Bari, al Tondo di Carbonara volumetrie dimezzate e fino al 70% di suolo consumato in meno


La Giunta approva l’atto di indirizzo per le maglie 50 e 51: meno cemento, più verde e servizi. Leccese: «Cambio di paradigma nelle trasformazioni urbane»

La trasformazione urbanistica del Tondo di Carbonara, nell’area a ridosso dello stadio San Nicola, cambia prospettiva. La Giunta comunale di Bari ha approvato un atto di indirizzo che stabilisce i criteri per esaminare la nuova proposta progettuale relativa alle maglie urbanistiche 50 e 51 del Piano regolatore generale.

Il provvedimento interviene su uno dei comparti di trasformazione più importanti e a lungo rimasti irrisolti della città, introducendo come criteri prioritari la riduzione del consumo di suolo, il contenimento delle volumetrie e il rafforzamento delle dotazioni pubbliche.

«Il Tondo di Carbonara conferma il cambio di paradigma annunciato con le linee di mandato», commenta il sindaco Vito Leccese, ricordando che sulla zona esisteva una previsione urbanistica ereditata dal piano Quaroni e un’istruttoria tecnica che prevedeva quasi un milione di metri cubi.

La nuova impostazione punta invece al dimezzamento delle volumetrie rispetto alla proposta progettuale del 2023 e alla riduzione del 50% della capacità edificatoria massima prevista dal Prg vigente per le due maglie interessate.

Dal milione di metri cubi a un nuovo modello urbano

Il comparto si estende su circa 200mila metri quadrati. L’iter è iniziato tra il 2008 e il 2009 con due distinti piani di lottizzazione presentati dai proprietari delle aree, successivamente unificati dal Comune in un unico piano particolareggiato adottato nel 2012.

La proposta trasmessa per l’adozione nel novembre 2023 prevedeva circa un milione di metri cubi destinati a funzioni terziarie, direzionali e residenziali, con la quota residenziale che poteva arrivare fino al 50% del volume complessivo.

Nel luglio 2025 il consorzio proponente aveva presentato ricorso al Tar Puglia contestando l’inerzia del Comune nella conclusione del procedimento. Dopo un invito del sindaco Leccese, la trattazione è stata differita e la camera di consiglio è stata rinviata al 30 settembre 2026, con l’invito alle parti a verificare la possibilità di una trasformazione delle aree coerente con i principi del nuovo PUG.

Più verde e meno consumo di suolo

L’atto di indirizzo stabilisce che il taglio delle volumetrie dovrà tradursi in un miglioramento concreto della qualità urbana e ambientale.

La nuova proposta dovrà essere accompagnata da un bilancio urbanistico-ambientale capace di dimostrare l’effettivo incremento degli spazi aperti. La quota di verde pubblico, verde di uso pubblico e dotazioni ecologico-ambientali non potrà essere inferiore al 40% della superficie territoriale.

Inoltre, il rapporto tra superfici verdi e permeabili e superficie coperta dagli edifici dovrà essere almeno pari a 1 a 1. Dal calcolo saranno escluse le sistemazioni esclusivamente decorative, come aiuole spartitraffico e fasce di mitigazione prive di reale fruibilità.

L’impostazione riprende gli obiettivi già fissati dall’amministrazione per il nuovo PUG, che punta a una riduzione compresa tra il 50 e il 70% del consumo di suolo non antropizzato rispetto alla pianificazione precedente e a una riduzione tra il 40 e il 60% delle volumetrie rispetto al residuo del Prg.

Servizi insieme alle nuove abitazioni

Uno dei punti centrali riguarda la realizzazione delle infrastrutture e dei servizi. Il proponente dovrà indicare localizzazione, superfici, modalità di realizzazione, tempi di attivazione e regime giuridico delle dotazioni pubbliche.

I servizi dovranno essere realizzati contestualmente, e comunque non successivamente, all’insediamento delle nuove quote residenziali e direzionali.

«Le infrastrutture e i servizi devono insediarsi insieme alle residenze, nella stessa fase attuativa», ha spiegato Leccese, indicando come obiettivo la presenza di spazi pubblici, verde, asili e negozi di vicinato raggiungibili a piedi o in bicicletta in un quarto d’ora.

Un modello che il Comune considera coerente con quello già adottato per Costa Sud e con la filosofia che guiderà il nuovo PUG.

La nuova fermata Bari-Bitritto

Per la vicesindaca e assessora alla Rigenerazione urbana e sociale Giovanna Iacovone, l’area rappresenta un’opportunità per concentrare nuove funzioni in una zona già infrastrutturata, anche grazie all’accessibilità viaria e ferroviaria e alla nuova fermata della linea Bari-Bitritto.

L’obiettivo è ricomporre il margine urbano oggi frammentato, concentrando l’edificato nel cosiddetto “ventaglio” tra il Tondo e lo stadio San Nicola e integrandolo con un sistema continuo di spazi verdi, percorsi pedonali e ciclopedonali, collegato al nuovo parco urbano e alle connessioni ecologiche verdi e blu.

Particolare attenzione viene riservata anche agli elementi caratteristici del paesaggio, dagli alvei delle lame agli ipogei rupestri, dalle masserie storiche al paesaggio agricolo, considerati parte integrante dell’identità del progetto.

Edifici più alti, ma senza aumentare i volumi

L’eventuale sviluppo verticale degli edifici dovrà essere giustificato dalla necessità di concentrare le trasformazioni e ridurre l’impronta al suolo, liberando spazio per verde pubblico, percorsi ciclopedonali, dotazioni ecologiche e servizi.

L’altezza degli edifici, quindi, non potrà essere utilizzata per aumentare la capacità edificatoria complessiva del comparto, ma dovrà eventualmente servire a liberare superficie e migliorare la qualità complessiva dell’intervento.

Ora toccherà al settore Pianificazione attuativa del Comune esaminare la proposta del soggetto attuatore e verificare la conformità al Prg vigente e la coerenza sostanziale con gli indirizzi del nuovo PUG.

Al termine dell’istruttoria, l’eventuale approvazione dovrà passare da una nuova deliberazione della Giunta. Il provvedimento potrebbe inoltre consentire di definire consensualmente il contenzioso attualmente pendente davanti al giudice amministrativo.