Con 'La Chanson d'Aspremont' va in scena il filo invisibile della storia nel racconto di Antonella Musitano
SANTA FIZZAROTTI SELVAGGI - C'è un filo invisibile, ma tenacissimo, che lega la penna alla spada, la poesia alla politica, la montagna alla storia del mondo. Antonella Musitano ha avuto il coraggio e il merito di seguire quel filo, e di restituirci un capolavoro.
Con "La Chanson d'Aspremont", l'autrice non si limita a consegnarci un poema epico del XII secolo: lo rinnova. Lo toglie dalla polvere delle biblioteche accademiche e lo riporta sull'Aspromonte, là dove è nato, là dove ogni pietra - come giustamente scrive - "racconta una storia e una preghiera antica".
Il suo lavoro è a un tempo filologico, storico e profondamente poetico.
Ci rivela, pagina dopo pagina, una straordinaria operazione di intelligenza politica: come i Normanni, all'indomani del Sinodo di Melfi del 1059, abbiano trasformato la loro alleanza con il Papato in una narrazione epica, facendo del Sud d'Italia non più una terra di conquista, ma il cuore sacro della Cristianità. Come, attraverso la finzione letteraria dello scontro tra Carlo Magno e il saraceno Agolante, abbiano elevato il culto della Santa Croce a manifesto ideologico, a vessillo di una "guerra santa" ante litteram.
Ma il cuore pulsante del libro, quello che più commuove: Rolandin.
Non ancora Roland, non ancora il paladino di Roncisvalle che tutti conosciamo. Qui è un ragazzo. Un 'enfances'. Un giovane che non ha ancora una spada, ma solo un bastone. E con quel bastone, sull'Aspromonte, salva la vita a Carlo Magno. È in quel gesto umile e immenso che nasce l'eroe. È la più bella metafora dell'iniziazione che, invero, abbia letto: ci narra infatti che l'eroismo non è un privilegio di nascita, è una scelta. È il momento in cui il giovane decide di essere custode.
Custode di Storia, Fede, Identità. Proprio le tre parole che l'autrice ha scelto come sottotitolo, quasi un testamento spirituale.
La Musitano ci dimostra, con documenti e con una scrittura limpida e mai cattedratica, come questa Chanson sia il vero 'prequel' della Chanson de Roland e la madre diretta dell'Orlando Innamorato di Boiardo e dell'Orlando Furioso di Ariosto. Senza l'Aspromonte, senza questa montagna aspra e sacra del Sud, non avremmo avuto la grande letteratura cavalleresca italiana ed europea.
È questo il senso più rivoluzionario del libro: il Sud non è periferia, è origine. La Calabria non è confine, è centro. È Magna Grecia insieme alla misteriosa terra di Puglia.
La prefazione di Pino Aprile traduce quest'opera che non è solo un saggio, è un atto d'amore e di restituzione.
Leggere "La Chanson d'Aspremont" oggi, in un'Europa che sembra aver smarrito le sue radici, è oltremodo necessario. Ci ricorda che la nostra identità è nata dall'incontro, dallo scontro, dalla fede e dalla capacità di trasformare una montagna in un mito fondativo.
Antonella Musitano ha scritto un libro che resterà nella storia della letteratura: motivo per cui mercoledì 28 ottobre a Reggio Calabria, nel convitto "T. Campanella", che in collaborazione con l'Alliance Française del capoluogo e di quella della Federazione d'Italia ha organizzato l'incontro, verrà presentato in anteprima nazionale il volume alla presenza dell'autrice e di Mme Francesca Arena, dirigente scolastico del Convitto, e Mme Iris Germanò, presidente Alliance della città fondata dai calcidesi di Eubea nella prima metà del sec. VIII a.C.
Va specificato che MILLENIUM 2027 è un grande progetto culturale, di matrice internazionale, che nasce per iniziativa della Regione Normandia e che celebra l'Anno Europeo dei Normanni, in occasione dei mille anni dalla nascita di Guglielmo il Conquistatore (1027-2027).
Il programma-intento di Millenium ha un intenso-profondo-appassionato rapporto con la Chanson d'Aspremont, la cui formazione normanna fece in modo che venisse composta con il preciso scopo di esaltare la vocazione guerresca dei Normanni e celebrare la loro epopea in Europa e nel Mediterraneo.
LA CHANSON D'ASPREMONT
Una chanson de geste - sec. XII
L'ASPROMONTE, ROLANDIN, LA SANTA CROCE
CUSTODI DI STORIA, FEDE, IDENTITA'
Antonella Musitano - Prefazione di Pino Aprile
WIP Edizioni - Bari, luglio 2026
