Bitonto, aggredisce la moglie: il figlio di 11 anni chiama i Carabinieri e fa arrestare il padre


Il 38enne avrebbe colpito la donna con schiaffi e pugni e l’avrebbe bloccata per il collo. Da circa due mesi, secondo la denuncia, sarebbero andate avanti violenze, minacce e danneggiamenti

È stata la telefonata del figlio di appena 11 anni a consentire ai Carabinieri di intervenire e interrompere quella che, secondo gli investigatori, sarebbe stata un’escalation di violenze all’interno di una famiglia del Barese. L’episodio risale allo scorso 31 agosto, quando una donna sarebbe stata aggredita dal marito al termine di un litigio.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 38enne, originario di Bitonto, avrebbe colpito la moglie con schiaffi e pugni, per poi bloccarla con una presa al collo. La donna sarebbe riuscita a rifugiarsi nella camera dei figli, dove l’11enne avrebbe cercato di aiutarla.

A quel punto il bambino avrebbe preso il telefono e chiamato le forze dell’ordine, chiedendo un intervento urgente. Il 38enne, nel frattempo, sarebbe fuggito a bordo di una bici elettrica. I militari lo avrebbero però individuato poco dopo in un’altra zona del paese, procedendo all’arresto.

Dalla denuncia presentata dalla donna sarebbe emerso un quadro di presunti maltrattamenti protrattisi per circa due mesi, con episodi di violenza fisica e verbale, minacce e danneggiamenti. La donna avrebbe inoltre riferito di un peggioramento del comportamento del marito che sarebbe stato associato all’uso di cocaina.

Tra gli episodi contestati ci sarebbe anche quello del 27 giugno. Dopo aver trovato una dose di droga tra gli effetti personali dell’uomo, la donna sarebbe stata minacciata, spinta a terra e trascinata per alcuni metri. In quella circostanza si sarebbe allontanata da casa insieme ai due figli, trovando temporaneamente rifugio dai propri genitori.

Il gip del Tribunale di Bari, Ilaria Casu, ha convalidato l’arresto e disposto per il 38enne la custodia cautelare in carcere, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Secondo il giudice, sarebbe concreto e attuale il rischio di reiterazione delle condotte, tale da rendere insufficienti misure cautelari meno severe.

Durante l’udienza di convalida, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere.

La vicenda resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria. Il 38enne è da considerarsi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.