Bari, nell’ex RAI di Ceglie del Campo nascerà il Parco delle Lamie


BARI - Un nuovo parco urbano nell’area dell’ex RAI di Ceglie del Campo, con spazi verdi, orti didattici, aree gioco, luoghi per la cultura e la socialità. Il Comune di Bari ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica del Parco delle Lamie e ha avviato un percorso di partecipazione civica che accompagnerà le successive fasi della progettazione.

L’intervento interesserà una porzione del compendio ex RAI, un’area di circa 12 ettari, pari a 118.935 metri quadrati catastali, compresa tra via Lamie, la strada comunale Bari-Adelfia e corso Umberto I. Il Comune sta perfezionando l’acquisizione dell’area, oggi caratterizzata da terreni incolti e fabbricati in disuso che in passato ospitavano uffici e storici impianti radiotelevisivi.

Il compendio è articolato in tre macro-aree limitrofe che arrivano a lambire la lama Baronale, affluente della lama Picone. L’obiettivo è superare l’attuale stato di abbandono attraverso la realizzazione di un parco urbano multifunzionale, capace di creare una connessione ecologica tra le lame e di riconnettere il tessuto urbano con i paesaggi della campagna agricola circostante, come la Piantata di Ceglie.

«Con l’approvazione del progetto del Parco delle Lamie, nell’area dell’ex RAI di Ceglie del Campo, compiamo un passo in avanti sulla transizione ecologica di Bari, verso una città con sempre più aree verdi che non hanno una funzione meramente decorativa, ma contribuiscano concretamente alle politiche di adattamento climatico», dichiara il sindaco Vito Leccese, sottolineando come il futuro parco possa rappresentare «un’area ad alto valore di biodiversità per tutto il quadrante meridionale della città».

Un parco tra natura, agricoltura e socialità

Il progetto, elaborato dallo studio SIT&A insieme al settore Recupero e valorizzazione del territorio del Comune di Bari, supera l’idea tradizionale di verde urbano e configura l’area come un’infrastruttura ecologica, sociale e culturale basata sul paradigma della “Campagna Urbana”.

L’intervento prevede soluzioni basate sulla natura per la de-impermeabilizzazione dei suoli e non comporterà nuovo consumo di suolo, utilizzando le aree libere e il sedime dei volumi già esistenti.

Nella parte sud-occidentale del compendio è inoltre prevista la forestazione urbana “Dalle antenne agli alberi”, con specie autoctone come orniello, roverella e pino d’Aleppo. Il bosco sarà integrato con prati fioriti destinati agli insetti impollinatori, con l’obiettivo di migliorare il microclima e favorire l’assorbimento della CO₂.

Il progetto comprende anche orti didattici e spazi per l’agricoltura sociale, con lotti accessibili affidati a scuole, cittadini e associazioni per attività di produzione biologica e didattica. Sono previsti un’isola per il compostaggio e il “giardino dei frutti dimenticati”.

Per i più piccoli nascerà un “parco gioco-natura”, realizzato con materiali naturali e pavimentazioni in corteccia antitrauma. Per gli anziani è invece previsto “lo spazio del tempo ritrovato”, un’area polifunzionale con anche un campo da bocce.

Non mancheranno spazi per gli eventi all’aperto, come il “cinema tra gli ulivi”. L’edificio dell’ex Caserma dei Carabinieri sarà demolito e ricostruito fedelmente per ospitare servizi igienici accessibili, un angolo nursery e un punto di ristoro ecosostenibile e plastic-free dedicato anche alla valorizzazione dei prodotti a chilometro zero.

Particolare attenzione sarà riservata alla memoria storica del luogo. I vecchi basamenti in calcestruzzo delle antenne radiofoniche dismesse, infatti, non saranno rimossi, ma reinterpretati e trasformati in spazi e sedute per la sosta e la didattica.

Il sito ospitò nel 1943 Radio Bari, indicata nel progetto come la prima radio libera d’Europa. La memoria della storica emittente sarà così integrata nel nuovo paesaggio del parco.

«Il recupero del Parco ex RAI rappresenta un vero progetto di sostenibilità e rigenerazione, in cui la dimensione ambientale e quella sociale si intrecciano», commenta l’assessora all’Ambiente Elda Perlino, spiegando che l’area sarà pensata anche come luogo di formazione sul verde, di educazione ambientale, socializzazione e inclusione.

Il percorso di partecipazione

Parallelamente alla progettazione è stato avviato un percorso di partecipazione civica. Tra luglio e settembre sono state realizzate 27 interviste con rappresentanti delle istituzioni, associazioni, reti civiche e consulte, università e ricerca, parrocchie e terzo settore. Ulteriori interviste sono previste nei prossimi giorni.

I contributi raccolti saranno condivisi durante la giornata di lancio del percorso partecipativo, in programma il 27 ottobre presso la sede del Municipio IV.

Il percorso coinvolgerà associazioni, istituzioni e residenti dei quartieri Carbonara, Ceglie del Campo e Loseto attraverso incontri laboratoriali e mappe collaborative, nell’ambito della strategia territoriale condivisa “Nessuna Periferia”.

«Il Parco delle Lamie, nel compendio ex RAI, è un tassello di una più ampia strategia di rigenerazione urbana che riguarda l’intero Municipio IV», afferma la vicesindaca e assessora alla Rigenerazione urbana Giovanna Iacovone. «Il progetto finale prenderà forma insieme agli abitanti e alla cittadinanza attiva, attraverso il percorso di partecipazione che abbiamo avviato».

La progettazione esecutiva seguirà quella di fattibilità e terrà conto degli elementi che emergeranno dal confronto con la cittadinanza, sia nella definizione degli spazi sia nelle modalità di gestione del futuro parco.

Il calendario prevede il 27 ottobre “Il Segnale”, evento di lancio del percorso; il 12 novembre “Le Frequenze”, workshop di co-design sulle strategie urbane; il primo dicembre “La Sintonizzazione”, dedicato alla mappatura collaborativa; il 16 febbraio 2027 “La Ricezione”; il 2 marzo “Le Risonanze”, dedicato al compendio ex RAI; il 6 aprile “La Trasmissione”, incontro conclusivo.

Tra ottobre e dicembre 2027 è prevista infine la fase “Onde Medie”, con un cantiere aperto nel futuro Parco delle Lamie e attività sul campo, tra walkabout, talk-show e performance, per accompagnare i lavori e favorire il coinvolgimento dei cittadini nella trasformazione dell’area.