Fiera della Biodiversità Pugliese, Locorotondo capitale della ricchezza genetica di Puglia
BARI - La biodiversità come motore di sviluppo, identità e futuro dell’agricoltura pugliese. È questo il filo conduttore della terza edizione della Fiera della Biodiversità Pugliese, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 a Masseria Ferragnano, a Locorotondo, in provincia di Bari. Due giornate dedicate alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio genetico agricolo regionale, tra ricerca, formazione, agricoltura, cultura e territorio.
La manifestazione è stata presentata nella Sala conferenze del Dipartimento Agricoltura, alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura e allo sviluppo rurale Francesco Paolicelli, del dirigente della Sezione Competitività delle Filiere Agroalimentari Luigi Trotta, del presidente del Nucleo Promotore Pierfederico La Notte, del sindaco di Locorotondo Vittorino Smaltino e dei rappresentanti di ITS Agribusiness Puglia, Centro di Ricerca e IISS Basile Caramia-Gigante, Sinagri e GAL Valle d’Itria.
Nel corso dell’incontro è stato ribadito il valore strategico della biodiversità come patrimonio da custodire e valorizzare attraverso la ricerca scientifica, la formazione, il lavoro degli agricoltori custodi e la collaborazione tra istituzioni, imprese e territorio.
Per due giorni Locorotondo sarà una vetrina della biodiversità pugliese, con un programma che unirà divulgazione scientifica, mercato, degustazioni, attività esperienziali e momenti di confronto.
«La biodiversità non è un concetto astratto, ma una realtà quotidiana che prende forma nei campi, negli uliveti, nei vigneti, nei frutteti e, oggi più che mai, anche nelle aule dove si formano le nuove generazioni», ha sottolineato l’assessore Francesco Paolicelli. «La Fiera della Biodiversità racconta proprio questo: il legame profondo tra ricerca, formazione e lavoro agricolo. Dal campo alle aule, passando per i laboratori e le aziende, si costruisce un modello di sviluppo che tutela il patrimonio genetico delle nostre varietà locali e lo trasforma in opportunità di crescita economica».
Per Paolicelli, la biodiversità rappresenta «una delle più grandi ricchezze della Puglia». Custodire antiche sementi, recuperare varietà dimenticate e valorizzare razze autoctone, come l’asino di Martina Franca, significa preservare l’identità regionale e, allo stesso tempo, rafforzare la competitività delle imprese agricole di fronte alle sfide del cambiamento climatico e dei mercati globali.
Tra gli appuntamenti della terza edizione tornano la Mostra Mercato con i Mercati della Terra Slow Food di Martina Franca e Crispiano, le degustazioni di vini da vitigni rari curate dall’Associazione Italiana Sommelier Puglia, il Museo Diffuso della Biodiversità, la mostra pomologica arricchita dalle specie fitoalimurgiche e “Semi in viaggio”, lo spazio dedicato allo scambio di semi e talee tra agricoltori custodi, orticoltori e cittadini.
Ampio spazio sarà dedicato anche alla divulgazione scientifica, con la presentazione dei quattro Atlanti della Biodiversità dedicati a olivo, vite, frutti minori e pomacee e drupacee, strumenti dedicati alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio varietale pugliese.
«Dietro ad un appuntamento consolidato c’è una partnership che continua a lavorare e a investire per realizzare occasioni di incontro, di dibattito e di sensibilizzazione. Questo è la Fiera della Biodiversità», ha spiegato il presidente del Nucleo Promotore Pierfederico La Notte. «L’occasione per dare lustro alla storia “agrobiodiversa” mettendola in vetrina, rendendo protagonisti i produttori, gli agricoltori custodi di antiche sementi ma anche i ricercatori che escono dai laboratori per spiegare la necessità di tutelare questo patrimonio per poterlo donare e trasferire alle nuove generazioni».
Tra le novità dell’edizione 2026 ci sarà un focus sull’asino di Martina Franca, razza autoctona simbolo della biodiversità animale della Valle d’Itria. L’animale sarà protagonista di attività di Interventi Assistiti con gli Animali rivolte a ragazzi con bisogni educativi speciali, disabilità motorie e cognitive e disturbi dello spettro autistico.
Il progetto è realizzato grazie all’impegno dell’IISS Basile Caramia-Gigante, sede del primo Centro Specializzato in Interventi Assistiti con gli Animali della provincia di Bari con animali residenziali, in collaborazione con il Rotary Club Putignano Trulli e Grotte.
La Fiera proporrà inoltre approfondimenti dedicati ad alcune eccellenze agroalimentari pugliesi, dalla Burrata di Andria alle antiche varietà di grano, come la Bianchetta, passando per le erbe spontanee commestibili e l’antico vitigno Ottavianello. Non mancheranno aperitivi biodiversi e menù tematici per scoprire la ricchezza agricola regionale anche attraverso il gusto.
Spazio anche alla cultura e alla musica, con la partecipazione della Fanfara scolastica dell’Istituto Comprensivo Massari-Galilei di Bari, spettacoli teatrali, concerti live e momenti di intrattenimento dedicati alla cultura e alle tradizioni della Valle d’Itria.
Il programma completo e gli aggiornamenti sono disponibili sui canali Facebook e Instagram della Fiera della Biodiversità e sul sito www.fruttiantichipuglia.it.
