«Anima Mea», la malinconia si fa musica Viaggio nell’Inghilterra di John Dowland
Con Orfeo Futuro il festival celebra il compositore a 400 anni dalla morte
La malinconia, nell’Inghilterra di Shakespeare, non era soltanto uno stato d’animo: era una forma d’arte, un linguaggio capace di trasformare le inquietudini dell’anima in bellezza sonora. E a incarnarne il fascino fu John Dowland, compositore e liutista leggendario, protagonista di una stagione musicale in cui la voce e le corde seppero raccontare, con rara intensità, le contraddizioni del cuore umano. A quattrocento anni dalla sua morte, il programma «Dowland & Friends» gli rende omaggio attraverso due appuntamenti del festival internazionale di musica antica Anima Mea, in programma martedì 27 ottobre, alle 20.30, nella chiesa di Santa Scolastica al Porto, a Bari, e mercoledì 28 ottobre, sempre alle 20.30, nelle Scuderie del Castello di Sannicandro di Bari.
Affidato all’Ensemble Orfeo Futuro il concerto restituisce il ritratto di un’epoca nella quale la musica da camera era insieme raffinatezza aristocratica, intrattenimento colto e straordinario strumento di diffusione culturale. Con Riccardo Pisani voce solista e un consort di viole da gamba formato da Luciana Elizondo, Silvia De Maria, Gioacchino De Padova e Marco Lo Cicero, il programma mette in dialogo la scrittura vocale di Dowland con le architetture strumentali e le invenzioni di altri grandi autori inglesi. Infatti, benché abbia trascorso una parte significativa della propria carriera alla corte di Danimarca, Dowland resta una figura emblematica della musica inglese a cavallo tra Cinque e Seicento. Nei suoi libri di Songs, concepiti per voce e liuto, seppe dare forma a un repertorio in cui la semplicità apparente della struttura strofica convive con una sofisticata ricerca espressiva. Nelle versioni accompagnate da ensemble di viole, questa sensibilità si apre ulteriormente alle sottigliezze del contrappunto e alla stretta relazione tra parola e melodia, assimilando con originalità suggestioni della tradizione madrigalistica italiana.
Da «Fine knacks for ladies» a «Can she excuse», da «Come again» alla celebre «Flow my tears», qui evocata nella versione Lachrimae antiquae, il repertorio di Dowland attraversa desiderio, perdita e nostalgia senza indulgere mai nel sentimentalismo. È una musica che affida alla misura formale la massima intensità emotiva e che, a distanza di secoli, conserva intatta la capacità di parlare al presente. E attorno a Dowland prende forma una costellazione di musicisti che testimonia la vitalità e la longevità della polifonia inglese. Le fantasie strumentali di William Byrd, Orlando Gibbons e John Coprario si alternano alle pagine vocali di autori come John Bennet e agli anonimi «Farwell de bliss» e «When daphne from fair phoebus did fly» all’interno di un percorso culminante nell’incontro con Henry Purcell, che con la sua «Fantasia a quattro viole» e «Music for a while» rappresenta un ponte verso una stagione successiva.
La diciottesima edizione di Anima Mea è organizzata dall’associazione L’Amoroso con i contributi del Ministero della Cultura, della Regione Puglia e dei Comuni di Bari, Palo del Colle e Sannicandro di Bari, il sostegno della Camera di Commercio di Bari e della Fondazione Puglia e il patrocinio di Rai Radio 3.
Info lamoroso.it/anima-mea - prenotazioni 353.4130148. Abbonamenti e biglietti in vendita su postoriservato.it.
