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Donato Carra: lo chef che sta incantando il mondo con la cucina pugliese


BARI - Donato Carra, lo Chef con la valigia sempre pronta per portare la cucina del suo territorio in giro per il mondo, è ormai un personaggio eclettico che usa la cucina solo come pretesto, riconoscibile non solo per la sua grande bravura in cucina, ma soprattutto per il suo pensiero che è considerato d'avanguardia, un’eccellenza mondiale in qualità di ambasciatore della cucina pugliese nel mondo. 

Quello che colpisce di più è la sua straordinaria sensibilità artistica e concettuale. Il cibo rivisitato da lui diventa arte, ma soprattutto idea rivendicando la geniale creatività di chi tratta i fornelli come una tela e le forchette come pennelli, infatti in molti piatti vediamo gli ingredienti della sua Puglia valorizzati e portati a sublimazione. 

Spagna, Francia, Germania, Inghiterra, sono solo alcune delle località dove lo chef ha fatto tappa. Appena rientrato da Seinäjoki ( Finlandia), dove ha esportato la sua Puglia e i prodotti del suo territorio in una Master-class di cucina, non si ferma e continua il suo cammino in giro per il mondo valorizzando il suo territorio. 

Se scorriamo le sue video-ricette sul web, sui social, oppure sul sito del pastificio Divella, azienda leader del settore in Italia dove lo chef collabora in qualità di Corporate Chef , veniamo colti da una sorta di forma di malinconia e nostalgia. Ecco riconoscibile il suo tocco artistico. 

Uno chef che merita di essere trattato in modo particolare e con il massimo rispetto per la sua dedizione. Piatti che fanno trasparire un concetto semplice: la tradizione, il cuore della Puglia contadina, l’innovazione, il rispetto per la terra possono coesistere insieme trasfigurandosi in arte concettuale. 

Carra sente anche le sofferenze umane e per questo cerca di mischiare due concetti che sembrano quasi antitetici: la cucina e la solidarietà. Molte sono le iniziative in cui si è reso protagonista accanto alla Divella, dai laboratori di cucina per bambini autistici alle merende solidali lodevole iniziativa per aiutare le famiglie più bisognose.

A Pescaria il primo panino con pesce sostenibile


BARI - Sostenibile, accessibile, salutare, etico: il cobia è un pesce bianco di altissima qualità allevato in armonia con gli oceani, una rivoluzione gentile sposata e sostenuta anche da Pescaria, il fast food di pesce che recentemente ha eliminato la plastica monouso nei suoi store di Polignano, Milano e Trani avviando tra l’altro le pratiche per ottenere la certificazione Friend of the Sea. Nei prossimi giorni, a partire da giovedì 13 giugno fino alla fine del mese, lo chef Lucio Mele proporrà un fuori menu estroso in pieno stile Pescaria, il panino con tartare di cobia Open Blue, bufala affumicata, insalata di percoca, capocollo Duecento del Salumificio Santoro, mosto cotto e salmoriglio. Un buon modo per ribadire l’impegno preso a favore di un consumo sostenibile del pesce, in collaborazione con Open Blue, team pioniere della piscicoltura sostenibile in acque profonde in oceano aperto, nel rispetto dell’ecosistema.

IL COBIA, PESCE CARAIBICO RICCHISSIMO DI OMEGA 3 - L’idea di allevare un pesce etico, sostenibile e naturalmente saporitissimo arriva dall’Università di Miami, in Florida. Da quello studio universitario, oggi diventato realtà, è nato un pesce caraibico buono e senza rischi, ricchissimo di omega 3, allevato nel pieno rispetto dell’oceano nel mare cristallino di Panama. Il cobia è un pesce certificato Friend of the Sea allevato esclusivamente da Open Blue nell'oceano profondo, in un ambiente marino puro privo di stress, con una dieta naturale a base di farina e olio di pesce, proteine vegetali, vitamine e minerali. Le diete sono naturali e prive di ormoni, coloranti, pesticidi, ingredienti Ogm e altri contaminanti dannosi. Il risultato è un pesce più sano e naturalmente ricco di proteine e con un apporto di Omega-3 quattro volte superiore al pesce azzurro. In Open Blue il pesce Cobia è allevato in acque pulite e profonde lontane dalla costa e dunque dalle aree più sensibili, eliminando di fatto il rischio di accumulo di nutrienti e rifiuti. Il risultato è un pesce di altissima qualità, puro e controllato, con un impatto ambientale bassissimo.

“I prodotti delle aziende certificate Friend of the Sea provengono da stock non sovra-sfruttati, pescati con metodi selettivi che non catturano specie in pericolo, non hanno impatto sul fondale marino e da attività svolte nel rispetto delle condizioni di lavoro degli equipaggi”.

A Cena con la Duchessa 2019: come nelle favole nel castello di Castrignano de’ Greci


CASTRIGNANO DE' GRECI (LE) - Fervono i preparativi a corte per la serata evento “A Cena con la Duchessa”, un viaggio a ritroso nel tempo, che conduce in un borgo della Grecìa Salentina. Il 7 e 8 giugno il Castello “addormentato” de Gualtieris a Castrignano de’ Greci si risveglia come nelle favole ed è questo il tema 2019 della spettacolare rievocazione storica e ricostruzione gastronomica, ideata e messa in scena da Sara Latagliata, chef manager di Nobili Pasticci. Grandi e piccini si ritrovano catapultati nelle magiche atmosfere del Rinascimento e per una notte diventano nobili salentini del ‘500. 

Si cena gourmet con piatti d’ispirazione rinascimentale e la storia del castello è raccontata dagli attori di Improvvisart. Per esprimere la dimensione fiabesca e raccontare i momenti salienti della serata i fotografi Sergio de Riccardis e Pablo Peron hanno immortalato i partner della serata, trasformati per l’occasione in personaggi delle favole presso il giardino botanico La Cutura: Biancaneve  (Barbara Politi) addormentata e circondata dai prodotti di eccellenza della gastronomia pugliese; il bianconiglio con l’orologio (Pierpaolo Lala), che sollecita tutti a recarsi al castello; il pifferaio magico (Cosimo Protopapa) seguito dagli attori Improvvisart che animeranno la serata; la Regina cattiva (Lela Tommasi), che chiede allo specchio quanti nobili pretendenti incontrerà durante la cena. E poi Alice e il Cappellaio Matto (Chiara Eleonora Coppola e Gianpiero Pisanello) a tavola pronti a degustare i piatti; la Sirenetta Umana (Viola Margiotta) con in mano la forchetta di cui si racconta la storia durante il banchetto; il Mago Merlino (Andrea Starace) con tutti gli elementi per una perfetta mise en place; Hansel e Gretel che lasciano a terra le mini duchesse di pasta di zucchero omaggio per gli ospiti e Pinocchio e il mangiafuoco (Francesco Quinto) che presentano lo spettacolo per i bambini.

Infine la Bella (Federica Stella Blasi) nella libreria dell’Istituto Calsaziano di Campi Salentina con il manuale di cucina rinascimentale di Bartolomeo Scappi, cuoco segreto di Papa Pio V a cui la chef si ispira per la cena, i 7 nani con i cestini contenenti i prodotti della cena e Maga Magò, ovvero Sara Latagliata intenta a compiere magie in cucina e All’arrivo al castello ogni partecipante riceve una busta con tanto di sigillo in cera lacca, scopre la sua identità di nobile salentino e indossa un dettaglio della moda del tempo: il mantello per gli uomini e la gorgiera per le donne. Poi fa il rito del lavaggio delle mani nelle anfore di terra cotta con acqua odorosa ed è guidato al tavolo. A cena si celebra il matrimonio tra Nicola de Gualtieris e Porzia Paladini: quattro portate intervallate da momenti di spettacolo con gli attori di Improvvisart. 

Per il menu Sara si è ispirata al manuale di Bartolomeo Scappi, tenendo conto della sensibilità dei moderni palati, utilizzando le eccellenze enogastronomiche pugliesi e presidi Slow Food regionali (Ovosalento, Macelleria Gino Amato, Luna Laboratorio Rurale, Azienda Agricola Prontera, Azienda Agricola Caroppo, Terre di Corillo, Puglia Sapori e Dintorni, Acqua Orsini, Puro Ghiaccio). A ogni portata si abbina un vino diverso di una cantina che fa parte dell’Associazione DeGusto Salento (Cantine Bonsegna, Claudio Quarta, Conti Zecca, Castello Monaci), servito dai Sommelier dell’Ais di Lecce trasformati per l’occasione in Coppieri e Bottiglieri; mentre gli studenti dell’IPSEO di Otranto e Santa Cesarea Terme sono i piccoli cuochi e i servitori in costume che, guidati dai Professionisti della Sala del Chiostro dei Domenicani, danno vita al grande teatro della tavola. Un banchetto coinvolgente e tra le portate uno spettacolo di improvvisazione teatrale appassionante.

Info: Nobili Pasticci, tel. 320 7619280, www.nobilipasticci.it

Divella aderisce alla 'Merenda solidale'


BARI - Un piccolo gesto per aiutare tanti bimbi e famiglie in difficoltà. Per il secondo anno consecutivo F. Divella S.p.A aderisce all’iniziativa scolastica “Merenda Solidale”. L’evento è in programma giovedì 6 giugno, a partire dalle ore 9:00 nell’Istituto scolastico Perone-Levi di Bari, nel plesso "C.Collodi", in via Brigata Regina 27. A ciascun alunno della scuola sarà donato un pacco di biscotti Divella e durante la mattinata i piccoli potranno degustare i prodotti alla presenza dei rappresentanti dell'aziend. Inoltre, è prevista la presenza del Corporate Chef Divella Donato Carra con l’obiettivo di testimoniare non solo la qualità dei prodotti, ma anche la vicinanza dell'intera comunità aziendale ai valori che la giornata dedicata alla merenda solidale rappresenta. 

Anche nel corso di questa edizione ogni bambino verserà la cifra simbolica di un euro che sarà raccolto dai genitori. Il ricavato sarà devoluto ad enti e/o associazioni preferibilmente del territorio, che si occupano di minori. La scelta dell’associazione alla quale destinare il denaro raccolto sarà frutto di alcune proposte avanzate nel Consiglio d'Istituto composto da rappresentanti dei genitori, dei docenti e dell'intera comunità scolastica con la successiva consegna della somma all’associazione individuata. Tutto il percorso viene reso pubblico e visibile sul sito della scuola: dalla fase di preparazione ed allestimento fino alla consegna del contributo raccolto. A coordinare la preparazione dell'evento, come ogni anno, la docente Rosa Grazioso con la supervisione della dirigente scolastica Donida Lopomo.

“Condividere la merenda con i propri compagni, durante la mattinata vissuta a scuola – spiega la dirigente - rappresenta per i nostri alunni un momento imprescindibile di ascolto, confronto, interazione con i pari, oltre che una piacevole, e necessaria, pausa tra le serrate attività didattiche. Ecco perché anche quest’anno la nostra scuola, che da anni sostiene iniziative formative per i suoi alunni, ha aderito alla merenda solidale, un gesto gentile di condivisione e di apertura all’altro che, nella sua semplicità, si fa veicolo di messaggi e valori importanti in favore dei più deboli”. L’evento proseguirà il giorno successivo, 7 giugno, negli altri plessi dell’istituto comprensivo. “Aderiamo con gioia a questo evento –spiega Domenico Divella, coordinatore biscottificio e pasta fresca F. Divella S.p.A – perché riteniamo sia un’iniziativa che permette di trasmettere ai più piccoli i valori dell’empatia; ovvero la capacità di comprendere a pieno lo stato d’animo altrui, sia che si tratti di gioia, che di dolore”. 

Info e contatti: annadelia.turi@gmail.com 

Bari, Decaro consegna targa a panificio FIore premiato a Eatalyworld


BARI - Questa mattina il sindaco Antonio Decaro ha consegnato, nella sala Giunta di Palazzo di Città, una targa di riconoscimento al titolare dello storico panificio Fiore, per il premio “la focaccia più buona d’Italia” ricevuto nei giorni scorsi durante la manifestazione Eatalyworld, parco tematico dedicato al settore agroalimentare e alla gastronomia.

“Al panificio Fiore - si legge sulla targa - che ha portato i sapori più autentici della città di Bari a trionfare in una prestigiosa competizione nazionale, dimostrando che la passione, il sacrificio e la qualità sono gli ingredienti di un successo che non conosce confini.
La città di Bari con orgoglio”.

Al via la 1a edizione della Festa della Cipolla Bianca di Margherita di Savoia

BARI - Al via la prima edizione della ‘Festa della Cipolla Bianca di Margherita Igp’ di Margherita di Savoia (BAT): due giorni, il 31 maggio e il 2 giugno 2019, di degustazioni gourmet, convegni, escursioni turistiche, dedicati alle undici Igp e Dop, del territorio e non. L’evento è organizzato dal Consorzio della Cipolla Bianca di Margherita Igp e sostenuto dalla Regione Puglia con la partecipazione dei consorzi Grana Padano Dop, Aceto Balsamico di Modena Igp, Oliva La Bella della Daunia Dop, Olio Dauno Dop, Pomodoro di Pachino Igp, Caciocavallo Silano Dop, Burrata di Andria Igp, Pane di Altamura Dop, Lenticchia di Altamura Igp, Uva di Puglia Igp, Consorzio di Tutela Doc del Tavoliere.

“Il Comune di Margherita di Savoia insieme al Consorzio di Tutela – ha dichiarato l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo di Gioia, a margine della conferenza stampa di presentazione di questa mattina nel Palazzo regionale Agricoltura  -, manifestano una piena condivisione di intenti e obiettivi per lo sviluppo del territorio e delle sue risorse. L’interessante evento ha l’obiettivo non solo di valorizzare uno dei prodotti tipici della tradizione agroalimentare di Margherita ma anche di promuovere il territorio e le sue ricchezze paesaggistiche, ambientali, culinarie, storiche, folkloristiche. È sempre una strategia lungimirante, difatti, consolidare lo stretto legame tra agroalimentare, territorio e turismo anche attraverso manifestazioni, sagre, eventi che possano stimolare l’incoming e promuovere i prodotti e le nostre comunità. La Regione Puglia è al fianco di iniziative come queste, che danno valore, in termini di visibilità, al lavoro dei produttori, custodi insostituibili del nostro patrimonio agricolo e agroalimentare, e a tutti quei soggetti pubblici e privati come i Consorzi di Tutela, importanti presidi delle eccellenze e tipicità della nostra regione. Sono certo della buona riuscita di questa importante iniziativa, augurando possa essere la prima di tante altre edizioni di successo".

La prima edizione della Festa della Cipolla Bianca di Margherita Igp ha in serbo degustazioni gourmet, convegni, escursioni turistiche ma anche animazione e spettacoli. I dodici Consorzi allestiranno uno spazio espositivo e per i tasting in altrettanti stabilimenti balneari di Margherita di Savoia. L’evento ha il patrocinio della Regione Puglia e del Comune di Margherita di Savoia.

“La nostra iniziativa – ha spiegato il presidente del Consorzio di Valorizzazione e tutela della Cipolla Bianca di Margherita Igp, Giuseppe Castiglione – serve a fare rete tra le varie eccellenze gastronomiche italiane e ad avere una vetrina importante per fare conoscere il nostro prodotto proprio nel paese dove ha la sua tradizione e le sue origini”.

Alla conferenza stampa di presentazione della manifestazione sono intervenuti, altresì, il vice sindaco e assessore alle Attività produttive di Margherita, Grazia Galiotta, e l’assessore alle Politiche agricole, Salvatore Piazzolla, i quali hanno rimarcato come l’evento si inserisca nel quadro di una proposta turistica integrata che valorizzi le produzioni tipiche di Margherita di Savoia. Produzioni che, secondo gli assessori, per la loro qualità meritano di essere conosciute e apprezzate da una platea sempre più vasta.

La Cipolla Bianca di Margherita Igp viene prodotta non nel terreno, come di consueto accade, ma nelle sabbie del Mar Adriatico, a sud del Gargano, in una zona di elevato interesse ambientale, tutelata da una convenzione internazionale (Ramsar 1979), nei territori compresi tra Margherita di Savoia (Bat), Zapponeta (Fg) e Manfredonia (Fg). Al consorzio, riconosciuto nel 2016, partecipano venti aziende di piccoli produttori, due cooperative di produzione, quattro aziende di confezionamento.

Borgo Egnazia: Puglia gourmet protagonista


SAVELLETRI DI FASANO (BR) – Nell’anno della Stella Michelin al Due Camini, domenica 26 maggio Borgo Egnazia celebra per la prima volta la Puglia gourmet con una inedita Festa in Piazza: una notte “di stelle”, un evento che per la prima volta riunisce in questo scenario unico alcuni tra i migliori chef stellati del panorama gastronomico pugliese.

Borgo Egnazia conferma così il suo continuo impegno nella valorizzazione delle eccellenze pugliesi e propone questa serata per celebrare una nuova visione della cucina regionale che è in costante crescita. Negli ultimi anni, infatti, la nota e amata tradizione culinaria pugliese è diventata punto di partenza per lo sviluppo di originali interpretazioni contemporanee firmate da talentuosi chef, che, con impegno e creatività, hanno reso la Puglia una delle regioni più interessanti e vivaci nell’attuale panorama gastronomico nazionale.

Una serata per festeggiare tutti insieme la crescente importanza per la regione Puglia di una cucina enogastronomica di qualità come uno dei migliori veicoli di promozione per la regione stessa.

“Stelle di Puglia” sarà quindi una grande festa nel cuore pulsante di Borgo Egnazia, in cui la più autentica tradizione culinaria pugliese sarà esaltata dall’innovazione e dalla creatività degli chef stellati che si muoveranno in direzioni differenti (e in alcuni casi imprevedibili). Ogni ristorante ospite si racconterà proponendo un piatto che lo rende contemporaneo ma sempre legato ai sapori della Puglia, per una cena tanto inedita quanto gustosa. 

Protagonista di questo magnifico evento sarà prima di tutto Domingo Schingaro, executive chef del Due Camini, affiancato da tanti colleghi e amici: i due chef stellati Maria Cicorella e Antonio Zaccardi del Pashà, Felice Sgarra, lo chef stellato del ristorante Umami di Andria, ora anche al Grotta Palazzese di Polignano a Mare, Teresa Buongiorno di Osteria Già Sotto l’Arco, la chef Antonella Ricci e Vinod Sookar di Al Fornello da Ricci, lo chef Stefano Di Gennaro del Ristorante Quintessenza. Un’esperienza che si annuncia già memorabile, aperta a tutti gli appassionati gourmet che vogliono in una sola serata scoprire e apprezzare i piatti che hanno reso celebri questi chef.

Per maggiori informazioni https://borgoegnazia.it/stelle-di-puglia 
In caso di condizioni meteo avverse, l'evento si svolgerà in un'area coperta.

Lo chef Carra ambasciatore della cucina pugliese a Barcellona


BARI - Un altro appuntamento importante per il nostro ambasciatore della cucina pugliese di casa Divella Donato Carra. In occasione della Festa della Repubblica Italiana, infatti, il prossimo 2 Giugno, Carra, sarà presente in Catalogna per “L'Authentic Italian table “che vedrà la ristorazione italiana protagonista per la diffusione della cultura gastronomica di qualità. 

Lo Chef Carra proporrà piatti tradizionali pugliesi attraverso i quali esaltare la tradizione culinaria del nostro Paese. Un tour che esalterà i valori e l’importanza del consumo autentico e responsabile attraverso workshop, masterclass e showcookings con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere i prodotti italiani di qualità. 

Questa attività comune a 23 CCIE nel mondo, vedrà la partecipazione di stampa nazionale,estera e food blogger. L’obiettivo della manifestazione – realizzata nell’ambito del progetto True Italian Taste – è favorire, attraverso la ristorazione, una migliore conoscenza del prodotto made in Italy e dell’importanza del suo legame con il territorio, proponendo un modello di ristorazione legata alla tradizione italiana ma altresì declinata secondo le esigenze locali, mantenendo sempre al centro l’utilizzo di prodotti italiani. Ad organizzare il grande evento la Camera di Commercio italiana a Barcellona e il Consolato Generale d’Italia a Barcellona. 

Lo Chef Donato Carra guiderà infatti, due importanti masterclass dimostrative della durata di 1h per condividere i segreti di alcuni dei piatti tipici di una delle regioni più apprezzate del Sud dell'Italia : la Puglia. Le masterclass saranno realizzate in collaborazione con il pastificio Divella. L'evento sarà parte di una densa agenda di attività gratuite che avranno luogo in La Festa! The Authentic Italian Table che si terrà i 2 e 3 di Giugno nel Terminal Grimaldi del Porto di Barcellona.

Droni al posto dei camerieri e boom del food delivery: tutti i trend su cibo e hi-tech in un’infografica



Come la tecnologia sta cambiando il nostro modo di vivere il momento dei pasti? A svelarlo è l’infografica a cura di Gastrodomus, azienda attiva nel settore delle apparecchiature per la ristorazione.

Già in fase decisionale l’utilizzo dei social è diventato determinante nella scelta di un ristorante: 4 persone su 5 verificano le recensioni online prima di scegliere dove andare a mangiare. È diventato quindi essenziale anche per i ristoratori presidiare i canali social con pagine dedicate ai propri esercizi commerciali: l’83% dei ristoranti ha infatti una pagina Facebook dedicata, il 52% ha invece un profilo Instagram e il 26% un profilo Twitter.

Sempre i ristoratori ormai curano l’estetica tanto quanto l’elaborazione del piatto stesso, ben consapevoli infatti, come emerge dall’infografica, del trend dilagante di questi ultimi anni: fotografare i piatti e condividerli sui social è ormai un must, soprattutto per i millenials. Ciò è tanto più vero se si considera che addirittura alcune pietanze sono create ad hoc nell’ottica di renderle sempre più appealing e “fotogeniche”, quindi più condivisibili sui social.

L’impatto della tecnologia sul mondo del food non si ferma qui: alcuni ristoranti nel mondo hanno sostituito l’uomo con droni capaci di servire ai tavoli o addirittura consegnare gli ordini a domicilio.

Ma non mancano i risvolti positivi: uno su tutti è quello che consente, ad esempio, ai frigoriferi di nuova generazione con classi energetiche elevate di produrre un risparmio di circa il 25% sui consumi dei ristoranti.

L’infografica inoltre evidenzia alcuni dati molto interessanti riguardanti il nuovo fenomeno dell’home delivery: nel 2018 c’è stato un incremento rispetto all’anno precedente del 47% degli ordini fatti online e, in generale, una persona su tre, tra i 25 e i 34 anni, almeno una volta al mese si fa recapitare il pranzo o la cena direttamente a casa. È un dato questo molto significativo tale da far addirittura supporre che verosimilmente nel 2030 potrebbero scomparire le cucine dalle abitazioni private.

Parallelamente potrebbero invece aumentare le cosiddette virtual kitchen e dark kitchen: in entrambi i casi si tratta di cucine senza posti a sedere, senza camerieri e pensate soltanto per le consegne a domicilio. Come spiegato più nel dettaglio nell’infografica, le prime sono cucine virtuali gestite da più ristoratori, le seconde sono invece gestite in esclusiva da un unico ristoratore.

Guido Fejles (intervista): "Il diritto non fa per me, scelgo la cucina"

di CARLOTTA CASOLARO - Da quando è approdato nella cucina di Masterchef 8, conquistando uno dei venti grembiuli disponibili, Guido Fejles ha suscitato scalpore, tra profonde stime e sottili invidie. Guido Fejles, classe 1986, ha origini piemontesi. Vive a Cambiano e, prima dell’esperienza tra i fornelli del talent più celebre d’Italia, era un praticante avvocato. Profonda la sua passione per la cucina; in ogni piatto Guido si è espresso al massimo del suo potenziale, valicando “pressure test” estremamente complessi e giungendo fino alla semifinale. 

D: Parliamo quindi della sua esperienza a Masterchef ottava edizione. Cercando sul web salta all’occhio il suo praticantato di avvocato: quando è entrato a Masterchef, aveva già le idee chiare? Voleva già lasciare il lavoro di avvocato? Oppure è entrato non sapendo, in futuro e dopo questa esperienza, che velleità portare avanti?
R: La verità è che, a me, fare l’avvocato proprio non piace. Lo sapevo già prima di entrare a Masterchef, in realtà. Aver ottenuto il famigerato grembiule è stata solo la conferma.

D: Quando ha ricevuto il grembiule, cosa ha provato? Quali sono stati i primi pensieri, le prime sensazioni nel sapere di essere entrato nella cucina del Talent più celebre d’Italia? 
R: Le emozioni che ho provato non si possono descrivere, né racchiudere in una sola parola. Lì ero andato completamente in palla, non capivo cosa stesse realmente succedendo intorno a me. Indossare il grembiule è stata un’esperienza pazzesca. Se proprio dovessi individuare un’emozione in quella miriade, parlerei di estrema gioia. 

D: Abbiamo avuto modo di notare che i giudici sono molto severi. Lei ha subito molto questo loro lato un po’ “paterno”, per così dire?
R: Non particolarmente perché, essendo una persona molto obiettiva, prendevo i consigli e i “giudizi” come un modo per crescere e uno sguardo tecnico sui piatti, non come un’offesa personale o ai miei sacrifici. 

D: L’abbiamo vista emozionarsi particolarmente in certi momenti della competizione. Le va di descriverci i tre momenti nei quali si è sentito maggiormente felice e realizzato all’interno della cucina di Masterchef?
R: Dunque, il primo che ricordo con gioia è sicuramente il momento del grembiule. Sul secondo momento più emozionante, direi che è stato il mio piatto della semifinale, con quel risotto che è stato un successo. Ricordo con estremo piacere anche il momento in cui sono dovuto uscire dalla cucina. Il mio è stato comunque un traguardo e, nella mia ultima puntata, ho coronato la mia esperienza rimanendo sempre me stesso.

D: Con chi si sente di aver stretto rapporti particolarmente importanti a Masterchef?
R: La prego di tener presente l’esempio di una classe che va spesso in gita e si ritrova mesi insieme, isolati dalla realtà esterna. Sono fortunato ad aver trovato questi compagni di avventura; ho stretto rapporti particolarmente importanti con Virginia (Fabbri ), con Salvatore (Cozzitorto), Alessandro (Bigatti) e Federico (Penzo).

D: E con Gilberto?
R: Gilberto non è cattivo, ma ha un modo di fare tutto suo. Ha molta tecnica nel cucinare e sicuramente lo ricordo come uno dei concorrenti più agguerriti. Io forse ho un modo diverso di cucinare rispetto a lui, cucino con meno tecnica e più d’istinto, ma va bene così. 

D: Guido, ci lasci con una sua aspirazione dopo Masterchef. Ci permetti di continuare a sognare insieme a lei. Ha intenzione di lavorare come chef in qualche ristorante o di aprirne uno proprio?
R: Vorrei sfatare questo mito. Fare master chef non vuol dire che sei un cuoco o un ristoratore! Mi piacerebbe tanto aprire un locale serale in cui prodigarmi nel cucinare panini gourmet di qualità e mi auguro di riuscirci. 

Bari, dal 3 al 9 maggio torna il 'Villaggio del Gusto'

BARI - Torna a Bari il “Villaggio del Gusto”. L’evento, alla quinta edizione, è stato illustrato oggi nella Camera di Commercio alla presenza del sindaco Antonio Decaro. Sulla rotonda del Lungomare, prima e durante la festa di San Nicola, la manifestazione durerà sette giorni: dal 3 al 9 maggio. La festa della gastronomia locale e della birra artigianale “made in Puglia”, organizzata dall’associazione De Gustibus Vitae in collaborazione con il Birrificio Bari e l’associazione MondoBirra, prevede la presenza di 24 stand con menu selezionati e 5 birrifici artigianali pugliesi con oltre 50 stili di birre.

Un’iniziativa che, attraverso un percorso del gusto, punta a recuperare un rapporto fra consumatori e produttori fondato sulla salubrità, il rispetto per l’ambiente, l’educazione al gusto e alla cultura dell’alimentazione.

“Si rinnova - ha detto il sindaco Decaro durante la conferenza stampa di questa mattina - una tradizione della nostra città. Ieri è terminato il festival della gastronomia Gnam! con prodotti che arrivavano da tutto il Paese e oggi presentiamo un'altra fiera della gastronomia in stretto connubio con il periodo di San Nicola. In questo caso partecipano una serie di aziende che rappresentano il nostro territorio. Agli organizzatori di questa festa e agli operatori che vi partecipano va il ringraziamento di tutta la città - ha continuato - per quello che hanno fatto qualche anno fa quando subirono minacce dagli ambulanti abusivi che gli intimavano di chiudere le attività, durante i tafferugli della festa. In quell'occasione, i commercianti diedero una grande lezione di integrità a tutta la città. Resistendo a quelle pressioni con la schiena dritta, anche grazie alla collaborazione delle forze dell'ordine, quel giorno ha vinto lo Stato, nel senso che non ci siamo fatti piegare dalle minacce. In quel momento rappresentavamo lo Stato e lo Stato non si poteva piegare davanti a una pressione plateale fatta da persone vicine ai clan criminali della città. Da quell'anno la situazione è molto cambiata e per fortuna il Villaggio del Gusto ha scelto di continuare ad investire sulla nostra città e sulla nostra festa patronale. Una festa che quest'anno sarà ancora più emozionante, con due evoluzioni aeree: quelle di Elisa Barrucchieri in occasione del Corteo storico e quelle delle Frecce Tricolori, che quest'anno rimarranno per due giorni. La novità: sarà presente Tito Stagno, giornalista 90enne che ci racconterà lo straordinario momento del primo sbarco sulla luna. E quindi, con il Villaggio del Gusto, come accade ogni anno, diamo il via ad una settimana straordinaria per la nostra città con tanti eventi, religiosi e folcloristici, che aiuteranno la nostra comunità a stare insieme”.

Non solo cibo. In programma anche momenti di intrattenimento e spettacolo. In più due temi centrali: l’acqua e l’ecosostenibilità ambientale. L’Acquedotto Pugliese “promuoverà” sia l’acqua da bere distribuita dalla rete pugliese, sia l’acqua utilizzata come ingrediente principale di ogni preparazione gastronomica. Sul tema ambientale, la manifestazione sarà supportata dal progetto “Chi ti ama fa la differenza - Bari fa la differenza” che il Comune di Bari, in collaborazione con il Conai e i Consorzi di filiera, ha intrapreso per incentivare e promuovere buone pratiche di recupero e riciclo degli imballaggi. In tutti gli stand piatti, posate e bicchieri in materiali biocompostabili.

GustoJazz: torna a Corato il Teatro del Viaggio


CORATO (BT) - Torna a Corato il Teatro del Viaggio con due appuntamenti consecutivi, organizzati dal Patto Territoriale Nord-barese Ofantino per la rassegna GustoJazz. Dopo il successo dello spettacolo di teatro-musica La Gatta Cenerentola, è la volta di Terrarmonia, di scena giovedì 2 maggio alle 19 presso Storyteller in Piazza Di Vagno. 

È una affabulazione con l’attore e regista Gianluigi Belsito nel ruolo di un esperto di enogastronomia emigrato in Germania, che punta su tre elementi fondamentali, il grano, l’ulivo e la vite, attorno a cui ruotano simboli e valori propri di questa terra, cui segue la degustazione di un piatto ispirato al racconto stesso. 

Si punta sulla storia, invece, venerdì 3 maggio alle ore 20 nell’atrio del Patto Territoriale in Corso Cavour, con Ritratto di Madonna Lucrezia, sempre curato da Belsito con Rita Marinelli e Raffaele D’Ercole, cantante e compositore leader dei Sottosuono, qui in veste di attore. 

In occasione del Cinquecentenario della sua morte, Lucrezia Borgia, Duchessa di Bisceglie e Corato, viene raccontata sotto un’ottica diversa da quella solitamente tramandata. Segue visita guidata al centro storico di Corato. Ingresso libero, prenotazione consigliata: 080.8720861, corato@sistemamuseo.it

Torna a Bari 'Gnam! Festival europeo del cibo di strada'


BARI - Torna a Bari da domani, venerdì 26 aprile, fino a lunedì 29 aprile, “Gnam! Festival europeo del cibo di strada”, che si svolgerà sul piazzale Lorusso con il sostegno del Comune di Bari.

Alla sua quarta edizione nel capoluogo pugliese, Gnam! si ripropone dopo il successo degli scorsi anni, con la migliore offerta dello street food del panorama nazionale e internazionale, tra cibo, preparazioni di alta qualità ed espositori pluripremiati.

In quattro giorni i visitatori potranno seguire i percorsi del gusto e assaporare nuove scoperte tra gli stand, ricchi di tipicità culinarie. La manifestazione, che ha iniziato nel 2014 il suo tour di sapori in giro per l’Italia, dopo Roma e Milano, ha scelto Bari per continuare a proporre il meglio dello street food italiano e internazionale. L’evento, che lo scorso anno si è presentato nel capoluogo pugliese con una doppia edizione, si propone di valorizzare la conoscenza delle tradizioni alimentari come elementi culturali ed etnici, puntando sulla genuinità dei prodotti agro-alimentari tipici di ogni zona d’Italia.

Agli ospiti sarà offerta la possibilità di degustare e scoprire prodotti tipici regionali introvabili e i piatti internazionali più famosi in vere e proprie isole gastronomiche, dove sarà possibile osservare dal vivo la preparazione delle ricette più golose e ascoltare il racconto dei produttori.

Un’altra novità riguarda il pubblico giovanile: gli organizzatori, infatti, hanno voluto che Gnam! fosse un momento di festa e di aggregazione soprattutto per i giovani. “Per questo - spiegano -, abbiamo deciso di riservare loro uno sconto del 30 % sull’acquisto della birra. Allo stesso tempo, però, aderendo alla campagna ‘bevi responsabilmente’, regaleremo, simbolicamente, una bibita al guidatore della comitiva (colui che, per mettersi alla guida, si asterrà dal bere), ad ogni tre birre acquistate”.

Nel panorama degli stand italiani ci saranno importanti novità. Dalla Campania giunge la gustosa e ricca mozzarella di bufala. Tra i formaggi, inoltre, sarà possibile assaporare il caciocavallo ‘impiccato’, pronto a sciogliersi lentamente, grazie alla cottura, sul pane tradizionale. Non mancheranno i dolci tipici della pasticceria napoletana, dal babà in varie declinazioni alla pastiera, dalla sfogliatella all’aragostina croccante.

La Basilicata sarà rappresentata dalla sua focaccia tipica, la “strazzata”. Una focaccia rustica originaria della zona di Avigliano: nell’impasto viene aggiunto il pepe nero, dopo essere stato rigorosamente macinato, oppure il lardo (secondo un’altra variante della ricetta). L’impasto finale è fatto riposare fino a una completa lievitazione naturale e, con un buco al centro, viene cotto nel forno a legna. La strazzata è farcita, generalmente, con provolone e prosciutto crudo, ma anche con frittata e peperoni, porchetta, mortadella o creme dolci.

Dalla Sicilia arriveranno le famose arancine, i cannoli preparati con la ricotta fresca e i tipici dolci di pasta di mandorle.

Eccellenza pugliese sono, infine, le bombette della Valle d’Itria. Tra Alberobello e Martina Franca, gli antichi fornelli dei macellai, a tarda sera, si trasformavano in osterie, dove nella brace profumata di legno d’ulivo si cuoceva questo involtino di carne, con all’interno un formaggio canestrato tipico di quest’area. Sempre dalla Puglia, ci saranno i cuoppi di fritti di mare, dal pescato dell’Adriatico, i panzerotti e la stracciata.

L’area internazionale

Visitare Gnam significa anche fare un suggestivo viaggio nelle altre culture gastronomiche. La novità dell’area internazionale, per questa edizione, è il Bbq americano. Il miglior barbecue degli Stati Uniti giunge tra gli stand di Gnam: saranno disponibili i più buoni tagli di carne, marinati con una miscela di spezie segrete e cotti con il legno giusto, per conferire il gusto del vero bbq. Nell’isola internazionale, inoltre, saranno presenti specialità messicane, come tacos e burritos; dalla Spagna, invece, paella e tapas, cotte in due gigantesche padelle e innaffiate di sangria o tinto de verano. Si continua tra le spade infilzate di carni per l’asado argentino, con un nuovo stand tipico, che propone l’antica cottura in verticale; mentre dal Venezuela giungeranno i churros e le arepas. Infine, a grande richiesta, tornano le specialità greche con le ricette originali di moussaka, gyros pita e souvlaki.

Gnam ha un livello della selezione molto elevato sul prodotto tipico, perché, alla base, c’è una scelta altrettanto severa per la partecipazione. Ogni espositore si avvale di prodotti a chilometro zero del proprio territorio. La manifestazione comprende una proposta molto vasta di cibo di strada (tanti sono i piatti anche per vegani e vegetariani), adatta a tutti i gusti e tutte le tasche. Ogni ricetta risponde a rigorose regole di lavorazione, igiene e freschezza.

Gnam! Festival Europeo del Cibo di Strada

Bari, 26-29 aprile 2019 - ingresso gratuito

orari: 26 aprile, dalle ore 18 alle ore 24
           27 e 28 aprile, dalle ore 11 alle ore 24
           29 aprile, dalle ore 18 alle ore 24. 

Pasta Divella in vetrina al Cibus di Parma

PARMA - Dai fusilloni agli strascinati passando per i cavatelli e i prodotti da forno salati come i “Pan Crostini” e i “Croccosfizi”. L’azienda F. Divella S.p.a porterà un pezzo di Puglia a Parma in occasione del Cibus Connect, la fiera dedicata al meglio del food made in Italy in programma 10 e 11 aprile. 

Un’ottima vetrina per la nota azienda di casa nostra che avrà l’opportunità di confrontarsi con 700 espositori provenienti da tutta Italia per un totale di: 900 marchi, 500 nuovi prodotti e professionisti attenti alla salute senza trascurare il gusto. La F. Divella S.p.a partecipa alla manifestazione con un obiettivo preciso: testimoniare l’impegno di un’azienda giunta alla quarta generazione che ha compiuto passi da gigante in termini di qualità, esperienza, evoluzione e ricerca. Diecimila quintali di pasta al giorno per soddisfare le esigenze di tutti i palati e imporsi con determinazione sul mercato nazionale ed estero.

All’interno del padiglione 6 stand E 053 il team aziendale incontrerà per due giorni buyer ed esperti del settore per approfondire tematiche relative al “food revolution” legate alla pasta, per una relazione sempre più stretta tra uomo, tecnologia e cibo come motore di cambiamento e strumento chiave per creare un mondo più sano e sostenibile. Naturalmente non mancherà lo spazio dedicato alla degustazione. Sempre nel padiglione 6, nel Cooking Point 31 il Corporate Chef di casa Divella, Donato Carra darà spazio alla sua creatività con la realizzazione di piatti tipici italiani rigorosamente a base di pasta Divella. In occasione del Cibus Connect l’azienda presenterà i nuovi “Spaghettoni” al bronzo Divella e la linea pasta il ‘Valore della Tradizione’.  

“La nostra presenza al Cibus Connect 2019 di Parma – afferma Francesco Divella, Amministratore Delegato di F. Divella S.p.A - rafforza ancora di più il nostro grande obiettivo, ovvero diffondere la dieta mediterranea attraverso i nostri prodotti di qualità e rappresentare il made in Italy sulle tavole di tutto il mondo, oltre che rappresentare l’opportunità di incrementare la distribuzione e gli accordi di carattere commerciale al di fuori del contesto nazionale e conseguentemente aumentare i propri volumi export nei mercati internazionali”.

Le tradizioni di Pasqua a Bari

di VITTORIO POLITO - Pasqua, per i baresi, è una delle grandi ricorrenze che Giovanni Panza (1916-1994), autore del libro “La Checine de nononne” (Schena Editore), colloca nelle “feste terribele”, ossia tra gli eventi più importanti.

Il preludio della settimana di Passione inizia il venerdì prima della Domenica delle Palme con la processione dell’Addolorata che esce dal Santuario di Sant’Antonio di Bari e percorrendo le vie cittadine raggiunge la città vecchia, quindi la Cattedrale.

La Pasqua a Bari si identifica in usanze antiche e consolidate che si ripetono, resistendo al tempo e alla secolarizzazione della civiltà attuale. Tutti, credenti e non, il Giovedì Santo si dirigono, in serata, “a fare i Sepolcri”, cioè la visita al Santissimo, in almeno tre chiese della città, preferibilmente quelle di Bari vecchia, riunendo la famiglia che sfila silenziosa, insieme con tante altre che si rivedono volentieri per le strade della città che si veste di religioso silenzio, in ossequio al Cristo.

Il Venerdì Santo, quando passa la bellissima statua dell’Addolorata che piange Gesù, l’emozione è forte, nell’aria dolorosa della marcia funebre. Tutti Lo vedono adagiato in una bara di vetro, colma di fiori. Il culto è talmente vivo, che nelle Chiese antiche di Bari vecchia usano ancora disporre sul Sepolcro di Cristo semi di grano e di lenticchie fatti germogliare al buio nelle case dal primo giorno della Quaresima.

Anche l’uovo rappresenta uno dei simboli di Pasqua. Chi da piccolo, il giorno di Pasqua, non ha giocato con le uova sode, accuratamente dipinte da nonne e zie? Venivano deposte in un cesto di vimini, fatto a mano. Ancora oggi il rito si ripete nelle case dei baresi. L’uovo è l’elemento gastronomico principe a Pasqua, lo troviamo nel “benedetto”, un antipasto tipico pasquale e, di cioccolato, nel cosiddetto uovo di Pasqua.

L’uovo rappresenta, forse, il simbolo pasquale per eccellenza. D’altro canto l’uovo è simbolo di rinascita in tutte le religioni, come ricorda Vito Lozito, nel suo libro “Agiografia, Magia, Superstizione” (Levante Editori). L’uovo è simile ad un sepolcro che possiede in sé il germe del rinnovamento. Infatti, sostiene Lozito, «Se proviamo a rompere un uovo fresco di giornata, troviamo che vi è il tuorlo il quale è una sfera gialla simile al sole e l’albume di color bianco è di aspetto lunare. Due simboli fondamentali dell’origine vitale; il sole come eroe maschile, la luna come generatrice».

Il Lunedì dell’Angelo o “Pasquetta”, le campagne dei dintorni baresi si riempiono di tavolini ricoperti di ogni “Ben di Dio”, in genere pizze salate, paste al forno, ecc. L’aria si riempie del buon odore dell’immancabile agnello alla brace. Le condizioni atmosferiche non costituiscono mai un problema: si deve uscire per forza, anche se si ritorna esausti dopo lunghe code in automobile. Ma il barese, si sa, è una “buona forchetta” e riassaporare i menu tradizionali è bello: è Pasqua.

I baresi tengono molto agli auguri di Buona Pasqua, sin dal giorno della Domenica delle Palme che viene onorata dal ramoscello dell’ulivo e/o dalla palma benedetta che vengono messe accanto al Crocifisso o a qualsiasi immagine sacra della casa.

Cosa si mangia a Pasqua?

Secondo i suggerimenti di Giovanni Panza, tra le festività solenni vi è, ovviamente, Pasqua per la quale non ci si può sottrarre dal preparare gustose pietanze, dopo le limitazioni della Quaresima.

Pasqua

- Maccheroni come meglio gradisci;
- Agnello al forno con patatine;
- ‘Benedetto’, che non è un vero e proprio piatto, ma un insieme di pietanze varie (carciofi fritti, uova sode affettate, soppressata e fette di arance affettate, se gradite);
- Verdura cruda;
- Frutta;
- Scarcella;
- Liquore fatto in casa (il famoso rosolio);
- Caffè.

Lunedì dell’Angelo (Pasquetta)

- Minestra di piselli e agnello (bredètte);
- Agnello alla brace;
- Taralli con giulebbe;
- Tutto il resto che serve a completare un pranzo solenne come l’immancabile verdura cruda e quant’altro lo stomaco riesce a sopportare.

Perché “benedetto”? Perché a Bari c’è la tradizione di benedire la tavola e la famiglia da parte del capofamiglia con un ramoscello di ulivo e l’acqua benedetta ricevuta dalla propria parrocchia. Per ‘bredètte’ o ‘verdètte’ si intende la minestra a base di piselli novelli (verdi appunto) con l’aggiunta di uova, ecc. Insomma una specie di agnello in umido.

A tutto ciò oggi si aggiunge l’uovo di cioccolato con all’interno varie sorprese, che sta sostituendo pian piano la tradizionale scarcella.

Non mancheranno fra gli antipasti della Pasquetta, i frutti di mare, soprattutto i ricci, e beninteso, quelli “du pennite” (alga pinnata), che si mangiano con tutta l’erba contenuta all’interno. ‘U pennite’ è una prateria di alghe posidonie della zona costiera a circa 2 metri di profondità, nella quale si pescano (o si pescavano), ottimi ricci.

E a questo punto non mi resta che augurarvi Buona Pasqua e Buon appetito!

Cibus al via: 500 nuovi prodotti in esposizione

PARMA – Aprirà mercoledì 10 aprile la fiera Cibus Connect, che rimarrà allestita fino all’11 aprile. 900 marchi, 700 espositori, 10.000 operatori e buyer attesi, di cui 3.000 dall’estero, 500 nuovi prodotti in esposizione. Alla conferenza di apertura interverranno Gian Domenico Auricchio, Presidente di Fiere di Parma e Ivano Vacondio, Presidente di Federalimentare, e sono attesi Gian Marco Centinaio, Ministro delle politiche agricole e alimentari e Dario Galli, Vice Ministro del Ministero dello Sviluppo Economico.

In fiera verranno esposti 500 nuovi prodotti, la cui lista completa sarà pubblicata sul sito Cibus.it e sulla App Cibus, a partire dall’8 aprile. I Top 100 Prodotti Premium, selezionati da una giuria tecnica, saranno esposti nello spazio Cibus Innovation Corner, all’interno del Padiglione 6. Qui verranno esposti anche i prodotti premium a marchio del distributore delle maggiori insegne distributive: Coop, Conad, Esselunga, Auchan, Carrefour, Selex, Despar, Pam, Crai, D.It, SUN.

La rilevante quantità di nuovi prodotti in esposizione a Cibus Connect conferma l’impegno dell’industria alimentare italiana a reinterpretare la tradizione gastronomica del Paese, adattandola alle richieste dei consumatori, di prodotti attenti alla salute ma anche di gran gusto.

Nel comparto pasta è possibile citare, come esempio: la pasta senza glutine con farina di lenticchie e riso (Dialcos); i fusilli con farina di piselli verdi (Newlat); la pasta di riso e cavolo verde riccio (Farmo); i tortelli con foie gras e fichi caramellati (Canuti); i paccherini al bergamotto (Rustichella d’Abruzzo); la pasta integrale bio (Del Verde); i ravioli con pancetta e Grana Padano (Fini).

Tante le novità nel settore dei condimenti: il sugo al gambero rosso di Mazzara (Campo d’Oro); il pesto bio al chili (Polli); il pesto di zucchine (Costa Ligure); il nero di seppia (Menù); la polvere di funghi porcini secchi da versare sui piatti (Oliveri); le verdure fruttate, come peperoni all’arancia o cetriolini alla mela (Coelsanus); l’aceto di melograno (De Nigris); le olive Nocellara del Belice con zenzero (Coppini).

Nel dolciario: i wafer senza zuccheri, con maltivolo (Lago); i biscotti bio con melagrana (Di Leo); il panettone con cioccolato fondente e crema al caramello salato (Loison); il cioccolato fondente con lampone e mandorla (Elah Dufour); il cornetto con farina di legumi (Forno d’Asolo); il gelato bio con miele di acacia (Conapi).

Numerose le novità anche nei settori del lattiero caseario e dei salumi: lo yogurt vegetale bio da riso integrale (Frescolat); i formaggi con curcuma (Botalla); la burrata affumicata (Delizia); l’erborinato con caffè in crosta (Guffanti); la crema di pecorino spalmabile con zafferano e pepe (Si.For.); il latte di mandorla bio (Poli.Com); il salame con finocchietto e cumino (Levoni); il prosciutto antibiotic free (Coati); il prosciutto di Parma da allevamenti senza antibiotici (Devodier).

E ancora: la farina di goji e la farina di moringa (Sud Energy); la piadina funzionale con Beta-glucani dell’avena che riducono il colesterolo (Ruggeri); la pizza al cavolfiore biologico (Galati); il puree di frutta (Alce Nero); la birra ambrata al tartufo (Birrificio C&C); i filetti di tonno con curcuma e pepe nero (L’isola d’oro).

Cibus Connect non è solo esposizione di prodotti: qui si incontra tutta la filiera agroalimentare per approfondire le tematiche d’interesse e delineare le strategie commerciali future.

Alla opening session del 10 aprile verrà presentato il “Rapporto sulla competitività dell’agroalimentare nel Mezzogiorno”, realizzato da Ismea e Cibus in collaborazione con Federalimentare. Saranno analizzati gli scenari che si aprono per le imprese agroalimentari del Mezzogiorno rispetto al mercato interno ed estero.

Nel pomeriggio del 10 si terrà il workshop "Dal category management al supply chain management: i best case internazionali di collaborazione tra distribuzione e industria agroalimentare", co-organizzato con PwC, primaria società di consulenza, e i periodici Mark Up e Gdoweek, con gli interventi di autorevoli esperti internazionali. PwC presenterà il punto di vista di 1.378 Ceo e 250 Retailer in 91 Paesi nel mondo sul livello di fiducia nella crescita globale e del proprio business, insieme alle principali sfide che li attendono nel prossimo futuro e le strategie per affrontarle, con focus sull'internazionalizzazione. Saranno inoltre presentate le abitudini d'acquisto dei consumatori in ambito grocery emerse dalla 10° Global Consumer Insight Survey di PwC condotta su oltre 21.000 consumatori in 27 Paesi.

Nella mattina dell’11 aprile il workshop “Premium brand e premium store brand: drivers di sviluppo del retail food”, in collaborazione con il Gruppo Food.

Nel pomeriggio il convegno, organizzato da Deloitte, su “La promozione dei prodotti italiani nella grande distribuzione internazionale”. Dallo scaffale al carrello: le promozioni combinate e “cross-category” di successo dei prodotti italiani per lo sviluppo delle vendite nei punti di vendita della grande distribuzione internazionale. Nel parterre tecnici e retailers.

Dentro il quartiere fieristico sono diverse le aree speciali: come quella dedicata ai produttori di Slow Food; la Cibus Buyers Lounge dove si svolgono gli incontri business tra buyer ed espositori; le due grandi aree showcooking; lo Start Up Lab. In quest’ultimo spazio sarà possibile incontrare 9 start up che operano nel campo della “food revolution” per una relazione tra uomo, tecnologia e cibo, come motore di cambiamento e strumento chiave per creare un mondo più sano e sostenibile. Star Up Lab è curato da Future Food Institute in collaborazione con Federalimentare, ICE Agenzia e Crédit Agricole.

I visitatori di Cibus Connect potranno anche partecipare al fuori Salone “Cibus Off”, promosso dalla città di Parma, Creative City of Gastronomy per l'Unesco, dal 6 al 14 aprile 2019. Cibus Off prevede degustazioni delle eccellenze eno-gastronomiche di Parma ed iniziative culturali nelle strade e nelle piazze della città.

Settimana Santa: a Taranto la presentazione del progetto 'Palato è Passione'

TARANTO - Domani al Mudi, ore 10.30, ci sarà la presentazione del progetto “Palato è Passione”, Cultura culinaria tra percorsi urbani e tradizioni della Settimana Santa, Il progetto dell’associazione Terra ha vinto un bando InPuglia365 (programma di PugliaPromozione) e punta alla costruzione di prodotti turistici da proporre e realizzare “fuori” stagione.

Alla conferenza stampa di domani parteciperanno il presidente di Terra, Antonio Santacroce, l’assessore alla Cultura del Comune di Taranto, Fabiano Marti, il direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici e direttore del MuDi don Francesco Simone, e i rappresentanti delle realtà che hanno collaborato al progetto, Associazione Taranto Centro Storico, associazione Obiettivo Borgo Antico, Masseria Urbana.

“Palato è Passione” gode del patrocinio del Comune di Taranto e della Fondazione Matera-Basilicata 2019.

A Lecce arrivano i FoodChangers

LECCE - Celebri come popstar. Carismatici come rockers. Arringano le folle, lanciano parole d’ordine, dettano la linea. La cucina è il centro di gravità permanente per mezzo della quale i cuochi veicolano messaggi che vanno oltre i fatti alimentari, incidendo nella quotidianità dei territori e sulla vita del pianeta. E saranno i #FoodChangers, i luoghi e i cuochi che cambiano il mondo, i protagonisti dell’edizione numero due di FoodExp · food life experience, evento aperto al pubblico dedicato alla ristorazione, alla cucina e all’hospitality d’autore che si terrà a Lecce dal 15 al 17 aprile 2019 nella dimora quattrocentesca Torre del Parco, monumento-simbolo della città.

VISIONI - Per l’edizione 2019 FoodExp amplia le proprie prospettive senza cambiare pelle, osando in profondità e puntando dritto al cuore della questione: e il cuore non è il cibo, il cibo è lo strumento. Non lo spettacolo esausto dei cooking show, ma storie, visioni e metodi applicati da cuochi, sommelier, produttori di cibo e di vino in grado di spingere il cuore oltre il perimetro del proprio ristorante e del peculiare interesse imprenditoriale, spingendo sul tasto della crescita collettiva, della ricerca che svela i luoghi a se stessi, creando nuovi paradigmi, costruendo comunità e rinsaldando i legami sociali. Segnando una tappa ulteriore nella traiettoria ideale che unisce la lotta allo spreco e all’insicurezza alimentare di Food for soul di Massimo Bottura e Lara Gilmore, alle ricerche per proteggere la foresta amazzonica e le popolazioni indigene di Mater Initiative con Virgilio Martinez. Cook the mountain a Cookin'Med, i progetti messi in opera da Norbert Niederkofler in Alta Badia e da Pino Cuttaia in Sicilia, i cuochi-custodi della montagna e del mare. FoodExp vuole essere il punto di raccordo di tutte le buone pratiche gastronomiche, rilanciando le parole d’ordine di una comunità planetaria che muove i passi nella stessa direzione, tentando di trasformare il mondo in un posto più ospitale, e più felice. 

FOODCHANGERS - Aimo Moroni (Il Luogo di Aimo e Nadia, Milano), ovvero il padre putativo di tutte le materie prime di memoria contadina e marinara, elevate al rango dell’alta cucina. Corrado Assenza (Caffè Sicilia, Noto – Siracusa), il pasticciere resiliente che ha riscritto la storia della pasticceria utilizzando gli zuccheri della frutta e della verdura, demolendo i confini fra dolce e salato. Riccardo Canella e David Zilber (Noma, Copenaghen), braccio destro e sinistro di Renè Redzepi nella ricerca della New nordic cuisine, la cucina che non c’era e che oggi dialoga alla pari, in termini di fama, con la Dieta Mediterranea. Franco Pepe (Pepe in grani, Caiazzo), ha riscritto la storia della pizza traguardandola nel futuro anteriore, capitanando la rinascita di un piccolo paese del Sud. Josko Gravner (Gravner vini, Oslavia – Gorizia), è il profeta del vino naturale, vinifica in recipienti di terracotta interrati, un processo di ritrovata osmosi naturale tra terra e uva, fra vignaiolo e natura. Vincenzo Donatiello (Piazza Duomo, Alba – Cuneo) voce della cucina di Enrico Crippa, già Miglior Sommelier Junior d’Italia, dal 2013 nella casa nobile della famiglia Ceretto: il primo ingresso lo ha fatto che aveva 28 anni, “prova provata che la ristorazione è il regno della meritocrazia”. I giovani protagonisti del rinascimento della cucina calabrese, lavorano into the wild e hanno spazzato via i luoghi comuni che inchiodano la Calabria a ‘nduja e soppressata, ovvero Nino Rossi (Qafiz, Santa Cristina d’Aspromonte – Reggio Calabria), Antonio Biafòra (Biafora, San Giovanni in Fiore – Cosenza), Caterina Ceraudo (Dattilo, Strongoli – Crotone), Luca Abbruzzino (Cava cuculera nobile - Catanzaro). Valentino Palmisano (Vespasia di Palazzo Seneca, Norcia - Perugia), il cuoco-simbolo della ricostruzione di Norcia dalle macerie del terremoto. Gli autori della nuova trattoria italiana, prezzi pop, grandi materie prime, sala capace di narrare la cucina e la religione dell’ospitalità, quella che faceva grandi le insegne e gli osti di una volta: Diego Rossi (Trippa, Milano), Francesca Barreca e Marco Baccanelli (Mazzo, Roma), i fratelli Vincenzo e Francesco Montaruli (Mezza Pagnotta, Ruvo di Puglia – Bari).

FoodExp è un evento aperto al pubblico ideato e organizzato da Sinext di Giovanni Pizzolante in collaborazione con la giornalista Sonia Gioia. 

Gastronomia pugliese: i giovani alla scoperta di segreti di Martinucci Srl

LECCE - Riprendono anche per il 2019 i viaggi del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Lecce alla scoperta delle realtà imprenditoriali d’eccellenza del territorio salentino, in collaborazione con il Laboratorio di Ingegneria Economico-gestionale dell’Università del Salento, coordinato dalla professoressa Giuseppina Passiante.

I componenti del Gruppo, insieme agli studenti del corso di Tecnological Entrepreneurship afferente la Laurea magistrale in Management Engineering, accompagnati dai professori Pasquale Del Vecchio e Giusy Secundo, avranno l’opportunità giovedì 28 marzo 2019 alle ore 11.00 di vivere e assaporare una delle realtà più golose della nostra provincia: Martinucci srl, Maestri pasticceri dal 1950.

Il percorso partirà dal laboratorio di Specchia, per poi spostarsi negli stabilimenti limitrofi di Presicce: un totale di 75mila metri quadrati di pura dolcezza.

“Con grande entusiasmo – afferma il presidente del Gruppo Giovani Alessio Tundo – affrontiamo questa nuova esperienza, curiosi di confrontarci con un mondo di sapori e di grandissima qualità. Martinucci srl ha una storia importante, frutto dell’impegno e del coraggio dei suoi fondatori e della capacità dei nipoti di farla crescere ed eccellere nel campo della gelateria e dei prodotti da forno. Un’impresa che ha creduto nei valori e nelle potenzialità della famiglia, che nel corso del tempo ha saputo sviluppare tecniche di produzione di altissimo livello, oltre a sperimentare connubi di gusto e sapore di grande successo”.

Tre sono i punti cardine dell’attività di Martinucci srl: tradizione, innovazione e attenzione per il cliente. “E’ possibile infatti – commenta Rocco Martinucci – attingere e imparare dalla storia per costruire il futuro. Su questo assioma si fonda la filosofia dell’azienda, che si impegna a coniugare il prestigio del prodotto dolciario nel rispetto della tradizione e dell’innovazione. Il rinnovamento per Martinucci coincide fondamentalmente con la passione per il lavoro e il continuo desiderio di migliorare prodotti e servizi, in modo da soddisfare ogni esigenza del cliente. Ultimamente, per esempio, l’azienda ha creato una linea a bassissimo contenuto glicemico per far fruire ogni dolce occasione anche a coloro che non devono esagerare con lo zucchero. Si tratta dei prodotti ‘Felicemente dolci’ che regalano gusto e tanta soddisfazione, poiché la vita è fatta… anche di piccole e grandi dolci occasioni!”.

'Puglia Food Awards’: aperte le iscrizioni per il premio delle eccellenze enogastronomiche

BARI - Sono aperte le iscrizioni per la seconda edizione dei ‘Puglia Food Awards’, i premi assegnati ai produttori e alle eccellenze enogastronomiche rigorosamente made in Puglia.

Chef, imprese e ristoranti possono candidarsi ad una delle dieci categorie di prodotti, ovvero vino, olio, pasta, pane e taralli e friselle, formaggi, salumi, birra artigianale, distillati e liquori, dolci, conserve alimentari. I vincitori dei ‘Puglia food awards’ godranno di un bollino di eccellenza strategico nelle attività di marketing e promozione.

La manifestazione, organizzata dell'Associazione Culturale Italy Food Awards, nasce con l’obiettivo di individuare, gratificare e premiare le eccellenze enogastronomiche del territorio regionale, nonché il lavoro di chi contribuisce allo sviluppo e alla conoscenza dei singoli prodotti. I Puglia Food Awards vogliono essere un’occasione per riunire in una speciale serata i protagonisti del mondo agroalimentare, che contribuiscono a tenere alto il nome della Puglia nel mondo, portando sulle tavole prodotti di altissima qualità.

“La manifestazione è un’ottima opportunità di promozione per gli operatori del settore – commenta l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo di Gioia - e un’occasione per dare risalto e valore allo straordinario patrimonio enogastronomico pugliese. Ringrazio pertanto gli organizzatori e tutti coloro che, attraverso eventi dedicati, contribuiscono a promuovere, tutelare e valorizzare, anche in un'ottica turistica, le tipicità agroalimentari, che sono la cultura, la storia, l’identità di persone e territori della nostra regione”.

I giudici e i presidenti della giuria - uno per categoria – saranno selezionati tra i massimi esperti nel mondo dell’agroalimentare: giornalisti di settore, addetti ai lavori, rappresentanti delle associazioni di categoria, ristoratori e lo faranno attraverso una degustazione alla cieca per garantire il massimo della trasparenza e dell’imparzialità. Il compito della giuria sarà quello di premiare le migliori aziende pugliesi, dando loro la possibilità di farsi conoscere ai consumatori e ai buyer.

La cerimonia di premiazione si svolgerà durante una serata di gala il prossimo 7 giugno a Bari. L’evento vedrà la partecipazione di produttori, buyer, autorità, giornalisti e addetti ai lavori e godrà della partnership tecnica e del patrocinio di soggetti privati e pubblici, tra cui la Regione Puglia. Il premio 'Puglia Food Awards' nasce per celebrare l’impegno e la competenza nel settore agroalimentare, in questo momento in grande ascesa e con forti prospettive di sviluppo nel mercato estero. 

Le candidature si possono presentare fino al 25 maggio 2019 compilando il format on line disponibile sul sito webwww.pugliafoodawards.com.

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