Bari, nasce l’Osservatorio comunale per la legalità e l’antimafia sociale


BARI - Si è tenuto questa mattina, a Palazzo della Città, il primo incontro dell’Osservatorio comunale per la legalità e l’antimafia sociale, il nuovo organismo promosso dall’assessorato ai Controlli, Legalità, Trasparenza e Antimafia sociale con l’obiettivo di mettere in rete e coordinare le istituzioni e le realtà impegnate sul territorio sui temi della legalità, della giustizia e dell’antimafia sociale.

Alla prima riunione hanno partecipato le istituzioni pubbliche, mentre nei prossimi giorni è prevista una call rivolta anche alle associazioni private e agli enti del terzo settore. L’obiettivo è costruire una collaborazione strutturata e continuativa, capace di coordinare iniziative e interventi e di rafforzare la cultura della legalità sul territorio.

«L’obiettivo dell’Osservatorio – ha dichiarato l’assessore ai Controlli, Legalità, Trasparenza e Antimafia sociale Nicola Grasso, che ha presieduto la riunione – è far sì che le iniziative siano coordinate e convergenti verso un obiettivo comune. Credo che il ruolo delle istituzioni pubbliche sia proprio quello di agire in modo congiunto e diffondere la cultura della legalità, costruendo luoghi di confronto e condivisione nei quali possano incontrarsi le competenze e le energie del territorio».

Grasso ha sottolineato anche la scelta dell’amministrazione comunale di destinare risorse di bilancio alle attività dell’Osservatorio, non soltanto per favorire il coordinamento dei progetti, ma anche per creare, quando necessario, nuove opportunità di finanziamento.

Nel corso dell’incontro è stata illustrata inoltre l’imminente costituzione di un tavolo tecnico consultivo previsto dalla delibera di Giunta. L’organismo sarà aperto ad associazioni, esperti e professionisti con competenze specifiche sui temi della legalità e dell’antimafia sociale. Nei prossimi giorni sarà quindi pubblicata una manifestazione di interesse per raccogliere disponibilità e contributi.

«Abbiamo bisogno di competenze diverse e di punti di vista capaci di aiutarci a comprendere fenomeni complessi – ha aggiunto Grasso –. L’attività di studio e contrasto non repressivo alla criminalità organizzata e la promozione della cultura della legalità e dell’antimafia sociale richiedono un lavoro di analisi, ascolto e confronto continuo».

Tra gli obiettivi indicati dall’assessore anche quello di individuare nuove modalità di intervento, adeguate ai cambiamenti della società, con un ruolo importante affidato ai Municipi, considerati presidi fondamentali per conoscere le esigenze dei diversi territori. Nell’attività dell’Osservatorio potranno inoltre rientrare il contrasto alla dispersione scolastica e alla violenza di genere, oltre alle iniziative finalizzate a prevenire marginalità e devianza.

Particolare attenzione sarà rivolta alle giovani generazioni. Già durante la prima riunione è stato deciso di avviare il progetto “Percorsi di legalità”, presentato dall’Associazione nazionale magistrati con la collaborazione dell’Ufficio scolastico regionale, che sarà realizzato nell’anno scolastico 2026/27 nelle scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio barese.

Le risorse stanziate dal Comune saranno destinate principalmente a laboratori didattici, incontri con autori, rappresentanti delle istituzioni e personalità impegnate sui temi della legalità e dell’antimafia sociale. L’attenzione sarà rivolta soprattutto agli istituti che presentano maggiori criticità legate al rischio di devianza minorile e agli ospiti dell’Istituto penale per i minorenni di Bari “Nicola Fornelli”.

Previsto anche il coinvolgimento dei familiari delle vittime di mafia, attraverso testimonianze che possano trasmettere alle nuove generazioni il valore della memoria, della legalità e dell’impegno civile.

«Le azioni isolate, per quanto importanti, rischiano di esaurire la propria efficacia nel momento in cui si concludono – ha concluso Grasso –. Per questo dobbiamo costruire un programma articolato, nel quale ogni soggetto possa portare il proprio contributo e nel quale le iniziative possano rafforzarsi reciprocamente. Vogliamo che l’Osservatorio sia un contenitore aperto, capace di raccogliere proposte anche innovative e di restituire alla città la percezione di un impegno corale delle istituzioni pubbliche e private».