'Tagliati, non sconfitti': dagli ulivi malati una metafora sulla vita e la morte dell’artista Luigi Sergi


FRANCESCO GRECO - PRESICCE-ACQUARICA (LE)
– “Ci hanno detto: taglia. / Ci hanno detto: brucia”.

Dalla morte alla vita, andata e ritorno, in un continuo, eterno rincorrersi, intrecciarsi, riecheggiare il proprio ritmo, respiro, energia, mistero.

“E l’abbiamo fatto. Per / difendere la terra. / Oggi la terra risponde”.

Un mucchio di legna provenienti da ulivi malati di xylella, nel cortile, appena tagliata e pronta per essere stipata per scaldarsi al fuoco il prossimo inverno, ed ecco la magia: spunta magicamente un germoglio, la vita (foto).

“Fa nascere un ulivo / Proprio da quei tronchi”.

Splendida, solare metafora. Da decodificare. Ognuno in rapporto alla propria fede, formazione, cultura, filosofia di vita, superstizione, etc.

Concept complesso, barocco, semanticamente affollato.

“Tra il nero del fuoco e il / taglio delle lame”.

Intanto è diventata un’opera d’arte. Perché accade nel cortile della “Casa dell’Arte”, il dono dell’artista Luigi Sergi alla sua comunità, Presicce-Acquarica (Lecce).

“Tra uccelli e farfalle / che sono tornati”.

In questi giorni (sino al 23 agosto), la sua performance dal titolo “Il volo delle anime” è al cimitero di Corsano, dopo Gagliano (2024, fu benedetta dal Vescovo della Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, Monsignor Vito Angiuli) e Presicce (2025). Prossima probabile tappa: estate 2027, cimitero di Alessano.

“Questo non è l’albero di prima. E’ l’ulivo della resistenza / e della rinascita”.