Vertenza Brovedani, la Regione: «Difendere i lavoratori e costruire un futuro per il sito di Modugno»


BARI - La Regione Puglia riaccende i riflettori sulla vertenza Brovedani di Modugno, dove la decisione dell’azienda di dismettere lo stabilimento mette a rischio il futuro di circa 40 lavoratori. La società, attiva nella componentistica meccanica per il settore automotive, ha annunciato l’intenzione di concentrare la produzione nello stabilimento di San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone.

La questione è stata al centro del tavolo della task force Occupazione della Regione Puglia, presieduta dall’assessore allo Sviluppo economico e Lavoro Eugenio Di Sciascio e dal presidente del Sepac Leo Caroli, alla presenza dell’azienda e delle organizzazioni sindacali.

La Regione ha ribadito la propria contrarietà alla chiusura dello stabilimento e ha proposto un percorso su due fronti: tutelare nell’immediato i lavoratori e, parallelamente, cercare di mantenere aperta una prospettiva industriale per il sito di Modugno.

«Non condividiamo in nessun modo la scelta dell’azienda di chiudere lo stabilimento di Modugno, né le modalità adottate in queste settimane – ha dichiarato Di Sciascio – pur consapevoli della complessità del quadro nel quale ci ritroviamo».

Secondo quanto riferito dall’azienda alla Regione, la decisione sarebbe legata alla profonda crisi del mercato dell’automotive e alla mancanza di adeguati strumenti di sostegno nazionali ed europei al settore.

«Siamo dentro una transizione industriale molto difficile, che sta mettendo sotto pressione la manifattura italiana ed europea – ha aggiunto l’assessore – ma proprio per questo riteniamo necessario che le scelte sul futuro produttivo tengano conto anche delle ricadute sulle persone e sui territori».

L’obiettivo: tutelare i lavoratori

Una delle priorità indicate dalla Regione riguarda la scadenza, fissata al 3 ottobre, del contratto di solidarietà utilizzato dai lavoratori come ammortizzatore sociale.

Per questo la task force ha chiesto all’azienda di avviare immediatamente un confronto tecnico con gli uffici regionali, con l’obiettivo di individuare gli strumenti più efficaci per garantire una rete di protezione ai dipendenti.

«Il nostro lavoro non può fermarsi agli ammortizzatori sociali – ha sottolineato Di Sciascio –. Il tavolo SEPAC resterà aperto per accompagnare questa fase difficile, perché mentre tuteliamo nell’immediato i lavoratori dobbiamo anche iniziare a costruire una prospettiva per il sito di Modugno».

La Regione punta dunque a evitare la dispersione delle competenze, delle professionalità e del patrimonio industriale presenti nello stabilimento.

Domani i lavoratori ai cancelli, il 2 settembre il tavolo al MIMIT

Il confronto proseguirà già nelle prossime ore. Domani, 1° settembre, Di Sciascio e Caroli saranno ai cancelli dello stabilimento di Modugno insieme ai lavoratori.

Il giorno successivo, 2 settembre, la vertenza approderà al tavolo convocato presso il MIMIT, dove la Regione intende portare la propria posizione.

«Vogliamo lavorare perché quella data non rappresenti la fine di ogni prospettiva per il sito di Modugno – ha concluso Di Sciascio –. Tutela delle persone e lavoro per costruire le condizioni di un rilancio, di una riconversione o di una reindustrializzazione del sito. È una vertenza che non possiamo considerare conclusa finché non avremo esplorato ogni possibilità concreta per dare un futuro ai lavoratori».