Capone: 'Sanità in Puglia, non è mala gestione. Il Governo ha tolto 18,8 miliardi alle Regioni: ecco perché le liste d'attesa e la fuga dei medici'


«I numeri non mentono e il “buco” della Regione Puglia in tema di salute non proviene da una mala gestione di Emiliano o di Decaro, ma dalla scelta del governo Meloni di non investire abbastanza in sanità riducendone progressivamente il peso rispetto alla ricchezza prodotta dal Paese. E non lo dice il Pd o Loredana Capone, ma la Fondazione Gimbe attraverso il suo 9° Rapporto sul Servizio sanitario nazionale. Il Gimbe sostiene che se tra il 2023 e il 2026 il rapporto tra Fondo sanitario nazionale e Pil fosse rimasto al livello del 2022, il Ssn avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi di euro in più. Non è un taglio nominale del Fondo, che è cresciuto, ma una progressiva riduzione del peso della sanità rispetto alla ricchezza del Paese. Quello che il Gimbe definisce un “taglio invisibile”. E le conseguenze di questa scelta sono tangibili: le Regioni, tutte non solo la Puglia, sono chiamate a garantire servizi sempre più difficili da sostenere e negli ospedali aumenta la difficoltà a trattenere e attrarre professionisti. Anche i dati sulle nuove specializzazioni mediche parlano chiaro: su 15.503 borse disponibili, una su quattro non è stata assegnata. Perché? Perché per i giovani medici diventano più attrattive le specializzazioni che offrono maggiori opportunità nel settore privato dove gli stipendi sono più alti. Quindi c’è poco da esultare per l’aumento fino a 560 euro mensili in busta paga per i medici dal 2027. È una misura che fa il paio con il taglio temporaneo delle accise sui carburanti che, come abbiamo visto, non ha prodotto benefici. È urgente un cambio di rotta. Dietro quei 18,8 miliardi in meno si sono le liste d’attesa, i pronto soccorso al collasso e i cittadini che, spinti a rivolgersi al privato, rinunciano a curarsi. Ora si capisce bene perché il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, ha chiesto al Governo un incremento di oltre 18 miliardi del Fondo sanitario nazionale: è una somma che corrisponde quasi esattamente al buco che il Governo ha fatto creare alle Regioni in questi quattro anni, dal 2022 a oggi. Per questo la richiesta deve essere soddisfatta. Lo scaricabarile tra istituzioni è inaccettabile. Nessuno può pensare che, in vista della campagna elettorale, si faccia passare per buco delle Regioni quello che è invece un mancato finanziamento da parte dello Stato».

Così Loredana Capone, consigliera regionale della Puglia e presidente V Commissione.