Nepal: Save the Children, corsa contro il tempo dei soccorritori per trovare i sopravvissuti
I soccorritori stanno lavorando freneticamente per trovare sopravvissuti nelle aree del Nepal settentrionale devastate dalle improvvise inondazioni, molte località sono tuttora raggiungibili solo in elicottero. Lo afferma Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, che sta distribuendo aiuti di emergenza alle famiglie.
Il disastro nella regione di Rasuwa ha colpito mentre i bambini si stavano recando a scuola o stavano iniziando le lezioni. Spesso si devono percorrere lunghe distanze per raggiungere la scuola. Queste aree sono ora isolate dalle acque dell'alluvione, con il rischio che i bambini siano separati dalle loro famiglie o da chi si prende cura di loro. I danni alle infrastrutture telefoniche e internet rendono inoltre difficile mettersi in contatto con i propri cari.
Le famiglie cercano riparo ovunque possibile. Alcune si sono trasferite da parenti, altre vivono in edifici pubblici come i centri comunitari. L'accesso all'acqua potabile ha subito gravi interruzioni in tutto il distretto.
Lo staff di Save the Children, impegnato nelle aree colpite dall'alluvione, segnala notevoli difficoltà per raggiungere le comunità che necessitano di assistenza. Le strade sono bloccate o allagate e il traffico intenso sta rallentando le operazioni di soccorso, a causa del flusso di persone che fuggono dalle zone colpite e di quelle che vi si dirigono per dare supporto ai soccorsi.
Mentre aumenta il numero delle vittime accertate e di coloro che risultano ancora dispersi. Le violente e improvvise inondazioni hanno colpito all’improvviso le comunità della regione montuosa, distruggendo case ed edifici, abbattendo ponti e lasciando dietro di sé una distesa di fango e detriti.
“La vita dei bambini è cambiata in un istante. Alcuni hanno perso la casa, i propri averi e il senso di sicurezza. Per un bambino perdere la casa non significa solo perdere un edificio, ma perdere il luogo in cui si sente al sicuro. All'indomani di un disastro come questo, i più piccoli sono tra i soggetti più vulnerabili ed esposti a rischi maggiori per la salute, la sicurezza, la protezione e il benessere. Saranno confusi e turbati dopo aver assistito a una tale devastazione. Individuare chi è stato separato dai familiari o i non accompagnati deve essere una priorità per le squadre di soccorso e di intervento. Sebbene sia urgente fornire assistenza immediata, la risposta non può limitarsi alle forniture di emergenza. Per molte di queste comunità non ci sarà una ripresa rapida; minori e famiglie avranno bisogno di un sostegno costante ben oltre i primi giorni e le prime settimane della crisi, per soddisfare i bisogni urgenti, ricostruire le proprie vite, tornare a scuola e riprendersi da questo disastro devastante. È fondamentale disporre di fondi flessibili. Ciò consentirà a noi e ai nostri partner locali di rispondere alle esigenze a lungo termine man mano che la situazione evolve, investendo al contempo nella ripresa e nella resilienza, affinché le comunità possano ricostruire in modo più sicuro e solido” ha dichiarato Tara Chettry, Direttrice di Save the Children in Nepal.
Il team di risposta alle emergenze di Save the Children in Nepal è operativo nelle aree colpite e sta distribuendo beni di prima necessità – tra cui kit per la casa e per la cucina, zanzariere e coperte – a 1.000 famiglie durante la prima fase degli interventi di assistenza.
L'Organizzazione sta collaborando con le autorità nazionali e locali per individuare i bisogni immediati e a lungo termine di bambini e famiglie, ed è pronta a potenziare la propria risposta.
Save the Children opera in Nepal dal 1976, gestendo programmi che spaziano dalla protezione dei minori alla promozione dei diritti dell'infanzia, dall'istruzione alla lotta al cambiamento climatico, fino alla parità di genere, alla salute, alla nutrizione e al contrasto alla povertà infantile.
