Brindisi, alle Sciabiche un largo per Pino Indini: sabato l'intitolazione


BRINDISI
- Brindisi consegna a Pino Indini un luogo che appartiene alla stessa geografia umana e letteraria da cui nacque buona parte della sua scrittura. Sabato 3 ottobre alle ore 19.30 sarà inaugurato il largo dedicato allo scrittore e poeta brindisino, a vent’anni dalla sua scomparsa. L’iniziativa è organizzata dal Comune di Brindisi, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio comunale. La cerimonia sarà accompagnata da un racconto dedicato alla figura e all’opera di Indini attraverso filmati, fotografie, lettere e poesie, per ripercorrerne il lavoro di scrittore, poeta e autore satirico. Interverranno Elisabetta Rossi, Maurizio Marinucci, Antonio Caputo, Mimmo Tardio, Piero Ribezzo e Fioravante Dario. A condurre sarà Antonio Celeste. L’ingresso è libero.

La scelta delle Sciabiche lega il nome di Indini a uno degli angoli della città che più somigliano alle sue pagine: il porto, il mare, la vita popolare, le parole e i caratteri di una Brindisi osservata con affetto ma anche con una satira spesso irriverente. Ed è proprio alle Sciabiche che Indini fece nascere idealmente Coco Lafungia, la sua creatura più conosciuta, una maschera popolare costruita attraverso una lingua personalissima, a metà fra italiano deformato e dialetto brindisino, diventata negli anni una delle espressioni più singolari della cultura cittadina.

Nato a Brindisi il 6 agosto 1938 e morto nella sua città il 23 settembre 2006, Indini compì studi classici, lavorò per circa vent’anni come bibliotecario e collaborò con quotidiani, periodici e riviste culturali. La sua produzione conta ventitré opere tra poesia, narrativa, saggistica, satira e teatro. Fu Accademico di Merito e Medaglia d’Oro della Presidenza della Repubblica; suoi testi entrarono in antologie italiane e straniere e parte della sua poesia conobbe anche traduzioni all’estero. La sua scrittura aveva però un punto di ritorno quasi costante: Brindisi. I suoi quartieri, le strade, il porto, il dialetto e soprattutto i brindisini, raccontati senza compiacimento. Anche quando sceglieva la comicità, Indini non si limitava alla caricatura. Coco Lafungia, con il suo lessico improbabile e la sua logica disarmante, diventava il mezzo per osservare abitudini, contraddizioni e vizi collettivi. Lo attesta la distanza solo apparente tra la formazione colta dello scrittore e questa figura popolare, fino alla creazione di un vero idioma letterario, il cosiddetto “lafungesco”.

Accanto alla satira resta la poesia. In opere come “Brindisìade” il rapporto con la città assume toni più duri e dolorosi: Brindisi è amata e contestata nello stesso verso, desiderata e respinta, guardata con lo sguardo di chi non riesce comunque a separarsene. È una relazione che attraversa buona parte della produzione di Indini e che ritorna anche nelle poesie dialettali pubblicate postume nella raccolta “Sott’alla sulagna”. L’intitolazione arriva al termine di un percorso istituzionale avviato diversi anni fa. Il 28 marzo 2019 il Consiglio comunale approvò all’unanimità una mozione, che impegnava l’Amministrazione a dedicare a Pino Indini una strada, una piazza o un’area pubblica della città, riconoscendo alla toponomastica il valore di memoria stabile della storia locale.

Il largo alle Sciabiche porta così il nome di uno scrittore che scelse Brindisi come materia viva della propria opera. E proprio lì, tra il mare e il porto, torna anche Coco Lafungia: il personaggio nato dalla sua fantasia che seppe trasformare modi di dire, debolezze, ironia e spirito popolare in una lingua che appartiene ormai alla memoria della città.

Sabato 3 ottobre, ore 19.30
Zona Sciabiche, Brindisi
Ingresso libero