Brindisi, Cannalire (Pd): «Da monsignor Intini una scossa vitale. Il sindaco ascolti le critiche»
BRINDISI – «Da monsignor Intini una scossa vitale per tutti. Il sindaco non snobbi le critiche ma le ascolti». È il messaggio lanciato da Francesco Cannalire, segretario cittadino del Pd e consigliere comunale di Brindisi, all’indomani dei festeggiamenti per i Santi Patroni.
Secondo Cannalire, ieri sera sul lungomare la città ha ascoltato «due discorsi»: quello del vescovo monsignor Intini e quello del sindaco. Stessi cittadini e stessa serata di festa, ma, nella lettura dell’esponente dem, «due città che non si somigliano».
«Intini ha chiamato per nome ciò che tiene ferma Brindisi»
Per Cannalire, il discorso del vescovo è stato «senza dubbio il più politico dei due», ma nel senso più alto del termine. Partendo dalla domanda biblica «sentinella quanto resta della notte?», Intini avrebbe richiamato le criticità che, secondo il segretario Pd, continuano a frenare la città.
Tra queste, «l’incapacità di costruire una visione unitaria di città», gli interessi di parte, le passerelle lontane dai problemi reali, «la rete del malaffare che toglie ossigeno alla parte sana della città» e un’autoreferenzialità della politica che, secondo Cannalire, porta a spendere energie per conservare il potere anziché amministrare.
Un richiamo rivolto anche alle comunità cristiane e agli stessi cittadini, quando si rinuncia a una visione collettiva per «coltivare il proprio orticello».
Cannalire sottolinea inoltre il passaggio dedicato ai quartieri: Brindisi, secondo il ragionamento del vescovo, non può essere identificata soltanto con il centro cittadino e con la sua funzione di biglietto da visita per i turisti, ma deve garantire la stessa attenzione a tutte le periferie e a chi vi abita.
Particolarmente significativo, per l’esponente dem, anche il riferimento all’accoglienza dei profughi albanesi nel 1991, indicato come una delle pagine migliori della storia recente della città.
Le critiche al sindaco sulle compensazioni ambientali
Cannalire dedica poi un passaggio alle parole pronunciate dal sindaco, confrontandole con quanto annunciato un anno fa.
Nel 2025, ricorda il segretario cittadino del Pd, erano stati annunciati 20 milioni di euro di compensazioni ambientali, con progetti considerati pronti e convenzioni da firmare. Secondo quanto riferito ieri, però, di quella cifra sarebbe effettivamente entrato nelle casse poco più di un milione di euro.
Nel frattempo, sottolinea Cannalire, il totale delle risorse annunciate sarebbe salito a 35 milioni di euro, ma oltre la metà riguarderebbe contratti ancora da sottoscrivere.
«Un anno fa ammise di non aver informato abbastanza, ieri ha chiesto scusa per la stessa ragione», sostiene Cannalire, secondo cui il quadro delineato dal sindaco comporterebbe un ulteriore slittamento dei tempi per gli interventi attesi in città, forse di altri dodici mesi o anche oltre.
«Le critiche non possono essere archiviate come beghe di parte»
Nel mirino del consigliere comunale finisce anche il tema della transizione energetica. Secondo Cannalire, sarebbe progressivamente scomparso dal racconto dell’amministrazione il progetto di fare di Brindisi una città modello della transizione energetica, che un anno fa rappresentava uno dei punti centrali della comunicazione politica.
Particolarmente significativo, per il segretario Pd, sarebbe stato infine il riferimento del sindaco alla possibile crescita delle critiche con l’avvicinarsi delle elezioni.
«Tenta di archiviarle prima di essere ascoltate, riducendole a beghe di parte», accusa Cannalire, che invita invece l’amministrazione a confrontarsi con le contestazioni.
Il segretario dem riprende così la domanda evocata da monsignor Intini: «Quanto resta della notte?». La risposta del sindaco, nella sua interpretazione, sarebbe ancora una volta un rinvio dell’«alba» di altri dodici mesi.
Per Cannalire, Brindisi ha invece bisogno di «scelte coraggiose» capaci di rompere con il passato e di modificare un destino che appare già segnato. Scelte che, conclude, devono essere orientate a un obiettivo comune e possono richiedere «a ciascuno di rinunciare a qualcosa» per il bene della città.