Lupo a Noicattaro, la Regione Puglia autorizza il prelievo e la cattura dell’esemplare
BARI – La Regione Puglia ha autorizzato il prelievo e la cattura dell’esemplare di lupo avvistato nel territorio di Noicattaro, dopo l’episodio dello scorso 4 agosto.
Il decreto è stato firmato oggi, 14 agosto 2026, dal presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, dopo l’acquisizione del parere favorevole dell’ISPRA, che ha indicato la necessità di procedere con la massima urgenza alla rimozione dell’animale.
L’esemplare è stato classificato dall’istituto nella categoria 19, livello di criticità 5, prevista dal Protocollo sperimentale per la gestione dei lupi urbani e confidenti.
Il provvedimento arriva al termine del lavoro avviato immediatamente dopo l’episodio, anche attraverso la Task force interistituzionale costituita dal Prefetto di Bari in collaborazione con l’assessorato regionale all’Agricoltura, con l’obiettivo di monitorare la situazione e individuare le modalità di intervento più appropriate.
La Regione, attraverso il Dipartimento Agricoltura, ha coinvolto il CNR e il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Bari, con l’attivazione del professor Antonio Camarda. Nel frattempo è stato avviato il monitoraggio dell’area attraverso l’utilizzo di fototrappole, progressivamente esteso anche alle altre zone nelle quali l’animale è stato segnalato.
La squadra incaricata della cattura
Il decreto regionale prevede la costituzione di una specifica squadra operativa composta dal professor Antonio Camarda, docente della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Bari, dal biologo faunista Lorenzo Gaudiano, consulente del CNR-IRET di Lecce, dai veterinari della ASL Bari Emilio Paolo Puntorieri e Saverio Canzio e dal tenente colonnello Roberto Cannone dei Carabinieri Forestali, comandante del Nucleo CITES.
Le operazioni dovranno svolgersi nel rigoroso rispetto delle prescrizioni tecniche indicate dall’ISPRA e condivise dalla Task force prefettizia.
Saranno utilizzate tecniche di cattura adeguate al comportamento dell’animale, con la supervisione del personale veterinario anche per l’eventuale immobilizzazione farmacologica.
Una volta catturato, l’esemplare sarà sottoposto a visita clinica e analisi genetiche, oltre che a sterilizzazione, prima della sua captivazione permanente.
Monitoraggio per la sicurezza
L’attività di monitoraggio e cattura viene condotta, sottolinea la Regione, in via precauzionale e per ragioni di sicurezza e incolumità pubblica.
Nella stessa area sono state infatti segnalate numerose presenze di cani randagi e anche di cani domestici lasciati liberi. Per questo motivo sarà necessario attendere gli esami del DNA per stabilire con certezza la natura dell’animale eventualmente coinvolto nell’aggressione.
L’obiettivo dell’intervento è dunque individuare e rimuovere l’esemplare ritenuto potenzialmente problematico, garantendo al contempo il rispetto delle prescrizioni scientifiche e veterinarie previste per la cattura.
Il decreto è stato firmato oggi, 14 agosto 2026, dal presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, dopo l’acquisizione del parere favorevole dell’ISPRA, che ha indicato la necessità di procedere con la massima urgenza alla rimozione dell’animale.
L’esemplare è stato classificato dall’istituto nella categoria 19, livello di criticità 5, prevista dal Protocollo sperimentale per la gestione dei lupi urbani e confidenti.
Il provvedimento arriva al termine del lavoro avviato immediatamente dopo l’episodio, anche attraverso la Task force interistituzionale costituita dal Prefetto di Bari in collaborazione con l’assessorato regionale all’Agricoltura, con l’obiettivo di monitorare la situazione e individuare le modalità di intervento più appropriate.
La Regione, attraverso il Dipartimento Agricoltura, ha coinvolto il CNR e il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Bari, con l’attivazione del professor Antonio Camarda. Nel frattempo è stato avviato il monitoraggio dell’area attraverso l’utilizzo di fototrappole, progressivamente esteso anche alle altre zone nelle quali l’animale è stato segnalato.
La squadra incaricata della cattura
Il decreto regionale prevede la costituzione di una specifica squadra operativa composta dal professor Antonio Camarda, docente della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Bari, dal biologo faunista Lorenzo Gaudiano, consulente del CNR-IRET di Lecce, dai veterinari della ASL Bari Emilio Paolo Puntorieri e Saverio Canzio e dal tenente colonnello Roberto Cannone dei Carabinieri Forestali, comandante del Nucleo CITES.
Le operazioni dovranno svolgersi nel rigoroso rispetto delle prescrizioni tecniche indicate dall’ISPRA e condivise dalla Task force prefettizia.
Saranno utilizzate tecniche di cattura adeguate al comportamento dell’animale, con la supervisione del personale veterinario anche per l’eventuale immobilizzazione farmacologica.
Una volta catturato, l’esemplare sarà sottoposto a visita clinica e analisi genetiche, oltre che a sterilizzazione, prima della sua captivazione permanente.
Monitoraggio per la sicurezza
L’attività di monitoraggio e cattura viene condotta, sottolinea la Regione, in via precauzionale e per ragioni di sicurezza e incolumità pubblica.
Nella stessa area sono state infatti segnalate numerose presenze di cani randagi e anche di cani domestici lasciati liberi. Per questo motivo sarà necessario attendere gli esami del DNA per stabilire con certezza la natura dell’animale eventualmente coinvolto nell’aggressione.
L’obiettivo dell’intervento è dunque individuare e rimuovere l’esemplare ritenuto potenzialmente problematico, garantendo al contempo il rispetto delle prescrizioni scientifiche e veterinarie previste per la cattura.
