta di grazia. Dopo la sentenza definitiva, i legali avevano precisato che Roggero si sarebbe consegnato soltanto dopo la notifica formale dell’ordine di carcerazione, passaggio tecnico che ha preceduto il suo ingresso nel penitenziario.
Per il gioielliere, oggi settantaduenne, si apre così il periodo di detenzione previsto dalla sentenza definitiva, mentre resta pendente la richiesta di grazia presentata al Quirinale.
