LUV 2026, Bari diventa la capitale internazionale dell’uva da tavola: 192 espositori da 19 Paesi
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| (Foto Michela Ventrella) |
Dal 20 al 22 ottobre, alla Nuova Fiera del Levante, la seconda edizione della manifestazione riunisce imprese, buyer, ricercatori ed esperti internazionali. Attesi operatori commerciali da tutta Europa, Cile, Giappone, Cina, India, Thailandia e dalla Penisola Araba, con un numero di buyer quattro volte superiore a quello della prima edizione. Intanto, un'indagine di uvadatavola.com evidenzia le sfide della filiera: costi di produzione, manodopera e difficoltà nel valorizzare il prodotto sul mercato.
Produrre uva da tavola di qualità non basta più: la vera sfida è riuscire a trasformare il valore del prodotto in reddito per le imprese agricole. È in questo scenario, segnato dalla pressione dei costi di produzione, dalle difficoltà nel reperimento della manodopera (con grappoli lasciati sulle viti per la carenza di manodopera, al centro delle recenti proteste degli agricoltori pugliesi) che la Puglia si prepara ad accogliere LUV 2026, la seconda edizione della fiera internazionale dell'uva da tavola, in programma dal 20 al 22 ottobre alla Nuova Fiera del Levante di Bari.
Con espositori provenienti da 19 Paesi e una superficie espositiva di 15mila metri quadrati, la manifestazione punta a consolidare il proprio ruolo di piattaforma internazionale per il confronto e lo sviluppo commerciale di una filiera strategica per l'agricoltura italiana. Dopo il debutto del 2024, LUV rafforza la propria dimensione internazionale: per l'edizione 2026 è atteso un numero di buyer quattro volte superiore a quello della prima manifestazione, con operatori provenienti da tutta Europa, Cile, Giappone, Cina, India, Thailandia e dalla Penisola Araba.
“Quest’anno abbiamo voluto ampliare lo spazio da dedicare agli stand espositivi: l’obiettivo - racconta Francesco Menelao, sales manager Luv Fiera - è garantire un’offerta completa a tutti coloro che prenderanno parte a LUV. Superare i numeri del 2024 era il mio personale obiettivo, ma - una volta raggiunto - si è tramutato in una soddisfazione e un orgoglio collettivi”.
Un appuntamento che assume un significato particolare proprio mentre il comparto è chiamato a confrontarsi con una questione sempre più centrale: non soltanto produrre bene, ma difendere la competitività delle aziende e la sostenibilità economica della produzione. All’interno di LUV sarà ospitato il Fruitnet Grape Congress, prestigioso congresso internazionale incentrato su dinamiche di mercato, ricerca globale, post-raccolta, marketing e standard richiesti dalla grande distribuzione e dai supermercati nordeuropei.
“LUV rappresenta un’occasione preziosa per valorizzare la forza dell’agricoltura pugliese e il primato della nostra regione nell’uva da tavola – ha ricordato l’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale Francesco Paolicelli - mettendo in rete imprese, ricerca e istituzioni. In una fase complessa per il settore voglio ringraziare gli organizzatori, gli espositori, le aziende agricole e tutti i player attivi nel comparto dell’uva da tavola che in questo momento particolare continuano a parlare di futuro. La Puglia ha le competenze, la qualità e la capacità produttiva ma è fondamentale rafforzare la collaborazione lungo tutta la filiera. Con LUV vogliamo promuovere una visione mediterranea e innovativa dell’uva da tavola, capace di anticipare le nuove sfide e generare sviluppo sostenibile per i territori”.
LUV 2026 è l’occasione per fare business, incontrare nuovi buyer e fornitori, scoprire le tecnologie più innovative per la produzione e la conservazione dell’uva da tavola e confrontarsi con i protagonisti di una filiera strategica per l’agricoltura italiana. Ma la fiera sarà anche un viaggio alla scoperta del prodotto, tra varietà rare e difficilmente reperibili nei supermercati, approfondimenti su salute e alimentazione e nuove interpretazioni gastronomiche: dai cocktail a base d’uva ai dolci preparati dagli studenti degli istituti alberghieri. Senza dimenticare il valore sociale dell’agricoltura, con esperienze che raccontano come i beni confiscati alla mafia possano diventare risorse, occasioni di riscatto e opportunità di sviluppo per il territorio.
A restituire una sintesi delle difficoltà e delle aspettative del comparto è un'indagine realizzata da uvadatavola.com, che sarà presentata durante la prima giornata. I risultati dell’indagine, che ha raccolto 227 risposte tra il 19 novembre 2025 e il 15 aprile 2026, prevalentemente in Puglia e Sicilia (133 rispondenti esclusivamente dalla Puglia e 56 esclusivamente dalla Sicilia), evidenziano un divario tra la valutazione della produzione e la soddisfazione complessiva.
Un quadro che mette in evidenza una delle questioni cruciali per il futuro dell'uva da tavola: la capacità di trasformare i risultati produttivi in un'adeguata remunerazione per le imprese, chiamate a sostenere costi crescenti e a confrontarsi con mercati sempre più competitivi.
La fotografia degli operatori che hanno partecipato all'indagine riporta così al centro una questione strategica per l'intera filiera: innovazione varietale, qualità, packaging e tecnologie sono leve importanti, ma la competitività passa anche dalla capacità di contenere i costi, organizzare l'offerta e valorizzare il prodotto sui mercati. Temi che rendono ancora più attuale il confronto tra produzione, ricerca, distribuzione e operatori internazionali promosso da LUV.
La sfida di LUV è mettere in connessione la leadership produttiva italiana con le dinamiche di un mercato sempre più globale. La Puglia concentra circa il 65% della produzione nazionale di uva da tavola, mentre alla Sicilia spetta il restante 35%: due regioni strategiche per una filiera che guarda oltre i confini nazionali e deve confrontarsi con nuove abitudini di consumo, concorrenza internazionale, costi produttivi e richieste sempre più stringenti in materia di qualità e sostenibilità.
"Vogliamo fare di LUV la capitale europea dell’uva da tavola e un punto di riferimento per l’intero bacino del Mediterraneo, coinvolgendo anche Paesi produttori come Spagna, Egitto e Turchia", spiega Mirko Sgaramella, project manager di LUV Fiera e coordinatore di Fruit Communication, società capofila del progetto. Un traguardo che, nelle intenzioni degli organizzatori, non richiede di uniformare un settore cresciuto proprio grazie alla capacità imprenditoriale delle sue singole realtà. "Il nostro compito - precisa Sgaramella - è creare le condizioni perché tante individualità possano ritrovarsi, relazionarsi e crescere. Aggregazione significa anche questo: disporre di uno spazio e di un tempo nei quali incontrarsi per fare business, intessere nuove relazioni e approfondire tendenze ed evoluzioni della ricerca".
L'Italia destina circa il 90% delle proprie esportazioni ai mercati europei, con Germania, Francia e Polonia tra le principali destinazioni. In questo scenario, la capacità di innovare, diversificare l'offerta e costruire relazioni commerciali diventa determinante per consolidare le posizioni acquisite e intercettare nuove opportunità.
LUV 2026 nasce proprio con l'obiettivo di favorire questo dialogo, mettendo in relazione territori produttivi, imprese, tecnologie e mercati. La manifestazione si propone come uno spazio di incontro per gli operatori della filiera, nel quale sviluppare nuove relazioni commerciali, condividere competenze e approfondire le trasformazioni che stanno ridefinendo il settore.
“L’uva da tavola italiana racconta una storia di specializzazione, ricerca della qualità e apertura internazionale. Dietro questi risultati ci sono aziende che hanno saputo evolversi nel tempo, investendo in innovazione, sostenibilità e organizzazione, senza perdere il legame con i territori e con una tradizione produttiva che rappresenta un elemento distintivo del Made in Italy” - ricalca Ferdinando Natali, Regional Manager Sud UniCredit. “È una filiera che continua a creare valore economico, occupazione e opportunità lungo tutta la catena produttiva. In questo contesto, il dialogo con il sistema imprenditoriale rappresenta per UniCredit un elemento centrale: conoscere da vicino le esigenze delle imprese, comprenderne i percorsi e accompagnare i progetti con strumenti e competenze adeguati fa parte del nostro modo di operare. Occasioni come LUV Fiera contribuiscono ad alimentare questo confronto e a rafforzare relazioni che si costruiscono nel tempo”.
LUV Fiera è organizzata da Fruit Communication con il supporto della Nuova Fiera del Levante, APEO, CUT – Commissione Italiana Uva da Tavola e Associazione Uva da Tavola Siciliana. Main sponsor dell’evento è UniCredit.
La manifestazione si svolge in collaborazione con la Regione Puglia – Dipartimento Agricoltura e Sviluppo Rurale e la Camera di Commercio di Bari. Tra i partner istituzionali si riconoscono inoltre il Comune di Bari e Città metropolitana di Bari, mentre tra i partner e le realtà associative figurano SG Marketing e Coldiretti Puglia.
IL PROGRAMMA
L'inaugurazione ufficiale è in programma martedì 20 ottobre, alle ore 10, con il taglio del nastro e i saluti istituzionali. La giornata si aprirà con un confronto dedicato alle sinergie tra le principali organizzazioni del comparto italiano, per affrontare una delle sfide più urgenti del settore: fare sistema per rafforzare la competitività sui mercati internazionali.
La tavola rotonda «Un comparto che fa squadra», moderata dal giornalista Domenico Castellaneta (direttore di Telenorba), vedrà la partecipazione di Giacomo Suglia, presidente di APEO, Massimiliano Del Core, presidente della Commissione italiana uva da tavola (CUT), e Vincenzo Di Piazza, in rappresentanza dell'Associazione Siciliana Uva da Tavola, insieme a esponenti delle organizzazioni di produttori e del mondo finanziario, tra cui Mauro Gadaleta di UniCredit.
Il confronto punta a valorizzare la collaborazione tra i diversi attori della filiera, nella consapevolezza che le sfide del comparto richiedono strategie condivise, maggiore capacità di programmazione e un dialogo costante con il mercato.
La Table Grape Conference: scenari globali e nuove strategie commerciali - https://luvfiera.com/eventi-2/table-grape-conference/
È in questa prospettiva che si inserisce la Table Grape Conference 2026, cuore del programma convegnistico, che porterà a Bari voci ed esperienze del panorama internazionale.
Tra i protagonisti figura Josefina Mena di Moyca, realtà spagnola di primo piano nella produzione e commercializzazione dell'uva da tavola. L’esperta contribuirà al confronto sulle prospettive produttive ed esportative del Mediterraneo. Il programma affronterà anche le evoluzioni del packaging, con l'intervento di Nuria Pizan di NUR Brands, dalla Germania, e le nuove tecnologie per la conservazione e la gestione del prodotto, con il contributo di aziende specializzate come Unitec e SmartPac.
Il confronto internazionale si estenderà alle strategie della grande distribuzione organizzata e alle trasformazioni dei consumi. Tra le tante insegne attese in Fiera figurano Megamark, Coop, Veronamercato, Unicomm, Gruppo Arena, Marks&Spencer e Dole Italia.
Inoltre martedì 20 ottobre arriva in Fiera una delegazione thailandese per aprire nuove prospettive di export. L'incontro sarà l'occasione per avviare un confronto sulle possibilità di sbloccare l'esportazione dell'uva da tavola italiana verso la Thailandia, aprendo nuove prospettive per le imprese del comparto.
L'iniziativa si inserisce nella strategia di rafforzamento delle relazioni commerciali internazionali promossa dalla manifestazione, con l'obiettivo di favorire il dialogo con nuovi mercati e ampliare le opportunità di sbocco per la produzione italiana.
In fiera sarà inoltre presente la delegazione Selex, tra i principali gruppi della GDO italiana, con insegne come Famila, A&O e Cash&Carry.
La presenza di buyer e operatori della distribuzione rappresenta uno degli elementi centrali della manifestazione, in un contesto in cui la costruzione di relazioni commerciali e la comprensione delle esigenze dei mercati assumono un ruolo determinante per la valorizzazione del prodotto.
Ricerca, innovazione e sostenibilità al centro del programma
Accanto al business, LUV mette al centro la ricerca e l'innovazione, con un programma articolato in due spazi paralleli.
Il LUV Auditorium ospiterà i grandi temi economici e commerciali, i mercati esteri, la distribuzione e gli appuntamenti del Fruitnet Grape Congress, con traduzione simultanea italiano-inglese.
Il LUV Agorà sarà invece dedicato agli aspetti tecnico-scientifici, con approfondimenti sulle nuove varietà, sulla genetica, sulla viticoltura di precisione e sull'impiego dell'intelligenza artificiale e del remote sensing nella gestione dei vigneti.
Tra i contributi del mondo accademico figurano quelli di Alessandro Vivaldi dell'Università di Bari e Rosario Di Lorenzo dell'Università di Palermo. Il programma affronterà inoltre la difesa fitosanitaria, la gestione delle risorse idriche, i cambiamenti climatici, la tracciabilità e le certificazioni: temi che incidono direttamente sulla capacità delle imprese di coniugare produttività, qualità e sostenibilità.
Il confronto tra ricerca e produzione è particolarmente importante in una fase in cui le aziende devono rispondere a esigenze diverse: mantenere elevati standard qualitativi, gestire le risorse in modo efficiente, affrontare le sfide climatiche e adottare soluzioni tecnologiche capaci di sostenere la competitività.
L'innovazione, in questa prospettiva, non riguarda soltanto il prodotto, ma l'intero processo produttivo e commerciale, dalla gestione del vigneto alla conservazione, fino alla distribuzione sui mercati internazionali.
Incontri B2B e visite alle aziende del territorio
La manifestazione si completa con incontri B2B tra buyer e operatori commerciali, oltre a visite guidate nelle più importanti aziende del territorio. Un'opportunità per avvicinare i professionisti internazionali alle realtà produttive pugliesi e alle competenze che caratterizzano il comparto.
L'incontro diretto tra domanda e offerta, insieme alla possibilità di conoscere da vicino le imprese e i processi produttivi, punta a favorire nuove collaborazioni e a rafforzare il posizionamento dell'uva da tavola italiana sui mercati di riferimento.
Per tre giorni Bari sarà al centro di un confronto che unisce agricoltura, tecnologia, ricerca e commercio internazionale, con l'obiettivo di rafforzare il dialogo tra i territori produttivi del Mediterraneo e i mercati di riferimento. Perché la sfida del comparto non è soltanto produrre uva di qualità, ma creare le condizioni perché questa qualità continui a generare valore per le imprese e per i territori.
LUV 2026 si avvale inoltre di una rete di media partner specializzati e testate di settore, tra cui Uvadatavola Magazine, Fruit Journal,Fresh Focus Grape, Fruitnet Grape Congress, FreshPlaza, Fresh Point Magazine, Fruitbook Magazine, GDO WEEK, Fresh Fruit Portal, PortalFrutícola, AgroNotizie, Fruit Today, MyFruit, Quotidiano di Sicilia, L’Agroalimentare, Puglia Live e Foglie TV. Radio ufficiale dell’evento è Radio Puglia, a conferma dell’attenzione del mondo dell’informazione verso la filiera dell’uva da tavola e le sue prospettive di sviluppo.
Su questa traiettoria si colloca anche l’impegno della Nuova Fiera del Levante, che anche quest’anno affianca Fruit Communication nell’organizzazione della manifestazione. “L’esperienza di LUV è quello che noi facciamo nel progetto di una fiera: lavorare per la valorizzazione dell’uva da tavola nella sua specificità, non solo della nostra regione, ma di tutto il Paese” - spiega il presidente Gaetano Frulli. “Per me questo è ormai l’appuntamento di riferimento nazionale e internazionale dell’uva da tavola italiana, e giustamente su questo prodotto la Puglia ha l’autorevolezza di dire la sua. Questo porta benefici a tutti: al nostro territorio, agli organizzatori e sicuramente alle aziende. In Nuova Fiera del Levante LUV troverà sempre il partner di riferimento per realizzare questo tipo di attività. Questo appuntamento biennale potrà diventare il riferimento internazionale del comparto: deve essere la sfida da porci. Viste le capacità di chi organizza, penso sia alla nostra portata”.
Giorgio Mancino, direttore commerciale di Fruitnet, LUV non è soltanto una vetrina, ma un luogo nel quale comprendere in anticipo le direzioni della filiera. "Presenziare a LUV Fiera è fondamentale per connettersi con i principali attori del comparto, anticipare i trend globali dell’uva da tavola e sviluppare nuove e solide opportunità di business sui mercati nazionali ed esteri". A fare la differenza è la possibilità di riunire nella stessa sede mondi che nella quotidianità non sempre riescono a confrontarsi. "È un momento di networking imprescindibile – osserva – nel quale la produzione d’eccellenza incontra la grande distribuzione e l’innovazione scientifica, contribuendo a definire le strategie commerciali per le stagioni a venire".
“Da tempo ci stiamo muovendo per costruire insieme un percorso che non sia soltanto quello espositivo, ma che favorisca una riflessione profonda sulle criticità strutturali del settore” - riflette Pietro Piccioni, vicepresidente della Camera di Commercio di Bari. “Se un anno l’uva viene venduta a 10 euro e quello successivo a 2 euro, probabilmente esiste un problema più profondo. Occorre riflettere sui modelli commerciali e sulla completezza degli interventi a sostegno delle imprese. Siamo convinti che qualcosa debba cambiare e che i modelli vadano riadattati a un mondo in evoluzione. Ringrazio gli organizzatori che hanno compreso l'importanza di un'iniziativa che non guarda soltanto all'evento in sé, al suo successo o alla sua riuscita, ma che riesce a generare nuove prospettive e nuove riflessioni. La presenza delle Camere di Commercio all'interno di questi momenti di confronto deve tradursi in un impegno concreto: non più soltanto parole, ma la volontà di essere presenti e dare il proprio contributo per costruire un mercato migliore”.
*Non presenti alla conferenza:
Per Giacomo Suglia, presidente APEO – Associazione Produttori ed Esportatori Ortofrutticoli, questa scelta riflette il peso reale della coltura. "L’uva da tavola è un prodotto fondamentale per l’economia locale e nazionale, sia dal punto di vista sociale sia da quello occupazionale", sottolinea. "Siamo i primi produttori a livello europeo e tra i Paesi più innovativi, soprattutto sul fronte delle varietà apirene. Oggi possiamo offrire ai mercati internazionali tanto le uve tradizionali quanto quelle di nuova generazione". Ma il valore del comparto non si esaurisce nei campi: intorno alla produzione si muove un sistema che comprende packaging, logistica, servizi finanziari, mezzi tecnici, ricerca, manodopera e istituzioni. "Ben venga una fiera dedicata esclusivamente al prodotto più importante della frutticoltura pugliese", aggiunge Suglia. "L’auspicio è che il progetto venga condiviso da tutte le componenti della filiera: dalle aziende di imballaggio alle banche, dai lavoratori fino al mondo politico, che deve comprendere il valore di questa attività e le sue necessità".
Tre, infine, le ragioni individuate da Vincenzo Di Piazza, presidente dell’Associazione Uva da Tavola Siciliana, per partecipare alla tre giorni. "La prima riguarda il valore economico e sociale di un comparto capace di sostenere interi territori e generare occupazione lungo tutta la filiera. La seconda è legata al profondo cambiamento varietale e agronomico che il settore sta attraversando e che rende il confronto ancora più necessario". A queste si aggiunge la possibilità di incontrare, nella stessa sede, operatori con ruoli e competenze differenti. "Può sembrare un aspetto scontato, ma LUV rappresenta un’occasione quasi unica per confrontarsi e comprendere meglio ciò che sta accadendo nel comparto. Nel 2024 la manifestazione era una novità assoluta; oggi, conoscendone le potenzialità, ci aspettiamo un ulteriore sviluppo dell’edizione 2026".
INGRESSO LIBERO PREVIA REGISTRAZIONE https://luvfiera.com/partecipa/
Dal 20 al 22 ottobre 2026
Orari: dalle 9 alle 18
Sede: Nuova Fiera del Levante, Bari
Padiglione: Nuovo Padiglione – Ingresso Agricoltura
Ingresso: gratuito previa registrazione sul sito ufficiale della manifestazione.
