Crisi dell’olio, Orgoglio Olivicolo in piazza: da Corato e Bitonto fino alla Prefettura di Bari
CORATO - Parte da Corato la mobilitazione di Orgoglio Olivicolo contro la crisi del settore olivicolo-oleario. Il comitato nazionale che riunisce le realtà della filiera di base ha annunciato una serie di presìdi e manifestazioni che, dalla Puglia, potrebbero arrivare fino a Roma.
Il primo appuntamento è fissato per giovedì 8 ottobre alle 17, davanti alla sede municipale di Corato. Il giorno successivo, venerdì 9 ottobre, alle 17, la protesta si sposterà a Bitonto. Lunedì 12 ottobre, invece, olivicoltori, frantoiani, agricoltori di tutti i comparti e soci delle cooperative si ritroveranno alle 9.30 nella piazza antistante la Prefettura di Bari.
Orgoglio Olivicolo ha invitato a partecipare anche i sindaci dell’Area Metropolitana di Bari e i primi cittadini degli altri comuni pugliesi, chiedendo loro di essere presenti e di esprimere solidarietà al comparto.
«La raccolta delle olive è alle porte – sottolinea il comitato in una nota – tra 20 giorni non possiamo rischiare di raccogliere solo povertà e desolazione. Lo avevamo promesso: la mobilitazione è partita, stavolta non ci fermiamo».
L’ultimatum: «Arriveremo a Roma»
Il presidio davanti alla Prefettura rappresenterà anche un momento decisivo della mobilitazione. Orgoglio Olivicolo ha fissato alle 12 di lunedì 12 ottobre il termine entro il quale attende risposte dal Governo e dalla Regione Puglia sulle proprie rivendicazioni.
«Il nostro è un ultimatum, perché di tempo ce ne hanno fatto perdere fin troppo – spiegano gli organizzatori -. Entro le ore 12 di lunedì 12 ottobre, se da Governo e Regione non arriveranno risposte alle nostre rivendicazioni, consegneremo al Prefetto le nostre richieste e continueremo i presìdi e le mobilitazioni, estendendole agli altri comuni della Puglia e di tutte le regioni del Sud Italia, per poi organizzare una grande manifestazione a Roma».
«Basta lacrime»
Al centro della protesta ci sono le difficoltà economiche che stanno colpendo l’olivicoltura e, più in generale, il comparto agricolo. Particolare attenzione viene posta anche sul caro carburante, considerato dagli organizzatori un ulteriore aggravio per aziende e operatori già in difficoltà.
«Di certo questa volta non saremo noi ad andare a casa a mani vuote e bagnate dalle lacrime della disperazione, senza che le nostre rivendicazioni siano finalmente ascoltate», afferma Orgoglio Olivicolo.
«Il caro carburante è il colpo di grazia a una olivicoltura agonizzante e a tutto un comparto agricolo, di ogni settore, che sta vivendo un vero e proprio incubo. Serve che la Regione Puglia attivi misure compensative anche sul fronte del caro carburante, oltre che le azioni previste nella nostra piattaforma di proposte».
Il comitato invita quindi ogni olivicoltore e ciascun frantoiano a partecipare alla mobilitazione, definita «una battaglia di dignità» e «soprattutto una battaglia per la sopravvivenza di un intero comparto».
Le richieste al Governo
Sono quattro le principali richieste avanzate da Orgoglio Olivicolo. Il comitato chiede innanzitutto il riconoscimento da parte del Governo dello stato di crisi del settore olivicolo e dell’intero comparto agricolo, con l’attivazione immediata dei provvedimenti conseguenti.
Tra le rivendicazioni figura inoltre l’introduzione immediata del documento di trasporto in formato elettronico, già previsto per il settore vitivinicolo e, secondo il comitato, ancora non attivato per il comparto olivicolo.
Orgoglio Olivicolo sollecita poi un piano straordinario di controlli antifrode su scala nazionale, definito «vero e verificabile», e infine misure specifiche per il ritiro e lo stoccaggio del nuovo olio, con l’obiettivo di sostenere il prezzo alla produzione, oltre a un sostegno finanziario per i frantoi.
La mobilitazione, dunque, è pronta a partire dalla Puglia con l’obiettivo di allargarsi progressivamente al resto del Mezzogiorno e, in assenza di risposte, arrivare fino alla Capitale.
