Colpo di calore o esaurimento da calore? La differenza che può salvare la vita di un anziano
BARI - Le ondate di calore che si susseguono da giugno in Puglia, con bollini rossi che si ripetono su Bari, Foggia e Taranto e temperature percepite che in alcune giornate hanno superato i 40 gradi, hanno reso ormai familiare un vocabolario che fino a qualche anno fa apparteneva più ai bollettini scientifici che alla cronaca quotidiana: allerta caldo, categorie fragili, accessi al pronto soccorso in aumento. Ma dietro l'allarme generico si nasconde una distinzione clinica precisa, che vale la pena conoscere perché può fare la differenza tra una gestione tranquilla a casa e una vera emergenza.
Esaurimento da calore vs Colpo di calore: la distinzione clinica
La distinzione tra queste due condizioni non è solo terminologica, ma guida l'intervento di primo soccorso:
|
Condizione |
Sintomi Principali |
Cosa Fare Immediatamente |
|
Esaurimento da calore |
Sudorazione abbondante, stanchezza, mal di testa, nausea, cute fredda/umida. La persona è lucida. |
Spostare all'ombra/fresco, far sdraiare con gambe sollevate, offrire acqua a piccoli sorsi. |
|
Colpo di calore |
Temperatura corporea > 40°C, pelle calda e asciutta (assenza di sudore), confusione, perdita di coscienza. |
Chiamare subito il 118. Nell'attesa, raffreddare la pelle con acqua fresca o panni umidi. |
L'esaurimento da calore è la condizione di gran lunga più comune: compare dopo ore di esposizione a temperature elevate o dopo uno sforzo fisico prolungato, e si manifesta con sudorazione abbondante, stanchezza marcata, mal di testa, nausea e capogiri, mentre la persona resta lucida e orientata. Le linee guida europee di rianimazione (ERC) indicano una risposta chiara e alla portata di chiunque: spostare la persona in un ambiente fresco, farla sdraiare, offrire liquidi, eventualmente un raffreddamento passivo della pelle. Nella maggior parte dei casi la situazione si risolve nel giro di qualche ora senza bisogno di cure mediche.
Il colpo di calore è tutt'altra cosa, ed è la ragione per cui il Ministero della Salute continua a diramare bollettini con i bollini di allerta città per città: la temperatura corporea sale molto, spesso oltre i 40°C, la pelle può diventare calda e arrossata, e compaiono confusione, disorientamento o perdita di coscienza. In questo caso le linee guida raccomandano un raffreddamento attivo e immediato, per esempio con acqua fredda applicata su tutto il corpo, in attesa dei soccorsi: è una situazione da 118, non da attesa a casa sperando che passi.
Perché gli anziani sono più a rischio e l'assistenza territoriale
I numeri di questa estate in Puglia raccontano bene la scala del fenomeno: l'ASL di Bari ha effettuato oltre mille visite domiciliari ai pazienti fragili nell'ultimo mese, accompagnate da migliaia di contatti telefonici di monitoraggio, proprio per seguire da vicino anziani e persone con patologie croniche, verificarne lo stato di salute e il corretto svolgimento delle terapie. Al Policlinico di Bari, che riceve mediamente circa 250 accessi al giorno al pronto soccorso, gli operatori hanno registrato un incremento di circa il 15% negli accessi legati a capogiri, nausea, mal di testa, sbalzi di pressione e disidratazione durante i weekend più caldi. A Foggia, alcune parrocchie hanno riattivato punti di refrigerio per chi soffre maggiormente le alte temperature, un segnale di quanto il tema abbia ormai una rilevanza che va oltre la sanità in senso stretto.
Le persone anziane restano la categoria più esposta, e non per un motivo puramente anagrafico: il meccanismo di termoregolazione perde efficienza con l'età, e diversi farmaci di uso molto comune - i diuretici in primis, spesso prescritti proprio per la pressione alta o per problemi cardiaci - alterano l'equilibrio di liquidi e sali minerali dell'organismo, rendendo più probabile un episodio di disidratazione anche con un'esposizione al caldo relativamente moderata. Non significa sospendere le terapie, tutt'altro: significa parlarne con il proprio medico prima che l'estate entri nel vivo, magari approfondendo con un percorso dedicato a chi si prende cura di una persona anziana in questa stagione, per capire quali accorgimenti alimentari e di idratazione possano fare la differenza.
Anche i bambini a rischio
Ma c'è un secondo gruppo a rischio che il Codacons e gli stessi bollettini ministeriali citano sempre insieme agli anziani, e che merita altrettanta attenzione: i bambini. Il loro sistema di termoregolazione, ancora immaturo, li rende vulnerabili tanto quanto (in certe condizioni anche più) delle persone anziane, e le raccomandazioni per loro sono le stesse in principio ma richiedono un'attenzione ancora più costante da parte di chi li accudisce: idratazione frequente anche senza richiesta esplicita di bere, ombra nelle ore centrali, mai lasciarli soli in auto nemmeno per pochi minuti. Per un genitore in una città pugliese con bollino rosso che nota nel proprio bambino stanchezza insolita, scarso appetito o un episodio febbrile nel weekend, quando gli studi medici sono chiusi, poter contattare un pediatra online per un primo orientamento è spesso il modo più rapido per capire se la situazione richieda una visita urgente o possa essere gestita a casa con qualche accorgimento in più.
Per chi invece assiste un genitore anziano a distanza, magari vivendo fuori regione, come capita a molte famiglie pugliesi con figli emigrati al Nord per lavoro, un confronto rapido con un medico personale online può aiutare a valutare, insieme a chi è sul posto, se un malessere legato al caldo richieda l'intervento del 118 o basti mettere in pratica le raccomandazioni di base: bere anche senza sete, evitare l'esposizione diretta al sole tra le 11 e le 18, tenere fresche le abitazioni arieggiando nelle ore più fresche della giornata, monitorare con particolare attenzione chi vive solo.
