Torneo delle Chiavi 2026: nella Fortezza svevo-angioina rivive la Lucera medievale


Aperto il Villaggio Medievale nella Fortezza Svevo-Angioina: tra rievocazioni, antichi mestieri, musica, combattimenti e spettacoli, la prima giornata ha inaugurato la 43ª edizione del Torneo delle Chiavi.
Focus sull’assedio angioino e sul progetto del Polo Museale “Stupor Mundi”.

Ha preso il via a Lucera il Torneo delle Chiavi 2026, in programma fino al 13 agosto tra la Fortezza Svevo-Angioina e l’Anfiteatro Romano-Augusteo. Giunto alla sua 43ª edizione, l’appuntamento si conferma uno degli eventi più identitari e coinvolgenti della città, capace di richiamare cittadini, appassionati e visitatori in un viaggio tra folklore, tradizione, storia, spettacolo e memoria.
Ad aprire ufficialmente la manifestazione, nella serata di venerdì 7 agosto, è stato il Villaggio Medievale, che fino al 9 agosto trova spazio all’interno della Fortezza Svevo-Angioina. Un vero e proprio percorso immersivo che trasforma il monumento in un luogo animato da accampamenti storici, antichi mestieri, banchi didattici, spettacoli, combattimenti, musica, danze e scene di vita quotidiana, restituendo al pubblico atmosfere e suggestioni della Lucera medievale.
Un viaggio nel passato che, nelle intenzioni degli organizzatori, non vuole essere soltanto spettacolo, ma anche occasione per riscoprire l’identità e il patrimonio della città. «Cerchiamo di far rivivere ai partecipanti, abitanti della città e turisti, un periodo storico della nostra città. Non solo dal punto di vista storico, ma anche dal punto di vista folcloristico e della tradizione, perché vogliamo condividere l’esperienza di sentirsi parte di una comunità che vive i suoi monumenti e la sua storia – sottolinea Gianni Finizio, direttore organizzativo del Torneo delle Chiavi e presidente della Commissione Cultura del Comune di Lucera».

LA PRIMA SERATA DEL VILLAGGIO

Il programma della prima giornata è entrato nel vivo alle 19.00, con l’apertura ufficiale del Villaggio Medievale e degli accampamenti militari, seguita da uno spettacolo di falconeria che ha accompagnato il pubblico nell’atmosfera della rievocazione. Come sempre c’è stata la tradizionale Sfilata delle Dame delle Cinque Porte Storiche, momento particolarmente atteso che si è concluso con l’elezione della “Dama di Porta”.
Alle 22.00 la Fortezza ha fatto da scenario a “Corradino e la rivolta nel regno”, primo dei tre episodi della rievocazione storica “1268-1269 – L’assedio angioino di Lucera”, organizzata e coordinata dall’APS Cinque Porte Storiche-Città di Lucera, con la direzione scientifica e la partnership dell’Associazione storico-culturale “Imperiales Friderici II” di Foggia, in collaborazione con Walter Di Pierro e con l’attiva partecipazione di numerose associazioni italiane impegnate nella living history e nel re-enactment del Duecento.
La serata è proseguita alle 23.00 con un’esibizione corale di abilità schermistiche e con le spettacolari frecce infuocate, prima della conclusione affidata al concerto di musica medievale della Camerata Mvsica Antiqva.

L’ASSEDIO ANGIOINO E LA MEMORIA DELLA LUCERIA SARACENORUM

Particolare rilievo è stato affidato alla rievocazione dell’assedio angioino di Lucera, introdotta per la prima volta nel Villaggio Medievale nella scorsa edizione del Torneo delle Chiavi.
Il ciclo rievocativo restituisce al pubblico una delle pagine più drammatiche e significative della storia cittadina: l’assedio che pose fine all’autonomia della Luceria Saracenorum, l’unica enclave musulmana presente nel Regno di Sicilia. Dopo oltre un anno di resistenza, la città si arrese nell’agosto del 1269, vedendo ridursi la propria autonomia ma mantenendo la libertà religiosa.
Attraverso la ricostruzione storica, combattimenti, equipaggiamenti, costumi e pratiche quotidiane diventano strumenti di divulgazione e permettono al pubblico di entrare dentro una vicenda che intreccia la storia di Lucera con quella della dinastia sveva, degli Angioini e del conflitto legato alla figura di Corradino di Svevia.
«Noi ricostruiamo i famosi Saraceni di Lucera e, in particolare, una delle loro peculiarità: il tiro con l’arco – sottolinea Alessandro Strinati, presidente degli Imperiales Friderici II –. Inoltre, affrontiamo diverse tematiche legate alla città durante il lungo assedio angioino, durato un anno e mezzo, come quella della famosa bussola: un oggetto che, grazie alla “Epistula de Magnete”, è diventato un elemento capace di collegare la vicenda dell’assedio e la storia di Lucera a quella del magnetismo. E poi c’è tutto ciò che racconta Lucera come una città tenace e forte, determinata a difendersi fino in fondo dalla supremazia angioina nel nome degli Hohenstaufen, confidando nella discesa di Corradino».
La rievocazione non si limita dunque alla spettacolarizzazione degli eventi, ma punta a restituire al pubblico usi, tecniche, conoscenze e aspetti della vita quotidiana della Lucera duecentesca, attraverso il lavoro dei rievocatori e la ricerca storica.

DALLA MEMORIA FEDERICIANA AL FUTURO POLO MUSEALE “STUPOR MUNDI”

A precedere l’apertura del Villaggio Medievale è stato un importante appuntamento culturale promosso dall’Archeoclub d’Italia APS – sede di Lucera “Minerva”, con il percorso tematico “Dal Palatium di Federico II al polo museale Stupor Mundi”.
L’iniziativa ha offerto l’occasione per approfondire la storia dell’età sveva, conoscere le prospettive di valorizzazione del Palatium federiciano e illustrare il progetto del futuro “Polo Museale Federico II di Svevia – Stupor Mundi”.
A portare i saluti istituzionali sono stati il presidente dell’APS Archeoclub sede di Lucera “Minerva” Walter Di Pierro, i Consiglieri Nazionali di Archeoclub d’Italia APS Angela Quitadamo e Sabino Silvestri, il sindaco di Lucera Giuseppe Pitta, il consigliere regionale della Puglia Antonio Tutolo, l’assessora alla Cultura del Comune di Lucera Maria Angela Battista, l’assessora al Patrimonio Daniela Pagliara, l’assessore alla Promozione e Marketing territoriale Micky De Finis e il consigliere e presidente della Commissione Cultura del Comune di Lucera Gianni Finizio.
La prima parte dell’incontro è stata dedicata alla conoscenza del Palatium di Federico II e alle prospettive di valorizzazione del monumento attraverso il progetto del futuro Polo Museale, con l’obiettivo di coniugare ricerca scientifica, conservazione del patrimonio e divulgazione culturale.
A illustrare il progetto di restauro e rifunzionalizzazione sono stati l’ingegnere Fabio De Vita e gli architetti Michele Zolli e Pasqualina Casiero. Dopo un focus su Federico II, sulle ipotesi ricostruttive più accreditate relative al Palatium e sui restauri novecenteschi che hanno interessato il manufatto, il team ha ripercorso la cronistoria del progetto di valorizzazione, dal Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, elaborato nel 2016 e successivamente approvato dal Comune nel 2019, fino alle successive fasi di progettazione. Nel 2021 la gara Invitalia ha portato all’affidamento della progettazione e della direzione lavori al RTP Studio Associato Carafa e Guadagno di Caserta; nel 2025 è stato approvato il progetto definitivo, mentre nel 2026 è stato approvato il progetto esecutivo.
Il progetto parte da una fase approfondita di analisi e rilievo e prevede interventi di restauro fondati sui principi del minimo intervento e della distinguibilità, affiancati da un intervento di rifunzionalizzazione destinato a restituire al monumento una nuova centralità culturale. Tra le destinazioni d’uso ipotizzate figurano spazi museali, una mediateca, una sala conferenze e spazi per eventi open-air.
Nel mese di settembre è previsto inoltre un nuovo incontro di progettazione partecipata con lo Studio Associato Carafa e Guadagno, durante il quale saranno coinvolti istituzioni, associazioni, scuole e tecnici, chiamati a confrontarsi sulle prospettive della gestione e valorizzazione del patrimonio.

LUCERA E JESI UNITE NEL NOME DI FEDERICO II

La seconda parte dell’incontro è stata dedicata a “Lucera incontra Jesi nel nome di Federico II”, una tavola rotonda che ha accolto ufficialmente la delegazione del Comune di Jesi e la rappresentanza della Fondazione Federico II di Jesi.
Un momento di confronto istituzionale e culturale finalizzato a rafforzare i rapporti tra le due città, unite dalla figura di Federico II, e a promuovere una nuova stagione di collaborazione nel solco dello storico gemellaggio del 1970.
Per il Comune di Jesi sono intervenuti il sindaco Lorenzo Fiordelmondo, la responsabile dell’Ufficio Turismo Federica Micheli, il presidente della Fondazione Federico II di Jesi Paolo Mariani e la vicepresidente Franca Tacconi.
La presenza della delegazione jesina ha permesso di riflettere sul ruolo che il Palatium di Lucera potrebbe assumere all’interno di una più ampia rete dei luoghi federiciani, rafforzando il legame tra la città pugliese e Jesi, città natale di Federico II.
L’incontro si è concluso con una visita guidata al Palatium, curata dall’APS Archeoclub sede di Lucera “Minerva”. I partecipanti hanno potuto accedere direttamente agli spazi interessati dal progetto di restauro e valorizzazione, osservando il monumento alla luce degli approfondimenti storici e progettuali affrontati nel corso della giornata.
Tra il racconto della storia, la ricerca, la rievocazione e la progettazione del futuro, il Torneo delle Chiavi 2026 ha così aperto la sua 43ª edizione riportando la Fortezza Svevo-Angioina al centro della vita culturale cittadina: un luogo in cui la memoria della Lucera medievale non viene soltanto raccontata, ma torna a essere vissuta attraverso il patrimonio, le persone e le tradizioni della comunità.

Il Torneo delle Chiavi continua con il Villaggio Medievale aperto fino a domenica 9 agosto e con i due appuntamenti più attesi della tradizione: il Torneo delle Chiavi il 12 agosto e il Corteo Storico il 13
Tutte le info per partecipare al Torneo delle Chiavi 2026 sono sul sito www.torneodellechiavi.it