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Festival dei Sensi: film per il cinema all’aperto e mostra “L’Italia fiabesca di Federico Patellani”


BRINDISI - Prende il via la manifestazione più esclusiva della Puglia, il Festival dei Sensi, nei luoghi magici della Valle d’Itria: dal 23 al 25 agosto, tre giorni di incontri, mostre, escursioni e tanto altro per staccare dal tran tran quotidiano. La decima edizione, promossa tra gli altri da a BCCL- Banca di Credito Cooperativo di Locorotondo e UPAL - Cantina Sociale di Cisternino, è dedicata al fiabesco. Un festival diffuso dove la cultura si intreccia in maniera indissolubile alla bellezza dei luoghi e sposa la grandezza della natura, pensato per un pubblico sofisticato ma impavido, che ha voglia di accomodarsi sotto le stelle e di imboccare strade sterrate per distendersi su un prato ad ascoltare una storia sempre nuova.

Si comincia con la cerimonia d’inaugurazione il 23 agosto sulla collina di Cisternino (alle 18.45 nella grandissima Cava Conti). A dare il benvenuto sarà Milly Semeraro, direttore del Festival dei Sensi. La presentazione della manifestazione sarà affidata poi a Laura Marchetti, nuovo presidente del Festival dei Sensi e successivamente ci saranno gli interventi di Aldo Patruno, direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio - Regione Puglia; Nancy Dell'Olio ambasciatrice della Puglia nel mondo, Luca Convertini, sindaco di Cisternino. In chiusura Giovanna Calvenzi, presidente del Museo di Fotografia Contemporanea, traccerà un profilo dell’opera di Federico Patellani e della sua passione per il Sud, con foto provenienti dall’omonimo Fondo.

Subito dopo la cerimonia d’inizio sarà un susseguirsi di incontri, emozioni e sensazioni. Ne darà pienamente prova, sempre nella bellissima cava Conti, alle 19.45, il primo ospite Beppe Barra, grande interprete nella indimenticabile “La gatta Cenerentola” di Roberto De Simone, che racconterà la sua visione del fiabesco in un incontro intitolato: “Una luminosa storia intricata” (Ingresso 3 euro)

In contemporanea, al mare, alle 19,45, nel Parco archeologico di Egnazia, altro scenario incantevole, un archeologo di fama internazionale, Paolo Matthiae, celebre per la scoperta di Ebla, parlerà de “La dea Siria. Egnazia, l'Oriente e l'Occidente”. La dea, che giunge in Occidente nel II secolo a. C., e che viene raffigurata nuda fino alla cintola, con lunghe trecce, mentre stringe i seni con le mani, seduta su un trono fra due leoni o due sfingi. Intorno alla sua fascinosa figura si raccolgono diversi elementi presenti in tutte le culture mediterranee e sarà compito di Matthiae svelare particolari e curiosità. L’incontro è organizzato in collaborazione con il Museo Nazionale e Parco Archeologico di Egnazia. (Il biglietto del costo di 6 euro, permetterà a chi arrivasse in anticipo di visitare anche il museo e la mostra del grafico Mauro Bubbico).

Sul panoramico belvedere del Villino alla Croce (Ostuni) alle 21,30: “Oro zecchino purissimo”, un dialogo (virtuale) di Corrado Bologna con Paolo Fabbri. Il filologo conosciuto per il suo interesse verso la letteratura medievale si ritroverà a leggere gli scritti più interessanti e affascinanti di Paolo Fabbri, grande semiologo ed erudito esperto di comunicazione (impossibilitato a partecipare al Festival per problemi di salute). Sarà un modo per rendere omaggio al suo lavoro e per augurargli una pronta guarigione (Ingresso 3 euro).

A chiudere la serata augurando a tutti la buona notte, è giusto il caso di dirlo, sarà l’incontro delle 22.30 nella Stazione ippica di Martina Franca, con Giuseppe Plazzi che parlerà del sonno nel suo intervento “Sogno o son desto? Altri modi per dormire bene”. Si sprecano gli articoli e le curiosità che di volta in volta vengono diffuse sul sonno: un’attività tuttora assai misteriosa, croce e delizia di tutte le età, durante la quale ancora non si sa esattamente cosa succeda. Pare che un buon 10% della popolazione soffra di insonnia e gli aneddoti si sprecano. Plazzi, che è presidente dell’Associazione italiana di medicina del sonno e che dirige il Centro per lo studio e la cura dei disturbi del sonno, aprirà uno spiraglio su questo misterioso universo parallelo che accompagna la nostra vita (Ingresso 3 euro).

MOSTRE E ALLESTIMENTI
PATELLANI - La stessa Stazione ippica di Martina Franca, l’ultima struttura del genere rimasta in Puglia, dopo alcuni decenni e un accurato restauro, verrà aperta al pubblico per il terzo anno consecutivo dal Festival dei Sensi e anche quest’estate ospiterà una prestigiosa mostra di fotografia: L’Italia fiabesca di Federico Patellani. Uno spaccato del Bel Paese visto attraverso gli occhi del più grande fotoreporter italiano, un lombardo con una strepitosa passione per il Sud, che per la prima volta gli rende omaggio in una mostra realizzata in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea, MUFOCO. La mostra sarà visitabile venerdì 23 agosto dalle 21 alle 23.30; sabato 24 dalle 10 alle 23 e domenica 25 agosto dalle 10 alle 22.

GRANDE CINEMA ALL’APERTO
I due film scelti per la sera di venerdì 23 agosto da proiettare nel Cimitero Vecchio di Cisternino sono:
alle 20,30 ALICE di Jan Svankmajer, forse la miglior versione mai realizzata, con Kristyna Kohoutová;
e alle 22,30, LA BELLA E LA BESTIA di Jean Cocteau, un classico sopraffino e oggi poco visto, con Josette Day, Jean Marais, Michel Auclair, Christian Marquand.

Biografie degli ospiti
Peppe Barra, figlio d’arte, attore e cantante, è nato sul palcoscenico. Interprete magistrale di canzoni e tammurriate, di liriche teatrali e poesie, è attento ricercatore e conoscitore di tradizioni e racconti popolari. Compone echi del passato e moderni ritmi mediterranei in una felice contaminazione di generi musicali: l'amore, la vita, la morte, sono interpretati con ironia, sarcasmo, linguaggio fiabesco e gestualità magnetica. Ha collaborato con grandi artisti del mondo del cinema, della musica e del teatro ricevendo molti premi e riconoscimenti. Fra i tantissimi suoi spettacoli, l’indimenticabile Gatta Cenerentola.

Paolo Matthiae, tra i più importanti archeologi del mondo, è famoso per aver scoperto l’antichissima città di Ebla, in Siria. Professore emerito della Sapienza Università di Roma, Socio dell'Accademia Nazionale dei Lincei, Associé étranger de l'Académie des Inscription et Belles-Lettres, Membro dell'Akademie der Wissenschaften, della Swedish Royal Academie e del Deutsches Archaologische Institut. Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana. Il suo ultimo libro è Dalla terra alla storia. Scoperte leggendarie di archeologia orientale. * In collaborazione con Museo Nazionale e Parco Archeologico di Egnazia Il biglietto consente anche l'accesso al Museo fino alle ore 22,30.

Corrado Bologna, filologo e critico, insegna Letterature romanze medioevali e moderne alla Scuola Normale Superiore di Pisa e Letteratura medievale e umanistica all’Università della Svizzera italiana. Ha insegnato anche a Ginevra, a Chieti, alla “Sapienza” di Roma e a Roma Tre. La sua ricerca attraversa vastissimi e variegati universi culturali: le poesie dei trovatori, Cavalcanti, Dante,
l’Orlando Furioso, il Don Chisciotte, i mostri nella tradizione letteraria e iconografica medioevale, Aby Warburg, Carlo Emilio Gadda, Fernando Pessoa, la metafisica e l’antropologia della Voce. Ha pubblicato numerosi libri e studi per riviste scientifiche, ma ha anche cercato di trasmettere a “viva voce” la sua curiosità in una trentennale collaborazione con RadioTre della RAI.

Giuseppe Plazzi è presidente della Associazione Italiana di Medicina del Sonno. Dirige il Centro per lo Studio e la Cura dei Disturbi del Sonno presso l’Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, dove insegna Neurologia all’Università. Responsabile del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Narcolettici e vicepresidente dello European Narcolepsy Network, coordina progetti di ricerca italiani e internazionali. Membro di numerose organizzazioni scientifiche italiane e straniere, ha pubblicato moltissimi articoli scientifici. È anche un grande velista! Medaglia d’Oro al Valore Atletico del CONI, ha partecipato alla Coppa America, ha vinto ben 5 titoli italiani, 3 campionati del mondo, un’Admiral’s Cup. Ha scritto I tre fratelli che non dormivano mai.

Quegli "Ossimori" di De Giovanni


di FEDERICA MURGIA - Luigi De Giovanni con la sua pittura istintiva, traboccante di tracce dei percorsi del pensiero, si apre all’esterno seguendo sensazioni che muovono dal suo Io. I suoi soggetti sono i paesaggi, in quest’occasione, soprattutto del Salento dipinti nei mutamenti stagionali, i fiori recisi che dalla rigogliosità piena di speranza dei boccioli di vita lasciano cadere i petali nel tramonto dei loro giorni, le carte dove le garze suturano ferite troppo profonde e troppo spesso nascoste nei cuori delle persone che soffrono, i jeans nel loro racconto di lavoro e rivoluzione delle idee, purtroppo deluse: jeans diventati apparenza, strappati e lisi prima d’essere usati in una finzione vuota. La mostra è tutto questo: un’indagine profonda della società dove l’essere conta meno dell’apparire, dove la finzione è più vera del reale.

Testo critico
Gli ossimori pittorici di Luigi De Giovanni di Raffaele Polo

«Da dove cominciamo, con luigi de Giovanni? Verrebbe da suggerire che è importante, più che sufficiente, scorrere i suoi dipinti, le sue creazioni, per avere una esperienza esaustiva e completa di questo artista multiforme che ci impressiona con il suo linguaggio diverso ma sempre coerente in una sorta di ossimoro pittorico, De Giovanni convince e si fa comprendere sia che percorra le vie tradizionali del figurativo (i fiori, i paesaggi) sia che solleciti con l'intrigante astrattismo sia che ci inviti all'informale dei suoi 'jeans', messaggi espliciti di una società contemporanea anch'essa permeata di contraddizioni e nonsense.

Forse, la ricerca dell'intellettuale potrebbe essere articolata nella per nulla peregrina intenzione di scoprire a quali di questi 'generi' il bravo De Giovanni si senta più portato. se, cioè, nel suo intimo artistico alligni con più radicata fermezza il testimone del secolo scorso oppure se l'uomo nuovo del XXI secolo sia quello che i suoi colori, le sue composizioni vogliono annunciare.

Fatto sta che la piacevolezza riservata al fruitore dei lavori di questo artista è comunque univoca e di uguale spessore: ci si addentra negli scorci delle terre genuine del Salento e non solo, in una sorta di 'natura universale' ben codificata da colori e soggetti. oppure si sposta lo sguardo sulle spontanee composizioni floreali, percependo quasi il delicato, naturale odore dei fiori e delle erbe appena colte...

o, ancora, le appena abbozzate figure femminili ci fanno partecipi di una introspezione a metà tra il drammatico e l'erotico, sintetizzando esitazioni e pudori ricchi di sfumature. 

il discorso diventa più intrigante con le composizioni che utilizzano il tramite dei 'jeans', oggetto-simbolo di una planetaria rivoluzione del costume e della moda, indubbiamente capaci di comunicare messaggi sublimali e silenziosi soprattutto con le recenti scelte relative a strappi e tagli. come non ricordare la rivoluzione di Fontana, le sue ferite sulla tela tese a far vedere cosa c'è 'dietro' la tela, ancor più importante di cioè che è davanti... ma ricordiamo, così, su due piedi, le invenzioni di Enrico Bay, dedicate alla satira delle grandi uniformi militari o ecclesiastiche, campite sulla superficie con dovizia di ammennicoli, intrusioni e interventi, in un chiaro discorso dissacratorio. o, ancora, le realizzazioni con pezzi di manifesto di Rotella e, scendendo nel particolare, il materismo sempre più presente nei messaggi di tanti artisti che simboleggiano, via via nei loro lavori, le più evi- denti rappresentazioni totalitarie di scritte e oggetti, sino a raggiungere i più scalmanati writer della street art, mai sazi della propria espressività mutuata da muri e vagoni di treni... con de Giovanni, le frasi, i simboli, gli oggetti-simbolo sono mutuati in un completo contesto di interventi cromatici che scuote e denuncia, ponendo l'attenzione via via sulle tematiche prescelte per lanciare provocazioni e messaggi. un mondo pittorico colmo di pathos e movimento, che richiama, per certi versi, quello che fu il Futurismo nel secolo scorso.

ma poi, senza parere, l'artista torna ai suoi soggetti ricchi di introspezione e, pur nella loro spesso evidente immobilità, al mondo di sogni, colori e atmosfere che lo chiamano a ripetere, ogni volta in maniera unica e particolare, quel groviglio di vegetazione o le canne palustri di un angolo di creato... per non parlare del mare, che affiora quasi a sorpresa, ad irradiare tutto il suo fascino e la sua maestosità, a riempire con toni immutabili di disponibile umanità, le tele paesaggistiche di grandi dimensioni che paiono voler abbattere qualsiasi confine pittorico, riversando sulle fiancate della struttura dipinta le proprie colorazioni, affermando con forza che non esistono, non devono esistere limiti, pastoie e argini tecnici per chi vuole rappresentare, pur se in uno spazio limitato, tutta la bellezza dell'universo.

ancora un ossimoro: l'infinito racchiuso in uno spazio finito.
ma quanta abile professionalità, frammista alla poesia di un animo sensibile, in queste fresche composizioni che coinvolgono appieno con la loro presenza e testimoniano la grande capacità affabulativa di de Giovanni.
non è facile, in realtà, decifrare completamente i meccanismi che l'artista di specchia ci sottopone, quasi senza parere e ci lascia lì, guardandoci di sottecchi, attento ma con aria indifferente, quasi a scusarsi per ciò che ci sta mostrando. ma quei soggetti, quei colori entrano profondamente nel nostro animo, riescono a coprire ed annullare le ombre e le mostruosità che spesso vogliono annientare il senso positivo dell'arte, e intendono donarci pace, cultura, sicurezza nel sentimento e nella poesia. ecco allora, come per miracolo, che il caleidoscopico mondo pittorico di Luigi De Giovanni diventa una medicina miracolosa, un vero e proprio rimedio all'indifferente trascorrere di grigie quotidianità, ravviva- te spesso solo dall'indossare uno scolorito jeans...
no, i jeans di luigi sono coloratissimi e ricchi di umore e sapore.
i suoi messaggi sono pieni di fascino e intenzione positiva.
il suo sguardo sereno e pacato è proprio lì, nei suoi quadri, nelle composizioni che, in maniera diversa ma sempre efficace, si susseguono in una infinita galleria di Bellezza e sapienza.»


Taranto, nuova location per "Tessere d'Arte"


di REDAZIONE - Causa motivi organizzativi, lo spettacolo “Live picture: Beauty” sarà rappresentato al Castello Aragonese (in un primo tempo previsto al MuDì). Di seguito il comunicato stampa con orari e location aggiornate. Ci scusiamo per il disagio causato da motivi non dipendenti dalla nostra volontà.

Tessere d’Arte, nel Borgo e nell’Isola a Taranto, giovedì 18 e venerdì 19 aprile. Due spettacoli giornalieri, il primo alle 20.00, il secondo alle 21.30. Chiostro del Palazzo di Città, ex Caserma Rossarol, Castello Aragonese, Chiostro ex Convento di Sant’Antonio le location individuate per ciascuna delle rappresentazioni in programma: cinque spettacoli, diversi fra loro, tutti con temi all’interno del “Mysterium Festival 2019”, la rassegna di Fede, Arte, Cultura, Musica, Storia e Tradizione promossa dal Comitato scientifico presieduto da Donato Fusillo, responsabile Adriana Chirico, patrocinato dall’Arcidiocesi di Taranto in collaborazione con Comune di Taranto, Orchestra della Magna Grecia, Mibac, Regione Puglia e le Corti di Taras.

“Redemption” è il titolo con il quale nel Chiostro di Palazzo di Città, andrà in scena la magia della “sand art”, quella particolare tecnica illustrativa che si attua attraverso la manipolazione dei granelli di sabbia in condizione di controluce, su un piano luminoso. Protagonista, Massimo Ottoni. Musiche al vibrafono eseguite da Ilaria Paolicelli.

“Novilunio”, con Redi Hasa al violoncello e Maria Mazzotta al canto, invece, sarà il programma musicale ospitato nell’ex Caserma Rossarol (oggi sede universitaria) in via Duomo. “Novilunio” è il titolo del secondo album di Hasa e Mazzotta: violoncello, albanese lui, voce e salentina lei. Dal 2010, insieme, reinventano le tradizioni musicali delle loro terre di origine. Talenti complementari che traggono ispirazione l’uno dall’altro nella perfetta fusione tra il suono sontuoso, lirico e introspettivo del violoncellista che Ludovico Einaudi vuole sempre con sé.

Due saranno, invece, gli spettacoli in programma al Castello Aragonese: il “Requiem di Fauré” per coro e orchestra al Castello Aragonese: Agnese Funari (soprano), Leonardo Galeazzi (baritono), Pasquale Veleno (direttore), Coro della Virgola, Orchestra della Magna Grecia. In contemporanea, sempre al Castello Aragonese: “Live Picture: Beauty”, opere d’arte animate da Rino Stefano Tagliaferro. Infine, Chiostro ex Convento Sant’Antonio: “Erodiade I”. Elisa Barucchieri si esibirà con la Compagnia di danza Resextensa. Da non perdere.

A Bari un wall drawing permanente presso Santa Chiara


di REDAZIONE - Il sindaco Antonio Decaro ha partecipato questa mattina, nel Complesso Monumentale di Santa Chiara e San Francesco della Scarpa, dove ha sede la Soprintendenza, al “battesimo” di una significativa commissione pubblica di arte contemporanea. Il celebre artista britannico David Tremlett ha infatti realizzato un grande wall drawing permanente sulla struttura moderna che connette tra loro i due principali edifici storici del complesso di Santa Chiara. Il titolo dell’opera è Wall Surfaces (27 Stops - Bari) e Tremlett ha dedicato questo lavoro alla memoria di Marilena Bonomo, straordinaria figura di operatrice culturale e di gallerista, scomparsa nel 2014.

“Ogni volta che regaliamo o doniamo un centimetro quadrato di bellezza alla città - ha detto Decaro - stiamo migliorando le condizioni di vita all'interno della nostra città e devo dire che in questi anni, grazie al lavoro straordinario che avete fatto, abbiamo restituito molti centimetri quadri di bellezza alla nostra città, attraverso tanti lavori di riqualificazione e restauro.
Abbiamo potuto restaurare definitivamente il Castello Normanno Svevo Angioino che oggi contiene reperti archeologici importanti che sono stati ritrovati anche all'interno del castello stesso. Sono tanti i lavori che sono stati fatti in questi anni. Hanno permesso alla città di riaprire tutti i beni culturali e di questo oggi mi sento di ringraziare la Soprintendenza, il Polo Museale e anche il Segretariato, perché davvero hanno fatto un lavoro importante, riportando alla luce tanti contenitori, tanti beni culturali che magari negli anni erano stati chiusi.
E mi fa piacere che oggi questa opera sia dedicata a una personalità forte, con una straordinaria professionalità, Marilena Bonomo. Ha fatto conoscere la cultura a questa città ed è ancora un punto di riferimento. E’ stata una personalità che ha permesso a Bari di farsi conoscere nel resto del mondo. Qualche anno fa le abbiamo dedicato una piccola piazzetta e un giardino riqualificato da poco nella nostra città e la targa di Marilena Bonomo guarda il teatro Margherita. Avevamo promesso che con la collaborazione della Soprintendenza il teatro l'avremmo riaperto e così è stato. Lei ne sarà felice”.



Arte: le “Versioni” di Antonio e Matteo Pizzolante


di FRANCESCO GRECO - Museo inteso come casa delle Muse : quelle della musica, il canto, la danza, la poesia, il teatro. Un luogo dove poter esprimere le proprie capacità, affinare le potenzialità che ognuno può e deve mettere in gioco nella relazione con gli altri. 

Questa l’idea che muove le linee guida del Museo “Casanova” (a Laveno Mombello, Varese) organizzato dall’Associazione “Casanova” attiva dal 2012.  Gli artefici sono Marlene Berger e Frank Raes. Marlene è violoncellista e direttrice della scuola di musica e da qualche anno annovera molti allievi seguaci della mitologica dea Euterpe.  Frank Raes, scienziato del Joint Research Centre di Ispra, dove ha diretto l’unità cambiamenti climatici fino alla fine del 2015.  Ambedue amanti delle muse dell’arte come pretesto per vedere, ascoltare, riflettere sulla realtà. 

La mostra “Versioni” (curata da Frank Raes) è stata inaugurata il 13 scorso (fino al 28 aprile, orari: 15:00/19:00, info: 347-8759963, 339-8146515) e sottolinea i presupposti del luogo per cui è stata pensata: una considerazione sulla nostra contemporaneità dove un’idea, e la sua potenzialità, può definirsi con il tempo ed entrare a far parte della nostra quotidianità.  Così come accade nella ricerca scientifica, dove un esperimento viene ripetuto ennesime volte per confermare un’ipotesi, e tramite conferme consecutive. l’ipotesi diventa pian piano un fatto reale. 
Nell’arte, le diverse versioni di un lavoro, cercano di accreditare che l’idea iniziale non può essere èra passeggera, ma può far parte della realtà. 
L’esposizione è un confronto di due artisti, padre e figlio (leccesi, come diremo più avanti), inevitabilmente di diversa generazione, con opere che insistono sulla persistenza e al tempo stesso sullo sviluppo dell’idea fino all’esaurimento di tutte le sue potenzialità. 

I lavori mettono in considerazione approcci diversi verso l’atto creativo, anche nei confronti dei mezzi e le materie usate in versioni e metodi differenti. 

Allestite quasi come in un magazzino di stoccaggio, le opere evidenziano l’autenticità del processo creativo, instaurando una continuità dialettica con gli ambienti inusuali del museo “Casanova”. 


NOTE BIOGRAFICHE 
Antonio Pizzolante è nato a Castrignano del Capo nel 1958. Dalle prime esperienze scenografiche compiute negli anni settanta e l’avvio verso una scultura che interessava uno spazio pensato e vissuto, l’ultima ricerca di Antonio Pizzolante privilegia soluzioni archetipe, primarie, essenziali, intese a ritrovare nella memoria e nella centralità dell’uomo il ruolo dell’arte. Intenso in questi ultimi anni il percorso espositivo, con partecipazioni in rassegne nazionali e internazionali a Parigi, Lugano, Milano, Lamezia Terme, Bad Voslau, Girona, Caen, Saragozza. Nel 2005 è tra gli artisti premiati alla prima Biennale di Ankara in Turchia. A partire dal medesimo anno, le più importanti partecipazioni si possono annoverare in: Progetto Esserci - Padiglione Italia a Venezia, mostra sostenuta, tra gli altri, da Jean Blanchaert e Philippe Daverio, “Contemporaneo Italiano” presso l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, “Timeless” omaggio a Leon Battista Alberti presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma, “Accrochage” alla Galleria Bollag di Zurigo. Nel 2010 è ospite alla quattordicesima Biennale d’Arte Sacra al Museo Stauros, Isola del Gran Sasso in provincia di Teramo, nel 2011 partecipa alla mostra “Territori del Sud” al Museo d’Arte Contemporanea Proyecto MartAdero Cochabamba (Bolivia), nel 2012 è invitato al Padiglione Italia della 54 Biennale di Venezia “L’arte non è cosa nostra” a cura di Vittorio Sgarbi al Palazzo delle Esposizioni di Torino, nel 2013 partecipa a “Chromo Sapiens / Florence Design Week” a cura di Rolando Bellini all’Archivio di Stato di Firenze e al “Il Casino dell’Arte: Kunstkammer in Progress” - Sala della Musica dell’ex Tribunale, evento collaterale per la IX Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Firenze. Nel 2014 è invitato a “Ricognizione sulla scultura per gli scritti di Alberto Veca” a cura di Claudio Cerritelli e Elisabetta Longari al Palazzo della Permanente di Milano, nel 2016 allestisce una mostra personale alla Storica libreria Bocca di Milano con la presentazione in catalogo di Andrea B. Del Guercio. Infine nel 2018 partecipa alla rassegna “Il Palpito del colore” a cura di Chiara Gatti allestita in tre sedi storiche della provincia di Varese. 

Matteo Pizzolante è nato a Tricase, in provincia di Lecce, nel 1989. Si laurea in Ingegneria dell’Edilizia nel 2012, e successivamente si iscrive al Biennio di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera con la guida di Vittorio Corsini. Completa gli studi in Germania presso l’Hochschule für Bildende Künste di Dresda con Wilhelm Mundt e Carsten Nicolai. In quest' ultimo anno ha partecipato a E' il corpo che decide, progetto di Marcello Maloberti promosso da Museo del Novecento di Milano e Fondazione Furla; Q-Rated, Ricerche sensibili, promosso da La Quadriennale di Roma; Find your greatness mostra personale all'interno del Battistero S. Giovanni Battista di Castiglione Olona (VA). Nel 2017 è tra i finalisti del Premio San Fedele ed è invitato al “Festival Resonances II” presso il JRC (Joint Research Centre) di Ispra (Va) e il Museo della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. Nello stesso anno realizza una bipersonale presso la Fondazione Bandera per l'arte di Busto Arsizio, curata da Cristina Moregola. 

Miky Degni presenta la nuova mostra 'Beauty'

MILANO - La città di Milano accoglie l'arte e la creatività di Miky Degni che sarà in mostra presso l'Arnaout Spazio Arte, dal 17 al 24 ottobre, con la personale “Beauty”.

Abbandonati i segni più decorativi legati all’illustrazione, questo nuovo lavoro dell'artista milanese si sofferma su un tratto decisamente più pittorico della “nuova figurazione”, il cui titolo è esplicativo della sua ricerca.

Diciotto ritratti di persone incrociate per lavoro o per amicizia (tranne un paio che sono icone di bellezza per antonomasia) che hanno lasciato un segno nei pensieri dell’artista milanese. Nasce così, con un gesto naturale, l’interpretazione di ognuno di loro, con il suo personale tocco artistico. Realizzati su una prestigiosa carta d’Amalfi, con tecniche miste, saranno esposti a Milano per la seconda data italiana.

Miki Degni è un artista e graphic designer, ma soprattutto esteta. Nel 1990 apre Segnidegni, una boutique creativa che opera nel mondo della comunicazione. Vanta collaborazioni per importanti aziende nazionali e internazionali. Ha esposto i suoi lavori su tutto il territorio nazionale con alcune incursione all’estero (Lima, Montecarlo, Tokio, Lugano). Ha esposto alla Biennale Venezia a cura di Vittorio Sgarbi, al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, alla Triennale di Roma nel 2014 a cura di Achille Bonito Oliva. Dal 2005 una sua installazione permanente è presente all’Alexander Museum di Pesaro. Alcuni dei suoi lavori sono pubblicati sui cataloghi Mondadori. Attualmente è impegnato nel tour “Per Amor di Vino” che sta portando in giro per l’Italia. Ha appena pubblicato il suo primo libro Aforismi ubriachi. Dipingo con vino perché l’inchiostro non lo reggo (Trenta Editore).

Al via festival “ViandArte”: Bari vecchia si accende con la magia degli artisti di strada


BARI - Si apre oggi “ViandARTE”, il festival delle arti di strada organizzato dall'associazione culturale Vitruvians performing arts su iniziativa del Comune di Bari e con main sponsor Unicredit.

Fino a sabato 30 dicembre, per quattro giornate, un fitto programma di spettacoli e performance animerà dalle ore 18 alle 21 le principali piazze e strade di Bari vecchia. Partendo da piazza del Ferrarese, le postazioni degli artisti si estenderanno su tutta via Venezia percorrendo la Muraglia sino ad arrivare a San Nicola per proseguire su strada Palazzo di città, con alcuni artisti OFF del festival, per tornare poi su piazza Mercantile.

Il percorso proposto vuole evocare l’idea di viandante. Viandante è l’artista di strada per definizione. Viandante è anche lo spettatore che cammina per le strade della città. Dall’incontro di questi due percorsi nasce così un momento di arte.

Nel corso delle giornate del festival, che coinvolge più di 60 artisti, previste performance di tutti i generi: dal teatro alle arti circensi, dalla danza ai numeri col fuoco, dal musical a spettacoli per bambini. La giornata di venerdì 29, in particolare, sarà dedicata ai bambini dai 2 anni in su con moltissime performance pensate proprio per loro. Anche per i più grandi, però, non mancheranno occasioni di arte e divertimento. La sera il festival si protrarrà fino alle ore 22 con i Bandita Officina del ritmo, partner del progetto, che si esibiranno partendo da San Nicola percorrendo poi tutta via Venezia fino a piazza Mercantile.

In occasione di ViandArte gli organizzatori hanno lanciato inoltre un contest fotografico a premi con diverse categorie di pertinenza e il “ViandARTE Passport” che permette di collezionare le performance tramite l’apposizione di timbri su un passaporto per ottenere un simpatico gadget della manifestazione.

Polo arti e cultura nella Fiera del Levante, la Giunta comunale approva


BARI - Su proposta del sindaco di Bari Antonio Decaro la giunta comunale ha approvato lo schema di Protocollo d'intenti tra il Comune di Bari, la Regione Puglia e l’Ente Autonomo Fiera del Levante, che ha l’obiettivo di avviare e regolamentare un percorso comune per la valorizzazione immobiliare dell’Ente Fiera, quale elemento di sviluppo economico e culturale nonché di attrazione turistica attraverso l’insediamento e lo sviluppo del Polo Regionale delle arti e della Cultura.

“Il Comune di Bari ha sempre lavorato in questi anni per la valorizzazione della Fiera e dell’intero quartiere fieristico come attrattore di eventi per il tempo libero, di culture e di arti - dichiara il sindaco Decaro -. Per questo sono molto contento del lavoro che stiamo facendo con la Regione Puglia e con l’Ente Fiera con cui condividiamo gli obiettivi comuni di sviluppo urbano e di riqualificazione di un patrimonio storico cittadino di grande rilievo. Siamo convinti che la Fiera, che in questi giorni è protagonista di un rilancio della sua funzione espositiva e fieristica, sia la location migliore per ospitare le importanti risorse culturali e attrattive del nostro territorio che insieme sapranno qualificare ancora di più l’offerta culturale, artistica e attrattiva della regione e della città di Bari”.

BREVI NOTE SUL PROGETTO
Il progetto prevede il recupero e restauro di tutti i padiglioni esclusi dalle attività fieristiche e congressuali, da destinare a spazi polifunzionali a prevalente destinazione culturale e di spettacolo dal vivo (esposizioni, mostre, teatro/musica/danza, attività educative, formative, divulgative, ma anche di promozione, produzione e/o scambio di servizi), ad integrazione delle attività già presenti in Fiera per il tramite di Puglia Promozione e Apulia Film Commission, con interventi di completamento e avvio della gestione dell'Apulia Film House - il nuovo museo del cinema regionale - e rafforzamento del Cineporti. A tal fine l'operazione prevede una riallocazione di tutti gli uffici regionali dell'Assessorato all'Industria Turistica e Culturale, del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio, ma anche del Teatro Pubblico Pugliese, con evidenti economie di scala e vantaggi per gli utenti e gli operatori della cultura e del turismo, nonché una riduzione degli ingenti costi di locazione passiva che attualmente la Regione sopporta in immobili non di proprietà.

Il progetto prevede, inoltre, la realizzazione, in partnership Pubblico-Privato, di uno spazio esperienziale per il design e l'architettura, da utilizzare come luogo di co-networking ad uso di architetti, designer, progettisti, artisti, con installazioni, mostre, seminari e produzioni che definiscano i trend del momento a livello nazionale e internazionale. A completamento del Polo delle Arti e della Cultura, è prevista la realizzazione di una serie di interventi infrastrutturali sulle parti comuni del quartiere fieristico, oltre alla realizzazione di una Sala grandi eventi, al fine di dotare la Puglia di una struttura stabile in grado di ospitare eventi, meeting e congressi per 1200/1500 ospiti.

Da Broadway a Bari Vecchia: sold-out per "La strana coppia" di Nicola Valenzano


di PIERPAOLO DE NATALE - Era il 1965 quando a Broadway andava per la prima volta in scena La strana coppia di Neil Simon, con la regia di Mike Nichols. Ebbene, l'ormai celebre commedia è giunta in Puglia, dalle luminose strade degli States, ai suggestivi vicoli di Bari Vecchia. Grazie ad una piacevole e brillante rivisitazione del regista Nicola Valenzano, La strana coppia è andata in scena al Teatro Sitara. 
Nei meandri del centro storico barese, a pochi metri dalla Basilica e dal Castello Svevo, Valenzano e la sua compagnia registrano il tutto esaurito, riscuotendo consensi e apprezzamenti da parte dell'intero pubblico. La commedia di Neil Simon cambia nome, protagonisti e ambientazione. Con un tocco di maestria, Oscar e Felix diventano Olivia e Fiorenza, New York cede il posto a Bari e La strana coppia si trasforma in Appartamento 14 bis.

I protagonisti ricalcano le stesse caratteristiche della commedia originale. C'è Fiorenza, appena separata, afflitta da dolori ed allergie, maniaca dell'ordine e della pulizia. Il ruolo è interpretato da Annamaria Vivacqua, che si distingue per la già attestata bravura recitativa, sorprendendo con una straordinaria mimica ed espressività facciale, degna del grande schermo. Il suo opposto è Olivia, disordinata e trasandata, uno spirito libero interpretato da Antonella Radicci, che stupisce il pubblico con un ritmo di recitazione incalzante e sempre limpido. And last, but not least, troviamo Jesus, prestante spagnolo dell'appartamento 14 bis, il cui ruolo è affidato a Daniele Ciavarella, che con ottima padronanza della scena permette alla commedia di raggiungere il suo acme.

A destra, Nicola Valenzano
Oltre alla bravura di cast e regia, il successo dell spettacolo è dovuto anche al Teatro Sitara, del quale è impossibile lasciare inosservata l'inconfondibile location, unica nel suo genere. La platea conta circa settanta posti e ad attirare l'attenzione è certamente il caratteristico palcoscenico. Infatti, incorniciati da un arco a tutto sesto in pietra viva, gli attori recitano su una semplice pedana in legno, a pochi centimetri dalla prima fila. Si tratta di un aspetto da non sottovalutare, che forse incarna il fil rouge delle rappresentazioni firmate da Nicola Valenzano. Come accadde nell'emozionante Amleto andato in scena nelle storiche camere di Palazzo Fizzarotti, anche al Sitara il pubblico si trova a un passo dagli attori, probabilmente proprio a sottolineare il flebile confine tra il teatro e la vita.

(photo credit: Rosaria Pastoressa)
Prossime date: 12-18-19 e 25 marzo. Info e prenotazioni al 080 4047713 / 348 6550626.

Lutto nel mondo del teatro, addio a Giorgio Albertazzi


Si è spento all'età di 92 anni, a Roma, una delle più importanti figure del teatro italiano del XX secolo. Nato a Fiesole il 20 agosto 1923, Giorgi Albertazzi debuttò con Troilo e Cressida di Shakespeare (1949), con la regia di Luchino Visconti. Ricordava con orgoglio quando negli anni '60 il suo Amleto, con la regia di Zeffirelli, fu rappresentato all'Old Vic di Londra in occasione del 400° anniversario della nascita del Bardo. Nella sua carriera da artista ha registrato successi dal teatro alla televisione, fino al grande schermo.

Impossibile dimenticare, fra i suoi spettacoli sul palco, Memorie di Adriano, con la regia di Maurizio Scaparro. A contraddistinguerlo, c'era sempre il suo genio creativo, con cui colpiva sempre il pubblico. Come quella volta in cui, a 97 anni, durante lo spettacolo Cercando Picasso, apparì nudo in pubblico, anche se solo per un attimo brevissimo.

MATTARELLA, "MAESTRO PER GENERAZIONE DI ATTORI" - "Con Giorgio Albertazzi scompare uno dei massimi interpreti del teatro e del cinema italiano contemporaneo. Attore versatile e innovativo, ha saputo unire nella sua lunga carriera tradizione e modernità. Le sue interpretazioni dei grandi classici restano una pietra miliare nella storia dello spettacolo. Albertazzi, che ha dedicato al teatro l'intera esistenza, è stato punto di riferimento e maestro per generazioni di attori e registi": così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione diffusa dall'ufficio stampa del Quirinale.

Lascia gli occhiali al museo, visitatori li scambiano per opera d'arte moderna


Un 17 enne in visita al Moma di San Francisco ha decisamente lasciato il segno tra le esposizioni del museo. L'adolescente, trovando alcune opere d'arte moderne poco interessanti, ha pensato di esporre una sua creazione per vivacizzare la giornata. Gli è bastato posare un paio d'occhiali da vista sul pavimento, per iniziare a vedere i primi visitatori fermarsi ad ammirare la particolare "installazione".

Lo street-artist Maupal, a Bari per la Via Nicolaiana


di REDAZIONE - In vista dei festeggiamenti per il Santo Patrono, da questa mattina lo street artist Maupal www.maupal.com è a Bari, impegnato nella realizzazione di un murale raffigurante San Nicola di Myra in chiave pop, con uno sguardo rivolto a temi di attualità internazionale. Nonostante il temporale, Maupal è all’opera sotto la pioggia incessante e lo sarà fino a domani martedì 3 maggio.

L’opera, chiamata #eastwest, è sponsorizzata dalla Work in Progress 10 APS, capofila della Nikolaosroute - La Via Nicolaiana © www.nikolaosroute-lavianicolaiana.com, ha il patrocinio dell’assessorato alle Culture e Turismo del Comune di Bari e dell’Acquedotto pugliese, che ha messo a disposizione dell’artista i muri della struttura di sua proprietà sita in piazza Diaz. La scelta del titolo trae ispirazione dalla Bibbia, versetto 103:12 “come dista l'oriente dall'occidente, così - Dio alias l’amore - allontana da noi le nostre colpe” con una plausibile allusione alle gesta intercontinentali del Santo e al cammino dei tanti migranti che approdano sulle nostre spiagge per raggiungere l’Occidente.

La Nikolaosroute- Via Nicolaiana© è un’iniziativa nata per promuovere un Itinerario culturale europeo del Consiglio d’Europa nel nome di San Nicola, cioè “un percorso che attraversa uno o più Paesi o regioni, e che si organizza intorno a temi di interesse storico, artistico o sociale europeo, sia in ragione del tracciato geografico dell’itinerario, sia in funzione del suo contenuto e del suo significato”. Dopo la presentazione ufficiale per il Compleanno di Roma ad ETERNA, presso gli spazi dell’Altra Economia al Macro Testaccio, il Cammino europeo sarà attivato a Bari il 7 e 8 maggio con i festeggiamenti nicolaiani, e a Roma il 28 maggio. Qui si svolgerà la prima edizione del millennio dell’antica processione via Tevere e via mare da San Nicola in Carcere al Borghetto dei Pescatori di Ostia. Vi prenderanno parte il Comune di Bari, la Basilica Pontificia di Bari e una nutrita rappresentanza del corteo storico di Bari con sbandieratori e figuranti negli originali costumi d’epoca.

L’ISFOL, Istituto per lo Sviluppo della Formazione professionale dei Lavoratori, è l’ente pubblico nazionale di ricerca che monitorerà gli sviluppi del progetto. La Nikolaosroute - Via Nicolaiana©, infatti, adotta un metodo di animazione e gestione della rete locale, che l’ISFOL ha sperimentato con successo nel 2015 attraverso il progetto “Dal cercare al creare lavoro”.



Testimonial del Cammino europeo è proprio Maupal con la sua petizione e video su change.org (http: bit.do/change_maupal). Il suo intervento artistico a Bari suggellerà il legame tra Bari e il costituendo cammino europeo nel nome di San Nicola che si diramerà in una selezione di famosi pellegrinaggi diretti alla Basilica di Bari. Una fantastica occasione da tradurre in economia locale, sostenibile e solidale.

Grande successo per l'Amleto, in scena a Palazzo Fizzarotti


di PIERPAOLO DE NATALE - Nella suggestiva cornice di Palazzo Fizzarotti, la compagnia Badathea ha riportato in scena l'intramontabile Amleto di William Shakespeare. Varcata la soglia dell'edificio neo-gotico veneziano, gli spettatori sono magicamente balzati indietro nel tempo, lasciandosi avvolgere dal fascino dell'architettura e del teatro. Ad accogliere il pubblico è stato il regista Nicola Valenzano, che - rivolgendosi ai presenti - ha detto: "Con questo spettacolo, diverso dal solito, oggi intendiamo celebrare i 400 anni dalla scomparsa del celebre drammaturgo inglese, portando in scena uno dei suoi capolavori più famosi al mondo". Introdotti da un assolo di sax, gli attori sono entrati in scena e re Claudio ha coinvolto gli spettatori nel brindisi augurale delle nozze con Gertrude, dando il via all'opera.

Con magistrale bravura, il cast ha saputo abilmente interpretare la tragedia dell'Amleto, dai famosi versi dell'essere o non essere al tragico epilogo della storia, soddisfacendo le aspettative dei presenti e sotto il vigile sguardo della dott. ssa Vera Poli, diligente amministratrice del Fizzarotti. Un particolare plauso va rivolto al regista Valenzano, che ha saputo orchestrare al meglio uno spettacolo fuori dagli schemi e lontano dal palcoscenico. Le scene, infatti, sono state recitate nei vari ambienti e saloni di Palazzo Fizzarotti, rendendo il pubblico attivo, partecipe e dinamico. Molto positiva anche la risposta dei baresi, che hanno mostrato di saper apprezzare la letteratura inglese e la tragedia shakespeariana, facendo registrare il tutto esaurito per entrambi gli spettacoli previsti nella giornata.


L'Amleto in scena a Palazzo Fizzarotti


In occasione dei 400 anni dalla morte di William Shakespeare, Palazzo Fizzarotti ospiterà a Bari l'Amleto, con la regia di Nicola Valenzano. La celebre opera del drammaturgo inglese andrà in scena venerdì 29 aprile, alle 20:00 e alle 21:30. Nel cast degli attori, ci sono: Daniele Ciavarella, Saverio Desiderato, Tano D'Amore, Annamaria Vivacqua, Danilo Giuva, Barbara Grilli, Nicola Marino, Nicola Moschetti, Maurizio Della Villa.

A differenza di ogni altro spettacolo teatrale, il pubblico svolgerà il ruolo di spettatore-attore, venendo coinvolto dalle scene e dalle vicende dei protagonisti. Valenzano - infatti - ha sceneggiato un vero e proprio Amleto itinerante, perchè la trama si snoderà lungo le varie stanze del celebre e prezioso palazzo novecentesco barese.

Caravaggio da 120 mln di euro dimenticato in una soffitta francese


di PIERPAOLO DE NATALE - Quasi sempre i guasti domestici nascondono parecchie grane e soldi da sborsare, ma - in questo caso - hanno permesso di scoprire qualcosa di veramente unico e inaspettato. Tutto ha avuto inizio a causa di una perdita d'acqua nella soffitta di una casa di campagna a pochi chilometri da Tolosa. Mettendo in ordine fra le cianfrusaglie accatastate in quel vano dimenticato, i proprietari dell'abitazione hanno scoperto in casa un antico dipinto del Caravaggio (foto sopra). Dopo l'iniziale sgomento degli inquilini, le analisi condotte dagli esperti di Parigi hanno tolto ogni ombra di dubbio: si tratta proprio di un'opera realizzata da Michelangelo Merisi.

Il quadro raffigura Giuditta e Oloferne, rappresentando un soggetto simile ad un'altra tela dello stesso artista, esposta a Palazzo Barberini (foto sotto). Secondo i critici francesi, il dipinto risalirebbe al 1605 e, nonostante gli accertamenti ancora in corso, ci sarebbe un'altra prova a dimostrare che si tratti di un originale. Nei primi del Seicento, infatti, il fiammingo Louis Finson realizzò una copia dello stesso dipinto, oggi esposta al Palazzo Zevallos di Napoli.

In molti si chiedono come sia possibile che la tela sia finita nella soffitta di una casa di campagna francese. Ebbene, pare che un antenato della famiglia proprietaria dell'abitazione marciò come ufficiale al seguito di Napoleone in Italia. Intanto la Francia ha preso sul serio la vicenda, dichiarando l'opera un tesoro nazionale e vietando di esportarla per 30 mesi. Contemporaneamente, il Louvre ha dato il via alla ricerca dei fondi per acquistarla, poichè il valore stimato del dipinto è pari a 120 milioni di euro.

Architettura: un igloo in legno contro i tifoni


di PIERPAOLO DE NATALE - Un'astronave? Un rifugio antiatomico? No, una casa. Si chiama Octagon ed è il progetto tutto Made in Italy pensato per far fronte alle calamità naturali che martellano le zone economicamente più disagiate. Il prototipo è realizzato in legno, come la costruzione vera e propria. L'edificio è stato pensato da una coppia di fratelli che operano nel Salernitano, in risposta ai continui tifoni che attanagliano le Filippine, spazzando puntualmente via centinaia di abitazioni.

Il nome scelto per questa costruzione deriva dalla pianta ottagonale della struttura, la quale è divisa in otto fette, ognuna corrispondente ad un'unità abitativa grande 35 metri quadrati. Ogni casa è ecosostenibile ed antisismica, ha un diametro pari a 26 metri ed è costruita seguendo il modello delle antiche palafitte. Ponendo lo spazio abitabile su un piano superiore rispetto al terreno - infatti - si assicura un regolare deflusso delle acque in caso di importanti inondazioni.

Costruire queste case risulta estremamente semplice, facendo in modo che siano gli stessi autoctoni - con il legname duro tipico della regione - a costruirsi le proprie abitazioni. Inoltre, a differenza dei consueti ripari di fortuna realizzati in queste zone, Octagon è capace di offrire sicurezza strutturale senza eguali, sfruttando budget molto contenuti e brevi tempi di costruzione.

In arrivo dalla Russia, capelli arcobaleno a forma di felini


di PIERPAOLO DE NATALE - La bella stagione porta con sè aria nuova, temperature più miti e un generale risveglio della natura in vista dell'estate. Le novità della primavera, però, non terminano qui. Una simpatica innovazione giunge dalla Russia, dove una parrucchiera ha colto il cambio di stagione per sfoggiare tonalità e sfumature degne dei vivaci colori delle piante in fiore.

Stiamo parlando di Aliya Askarova, parrucchiera di San Pietroburgo che prova un immenso amore per il proprio gatto Katichka. Vi starete chiedendo cosa c'entri un gatto con una parrucchiera e coi colori della primavera. Ebbene, filo conduttore di questi tre elementi sono un paio di forbici, così - per portare il proprio felino sempre con sè - la giovane parrucchiera di San Pietroburgo ha pensato bene di tagliarsi i capelli a forma di gatto, proprio sulla nuca, colorando il tutto con varietà di rosa e verde fluo. La foto, pubblicata su Instagram, ha già riscosso numerosi apprezzamenti e nella descrizione si legge: "Porto sempre con me il mio gatto dormiglione".

Per l'occasione, abbiamo chiesto il parere del nostro consulente di fiducia in termini di look e moda, il vip hairstylist della Capitale, Lino Sorrentino.

Lino, cosa pensi di questa colorata tendenza?
Trovo stupenda l'idea di usare la capigliatura come una tela sulla quale dipingere ed è innegabile la grande professionalità della collega russa, che usa in modo magistrale forbici, rasoi e colori. Una vera dimostrazione di arte contemporanea. Io stesso ho cominciato il lavoro di hairstylist da giovanissimo, lavorando a pedane moda dimostrative. Lì ebbi modo di scoprire la moda punk inglese, la quale mi contagiò, facendomi portare in passerella questo stile preso dalla strada.

Hai mai ricevuto richieste bizzarre dalle tue clienti? Credi che questo stile possa spopolare anche da noi?
In salone le giovanissime ci chiedono ciocche in colori vivaci: fucsia, rosa, blu e quando possibile ho molto piacere di accontentare queste richieste. Trovo questa moda divertente e giocosa, purché si rimanga sempre all'interno del buon gusto. Molto spesso ci ritroviamo ad accontentare anche le richieste di signore più agee, che ci chiedono di vivacizzare con ciocche colorate il loro taglio di capelli, attratte da immagini di moda di riviste o anche solo per il gusto di giocare. Il mio consiglio è non strafare, si può giocare ad indossare qualche ciocca colorata ma senza apparire degli uccelli del paradiso. Un buon taglio può sicuramente essere valorizzato, se ciocche colorate ne mettono in risalto la simmetria oppure separando ciocche sfilate dalla massa. Da noi? Questo caleidoscopio di colori nei capelli è già moda.

In affitto la celebre camera di Van Gogh


Siete amanti dell'arte e avete sempre sognato di entrare in un dipinto? Da oggi il vostro desiderio può diventare realtà. La celebre Camera di Vincent ad Arles, opera dell'impareggiabile van Gogh, è stata infatti riprodotta e messa in affitto sul famoso sito Airbnb.

L'idea arriva dall'Art Institute di Chicago, che ha pensato bene di ricreare fedelmente il noto olio su tela dell'artista olandese, datato 1988 ed esposto al Van Gogh Museum di Amsterdam. Il prezzo? 9 euro a notte: una cifra irrisoria per trascorrere una notte 'artistica'.

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