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Se la pop-art di Cinzia Inglese ammalia Sgarbi

FRANCESCO GRECO - Mondi vitali inesplorati, gli universi della mente destrutturati, quel magma di energia che Aristotele definiva “philìa” e che univa gli uomini e le loro vite. Sullo sfondo, letta in chiave maieutica, dialettica, panteistica, come una divinità, la Natura che ritrova la sua primitiva semantica, i significati significanti primordiali. 

La pop-art rimodulata nel XXI secolo e declinata al tempo della globalizzazione e dei social da un lato, dell’identità smarrita ma cercata quasi come un’ossessione dall’altro. Con soluzioni estetiche e cromatiche personalissime trovate con l’ausilio di materiali “poveri”.

E’ la password più intima per “entrare” nel mondo dell’artista Cinzia Inglese, padre di Alliste (Lecce), madre di Casarano, dove nasce nel 1973, cresciuta a Bitetto (Bari).

Che ha “sedotto” il critico d’arte Vittorio Sgarbi (in qualità di supervisore del premio a lui stesso intitolato): il blocco di sei opere presentato da Cinzia ed esaminate dai collaboratori di EA (Effetto Arte) si è classificato al secondo posto (su oltre 7000 artisti partecipanti) e sono entrate in altrettanti cataloghi.

Partita dal figurativo (tecniche di pittura a olio e acquerelli), da una ricerca intimistica, personale, di formazione, allarga gli orizzonti con i suoi viaggi intorno al mondo e ogni terra richiama la sua (che, citando De Martino, chiama “terra del rimorso”): la casa dei nonni immersa nella campagna fra gli ulivi secolari, i vigneti e le cicale, affacciata sulle ispide scogliere dello Jonio: topoi geografici (da Bari a Milano, poi Bologna, Reggio Emilia) che “contaminano” la sua percezione e sensibilità. Maturando quel “rapporto oscuro e primordiale con la vita e le forze più misteriose della natura umana”. Le nude radici che emergono nella sua opera più recente, dove appare l’acrilico, il gesso, la carta, la colla, la sabbia, le pietre, resina, pigmenti: materiali ordinari, a cui l’artista ridà nuova vita e ricchezza semantica, opere dov’è viva l’eco delle sue transumanze e dei ritorni alla casa sul mare di Alliste, a sud di Gallipoli, la terra rossa come carne viva dove correva a piedi nudi da bambina col sole che le incendiava i capelli.

Di “archeologia del contemporaneo” parla Antonio Pizzolante, artista e performer noto in tutto il mondo. Che aggiunge: “Le opere affondano le radici nell’obiet trouvè tanto caro a Marcel Duchamp, che nei primi anni del Novecento, con i suoi ready made, istituiva una nuova concezione del fare arte, un nuovo modo di entrare in empatia con l’opera decontestualizzando l’oggetto e infondendo a quest’ultimo una nuova aurea”.

Riflette: “Oggi si parla tanto anche nell’arte dello studio del mondo contemporaneo tramite il metodo archeologico, e come l’archeologia debba investigare sul mondo contemporaneo distaccandosi dall’indagine etnoarcheologica finalizzata a capire e ricostruire la cultura e le tradizioni dei nostri avi. 

Tutto ciò induce il fruitore alla riflessione dei cambiamenti e di come si evolve e muta la società con frenetica rapidità, tanto da sottovalutarne processi e commistioni dagli esiti incerti”.

E così conclude: “Le opere di Cinzia Inglese ci aiutano a riflettere e a sostare attraverso la catalizzazione del colore sulla improbabile metamorfosi dell’oggetto che viene ingessato, sedimentato attraverso monocromie quasi da essere solidificato, inglobato da un ecosistema a cui non appartiene. Esiste nelle sue composizioni un’apparente incoerenza compositiva che si dispiega senza un logica ragione delle relazioni tra le cose. Tutto sembra fluttuare senza meta per quelli che vanno e quelli che restano, imponendo una decisa riflessione su ciò che ci aspetta e immaginando un futuro prossimo che necessita di progetti certi verso un mondo che ci appartiene”.

Prima del premio Sgarbi, che ha il valore di una “consacrazione” (“Il critico si è soffermato a lungo davanti alle mie opere”, ricorda Cinzia), l’artista pugliese si è proposta in Italia e all’estero: Terni, Bari, Roma, Ferrara, Trieste, Palermo, Venezia, Firenze, Padova, Londra, New York, Barcellona.

Con l’opera “Garbage in the greenwood”, è attualmente presente al Museo “Gonzaga” di Mantova e dal 6 marzo, con 5 opere realizzate nel 2022, alla Biennale di Asti: “Sono così emozionata!”, sorride. E intense emozioni attendono i visitatori. Magari, chissà, la bellezza salverà davvero il mondo…

Ostuni: dal 6 al 9 marzo la mostra di pittura "Racconti di Donna"


OSTUNI (BR)
- Proseguono gli eventi culturali nella città di Ostuni: l’associazione Espressioni d'Arte, in concomitanza con la Festa della Donna, organizza nella sede del prestigioso Palazzo Tanzarella di via della Cattedrale, una mostra di pittura dal titolo "Racconti di Donna".

La mostra, che sarà aperta al pubblico con ingresso libero (con l’obbligo di green pass), si terrà dal 6 all’11 marzo e accoglierà le opere degli artisti Luigi Casale e Fiorella Turco.
L’inaugurazione avverrà domenica 6 marzo alle ore 18 e prevede un intervento della critica d’arte Prof.ssa Carmela Amati e, a seguire, quello della Dott.ssa Adriana Ostuni, poetessa e scrittrice, la quale presenterà alcune "letture" sul tema della donna. La sera di martedì 8 marzo l’Art-designer Giulio Marchioli presenterà, a partire dalle 18, alcune poesie dell’artista Adriana Notte e la successiva sera del 9 marzo, sempre alle 18, è prevista la partecipazione dell’attrice Antonella Colucci, artista e voce narrante che presenterà "Tre donne in arte" con l’accompagnamento musicale di Pompeo Gallone. A seguire la Dott.ssa Anna Francioso relazionerà sul tema "Lotta, coraggio e forza delle donne". Nel corso dell’evento i due artisti che espongono i loro quadri illustreranno i racconti delle donne che, a tali opere, danno vita.
L'evento si inserisce in una serie di iniziative avviate per celebrare il centenario della Festa della Donna, che ricorreva nel 2021, ma che non fu adeguatamente celebrato considerato che l'8 marzo dello scorso anno eravamo in pieno lockdown.

"Cucinare in libertà": domani al Redentore a Bari una lezione speciale dedicata al pittore Gustav Klimt


BARI - Nell'ambito del progetto "Cucinare...in Libertà", nato dall'intesa tra l'Oratorio Redentore di Bari e la F. Divella S.p.A, patrocinato dal Comune di Bari per combattere il fenomeno della dispersione giovanile, i ragazzi delle scuole medie del quartiere coinvolti nelle attività si cimenteranno domani in un ricetta da top chef.

Un risotto inedito e originale impreziosito da foglie di oro 24 carati commestibili e teneri fiori edibili, parmigiano reggiano stagionato 120 mesi e zafferano: una vera opera d'arte, ispirata alle opere del periodo aureo del celebre pittore austriaco Gustav Klimt non solo da ammirare ma soprattutto da gustare.

La lezione, in programma domani, mercoledì 23 febbraio, alle 17.30, nell'aula multimediale dell'Oratorio del Redentore, si svolgerà sotto la supervisione del corporate chef della F. Divella S.p.A Donato Carra (che impartirà lezioni per 60 ore come da cronoprogramma). Vi sarà la presenza dell'assessora alle Politiche Educative e Giovanili Paola Romano.

Barletta: la solidarietà si trasforma in arte


Il Rotaract di Barletta e Francesco Ferrulli uniti per i più piccoli

Il Rotaract di Barletta ritorna a sostegno della comunità e, stavolta, l’amore dell’intera associazione va verso i più piccoli. Insieme al pittore acquavivese Francesco Ferrulli, si è dato inizio a una vendita di grafiche d’autore a tiratura limitata raffiguranti l’opera "Carico di Meraviglia", dipinta dall’artista.

Le stampe d’autore, riprodotte dal dipinto originale realizzato in acrilico su tela juta, mostrano il vero e proprio paesaggio tipico della nostra zona, con quell’aria di familiarità e casa che tanto contraddistingue noi pugliesi. I colori vividi e contrastanti e accentuati dal nero dei contorni, marchio di fabbrica dello stesso artista, richiamano le sensazioni della tipica estate pugliese, tanto care a noi, gente di mare.

Le stampe d’autore proposte al costo di 20 euro cadauna, sono timbrate a secco, numerate ed autografate dallo stesso artista. L’intero ricavato della vendita sarà inoltre devoluto al reparto di pediatria dell’ospedale Monsignor Dimiccoli di Barletta, per l’acquisto di un bilirubinometro, un macchinario che permette di identificare con precisione i bambini a rischio sin dall’età gestazionale di 24 settimane.

Si può concludere quindi che, acquistando tale opera, renderete più ricchi voi ma, soprattutto, renderete più ricco il vostro cuore e quello a cui avete regalato un po’ del vostro bene.

Arte: successo per la mostra di Omar Galliani a Bari


BARI - Si è da poco inaugurata a Bari – quindici gennaio - la mostra “Le declinazioni della bellezza: sfumature di donna fra seduzione e incanto”, inaugurata lo scorso 15 gennaio presso la Contemporanea Galleria d'Arte di Giuseppe Benvenuto e curata dallo stesso titolare affiancato dalla storica dell’arte Sara Maffei.

Intento dichiarato della mostra è stato di scandagliare l’animo forte e sentimentale di Omar Galliani, il suo Io più profondo e intimo. È stato, infatti, realizzato un racconto visivo attraverso un’accurata selezione di opere - disegni - che ne hanno svelato il Galliani uomo, artista, intellettuale, docente e scenografo. Ogni lavoro esposto ha mostrato un lato pubblico o privato della sua vita.

«L’inaugurazione spiega il direttore culturale , Giuseppe Benvenuto – nonostante la sua apertura sia stata condizionata dall’’emergenza sanitaria ancora in corso, ha avuto un’affluenza di pubblico inaspettata che ha decisamente superato le nostre aspettative. Forse, tale successo è imputabile anche alla grande attenzione che la stampa nazionale e locale ha riservato alla mostra. Per questo motivo, vogliamo ringraziare tutte le testate giornalistiche e le redazioni che hanno dedicato numerosi articoli e servizi radio e televisivi alla mostra. Un ringraziamento speciale va anche ai collezionisti che hanno partecipato permettendo la realizzazione della mostra.

CONTEMPORANEA GALLERIA D'ARTE -
Via Nicolò Piccinni, 226 - BARI
VIALE MICHELANGELO, 65 - FOGGIA
TEL. 346 7334054

Direttore: GIUSEPPE BENVENUTO

Ginori 1735 inaugura un esclusivo pop-up store dedicato a LCDC all’interno di Printemps Haussmann a Parigi

(Foto ufficio stampa Ginori 1735)

PARIGI - Ginori 1735, eccellenza italiana del settore lusso e lifestyle, tra i principali marchi mondiali nella porcellana pura e nel design di altissima qualità, annuncia l’apertura in esclusiva di un nuovo pop-up store dedicato alla collezione LCDC, La Compagnia Di Caterina, all’interno di Printemps Haussmann a Parigi, uno dei templi più prestigiosi dell’alta moda francese.

Situato nel reparto Profumi e Home Fragrances, al primo piano del department store al 64 di Bulevard Haussmann, il temporary shop fino al 3 gennaio 2022 offrirà ai clienti francesi la possibilità di scoprire e toccare con mano la prima collezione home fragrance di Ginori 1735, composta da candele profumate sviluppate in varie dimensioni e colori, bruciatori d'incenso, e diffusori ambiente, sintesi della tradizione figurativa del brand, in una visione contemporanea interpretata da Luca Nichetto.

L’Amazzone, L’Amante, La Dama, Il Letterato, Il Seguace, Il Favorito, Il Frate e L’Addetto al Fuoco compiono, così, quel viaggio da Firenze a Parigi che fecero i protagonisti della corte della regina Caterina de’ Medici, in un percorso sensoriale e simbolico, tra luoghi e tradizioni, in grado di unire le due città. Le profumazioni di LCDC sono, infatti, sviluppate da Jean Niel, la più antica azienda di profumi francese fondata nel 1779 e sono studiate per essere uniche e senza tempo, rievocando racconti, restituendo sensazioni e diffondendo aromi in modo naturale e permanente. I singoli pezzi, inoltre, sono completi di refill che possono essere sostituiti e mixati una volta esaurita la fragranza, ricominciando ininterrottamente il proprio ciclo di vita.

In LCDC Luca Nichetto si ispira alle maschere della Lucha Libre, alle illustrazioni di Jean-Paul Goude e al graffitismo, con un design che mescola il classicismo delle statue ancestrali a linee rigorose, in cui i volti e le sculture assumono una dimensione iconica e misteriosa. Una fusione di simboli grafici dal sapore alchemico e di colori che richiamano gli ingredienti utilizzati per creare le fragranze: Orange Renaissance, un tributo al rinascimento con una essenza capace di sedurre e bruciare d’amore, Black Stone, il profumo del mistero e della scoperta capace di tenere vivo il fuoco in ognuno di noi, Purple Hill, la memoria olfattiva delle colline toscane ricoperte di fioritura estiva che colpisce, persiste e persuade.

Il pop-up store rappresenta il primo passo di una collaborazione più ampia che si pone l’obiettivo di unire le forze tra una delle realtà più note ed apprezzate nel panorama retail francese e uno dei marchi più iconici del made in Italy, puntando ad un’estensione dei prodotti Ginori 1735 offerti dal department store e all’allargamento della vendita delle collezioni della maison fiorentina ad altri punti vendita Printemps Haussmann in Francia.

Un impegno ambizioso quello della maison di Kering che spinge così sul retail e sulla strategia di sviluppo internazionale del marchio in maniera ottimistica e determinata, in vista anche del Natale.

'Nuove visioni dall’immaginario colorato', il mondo di Luca Alinari in mostra a Conversano


CONVERSANO (BA) - I colori fluorescenti, l’onirico, le forme, l’inconscio, l’immaginario, le creature fantastiche, il surrealismo. È difficile se non impossibile racchiudere il maestro Luca Alinari e la sua arte in qualche parole. Per questo la Fondazione D’Arti e la città di Conversano (Ba) hanno deciso di dedicargli una lunga mostra che si terrà nella Pinacoteca del Castello dal 29 ottobre 2021 al 6 gennaio 2022.

“Nuove visioni dall’immaginario colorato” è la prima personale dell’artista, a due anni dalla sua morte, e con oltre 50 opere ne ripercorre la carriera che lo ha reso celebre nel panorama artistico italiano e internazionale.

Tra colori sgargianti, che il maestro amava utilizzare, collage, decalcomanie, e trasposizioni fotografiche, le tele raccontano tutta la vita di Alinari tra eclettismo e sperimentazione.
Le opere, che a prima vista parlano della leggerezza e della vacuità del mondo dei sogni, celano in realtà quei tumulti interiori che rivoluzionano le pieghe dell’animo umano, costretto a combattere la superficialità e la banalità che, a volte, pone l’esistenza.

E in questa metafora del nostro tempo volti di donna, paesaggi fantastici e creature immaginarie prendono vita attraverso la precisione del tratto e uno studio minuzioso del colore.

Ma perché proprio Luca Alinari? Qual è il suo legame con la città di Conversano? A raccontarlo è uno dei soci della Fondazione D’Arti il dott.Donatello Mastropasqua che ha ideato la mostra insieme a Filippo Alinari, figlio del Maestro. “Ho avuto il privilegio di frequentare Alinari – racconta - grazie alla fraterna amicizia con mio padre (il dott. Franco Mastropasqua ndr) ed è grazie a lui che oggi si inaugura questa esposizione. Ho conosciuto il maestro circa trentacinque anni fa, ma negli anni ho capito che esisteva un Alinari uomo e uno artista. L’artista si nutriva dell’Io dell’uomo e l’uomo si divertiva a giocare con l’artista stesso. Da questo connubio sono nate le sue opere frutto proprio di quell’immaginario colorato che oggi riempie le sale della Pinacoteca di Conversano”.

“Nuove visioni dall’immaginario colorato” è la prima mostra organizzata dalla Fondazione D’Arti, con il patrocinio del Comune di Conversano in collaborazione con la Pro Loco. “La Fondazione - spiega il presidente dott. Angelo L’Abbate - attraverso il coinvolgimento diretto di cittadini, imprese e organizzazioni culturali si propone di interpretare una forma moderna di mecenatismo, che costruisce e cura i rapporti con le istituzioni pubbliche e private del territorio, per sviluppare ogni utile connessione e alimentare un processo che avvicini le comunità al patrimonio storico, architettonico, culturale e artistico della città di Conversano”.

Il vernissage si terrà venerdì 29 ottobre, a partire dalle 18:30, presso il secondo piano della Pinacoteca del Castello Aragonese di Conversano.
 
È possibile visitare la mostra tutti i giorni, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20, l'ingresso è gratuito.

Per info e prenotazioni: +39 328 324 33 45 o dartifondazionedicomunita@gmail.com

Francavilla Fontana, a Castello Imperiali arriva la mostra "Sovversivi"


FRANCAVILLA FONTANA (BR)
- Da mercoledì 20 ottobre le sale del primo piano di Castello Imperiali ospiteranno i volti e le storie dei sovversivi francavillesi e della provincia di Brindisi tra il 1900 e il 1943.

La mostra, realizzata dall’Archivio di Stato di Brindisi in collaborazione con l’ANPI provinciale, è patrocinata dall’Amministrazione Comunale.

"La mostra Sovversivi propone un viaggio alla scoperta delle radici dell’antifascismo brindisino. Le storie degli uomini e delle donne presenti in questo percorso espositivo – spiega l’Assessora alla Cultura Maria Angelotti – testimoniano che anche il nostro territorio ha vissuto pagine di eroismo e resistenza. In questo momento storico, all’indomani dell’attacco alla sede nazionale della CGIL, è importante preservare la memoria di chi ha lottato per la libertà".

Alla cerimonia inaugurale, in programma mercoledì 20 ottobre alle ore 18.00 nella Sala Mogavero di Castello Imperiali, interverranno il Sindaco Antonello Denuzzo, il Direttore dell’Archivio di Stato di Brindisi Corradino De Pascalis, il Presidente provinciale dell’ANPI Donato Peccerillo e il Presidente dell’ANPI "Donato della Porta" Alessandro Rodia.

La prima visita guidata alla mostra sarà affidata ad Elena Lenzi, curatrice del percorso espositivo.

Il progetto "Sovversivi" si caratterizza per l’ampia documentazione fotografica dedicata ai protagonisti della storia locale di inizio ‘900 e per la presenza di numerose testimonianze, anche documentali, che proietteranno gli spettatori nel clima rovente delle piazze pugliesi all'inizio del secolo scorso.

"Questa mostra – prosegue l’Assessora Angelotti – è rivolta in particolare alle nuove generazioni. È importante che le scolaresche vengano a visitarla per conoscere pagine poco conosciute della storia locale che si intersecano con i grandi avvenimenti che hanno caratterizzato il ‘900. Ringrazio l’ANPI 'Donato Della Porta' per il grande lavoro svolto in queste settimane che proseguirà con l’organizzazione delle visite guidate rivolte a scolaresche e gruppi".

La mostra sarà visitabile sino al 28 febbraio 2022 dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 12.00 e nel pomeriggio dalle 17.00 alle 19.30 con ingresso gratuito.

Latiano, dal 3 al 13 ottobre la mostra di pittura del maestro Cosimo Di Salvatore


LATIANO (BR)
- Sarà inaugurata domenica 3 ottobre alle 15:00 in via Santa Margherita n°37, presso la Casa del Beato Bartolo Longo, a Latiano la mostra personale del Maestro Cosimo Di Salvatore. La mostra, propone opere di arte contemporanea, moderna e classica.

Cosimo Di Salvatore, nato a Latiano nel 1937, è un pittore figurativo meticoloso, autodidatta. Nasce come paesaggista e nella sua evoluzione artistica passa attraverso la rappresentazione di ritratti e scene del quotidiano. La sua pittura, con tecnica olio su tela, è caratterizzata da una luminosità cromatica che va oltre la realtà contingente, colorando le superfici e rendendole presenti quasi in modo irreale.

La sua lunga esperienza artistica lo ha portato ad ottenere ottimi risultati con premi speciali da giurie nazionali ed internazionali nelle molteplici mostre alle quali ha partecipato.

La mostra potrà essere visitata dal 3 al 13 ottobre, tutti i giorni, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:30 alle 20:30.

Francavilla Fontana, la bellezza della mostra collettiva d'arte "I colori della festa"


FRANCAVILLA FONTANA (BR)
- Parliamo di arte nella Città degli Imperiali. In questi giorni, proprio a Francavilla Fontana, presso il Palazzo del Sedile in Piazza Dante, con orario dalle 18 alle 21, abbiamo potuto ammirare la mostra collettiva d'arte, dal titolo "I colori della festa", ed organizzata dalla Pro Loco Francavilla Fontana.

Questi i nomi degli artisti espositori della collettiva: Mimma Altavilla, Angelo Argentina, Iole Argentina, Raffaele Argentieri jr, Ada Caforio, Stefania Calizia, Lucia Calò, Grazia Capogrosso, Giovanna Carenza, Angela Carrozzo, Luciana Casale, Davide Chionna, Ester Del Manzo, Anna Di Noi, Melina Faina, Stefania Galizia, Annamaria Grassi, Vito Leone, Michele Lerna, Maria Lomartire, Alessandra Marinò, Antonella Napolitano, Anna Pertoso, Gabriella Rodìa, Antonella Seller, Maddalena Trinchera, Oronzo Urso, Antonella Vacca, Filomena Zizzi. Questi, invece, gli artisti ospiti: M. Giuseppe Marinosci, M. Gennaro Solferino.

In questa mostra d'arte collettiva si è avuto modo di visionare tantissime opere a cura di artisti locali. Tra queste spiccano dipinti come la Santissima Trinità, alberi d'ulivo secolari, un ritratto della ballerina Carla Fracci, vedute di Francavilla Fontana, opere di varia natura, una parte di luminarie a cura del signor Memmola e tanto altro ancora che portano alla luce quelli che sono davvero "i colori della festa".

















Ostuni, domenica 12 settembre inaugurazione della mostra "La Via" nel Chiostro di Palazzo San Francesco


OSTUNI (BR)
- Proseguono gli eventi nella città di Ostuni: il 12 settembre, alle 19:30, verrà inaugurata presso il chiostro di Palazzo San Francesco la mostra "La Via", progetto espositivo, Itinerante, di arti visive e letterarie curato da Fedele Eugenio Boffoli, con consulenza organizzativa di Adriana Ostuni.

Il progetto espositivo, che vede la partecipazione degli artisti della Community Anforah, ha avuto inizio nel 2007 e contempla l’Arte quale canale, costruttivo e creativo, di esperienza e consapevolezza, ai fini della crescita personale e collettiva. Essa si traduce in un processo che va dall’ideazione dell’opera fino alla sua realizzazione, formale e sostanziale, quale sua sintesi. Lo strumento dell’Arte, a questo proposito, fonde l’elemento soggettivo, personale e peculiare, con quello universale, creando un momento di consapevolezza, condivisibile, interno ed esterno all’artista stesso. Nel presente contesto storico, dove finanza, mercati e tecnologie omologano e massificano, l’Arte è “La Via”, urgente e maestra, di integrazione e di riscatto umano.

Espongono: Fedele Eugenio Boffoli, Lucia Carraretto, Luigi Casale, suor Rosalba Facecchia ASC, Nancy Gesario, Daniela Lepre, Ferruccio Magaraggia, Salvatore Marchesani, Anna Mossa, Rosa Pino, Marina Postogna, Isidoro Raciti, Mariagrazia Semeraro, Antonella Sidoti, Anna Zennaro.

La mostra, patrocinata dal Comune di 0stuni, è realizzata in collaborazione con Rassegna Italia s.a.s. e l’Associazione Culturale Espressioni d’Arte e potrà essere visitata tutti i giorni, fino al 21 settembre, dalle 19:30 alle 22:00.

Vlora, “un sogno di libertà” lungo 30 anni


FRANCESCO GRECO - Se ogni fine è un nuovo inizio, il crollo degli spietati regimi dittatoriali comunisti negli anni Novanta dell’altro secolo, ha liberato infinite energie creative troppo a lungo rimaste oppresse e inespresse. 

Espressioni artistiche di ogni genere: musica, arte, cinema, narrativa, oltre all’imprenditoria e le start-up, che a loro modo sono ulteriori forme d’arte.

Lo stesso sindaco di Valona, Dritan Leli, all’inaugurazione della mostra “Vlora, un sogno di libertà”, alla Pro Loco di S. Maria di Leuca (2 agosto, Villa Antonio Fuortes), inizi d’agosto, ebbe a dire che se gli artisti proposti fossero rimasti in Albania, il mondo non li avrebbe mai conosciuti e apprezzati.

E invece la mostra, curata con perizia e passione dal maestro Luigi Sergi, docente, critico d’arte e promotore con la sua galleria “Dentro l’arte” a Novara (voluta dall’associazione “Ponti non Muri”, in collaborazione con la Pro Loco e l’associazione De Arte), per tutto agosto, ha dato loro una visibilità globale: basta consultare il brogliaccio con le firme dei visitatori provenienti da tutto il mondo, alcuni dei quali si sono divertiti – originale idea di Sergi - a fare la loro barchetta, firmandola col proprio nome: un’ulteriore opera d’arte creata collettivamente.

Il background è ormai storia: proveniente dall’altra sponda dell’Adriatico, l’8 agosto del 1991, nel porto di Bari giunge il “Vlora” con un “assembramento” di vite, speranze, sogni, umanità pulsante di oltre 20mila persone. In precedenza c’erano stati altri sbarchi a Brindisi e Otranto.

Un paese intero spezza le catene della schiavitù del comunismo e delle sofferenze patite e cerca una vita degna in Europa. Nell’ambito della 4^ edizione di “Salento-Albania”, un ponte fra le due sponde, divisa in due parti, scambi culturali ideati da Antonio Biasco, pittura (Villa La Meridiana) e scultura (Villa Fuortes), la mostra ha avuto migliaia di visitatori.

Ecco gli artisti e le opere: Pro Loco (Villa Fuortes): “Sulla cresta dell’onda”, Giovanni Morgese (Terlizzi, Bari), “Ricordo di un amico”, Ilirjan Xhixha (fra Milano e Novara), “Verso la libertà”, Luigi Sergi (fra Novara e Gagliano del Capo, Lecce), “…essere mare…”, Maria Grazia Degrandi (Quarona, Vicenza), “Abbraccio affettuoso”, Silvana Marra (Novara), “Sirena”, Vito Russo (Salve, Lecce). Villa La Meridiana: “Il piccolo emigrante” e “La valigia”, Agim Sulaj (Rimini), “Alma Mater”, Anna Frappampina (Lecce), “Libertà anno 91”, Arben Brahimaj (fra Olanda e Valona), “Sognando la libertà”, Roberto Russo (Montesardo), “La bella di Durazzo”, Albert Dedja (Trento), “Rispetto libertà”, Antonio Spanedda (Novara), “Parlamento della realtà” e “Vlora”, Artan Shabani (fra Valona e Tirana), “Freedom” Giuseppe Alessio (Tiggiano, Lecce), “Mediterraneo”, Mimmo Anteri (Gallipoli, Lecce), “L’esodo”, Salvatore Bianchini (Roma), “Il viaggio della speranza”, Gigi Specchia (Sternatia, Lecce).

Eventi: a Castello Marchione 'Invito a corte: l'oscuro e la luce'


BARI - Domenica 5 settembre 2021 – presso il Castello Marchione, su idea e testi di Santa Fizzarotti Selvaggi con la raffinata regia e adattamento teatrale di Angela Campanella si terrà 'Invito a Corte: l'oscuro e la luce'. L’evento, presentato da Michele Cristallo, come da anni e’ dedicato al ricordo di Fabio Tomacelli Filomarino, principe di Boiano, Conte dl Conversano e ultimo erede della Casa Acquaviva d’Aragona.

“Invito a corte“ e’ dedicato anche a Giovanni Ramunni, che sempre con Santa Fizzarotti Selvaggi, sin dal 2003 dopo la dipartita di don Fabio, e dal 1980 con la piena adesione dello stesso, hanno curato eventi culturali e concerti presso il Castello Marchione. Invito a corte e’ organizzato dalla Associazione culturale Incontri con il suo Presidente Giancarlo Liuzzi e la piena partecipazione del Castello Marchione. 

Numerosi artisti di chiara fama sono stati coinvolti come si legge nell’apposito invito. Interverranno S.E. il Prefetto di Bari dott. Antonella Bellomo e il prof. Filippo Maria Boscia, ai quali sarà consegnato un riconoscimento per il loro grande impegno a favore della salvaguardia della vita e della salute oltre che della dignità della persona. Porgera’ il saluto istituzionale, tra gli altri, il signor sindaco di Conversano Giuseppe Lovascio.

A Ostuni "Dal Purgatorio… a salire a le stelle", mostra personale di Corrado Veneziano a cura di Raffaella Salato


OSTUNI (BR)
- C’è una importante coincidenza (che sarà però svelata solo il 14 settembre) a rendere ancora più attraente l’appuntamento ostunese curato da Raffaella Salato. Tra le 15 tele di Corrado Veneziano, esposte nei suggestivi spazi dell’Oratorio della Confraternita del Purgatorio a partire dal 12 agosto prossimo, c’è infatti l’opera scelta come immagine per il francobollo rappresentativo de La Divina Commedia, all’interno della emissione filatelica commemorativa dallo Stato italiano per la figura di Dante Alighieri.

"Salire a le stelle", sostenuta e patrocinata dall’Amministrazione Comunale di Ostuni d’intesa con l’Associazione Amici di Ostuni, con la Confraternita del Purgatorio, sarà inaugurata giovedì 12 agosto alle ore 19.30 dal Sindaco di Ostuni Guglielmo Cavallo e dall’On. Carla Mazzuca Poggiolini dell’Associazione Amici di Ostuni, con interventi dell’artista Corrado Veneziano e della curatrice Raffaella Salato.
In realtà, la mostra originaria, ISBN Dante e altre visioni, coordinata dalla società D.d’Arte, vantava già elementi estremamente rilevanti: sia perché si trattava dell’unica mostra di un autore contemporaneo del Programma ufficiale stilato dal Ministero della Cultura e dal Comitato Dante 700; sia per la portata internazionale della stessa mostra, segnata da varie anteprime in gallerie e istituzioni pubbliche, da Los Angeles ad Asunciòn, da Algeri a Siviglia, da Cracovia a Bucarest, Parigi e San Pietroburgo.
Qui però, Raffaella Salato dà vita a una radicale selezione delle opere, incentrando sul “salire a le stelle” la struttura della mostra: un dialogo profondo che valorizza soprattutto le tele dedicate alla seconda Cantica della Commedia. Nell’Oratorio della Confraternita, le opere sembrano trovare infatti la loro collocazione naturale, diventando protagoniste quasi assolute, con alcuni dipinti dell’Inferno e Paradiso a fare loro da cornice.
La serie pittorica si dipana tra due dei più celebri versi del Poeta: l’incipit "Per correr miglior acque alza le vele ormai la navicella del mio ingegno", che spiega la disposizione d’animo di Dante nel salire la montagna del Purgatorio, e il "puro e disposto a salire a le stelle", che gli schiude finalmente i cancelli del Paradiso. Tra essi, una narrazione fatta di scenari evocativi, citazioni significative (da Pia de’ Tolomei, presente nel Canto V, a San Nicola, soltanto nominato), dialoghi ideali con grandi autori del Novecento quali Eliot, Pound, Borges.
La resa estetica è data sia dal colore (per il Purgatorio, azzurro chiaro, bianco e in generale colori neutri, in contrapposizione a quelli più cupi e violenti dell’Inferno e all’oro che domina il Paradiso), sia dalla collocazione dei codici a barre ISBN e sia, infine, da punti e linee dell’alfabeto Morse. E tutto ciò diventa di volta in volta, all’interno dello spazio, architettura dal sapore onirico, volute ornamentali, raggi di sole attraverso le nubi.
La Mostra sarà visitabile tutti i giorni (dalle 18 alle 22), da venerdì 13 agosto fino a venerdì 3 settembre. Per informazioni più dettagliate e per eventuali esigenze di contingentamento degli accessi, telefonare al 3477429039, oppure scrivere a p_ricci4@virgilio.it.

Ostuni, dal 9 al 15 agosto 2021 la mostra d’arte personale contemporanea "The New Collection" di Maddalena Lippo


OSTUNI (BR)
- Grandi novità nella città di Ostuni: dal 9 al 15 agosto 2021 ospiterà la mostra d’arte personale contemporanea "The New Collection" di Maddalena Lippo.

L’inedita collezione, allestita presso il Palazzo Tanzarella, tra le caratteristiche vie del Centro Storico dell’amata Città Bianca è stata inaugurata lunedì 9 agosto alle ore 19:00.
L’artista, protagonista fin da giovanissima e accanto a illustri nomi del settore artistico contemporaneo, ha collezionato numerosi premi e riconoscimenti per la pittura già a partire dagli anni ‘80. A credere nel suo talento, per primo il Prof. Salvatore Russo, presidente dell’Accademia Internazionale dei Dioscuri, con sede principale a Taranto e con quattro delegazioni a Roma, Atene (Grecia), Toronto (Canada) e Melbourne (Australia).
Di lei hanno scritto: "…Legata ad una espressione chiarista, che esalta le virtù di una pittura tonale di magica rarefazione, pur nella scelta cromatica di gradevole matrice materica […] Rifugge dalle rappresentazioni per filtrare con dato emozionale la mutevolezza della realtà, dinnanzi alle varianti luminose e alle prospettive di tipo intimistico. Una maniera per guardare con l’occhio interiore e appropriarsi della figurazione per restituirla fuori da schemi rigidi e caricarli di una struggente forza evocativa ed emozionale…" (Giovanni Amodio – Critico D’Arte).
Tra le opere presenti nella mostra d’arte contemporanea, segnaliamo: "Sporca di mare", un meraviglioso tripudio di colori e pennellate dai tratti decisi ed emozionali, che sapranno stupirvi nella commistione dei materiali utilizzati e nei movimenti su tela che generano l’armoniosità delle forme di una donna senza volto. "Something in the water", "Gli amanti", "Tramonto scarlatto", alcune delle incantevoli tele dedicate al mare, con i suoi colori vivi e le infinite sfumature che solo l’acqua sa trasformare in poesia.
Non perdete l’occasione di osservare dal vivo queste suggestive opere. Solo in questo modo potrete ricercare i significati nascosti tra le pennellate. Il suo stile, con la forte connotazione di tratti marcati e colori brillanti, vi mostrerà un’evoluzione non solo artistica, ma anche e soprattutto personale.
Se è vero che ogni artista rappresenta il mondo rispetto alle proprie sensazioni in modo univoco, le interpretazioni che suscita sono invece inversamente proporzionali e siamo curiosi di scoprire cosa le tele di Maddalena Lippo susciteranno in voi.

Pompei: aprirà al pubblico dal 12 agosto l'antica tavola calda


POMPEI
- Una bellissima notizia per la città di Pompei: aprirà al pubblico dal 12 agosto il termopolio della Regio V, l'antica tavola calda, portata in luce durante gli ultimi scavi in un'area della città antica mai prima indagata, con visite straordinarie al cantiere della casa di Orione e della casa del Giardino.

I termopoli, dove si servivano bevande e cibi caldi, come indica il nome di origine greca, conservati in grandi dolia (giare) incassati nel bancone in muratura, erano molto diffusi nel mondo romano, dove era abitudine per il ceto medio e basso consumare il prandium (il pasto) fuori casa. Sebbene nella sola Pompei se ne contino almeno una ottantina, ricorda una nota del Parco archeologico di Pompei, il termopolio della Regio V si distingue per l'eccezionale decorazione del bancone dipinto, con le immagini della Nereide a cavallo di un ippocampo e di animali probabilmente preparati e venduti proprio nel locale.

L'impianto commerciale era emerso in due momenti diversi. Era stato indagato solo in parte nel 2019, durante gli interventi del Grande Progetto Pompei per la messa in sicurezza e consolidamento dei fronti di scavo storici. Considerate l'eccezionalità delle decorazioni e al fine di restituire la completa configurazione del locale - ubicato nello slargo all'incrocio tra il vicolo delle Nozze d'argento e il vicolo dei Balconi - nel 2020 si è deciso di predisporre un ulteriore intervento finalizzato al completamento dello scavo, al restauro degli ambienti e degli apparati decorativi presenti. 

Puglia: nasce la prima slow community della ceramica

ROMA - Sarà presentata mercoledì 7 luglio alla Camera dei Deputati, presso la Sala Conferenze Stampa, la prima “Slow Community” che unisce lo slow food alla valorizzazione della ceramica d’uso di Grottaglie, in provincia di Taranto. Rafforzare l’integrazione tra la filiera agroalimentare ed artigianale che possa rendere protagonisti gli artigiani, i produttori, i cuochi e le famiglie: è questa l’ambizione dichiarata dalla comunità Slow Food della cittadina jonica nella sua carta fondativa.

Un progetto originale e creativo che nasce dalla volontà di di tradurre, in un territorio di antichissima tradizione di arte ceramica come Grottaglie, i valori che il movimento Slow Food incarna e promuove a livello internazionale: dal diritto universale al cibo sano, alla difesa della biodiversità e degli ecosistemi, alla lotta per le iniquità sociali ed economiche. L’incontro tra tradizioni, linguaggi, produzioni locali diversificate può, dunque, rappresentare una grande leva in grado di potenziare le eccellenze di cui dispone il territorio.

Tanti i progetti e le iniziative in programma, che vedranno coinvolti artigiani, produttori dei diversi settori del mondo enogastronomico, centri ed istituti di formazione, enti e associazioni che vorranno dare il loro contributo. L’obiettivo è sensibilizzare consumatori e istituzioni verso una maggiore consapevolezza di una tipicità che rischia di scomparire se non adeguatamente supportata, grazie alla collaborazione e la promozione in una visione comune sia dei manufatti in ceramica che delle eccellenze enogastronomiche.

Appuntamento per mercoledì 7 luglio, ore 12:00.

Sala Conferenze Stampa – Camera dei Deputati


Partecipanti:


on. Gianpaolo Cassese – promotore dell’Intergruppo parlamentare per le città della ceramica artistica e tradizionale Franco Peluso – portavoce della Comunità Slow Food di Grottaglie Per la valorizzazione della ceramica d’uso grottagliese Mimmo Vestita – maestro ceramista Luca Sardella – giornalista e agronomo Massimo Isola – presidente AiCC (Associazione italiana Città della Ceramica) On. Filippo Gallinella - presidente commissione Agricoltura – Camera dei deputati

Piccole curiosità di una misteriosa anima: Van Gogh

CRISTINA ANTIFORA - Nato a Zundert, in Olanda nel lontano 1853, Vincent Willem Van Gogh è uno degli artisti "maledetti" più famosi al mondo e le curiosità sulla vita del pittore olandese sono davvero tante, ecco le più interessanti:

Le candele accese sul suo cappello

Diversi dipinti testimoniano che Van Gogh amava dipingere di notte, ma considerando il periodo, per avere luce e poter realizzare le sue opere, pare fosse solito indossare un cappello di paglia con candele accese poste su tutta la superficie. Numerose sono le testimonianze al riguardo, sia dalle lettere che l'artista ha inviato al fratello dove si evince dell'accaduto, sia da varie testimonianze scritte da sconosciuti che hanno visto il pittore lavorare con questo cappello tempestato di candele.

Lobo tagliato: automutilazione o vendetta?

Per molti, Van Gogh era uno sciocco, e coloro che hanno questa convinzione sono certi che il lobo dell'orecchio sinistro reciso fosse opera sua, una sorta di automutilazione dovuta alla sua follia, ma secondo alcuni studiosi, il lobo mancante è in realtà frutto della vendetta del suo coinquilino Paul Gauguin, durante uno dei frequenti litigi tra i due.

La "Notte stellata" è stata dipinta dalla finestra di un ospedale

Nel 1889 Van Gogh fu ricoverato all'ospedale di Saint Paul de Mausole e durante la sua permanenza nel nosocomio realizzò alcune opere che oggi sono considerate tra le migliori. Tra queste ricordiamo la  "Notte stellata",  "Uliveto" e "Iris".


Circa 900 dipinti e 1100 disegni realizzati in 10 anni

Il lavoro di Van Gogh come pittore è durato solo 10 anni, cioè da 27 a 37 anni, ma nonostante questo sia un periodo di tempo piuttosto breve, è riuscito a realizzare più di 900 opere ( quasi 2 a settimana) e prima della sua morte ha realizzato anche più di 1100 disegni.

L'uso di un pigmento instabile ha trasformato alcuni dipinti

In diversi dipinti di Van Gogh è presente il "giallo cromo", colore che, secondo alcuni studiosi, ha assunto una tonalità marrone a causa del deterioramento che ha subito nel corso degli anni. Trattandosi di un pigmento instabile, sembra che sebbene fosse molto luminoso quando è stato posato su tela, si è via via scurito, aspetto che si può osservare soprattutto nell'opera "Girasoli". Secondo gli esperti sembra impossibile rimediare a questo fattore e ripristinare quindi la brillantezza originaria, in quanto i dipinti potrebbero subire danni irreversibili.

Grottaglie, riapre al pubblico il quartiere delle ceramiche con oltre 50 botteghe artigianali


GROTTAGLIE(TA) - Finalmente, dopo ben sette mesi di chiusura al pubblico, riaprono le botteghe che da sempre animano il quartiere delle ceramiche di Grottaglie (TA).

Antica ed ancora oggi fiorente è la produzione di ceramica anche grazie alle ricche cave di argilla rossa presenti sul territorio. Lugo la gravina San Giorgio, si è formato nei secoli un intero quartiere di esperti ceramisti i quali, ricavando laboratori e forni di cottura nella roccia di ambienti ipogei utilizzati in passato anche come frantoi, hanno saputo sviluppare una fiorente attività artigianale oggi riconosciuta ed apprezzata in tutto il mondo.

Nello storico Quartiere delle ceramiche, ci si perde tra le oltre 50 botteghe artigianali, alcune delle quali hanno ancora all’interno torni e fornaci. In ciascun laboratorio è possibile osservare le diverse fasi di lavorazione degli oggetti, secondo la tradizione nata nel Medioevo.

Oltre a piatti, ciotole, coppe, recipienti di varie forme, ci sono i galletti, tipici di Grottaglie, i “pumi”, che si vedono esposti sui davanzali delle case salentine e sono considerati di buon auspicio (ma solo se dati o ricevuti in dono), e la “pupa baffuta“, personaggio nato da una leggenda: un vignaiolo, per sottrarre la giovane moglie alla brutale tradizione dello ius primae noctis (diritto della prima notte) , si travestì da donna per presentarsi al feudatario al posto della ragazza. Dimenticò però di tagliarsi i baffi e fu subito scoperto. Il feudatario ne rise, ma gli chiese, per risparmiargli la vita, che gli portasse tutto il vino prodotto dalle sue vigne in anfore che avessero le sue fattezze travestito. E lui, grazie all’aiuto degli artigiani del paese, glielo portò: nelle anfore a forma di pupa baffuta.

Contrariamente a quanto avviene negli altri centri di antica produzione ceramica italiani, Grottaglie (TA) è l’unica città della ceramica con un quartiere interamente dedicato alla produzione di questo tipo artigianato. 

“Il turismo per Grottaglie, soprattutto quello estivo è diventato uno straordinario “generatore” di economia. - sottolinea l’assessore al turismo Mario Bonfrate – Vedo molto entusiasmo tra i nostri commercianti e artigiani, loro rappresentano una grande forza propulsiva per la ripresa. La pandemia sta cambiando il nostro modo di viaggiare e per questo pensiamo che  ci saranno tanti turisti e viaggiatori che verranno a Grottaglie per scoprire il patrimonio turistico della nostra città”.

A pochi passi dal quartiere, nel dirompente Castello Episcopio, riapre anche il Museo della Ceramica, altro centro attrattivo turistico pugliese. L’esposizione permanente rappresenta il più importante museo pugliese sul tema dell'arte delle ceramiche e rappresenta il connubio tra quest'antichissima arte e la cittadina jonica.

Il Museo è suddiviso in cinque sezioni e svela ben 517 pezzi che vanno dalla ceramica tradizionale d’uso, alle maioliche fino agli oggetti contemporanei. I manufatti, che provengono da collezioni pubbliche e private, raccontano la storia di un passato in cui la ceramica rivestiva un ruolo fondamentale nella vita degli uomini, soddisfacendo il loro bisogno primario di igiene e di conservazione degli alimenti, ma anche la loro necessità di possedere oggetti che assolvessero ad una funzione puramente ornamentale.

Sezioni:

Sezione ceramica tradizionale d’uso. Si tratta di una tipologia di ceramica che copre un arco temporale che va dagli inizi del XVIII secolo alla prima metà del XX secolo e risulta rappresentata da forme usate per contenere acqua, vino, olio, aceto, per trasportare liquidi o per conservare provviste alimentari.

(capasoni, capasa, trimmone, vummile).

A questi si aggiungono oggetti per cucinare (pignata) e per contenere piante (craste).

Sezione presepi. L’esposizione presenta varie forme interpretative: si passa dal presepe monoblocco con figure miniaturistiche, a quello monumentale ricco di personaggi in cui forme e colori esprimono la sperimentazione delle nuove tecniche ceramiche.

Sezione archeologica (secolo VII a.C. – XV d.C). Le diverse campagne di scavo hanno portato alla luce numerosi reperti ceramici fra cui spiccano olle globulari con motivi geometrici e patere dipinte e o incise. 

Sezione maioliche (secolo XVIII– XX): brocche monoansate (sruli), brocche biansate (cirale) zuppiere, vasi da farmacia e mattonelle per pavimentazione.

Sezione contemporanea. L’ultima è dedicata alla ceramica contemporanea, in particolare alle opere donate dagli artisti che hanno partecipato alle edizioni del Concorso di Ceramica Contemporanea avviata per la prima volta dal Comune di Grottaglie nel 1971 con l’obiettivo di un’apertura verso la cultura mediterranea e quindi un dialogo tra artisti di provenienza diversa. 

Il Museo della Ceramica è aperto al pubblico, nel rispetto delle disposizioni governative, dalle ore 10:00 alle ore 13.00 e dalle ore 15:00 alle ore 18:00 dal martedì alla domenica, compresi i festivi.

Galleria Deodato Arte, lo scontro Ibrahimovic-Lukaku rivive nell'opera di Pierpaolo Perretta

MILANO - Non si sono ancora spente le polemiche per il derby di Coppa Italia che è già tempo di tornare in campo. Questa volta il derby tra Milan e Inter, distanziate di un solo punto in classifica in favore dei nerazzurri, vale, se possibile, ancora di più.

Il testa a testa tra le due contendenti, rappresentato dallo scontro fisico e verbale di tre settimane fa tra Zlatan Ibrahimovic e Romelu Lukaku, rivive oggi nell’opera del post-street artist Pierpaolo Perretta, in arte Mr. Savethewall.  

In relazione all’episodio che ha fatto il giro del mondo, l’artista di Como, tra gli esponenti di punta della Galleria Deodato Arte, vuole veicolare, alla sua maniera, un messaggio positivo: il Fear Play (letteralmente “gioco di paura) viene sostituito con un gioco di parole e diventa Fair Play (correttezza sportiva). Il messaggio educativo e beneagurante vuole essere da monito per i giocatori in campo e di ispirazione per i tifosi. Il calcio, e più in generale lo sport, quando viene praticato in modo sano e leale può fungere da “air bag” alle testate.

Pierpaolo Perretta, in arte Mr. Savethewall, è un artista italiano originario di Como. Mr. Savethewall non nasce come artista. Inizia infatti la sua carriera come un importante manager, in un mondo molto diverso da quello artistico. Con il passare del tempo, però, comincia a sentire l'esigenza di cambiare, di mettere finalmente a frutto il suo talento e la grande creatività.  Mosso dalla sua smisurata passione per l'arte e, in particolare, per la street art, decide quindi di dedicarsi a tempo pieno a questa nuova attività.

Nel 2013, infatti, abbandona un lavoro sicuro e ben retribuito per esprimere la sua visione del mondo e della società attraverso l'arte. Mr. Savethewall si dimostra sin da subito uno street artist diverso dal solito. Si dichiara, infatti, contro l'imbrattamento dei muri e, per questo motivo, decide di non realizzare i suoi murales direttamente sui muri, ma di utilizzare un nastro adesivo facilmente removibile.

Utilizza anche materiali riciclabili e a basso impatto ambientale, come il cartone.
Da qui il suo nome d'arte che, letteralmente, significa Mr. Salva il Muro dichiarando a pieno la sua volontà di proteggere il decoro urbano.

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