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A Lecce seconda Giornata di 'FoodExp', emergenti in gara e big chef sul palco

LECCE - Seconda giornata di FoodExp domani, martedì 19 giugno, a Torre del Parco (Lecce), e si entra subito nel vivo del programma della rassegna, imperniata sulle grandi esperienze di rango nazionale e internazionale nell’ambito dell’hospitality e della ristorazione d’autore e ideata da Giovanni Pizzolante -  consulente operativo nel campo dell’hospitality management da 30 anni a capo del gruppo Sinext -  e realizzata con il sostegno e la  collaborazione della Regione Puglia.

Obiettivo della manifestazione, infatti, creare connessioni virtuose tra il mondo food&wine di Puglia e professionisti nazionali e internazionali che hanno già maturato sul campo esperienze prestigiose di settore; l’accento della manifestazione è quindi collocato sulla formazione e sulla necessità, per i talenti emergenti di Puglia, di mutuare appunto le best practice in materia. Numerosi infatti gli ospiti arrivati nel Salento per raccontare le loro case histories ai giovani alle prime armi e ai millennials pugliesi che muovono i primi passi in sala o in cucina, cui è dedicata la sezione Premi, con tre concorsi ideati da Witaly, dal critico-ingegnere Luigi Cremona e dalla giornalista Lorenza Vitali e tarati sulla Puglia e su FoodExp.

A contendersi infatti il primo posto del Premio Chef Emergente Puglia under 30, che darà diritto al vincitore di partecipare alle selezioni regionali del Centro Sud, Domenico di Tondo, al timone del ristorante “Le Lampare Al Fortino” a Trani; Giovanni Lorusso, fondatore di 31.10 Osteria Lorusso a Bisceglie; Jakopo Simone, responsabile della cucina dell’agriturismo Murà di Altamura; Marco Zoppicante, chef del “Kucina food experience” di Foggia; il salentino Matteo Romano; Savino Benizio del ristorante “Antichi sapori” di Montegrosso d’Andria; Simone Solido, chef del ristorante del prestigioso La Fiermontina  Hotel Urban Resort di Lecce; Vincenzo Montaruli, ideatore e chef di “Mezza pagnotta”, cucina etno-botanica a Ruvo di Puglia. Sempre domani è in programma la prima prova del Premio Pizza Chef Emergente Puglia Under 35; presenta Luigi Cremona, partecipano Andrea Giordano di “Lievito 72” (Trani),  Antonio Manuel Greco del “Martinello” di Giurdignano, Cristiano Taurisano per “Luppolo e Farina”,  Latiano; Daniele Cito per la pizzeria “Big Ben” di Spongano; Michel Greco per “14/89 Food Pop” (Gallipoli); Mino D’Alò, “Le Macare”,  Alezio; Simone Ingrosso di “Pizzeria Dei Mille”, Corigliano.

Festa della Repubblica: Puglia ospite d'onore a Washington, finger food e vini pugliesi per 'Piazza Italia'

BARI - Quest’anno è stata scelta la Puglia per ‘Piazza Italia’ a Washington nella sede dell’Ambasciata Italiana. Alla festa hanno partecipato oltre 1.000 invitati, opinion leaders di rilievo della capitale statunitense, rappresentanti della Pubblica Amministrazione, membri del Congresso, imprenditori e investitori, magistrati della corte suprema, giornalisti italiani ed internazionali.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di celebrare l’Italia e di promuoverne l’immagine valorizzando le eccellenze turistiche, eno-gastronomiche e del Made In Italy, anche grazie alla presenza di numerose aziende italiane sponsor della manifestazione. Quest’anno è stata la Puglia l’ospite d’onore, grazie all'Assessorato all'Agricoltura della Regione Puglia che ha individuato due aziende vinicole pugliesi che hanno contribuito all'evento grazie ad una degustazione dei loro prodotti (700 bottiglie in totale). L'iniziativa, che si inserisce nel piano di attività di promozione e comunicazione del Piano Strategico “Puglia365”, è stata brandizzata Puglia grazie all'agenzia regionale del turismo Pugliapromozione che ha “raccontato” la destinazione tramite la proiezione di video sulle bellezze e gli attrattori turistici regionali e la distribuzione di materiale informativo.

“La Festa della Repubblica dell’Ambasciata italiana a Washington - dichiara il presidente della regione Puglia Michele Emiliano - ha rappresentato un’occasione unica di promozione per la Puglia, dandole grande visibilità in contesti esclusivi e molto partecipati da un pubblico potenzialmente interessato a conoscere e visitare la regione”.

Nel 2017 il mercato statunitense ha fatto registrare un incremento dei flussi di incoming pari al 6,1% negli arrivi ed al 19,5% nei pernottamenti (fonte: elaborazione Osservatorio Pugliapromozione su dati provvisori SPOT), consolidandosi come mercato di riferimento fra i primi 5 al mondo per la Puglia.

“L’ambasciata italiana a Washington ha festeggiato coi vini pugliesi la Festa della Repubblica e il suo tweet ufficiale è un invito a fare la vacanza dei sogni nella bellissima Puglia! Ma non finisce qui - dichiara l’assessore alla Cultura e Turismo Loredana Capone - La Puglia sarà nuovamente ospite d'onore in occasione della cena annuale di gala della NIAF, National Italian American Foundation,  il 13 ottobre  prossimo e sarà protagonista della terza settimana della cucina italiana negli Stati Uniti, dal 12 al 16 novembre 2018,  nelle sedi dei  consolati generali: Washington, New York, Boston, Los Angeles, Miami, San Francisco, Chicago, Detroit, Houston e Filadelfia”.

“Il vino pugliese è uno dei simboli dell’eccellenza della nostra regione - dichiara l’assessore all’Agricoltura Leonardo Di Gioia - bellissimo il riconoscimento ricevuto in una occasione internazionale così prestigiosa, un motivo di orgoglio che premia la qualità e l’autenticità dei nostri sapori, dei nostri profumi e, soprattutto, premia lo straordinario percorso dei produttori pugliesi”.

'Gnam!', al via a Bari il Festival europeo del cibo di strada

BARI - La rassegna comprende il meglio del panorama nazionale e internazionale, con cibo e preparazioni di qualità elevata ed espositori pluripremiati. L'eccellenza dello street food, con un'accurata selezione di tutti gli espositori, troverà spazio nelle giornate dal 18 al 21 maggio, in viale Einaudi, ingresso Parco Due Giugno, a Bari. In quattro giorni, i visitatori potranno seguire i percorsi del gusto e assaporare nuove scoperte tra gli stand, ricchi di tipicità culinarie. La manifestazione, che ha iniziato nel 2014 il suo tour di sapori in giro per l’Italia e conquistato anche il patrocinio di Expo, dopo città come Roma e Milano ha scelto Bari per continuare a proporre il meglio dello street food italiano ed internazionale. L'iniziativa gode del patrocinio del Comune di Bari e del Municipio 2. L’evento si propone di valorizzare la conoscenza delle tradizioni alimentari come elementi culturali ed etnici, puntando sulla biodiversità e sulla genuinità dei prodotti agro-alimentari tipici regionali. Agli ospiti, sarà offerta la possibilità di degustare e scoprire prodotti tipici regionali introvabili e i piatti internazionali più famosi, in vere e proprie isole gastronomiche, nelle quali osservare dal vivo la preparazione delle ricette più golose e ascoltare il racconto dei produttori.

L’area Italia

Eccellenza pugliese sono le bombette della Valle d’Itria. Tra Alberobello e Martina Franca, gli antichi fornelli dei macellai, a tarda sera, si trasformavano in osterie, dove nella brace profumata di legno d’ulivo si cuoceva questo involtino di carne, con all’interno un formaggio canestrato tipico di quest’area. Un mastro fochista dell’associazione “Quelli della Bombetta” segue, dal principio, il tour attirando, nel tempo, l’attenzione dei media di tutto il mondo. Sempre dalla Puglia, ci saranno i cuoppi di fritti di mare, dal pescato dell’Adriatico, i panzerotti e i pasticciotti.

Dalla Sicilia arrivano i famosi pane e panelle, pane ca’ meusa, cannoli, preparati con la ricotta fresca, le arancine di vario tipo dell’Antica Focacceria San Francesco: un nome noto in tutto il mondo, una vera e propria icona del gusto, ai cui tavoli sedevano costantemente gli scrittori Leonardo Sciascia e Luigi Pirandello. In tempi recenti è stata frequentata anche dai giudici Falcone e Borsellino, diventando, per questo, un simbolo della lotta alla mafia. Dalla Campania giungono la gustosa e ricca mozzarella di bufala, ma anche i dolci tipici della pasticceria napoletana, dal babà in varie declinazioni alla pastiera, alla sfogliatella e aragostina croccanti. Dal Centro Italia, arrosticini abruzzesi preparati direttamente dall’allevatore ovino, che cura tutta la lavorazione della carne. Non mancheranno le olive ascolane; il Molise presenterà, invece, il caciocavallo impiccato, pronto a sciogliersi sul pane dop. La carne di chianina è protagonista con gli hamburger anche per piccoli (il cittino è memorabile), ma dalla Toscana sarà possibile assaggiare anche il famoso lampredotto (bollito in loco). Lo gnocco fritto con gli affettati emiliani dop è da assaggiare, condito dalla simpatia dello chef, che lo prepara e non vuole condividere con nessuno la ricetta segreta della nonna.

L'area internazionale

Visitare Gnam! Festival Internazionale del Cibo di Strada significa anche fare un suggestivo viaggio nelle altre culture gastronomiche. Nell’isola internazionale, infatti, saranno presenti specialità messicane come tacos e burritos; dalla Spagna arriveranno invece paella e tapas, cotte in due gigantesche padelle e innaffiate di sangria o tinto de verano. Si continua tra le spade infilzate di carni per l’asado argentino; dal Venezuela si potranno assaggiare i churros e le arepas. Nello stand Ungheria si potranno, invece, gustare i famosi dolci kurtoskalacs. Infine, le specialità giapponesi, con le ricette originali dei buns di stracotto di maiale, buns di gamberi, gamberoni in tempura, polpettine di polpo fritte, pollo fritto karaage e dorayaki, i dolcetti di Doraemon.

Gnam! ha un livello della selezione molto elevato sul prodotto tipico, perché alla base c’è una scelta altrettanto severa per la partecipazione. Ogni espositore si avvale di prodotti a chilometro zero del proprio territorio. La manifestazione propone una scelta molto vasta di cibo di strada (tanti sono i piatti anche per vegani e vegetariani), adatta a tutti i gusti e tutte le tasche. Ogni ricetta risponde a rigorose regole di lavorazione, igiene e freschezza.

Gnam! Festival Europeo del Cibo di Strada, Bari, 18-21 maggio
orari: 18 maggio, dalle ore 18 alle ore 24
19 e 20 maggio, dalle ore 12 alle ore 24
21 maggio, dalle ore 18 alle ore 24

Taranto, musica e gusto con 'Rossini Gourmet'


TARANTO - La musica di Gioachino Rossini e la passione del gusto si incontrano per l’evento “Rossini Gourmet”. Gran finale per la stagione concertistica dell’Orchestra ICO della Magna Grecia “Eventi Musicali” martedì 29 maggio alle ore 21 al Teatro Orfeo.

In occasione dei 150 anni dalla scomparsa del grande compositore italiano, padre di capolavori come “Il barbiere di Siviglia”, l’ICO lo ricorderà in una serata dal sapore indimenticabile. Il baritono Bruno Praticò, uno dei più grandi interpreti della musica rossiniana, calcherà il palco dell’Orfeo affiancato dal baritono Gabriele Nani, accompagnati dall’Orchestra della Magna Grecia diretta dal Maestro Lorenzo Passerini. Un viaggio tra musica e cibo guidato dallo chef cibosofo Federico Valicenti che farà scoprire la vena leggera ma di rilievo della passione di Rossini per la cucina. Un musicista gourmet che portò il suo amore anche tra le note e che sarà sviscerato con le spiegazioni del famoso chef e con l’esecuzione di una suite degli 8 brani di Rossini dedicata ad altrettanti alimenti: Mandorle, uva, noci, fichi, ravanelli, acciughe e burro.

Il pubblico dopo aver ascoltato la musica e gli aneddoti potrà deliziarsi con una degustazione tematica che sarà offerta dopo il concerto. La cucina del ristorante Giando sarà messa a disposizione del cibosofo Valicenti per la preparazione dei manicaretti.

“La mia cibosofia è il racconto dei territori attraverso il cibo” è il motto dello chef cibosofo Federico Valicenti. È presente in tutte le guide d’Italia e si definisce un “cibosofo” perché filosofo del cibo e della sua cultura. Valicenti vanta 18 pubblicazioni e numerosi riconoscimenti, tra cui la Guida Michelin, il Gambero Rosso, Slow Food e Touring Club. Ha fatto parte della giuria finale del noto programma televisivo “Masterchef” come giudice ospite della semifinale della terza stagione, dove una concorrente ha dovuto ricreare la sua famosa “trippa risottata”.

Bruno Praticò è un basso-baritono e artista poliedrico, considerato tra i maggiori interpreti dei ruoli da basso buffo.

Con all'attivo più di cento ruoli debuttati, il suo ampio repertorio va dal Settecento napoletano, passando per Mozart e Rossini, fino a Bellini, Donizetti, Verdi e Puccini. La sua versatilità lo ha portato ad affrontare il repertorio del Novecento fino ad essere interprete di diverse opere contemporanee.

Nel 1998 gli è stato assegnato il premio Rossini d'oro per la sua interpretazione del ruolo di Don Magnifico ne “La Cenerentola” di Rossini.

Gabriele Nani, baritono, tra i vincitori del concorso televisivo di Rai 1 “Tour de Chant”, dove si distingue per le sue interpretazioni di “Figaro” di Mozart e Rossini. Nel 2014 è protagonista del film/cortometraggio “Il sogno di Rigoletto” per la regia di Mauro Maletti e del cortometraggio “Il Barbiere oggi è tutto” di Angelo Radicchi, finalista Premio "L'anello debole" al Capodarco corto film Festival.

Giovane e talentuoso, il Maestro Lorenzo Passerini, nato a Morbegno nel 1991, come trombonista ha intrapreso tournée in tutto il mondo. Parallelamente alla professione da strumentista, nel 2010 ha iniziato lo studio della direzione d'orchestra. È fondatore dell'Orchestra Antonio Vivaldi.

Il concerto è organizzato dall’Orchestra ICO Magna Grecia e Comune di Taranto, Regione Puglia e Mibact, in collaborazione con il ristorante Giando. Main sponsor: Ubi Banca, Shell, Fondazione Puglia, Programma Sviluppo e Baux Cucine.

Biglietti: 

Poltronissima 40 euro
Platea centrale e prima galleria 30 euro
Seconda e terza galleria 20 euro.

Gli abbonati che rinnoveranno o acquisteranno l’abbonamento entro la conclu-sione della stagione 2017/2018 avranno uno sconto speciale per la nuova ed emozionante stagione musicale.

Per biglietti e informazioni: a Taranto presso Orchestra della Magna Grecia, in via Tirrenia n.4 (099.7304422), in via Giovinazzi n.28 (cell. 392.9199935) o da Basile Strumenti Musicali, in via Matteotti n.4 (099.4526853).
www.orchestramagnagrecia.it

Il biologico di Puglia e Basilicata vola a Parma per la 19° edizione del Cibus

PARMA - Innovazioni di processo e di prodotto, con importanti investimenti sul biologico (consumato abitualmente o saltuariamente da quasi quattro italiani su cinque con reddito non necessariamente elevato secondo una recente ricerca Doxa) e su un'agricoltura sempre più sostenibile, per l'oleificio Nicola Pantaleo di Fasano, il biscottificio Di Leo Pietro di Matera e il pastificio Riscossa di Corato.

La Pantaleo (www.pantaleo.it), tra le prime imprese industriali del settore oleario in Italia ad aver chiuso l'intera filiera produttiva con un investimento di sette milioni di euro, da oggi è anche tra le prime a tracciare il prodotto dalla pianta alla bottiglia. Grazie a un innovativo QR-Code in etichetta il consumatore può conoscere, infatti, la localizzazione geografica dell'area di provenienza delle olive oltre che i dati analitici e le proprietà organolettiche dei due nuovi oli extravergine biologici: ‘Pantaleo Young’ per i canali ho.re.ca. e retail e  ‘Biologico’ per il mercato USA. Inoltre, la bottiglia da 250 millilitri dell’olio Young si caratterizza per le dodici differenti etichette disegnate da vignettisti e artisti italiani (tra i quali Valerio Marini, Paolo Ruta e Giuditta Parisi), colorabili e collezionabili dai bambini. Le due nuove referenze di olio EVO biologico sono protagonisti di ricette pugliesi di mare e di terra preparate dallo chef Dario Schina.

La Di Leo Pietro (www.dileo.it), realtà con origini nel 1663 ad Altamura e oggi impegnata nella produzione di biscotti nello stabilimento di Matera, ha presentato i nuovissimi FATTINCASA Bio con melagrana e i 'Gusto equilibrato', primo biscotto certificato italiano frutto dell'accordo di filiera con Coldiretti Basilicata. L’azienda ha, infatti, iniziato a impiegare grano varietà ‘Bramante’ - generalmente coltivato in pianura padana - seminato e coltivato da 10 produttori cerealicoli su 130 ettari del materano, per la produzione dei Fattincasa ‘Gusto equilibrato’ con latte fresco lucano, per un biscotto a chilometro zero e con seme di prima riproduzione certificato dalla Società italiana Sementi. Di Leo ha ospitato lo chef Matteo Seveso, campione street food 2017 e 2018, per degustazioni e consigli su colazioni sane, gustose e salutari.

Riscossa (www.riscossa.it ), realtà pugliese che produce pasta di semola di grano duro dal 1902, ha presentato alla manifestazione parmense la nuova pasta di semola da agricoltura biologica con grano duro 100% italiano volta a soddisfare le richieste sempre crescenti di consumatori attenti a un’alimentazione sana e a una cucina di qualità. La fiera è stata anche l'occasione per l'azienda pugliese, - che nel 2017 ha vissuto un boom dell'export, cresciuto del 20% - di presentare la nuova veste grafica della linea classica di pasta secca, un nuovo pack per rendere l’immagine di marca più in linea con il crescente livello di qualità del prodotto acquisito negli ultimi anni.

Villaggio Coldiretti, trionfa il cibo 'made in Italy'

di DONATO FORENZA - Uno straordinario successo ha coronato l’evento “Villaggio Coldiretti a Bari”, conclusosi recentemente, e che ha fatto registrare una mirabile poliedricità di visitatori. Oltre 200 stand, caratterizzati da aree del gusto, laboratori, mercati di agricoltori, nuove tecnologie, street food, stalle e agriasili; inoltre, le fattorie didattiche, gli orti, la riscoperta della valenza degli antichi mestieri, aspetti della pet therapy, trattori, e altri parametri correlati all’alimentazione, innovazione e solidarietà hanno determinato una notevole capacità attrattiva nel variegato pubblico e tra gli addetti ai lavori. Infatti, è stata rilevante la presenza di circa ventimila agricoltori, imprenditori agricoli, coltivatori diretti, associazioni varie di Puglia, Basilicata e Calabria. Riteniamo che il “Villaggio” in Puglia abbia contribuito alla sensibilità degli italiani verso stili di vita sani e in armonia con la Natura.

L’agricoltura italiana può contribuire alla smart economy, con qualità, sostenibilità e sicurezza alimentare a livello europeo e mondiale; è meritoria l’opera della Coldiretti presieduta da Roberto Moncalvo. La ricchezza di sapori e saperi enogastronomici, emergenti nei caratteristici stand, dotati di valenze olfattife e cromatiche, ha catturato la percezione plurisensoriale di bimbi, adulti ed esperti, in virtù di una cospicua offerta di centinaia di prodotti tipici. Mediante l’offerta generosa di assaggi di succhi di bergamotto, salumi, formaggi, dolci e biscotti, molte persone hanno gustato nuovi prodotti..

Particolare rilevanza ha assunto la necessità di chiedere alla UE l’etichettatura d’origine su tutti i prodotti alimentari. Successo di presenze per il primo “Open day dell’agricoltura”, con storie vive, volti e idee innovative di giovani che, nei territori rurali, hanno creato nuova vita, lavoro e progetti. La poliedricità alimentare ha riscosso vivo successo con piatti famosi, tra i quali la patata fritta di Galatina, il panino con il polpo ai ferri, pesce fritto e crudo e orecchiette con le cime di rapa, le fragole del Metaponto, ed altre pietanze di antiche ricette contadine; successo anche per gustosi secondi della braceria italiana di carne di manzo e di maiale, bistecchine e galletti, tutto certificato made in Italy.

Originale il connubio tra riso e primitivo di Manduria; alquanto validi focaccia, panzerotti pasta 100% di grano duro italiano al pomodoro, con funghi cardoncelli e all’amatriciana; interessanti popizza con un impasto fritto dolce di farina e acqua; particolare la pitta ‘mpigliata, antico dolce calabrese (noci, fichi, miele, chiodi di garofano, scorza d’arancia e uvetta). Vivissima richiesta dei formaggi tipici (caciocavallo di grotta, mozzarelle, erborinati e ricotte, salumi, prodotti ortofrutticoli e conserve); la “Fattoria degli animali”, con mucche, cavalli, asini, maiali, polli, tacchini e conigli, la rarissima pecora gentile di Puglia, la pecora moscia altamurana e l’asino di Martina Franca, ha costituto un esempio entusiasmante per le valenze della zootecnia. L’agriasilo e “La fattoria didattica” sono diventati splendidi laboratori per impastare il pane, per zappettare l’orto, riconoscere piante, il tutto con l’ausilio dei tutor esperti (Coldiretti e Campagna Amica).

Al “Villaggio delle idee sul futuro del lavoro”, i tutor hanno spiegato come avviare un’impresa agricola, e le opportunità del lavoro connesso. Oltre seicentomila visitatori hanno fruito di nuove emozioni nel “Villaggio”, acquistando direttamente dagli agricoltori, le eccellenze del made in Italy, e gustando piatti di alta qualità, con menu degli agrichef di Campagna Amica. Una gestione intelligente, appropriata e quasi familiare, ha implementato fiducia e cordialità, facilitando piccoli e grandi acquisti e consentendo alle famiglie presenti degustazioni di specialità del Made in Italy, e di comprare con consapevolezza prodotti che sono stati adottati quali cibi preferiti. Significative professionalità di altre regioni del Mezzogiorno e della Penisola, e anche dalle aree terremotate, hanno formulato lusinghieri consensi per la manifestazione; sono intervenuti esponenti autorevoli da varie zone d’Italia, dalla Francia, Gran Bretagna, Germania e Spagna.

Bari, al via il Villaggio del gusto: tutti gli appuntamenti

BARI - Si è aperto ieri sera il Villaggio del Gusto, in largo Gianella, sul lungomare Di Crollalanza, sotto la grande ruota panoramica. La manifestazione, organizzata dall’Associazione “DE GUSTIBUS VITAE”, in collaborazione con il Birrificio Bari, BirrotecaPuglia.it e l'Associazione MondoBirra.info, si propone di realizzare una festa della gastronomia locale e della birra artigianale “made in Puglia” con l'obiettivo di recuperare e valorizzare la vocazione del territorio di Bari nel rapporto tra cibo tradizionale semplice, naturale e genuino, fornendo una vetrina dove sviluppare l’incontro e la conoscenza reciproca fra domanda e offerta di prodotti alimentari “made in Bari” nel più ampio scenario del “made in Puglia”. Sarà questa l’occasione per favorire il rapporto diretto tra consumatori e produttori fondato sulla salubrità, il rispetto per l’ambiente, l’educazione al gusto e alla cultura dell’alimentazione.

Domani, domenica 6 maggio, in serata, l’assessora allo Sviluppo Economico Carla Palone e il sindaco Antonio Decaro visiteranno gli stand.

Di seguito i principali appuntamenti previsti durante la manifestazione:

-          dal 4 al 6 maggio si comincia con “Aspettando San Nicola” con l'allestimento delle postazioni gastronomiche e la proposta di diverse esibizioni che, a riprese, alterneranno eventi per famiglie, show cooking, a cura dell'Associazione Cuochi Baresi, e momenti musicali.

05/05/2018 – Sabato – Presenta Antonello Vannucci

ore 11.00 – 24.00 – apertura villaggio
ore 17.00 – Showcooking Associazione Cuochi Baresi
ore 21.00 – Finali Contest Musicale “my B Generation” by Radio Bari
ore 22.00 – Concerto Live Bread&Pussy (rock n’roll anni 70,80 e 90) (Bari)


6 maggio 2018  la serata sarà presentata da Antonello Vannucci

ore 11.00 – 24.00 – apertura villaggio
ore 12.00 – 16.00 – Candy Party con animazione per bambini by Amaltea (Bari)
ore 17.00 – Showcooking Associazione Cuochi Baresi
ore 20.30 – Esibizione Live finalisti Contest Musicale “my B Generation” by Radio Bari
ore 21.30 – Renato Ciardo presenta “Solo Solo” (Bari)

-          dal 7 al 9 maggio si proseguirà con l'evento “La festa grande” in cui il villaggio verrà esaltato dalla cornice dei festeggiamenti che la città di Bari dedica al suo patrono San Nicola in un mix di tradizioni, usi e costumi, accompagnato da spettacoli per bambini e momenti musicali firmati da importanti dj set.


In particolare il programma prevede:

7 maggio 2018

ore 11.00 – 24.00 – apertura villaggio
ore 17.00 – 19.00 - Animazione per Bambini by Amaltea (Bari)
ore 20.30 – Dj Set Trappeto Lido by Tonio Bonera & Beppe Dex – Voice Malidea (Monopoli Bari)

08/05/2018 – Martedi

ore 11.00 – 24.00 – apertura villaggio
ore 17.00 – 19.00 - Animazione per Bambini by Amaltea (Bari)
ore 19.30 – Dj Set Praja on tour by Tommy Moretti & Nicholas Voice (Gallipoli Lecce)
ore 22.00 – fuochi d’artificio

9 maggio 2018

ore 11.00 – 24.00 – apertura villaggio
ore 17.00 – 19.00 - Animazione per Bambini by Amaltea (Bari)
ore 19.30 – Dj Set by Pasquale 33 e Ginetto Orlandi Radio Bari (Bari)
ore 22.00 – fuochi d’artificio

AAA Cercasi cuoco? A Barletta nasce la 'Borsa lavoro' del food

BARLETTA - Emergenza lavoro, che non c’è. E paradosso del lavoro, che c’è ma non trova i lavoratori. E’ questa la situazione del settore food che, in Puglia, sta vivendo un momento di grande fermento.

“Per sostenere, e consolidare, la crescita professionale della ristorazione dobbiamo sistematicamente dedicarci anche a far incontrare gli ottimi professionisti che prepariamo, con chi offre lavoro”, dice Vito Di Lernia presidente dell’Accademia di formazione, ricerca e sviluppo “La Fabbrica del Sapere”. Nel 2017 ci sono state oltre 1600 richieste di addetti della ristorazione alle quali l’Unione Regionale Cuochi Puglia non ha potuto dare risposta. Nel 2018 - prosegue Michele D’Agostino presidente Unione Cuochi Puglia - ce ne sono arrivate già circa 400”.

Nasce così l’idea di realizzare una sorta di “Borsa lavoro” del food passando dalle azioni, già avviate, di aiuto al collocamento degli allievi meritevoli ad una iniziativa sistematica de “La Fabbrica del Sapere” di Barletta. In che modo? Come iscriversi, come funzionerà e con che raggio di azione … sono gli ingredienti che verranno svelati venerdì 11 maggio. Dalle ore 9 fino alle 19, la sede dell’Accademia di Formazione - in via Cialdini n. 98 a Barletta – diventerà un “pensatoio” del food. Prestigiosissimi i relatori che interverranno alla presentazione, dalle ore 9 alle ore 13, con ingresso libero.

In contemporanea, alle ore 11, prenderà il via l’Open Day no stop con apertura al pubblico fino alle ore 19. Dedicato a chi vuole sperimentare, dal vero e non sul web o in tv, ci saranno lezioni di cucina gratuite con posti limitati, per le quali è indispensabile registrarsi via mail scrivendo a lafabbrica.delsapere@libero.it oppure telefonicamente allo 0883-348518. A scelta, ecco le cooking class gratuite dell’11 maggio:

·       ICE CREAM SHOW ore 11.00: il Maestro gelatiere svela i segreti del gelato all’Italiana             (max 10 partecipanti). A seguire, a cura dell’UNIONE CUOCHI REGIONE PUGLIA:
·       COOKING CLASS PASTA CHE PASSIONE, Ore 13.00: pasta party, abbiniamo le salse giuste di mare e di terra (partecipazione senza prenotazione alla DEMO)

·       COOKING CLASS MENU GOURMET, Ore 15.00: un viaggio fra tecnica, colori, sapori e creatività (max 20 partecipanti)

·       COOKING CLASS MANI IN PASTA, Ore 17.00: per coppie, in postazioni con la guida del docente per “due cuori una cucina” (max 10 partecipanti)


http://www.lafabbricadelsapere.it             
https://www.facebook.com/lafabbrica.delsapere

Borsa del turismo enogastronomico sociale: a Bisceglie un successo di partecipazione e consenso da buyer e Cral di tutta Italia

BISCEGLIE - Un successo in termini di partecipazione, condivisione, scoperta del territorio e conoscenza delle tipicità gastronomiche locali. Questa è stata, in sintesi, la seconda edizione della Borsa del turismo Enogastronomico Sociale organizzata dall’Amministrazione Comunale di Bisceglie in stretta sinergia con Assicral Italia Network.

Quindici buyers e presidenti di Cral provenienti da Toscana, Lazio, Abruzzo, Campania e Puglia hanno vissuto una tre giorni di confronto, di scambio e di piacevole immersione tra le bellezze artistiche, paesaggistiche, culturali biscegliesi.

Coordinati da Francesco Brescia, guida turistica iscritta nell’albo regionale delle professionalità turistche, i partecipanti hanno visitato luoghi preziosi e suggestivi della città come il Dolmen La Chianca, la Cattedrale di san Pietro e la cripta in cui sono conservate le reliquie dei tre santi protettori, Palazzo Tupputi, Palazzo Bonomi, il Castello svevo e la Torre Maestra, le chiese di san Luigi e di Santa Croce, via Aldo Moro, piazza Vittorio Emanuele, il porto turistico e il lungomare di ponente.

Da venerdì 27 a domenica 29 aprile, guidati dal presidente Assicral Italia Network Mimmo Santoro, i buyer e i presidenti hanno visitato aziende e conosciuto titolari di attività produttive locali per stringere rapporti di cooperazione e promozione del territorio. Tra le aziende aderenti che hanno preso parte alla giornata di lavori di sabato 28 nelle Vecchie Segherie Mastrototaro di Bisceglie con esposizioni e succulente degustazioni, vi sono il Frantoio Simone, Mastrototaro Food, il caseificio Voglia di Latte, Arca Fruit, Le Delizie, Frantoio Lamantea.

Saluti istituzionali d’apertura lavori affidati al sindaco facente funzioni Vittorio Fata e all’assessore al marketing territoriale Gianni Abascià i quali hanno rimarcato la validità dell’iniziativa nell’ottiva dell’interscambio tra realtà geografiche distanti e differenti e della promozione turistico-gastronomica del territorio biscegliese.

Gratitudine è stata espressa dagli organizzatori per le aperture straordinarie dei luoghi visitati affidate al prof. Luigi Palmiotti e ad Enzo Storelli (Archeoclub Bisceglie), a Ferdinando Di Cesare (Cea ZonaEffe), ad Antonio Musci (Cineclub Canudo – Laboratorio Urbano Palazzo Tupputi), ai titolari del Nuovo Bonomi Resort per la visita agli ambienti della struttura ricettiva, roof garden compreso, e allo staff dell’Hotel Villa per la professionalità.

Grande soddisfazione è stata espressa dai partecipanti per l’accoglienza, l’ospitalità a loro dedicata dallo staff organizzativo e dalle istituzioni locali.

Nella galleria fotografica ecco alcuni dei momenti vissuti dai partecipanti nel corso della Borsa del turismo Enogastronomico Sociale a Bisceglie.

Arriva 'BaffettoFood': la prima guida su dove mangiare e leccarti i baffi a Bari e dintorni


BARI - Cosa c’entra un esperto in strategie di marketing con la gastronomia? La risposta è BaffettoFood: il progetto avviato da Michele Pacino, pochi mesi fa, è nato dal desiderio di iniziare a vedere cambiare le cose in ambito food a partire dal bacino pugliese per poi abbracciare tutto il territorio nazionale.

BaffettoFood è un modo personale di raccontare le realtà ristorative frequentate da Pacino mettendoci tutta l’onestà e la massima chiarezza.

"Andando a caccia anche di quei locali che, come il mio lavoro nel settore marketing mi ha fatto scoprire, nonostante siano meritevoli spesso restano al di fuori dei grandi circuiti informativi. L’obiettivo è offrire all’utente che legge un consiglio sincero. Comunicargli la percezione quanto più realistica del locale e del tipo di esperienza che offre, (di)mostrandoglielo con le foto dei piatti scattate dal mio fidato smartphone", spiega Pacino.

BaffettoFood è un progetto iniziato quasi “per gioco”, riprendendo il meccanismo del buon vecchio “passaparola” ma attualizzandolo, dandogli una dimensione più “2.0” e portandolo nelle piazze più affollate di oggi: i social.

"L’idea - prosegue Pacino - sta funzionando e ha avuto un riscontro inaspettato. In tanti mi contattano per chiedermi: “Baffetto, dove posso andare a mangiare del buon…?”. La mia guida alternativa e interattiva sta diventando “l’amico” da contattare per andare sul sicuro e non sbagliare locale.

Al momento BaffettoFood ha all’attivo una pagina Instagram -  www.instagram.com/baffettofood - che conta più di 17 mila follower e una pagina Facebook - www.facebook.com/BaffettoFood .

Ma “i lavori sono in corso”. L’obiettivo è creare anche un portale web apposito e continuare la mia avventura alla scoperta delle più interessanti espressioni ristorative. Poco tempo fa ho lanciato un contenuto video dedicato alla mia “città adottiva” Bari e alla sua cucina più autentica, quella che si respira per strada nei vicoli della città vecchia e non (qui per vedere la clip www.facebook.com/BaffettoFood/videos/1778722212433375/). A breve ne arriveranno di nuovi sulla stessa falsariga. Ora però non voglio spoilerare troppo sui progetti in cantiere, prometto solo che saranno “da leccarsi i baffi”. Parola mia, parola del “Baffetto”, conclude Michele Pacino.


Le specialità di mare di Polignano incontrano i vitigni di Alberobello

BARI - La generosa terra di Alberobello con i rigogliosi vigneti che circondano la “città dei Trulli” sarà protagonista dell’eccezionale evento degustativo che si terrà domani venerdì 13 aprile, alle ore 21:00, al ristorante di pesce “Frà Crudi & Cotti” a Polignano.

Grazie alla collaborazione con la Cantina Museo Albea si darà vita ad un viaggio conoscitivo dei quattro vitigni protagonisti del menù di degustazione, del terroir che li contraddistingue e del relativo abbinamento con i piatti gourmet dello chef Rino Rizzi. Mattatore della serata sarà l’enologo Claudio Sisto che guiderà i partecipanti in un’esperienza degustativa tra i trulli di Alberobello e le acque cristalline del mare di Polignano, nello splendido scenario dello Scoglio dell’Eremita: ad ogni calice di vino Albea, una pietanza d’eccezione nata dalle sapienti mani della cucina di “Frà Crudi & Cotti”.

Si parte con il rosato Mesce’ IGP Puglia Susumaniello ad accompagnare il trancetto di sgombro glassato alle fragole, per proseguire con seppie scottate alla curcuma con insalatine di carote di San Vito su crema di melanzane in abbinamento al bianco Il Selva DOC Locorotondo Superiore mentre le bollicine del Donna Gislena Medici Spumante si sposeranno sapientemente con i sedanini di kamut con bocconcini di pescatrice, pomodoro confit con emulsione di carciofi sino a giungere al rosso del Petranera IGP Puglia Primitivo con il polpo in ragù su vellutata di patate di Polignano. In conclusione, tutta la dolcezza del semifreddo al cioccolato al latte e fondente 72% su crema inglese al Moscato di Trani.

Appuntamento, dunque, per venerdì 13 aprile presso “Frà Crudi & Cotti” per una serata dedicata al vino e alla buona cucina della Puglia: un’occasione per conoscere meglio le caratteristiche dei vigneti della nostra terra coccolando il palato con la degustazione delle specialità di mare mediterranee. Per maggiori informazioni: 080.2378075

Info:

http://bit.ly/SerataSpecialeFràAlbea

Cia Agricoltori Italiani spinge per i marchi di qualità al tavolo di Martina Franca

MARTINA FRANCA – "La certificazione e la tracciabilità delle produzioni agroalimentari del territorio possono incrementare la competitività e favorire lo sviluppo delle imprese. Adottare una strategia di valorizzazione della qualità della filiera significa rendere redditizia l'attività zootecnica di Martina Franca. Il sistema dei marchi è in grado di tutelare e promuovere i nostri prodotti".
È il presidente provinciale Pietro De Padova di Cia Agricoltori Italiani Due Mari ad illustrare una delle priorità indicate dall'organizzazione agricola al tavolo verde convocato dall'assessore alle Attività Produttive del Comune di Martina Franca, Bruno Maggi, insieme ad alcuni componenti della Commissione comunale Attività Produttive, per analizzare le criticità del settore agricolo.

"Puntiamo al riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta per il capocollo di Martina Franca, produzione d'eccellenza simbolo dell'arte norcina della Valle d'Itria – ha continuato De Padova – Rappresenterebbe un valido supporto per l'intera filiera e consentirebbe di salvaguardare la tipicità sul mercato nazionale e internazionale. È ormai improcrastinabile l'attivazione dell'iter".

Il comparto zootecnico è trainante per l'economia agricola di Martina Franca, insieme a tutte le attività connesse. Gli allevatori stanno affrontando la congiuntura negativa e le difficoltà che attanagliano il settore anche a livello regionale e nazionale. Di recente, si sta sviluppando anche il settore agrituristico.

Cia Agricoltori Italiani Puglia ha accolto con soddisfazione l'istituzione di un tavolo tecnico permanente dell'agricoltura, peraltro già avviato dalla precedente amministrazione, per esaminare lo stato dell'arte e individuare gli interventi che il Comune può attivare.

Alla riunione ha partecipato Franco Bruni, componente dell'esecutivo Cia Agricoltori Italiani Due Mari.

"Abbiamo deciso all'unanimità di coinvolgere nel prossimo incontro dell'11 aprile il Consorzio del capocollo di Martina Franca – ha detto Bruni – C'è la volontà di accelerare per non disperdere il grande lavoro di questi anni e la consapevolezza che il marchio di qualità possa sviluppare nuove economie. La riunione del tavolo verde è stata utile anche a tracciare i primi orientamenti per la valorizzazione dell'allevamento del cavallo Murgese e dell'asino di Martina Franca e, più nel complesso, per sostenere la viticoltura e l'olivicoltura. Si è avviato un confronto proficuo tra l'amministrazione e le organizzazioni agricole – ha concluso Bruni – Rinnoviamo la nostra più ampia disponibilità alla collaborazione. In questo solco si può vincere anche la sfida della cooperazione, un approccio che può rendere più stabili e forti le nostre filiere".

A Bari la tavola è un ‘palcoscenico’

di VITTORIO POLITO – “A tavola non si invecchia” è un modo di dire che si presta ad una duplice interpretazione. La prima è fondata sull’ottimismo che ritiene il tempo dedicato ai piaceri della mensa ed alla conversazione con i commensali, non passi mai e che il mangiar bene dia salute e lunga vita. L’altra interpretazione, invece, ha le sue motivazioni nel pessimismo, ed è riferita al fatto che mangiare molto accorcia la vita, come recita un altro proverbio “Uccide più la gola che la spada”.

Sta di fatto che la cucina italiana è fra le più ricercate e apprezzate per le sue bontà e le sue varietà, soprattutto per quanto riguarda pasta, pizze, gelati, dolci, ecc. Per non parlare delle pietanze regionali che si aggiungono ai piatti cosiddetti “nazionali”.

La gastronomia, secondo lo scrittore francese Guy de Maupassant (1850-1893), è il complesso delle regole e delle usanze relative alla preparazione dei cibi, “È l’unica passione seria”. La conferma viene da Pellegrino Artusi (1820-1911), famoso scrittore e gastronomo, autore della nota pubblicazione “Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, edita nel 1891 e validissima ancora oggi.

La tavola per gli italiani, e soprattutto per i baresi, rappresenta il momento in cui ci si ritrova con i propri affetti, in un posto familiare e lo si aspetta per fermarsi un po’ e ritrovarsi con sé stessi e con gli altri. Lino Patruno, scrive nel suo libro “Invito a Bari” (Adda Editore), che «La tavola per i baresi non è una tavola, è un palcoscenico. E lo spettacolo non può essere recitato che collettivamente, insieme agli altri, secondo il significato più letterale di “convivio”. Per i baresi mangiare non significa nutrirsi. Tanto meno significa nutrirsi in qualunque posto si trovino. Per i baresi mangiare significa anzitutto mettersi a tavola. E mettersi a tavola non significa insalatina e via. Mettersi a tavola significa il tovagliolo sulle gambe. Significa il doppio piatto. Significa il primo, il secondo, la frutta, il bicchiere di vino, il caffè. Significa la sonnolenza. Significa “lasciatemi stare” un quarto d’ora» per la cosiddetta “pennichella”, soprattutto d’estate, che a Bari si chiama ‘calandrèdde’ ed è riferito al periodo denominato ‘controra’, a cui nessun barese rinuncia dopo il pasto di mezzogiorno e che per Dante è “il tentennare della testa del dormiente”.

Anche alcuni celebri personaggi come Lucio Licinio Lucullo (117 a.C.-56 a.C.), François-Renè Chateaubriand (1768-1848), Giacomo Casanova (1725-1798), Vittore Carpaccio (1465-1525-6), Anthelme Brillat-Savarin (1755-1826) e il marchese Louis de Béchamel (1630-1703), hanno dato un apporto, pur non essendo cuochi, a suggerire ricette e condimenti, o a coniare aforismi come «Solo l’uomo intelligente sa mangiare». Da Casanova, ad esempio, deriva la pietanza “Piccioni alla Casanova”, una sorta di piatto a base di carne di volatili, carciofi, funghi e tartufo nero, mentre da Chateaubriand deriva una particolare tecnica di preparazione e cottura di una fetta di Filetto (parte di muscolo particolarmente tenero). Al nome dell’artista Vittore Carpaccio, invece, è legata la tecnica di cottura a freddo o di marinatura della carne. Infatti, in occasione di una mostra del pittore a Venezia, una nobildonna ivi recatasi, non potendo mangiare cibi cotti, chiese al ristoratore di prepararle un piatto appetitoso. Il cuoco preparò delle sottilissime fettine di carne cruda, condite con sale, pepe, limone e varie spezie, che incontrò non solo il gradimento della nobildonna, ma anche di altri avventori che tornavano dalla mostra. Il “piatto” prese così il nome di “Carpaccio”.

A Brillat-Savarin – magistrato e autore del trattato “La Fisiologia del gusto” – si deve lo studio di esplorare, mangiare e stare a tavola negli aspetti filosofici, psicologici ed economici. Il marchese de Béchamel diede il nome ad una nota salsa, béchamel appunto, che incontrò il gradimento di Luigi XIV, il Re Sole, il quale dispose che la candida salsa guarnisse tutti i piatti e che nell’Italia dell’Ottocento venne chiamata balsamella, ma Artusi sostiene che pur equivalente, quella francese è un po’ diversa Licinio Lucullo, invece, lega doppiamente il suo nome alla gastronomia. Il primo è legato alla famosa pietanza “Aragosta alla Lucullo”, mentre il secondo è collegato all’aggettivo luculliano, che identifica un pasto bilanciato sia quantitativamente che qualitativamente. Il termine luculliano oggi viene attribuito anche a qualsiasi pranzo ritenuto eccellente.

Per non parlare, infine, dei frutti di mare che i baresi amano consumarli crudi. Tutto il mondo dovrebbe essere - barese – o pugliese per capire cosa significhi il frutto di mare. «Slurpare lentamente un cannolicchio e risucchiarselo in bocca. Accarezzare con la lingua un allievo tenero come il burro e scioglierlo fra le labbra nel brivido dei sensi. Puntare con occhio erotico una frittura di calamaretti e servirsene voluttuosamente con le mani. Ordinare con attesa rosseggiante di desiderio una paranzella croccante. Titillare con lo sguardo un piatto rigonfio di accoglienti mitili a valve aperte. E tutto il mondo dovrebbe passare almeno una volta nella vita, come si fa con i santuari, per uno dei nostri paesi di mare rarefatti di sale, un pugno di case e un braccio di porto con le barche pigre, il profumo inimitabile dei ristorantini che sfornano promesse di felicità. Bisognerebbe passarci almeno una volta per dare un senso alla propria vita”. Così scriveva Lino Patruno in una nota sul “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 5 giugno 2010.

Nel nostro mare, infatti, si trova il pesce migliore: dentici, orate, saraghi, triglie, alici, calamari, seppie, gamberetti, polpi, ma i baresi consumano abbondantemente grandi quantità di frutti di mare “crudi”: cozze, ostriche, polpi, seppioline (allievi), canestrelle, cozze pelose, tartufi di mare (taratuffi), cannolicchi, noci di mare, muscoli (musci), ricci, ecc. Per questi motivi Bari non poteva essere che la sede naturale dell’Accademia del Mare (presso Ristofish “La Pesciera” di Bari), nata da un’idea di Matteo Gelardi, medico e noto citologo nasale, con la passione del mare.

Mi piace ricordare, infine, una storiella popolare che narra che una volta il Signore, accolto bene a tavola da un vecchietto, gli promise che non avrebbe tenuto conto delle ore che egli aveva e avrebbe passato a tavola, appunto.  

Al via il 'Bari - Food & Live', obiettivo sinergia cibo e musica

BARI - Mercoledì 11 Aprile (h.20.00 – 24.00) si terrà la I edizione del FOOD & LIVE MUSIC EVENT: 3 artisti del barese calcheranno il palco dell’ANCHECINEMA a Bari, con l’obiettivo di potenziare la sinergia fra artisti e aziende enogastronomiche del barese. Facendo della pubblicità bidirezionale il suo punto di forza, l’evento mette in comunicazione queste due facce dell’eccellenza della terra di Bari, attraverso la distribuzione, insieme al biglietto del concerto, di un carnet di sconti e promozioni da riscuotere presso le aziende aderenti.

Gli artisti che si esibiranno sono: ORSON: progetto solista di Cataldo Bevilacqua, già leader dell’apprezzatissima dream-pop band pugliese Barbados. SIDI: batterista e producer che fonde l’improvvisazione con patterns catturati da oggetti della quotidianità. Funk' n' Nigiaz: Band che unisce la black music al canto lirico e rap per una vera performance di stili misti e improvvisazione in un approccio coinvolgente con il pubblico.

I partners commerciali aderenti all’iniziativa: Anche Cinema, La Bottega - Campagna Amica Puglia, hamP - Hamburgheria di Puglia, Noise Art Brewery, Panificio Sorelle Arciuli, La Puccia Paccia Bari. È inoltre previsto l’allestimento, nello spazio polifunzionale dell’Anche Cinema, di un'esposizione di prodotti e servizi di giovani imprenditori musicali locali. L’evento è stato organizzato da Umberto Marzi e Silvio Tempesta, due laureandi in Commercia Music presso la University of the West of Scotland con sede campus al MAST di Bari, in collaborazione con ANCHE CINEMA.

La cucina pugliese protagonista a Tv2000

ROMA - Dall’idea di Don Francesco Mitidieri, prete di strada e cappellano dell’isituto penitenziario di Taranto, nasce il ristorante “Articolo 21”, grazie anche al sostengo dell’Associazione “Noi e voi”. Un omaggio proprio all’articolo 21 della nostra costituzione che sancisce la libertà di pensiero ed espressione.

Lunedì 26 marzo, dalle 13.50, Gabriele Falerio, cuoco di questa realtà che dà lavoro a detenuti, migranti e ragazzi provenienti da quartieri difficili, sarà protagonista nello spazio della cucina solidale di ‘Siamo noi’ con le sue “Orecchiette con cozze tarantine, filetti di capocollo di Martina Franca, zucchine, pomodori pachino e basilico”.

Qui tutte le info: https://www.tv2000.it/siamonoi/

Gastronomia: Vuliò, le eccellenze della tradizione culinaria pugliese arrivano a Roma

ROMA - Sapevate che il caciocavallo del Gargano può variare colore in base alle stagioni? E che il capocollo di Martina Franca era già diffuso nel Regno di Napoli? Da Vuliò, in via degli Scipioni 55, zona Prati, si potranno degustare queste e molte altre rarità dello streetfood pugliese. Prodotti come il canestrato o la cipolla rossa di Acquaviva, apprezzati dai buongustai ma finora introvabili a Roma.

La missione dichiarata dei due fondatori, Andrea e Camilla, è proprio portare nella Capitale quei sapori genuini della tradizione pugliese, in particolare del Gargano. Puntando soprattutto sulla tipicità del prodotto. “Volevamo offrire proposte veloci e, allostesso tempo, fortemente tradizionali - spiegano i due soci - . Il ‘piatto della nonna’. Che, preparato da lei, ha sempre unqualcosa in più, difficile da imitare, l'amore nel farlo. Noi lo riproponiamo mettendoci questo ingrediente speciale, l’amore inpiù che i nostri nonni ci hanno insegnato a dare”.

Ed è quello stesso amore che ritroviamo nella semplicità di ‘pane e pomodoro’, protagonista indiscusso nel menù di Vuliò. Un piatto in cui l’incontro tra l’olio pugliese e il pane casareccio richiama sapori atavici. Assaporare ‘pane e pomodoro’ significa tornare alle atmosfere dell’infanzia. A quei colori e quegli odori che nessuna parola può descrivere. E che solo un piatto può racchiudere.

Da Vuliò si potranno gustare mozzarelle di latte vaccino, pane casareccio pugliese, pane e panini al grano arso, Caciocavallo podolico del Gargano, capocollo di Martina Franca, salicornia, burrata pugliese e stracciatella. Oltre agli immancabili taralli, lampascioni e pomodori secchi. E ancora melanzane e zucchine sott’olio e olive come la Bella di Cerignola e la Peranzana della Daunia. Il tutto contornato da un olio extravergine di oliva di altissima qualità a livello internazionale.

Non solo street food. Vuliò propone anche piatti caldi come pancotto, sfringioli e scagliozzi foggiani. Da gustare bevendo un’ottimabirra artigianale pugliese. Non chiedete menù fissi. L’offerta cambia in base a quello che la terra propone. Stagionalità deiprodotti e menù studiati in base al mese sono gli ingredienti principali del nuovo locale di Andrea e Camilla.

Da Vuliò è possibile degustare vini provenienti da tutta la Puglia, in particolare: Cantine di Capua, Cantine Diomede, Feudi San Marzano, e una vasta scelta fra bionde, rosse e ambrate di birrifici artigianali della provincia di Foggia: Decimoprimo, Montalto, Birra del Gargano/Ebeers.

A rendere ancora più unica questa piccola perla nel quartiere Prati è l’atmosfera. Entrare da Andrea e Camilla significa essereproiettati in Puglia. E poco importa che si tratti di Vieste o Ostuni. Questo lo lasciamo alla vostra immaginazione. Quel che è certo èche tornerete sicuramente a mangiare in questo angolo gastronomico esclusivamente pugliese.

I fondatori - Andrea Ufficiale di navigazione, nato a San Giovanni Rotondo in provincia di Foggia, ha lasciato la carriera in Marina per inseguire un sogno maturato proprio durante i suoi viaggi in nave. “Ho trascorso dieci anni in giro per il mondo, un imbarco dopo l’altro. Costante nei miei viaggi è stata la ricerca del cibo tipico di ogni paese. Tuttavia, assaggiando altre cucine, mi sono convinto sempre di più che quella italiana non ha paragoni nel mondo, sia per vastità di prodotti che per qualità e abbinamenti delle pietanze. Una qualità raggiungibile solamente andando a cercare tra le nostre radici”.

Camilla Un’infanzia trascorsa a Torremaggiore, in provincia di Foggia, e una vita tra Parma e Roma, con una tappa in Australia. Biologa di professione, ha lasciato la ricerca per ritrovarla nei piatti che prepara. “Come biologa penso alle proprietà benefiche contenute negli ingredienti dei piatti semplici, come pane e pomodoro. Ho viaggiato molto in giro per il mondo e per l'Italia, ed è stato proprio in viaggio che è nata l'idea di Vuliò. Spesso per mancanza di tempo si è costretti a mangiare cibi di strada poco salutari. Ed è stato in quel momento che ho pensato che in realtà pane e pomodoro rappresenta il nostro piatto da "fast food" genuino e nutriente, tutto made in Italy. Un cibo che rappresenta la tradizione, poco elaborato, che conserva quel gusto e quella genuinità che stiamo perdendo sempre più”.

Vuliò, via degli Scipioni 55, Roma
Da marzo - Aperti pranzo e cena
Telefono: 06.39733825
www.vuliopuglia.it – info@vuliopuglia.it
Fb: Vuliò  – Inst: vulioapulianstreetfood

Vuliò - Apulian Street Food
Ufficio Stampa
Barbara Laurenzi - 349.2622125
press@vuliopuglia.it
vuliopuglia.it
Fb: Vuliò - Inst: vulioapulianstreetfood

McDonald's punta sulla Puglia: da oggi il servizio McDelivery sbarca anche a Bari

BARI – McDelivery sbarca a Bari: da oggi anche i baresi potranno ordinare il proprio menù McDonald’s preferito con un solo clic e farselo recapitare a casa grazie a Glovo, partner di McDonald’s per il servizio di consegna a domicilio.

A Bari Glovo ha già avviato la selezione dei corrieri con l’obiettivo di impiegarne 150 per garantire le consegne a domicilio degli hamburger più famosi del mondo, assicurando la massima qualità del servizio e dei prodotti, proprio come al ristorante.

Ordinare e richiedere a casa il pranzo, la cena oppure un semplice spuntino si sta confermando un trend in continua crescita che, secondo l’ultima rilevazione condotta da FOCUS/MGMT, in Italia, ha un mercato potenziale di 7 milioni di persone per un valore di 2,4 miliardi di Euro, e una crescita dell’11% annuo.

L’attivazione del servizio di food delivery nella città di Bari si inserisce all’interno del piano di investimenti di McDonald’s in Puglia dove l’azienda è presente con 16 ristoranti - di cui 4 a Bari e provincia - per un totale di circa 480 dipendenti.

Bari diventa la decima città italiana in cui è presente la consegna a domicilio di McDonald’s. Ad oggi il servizio McDelivery è attivo in altri 88 ristoranti a Milano, Roma, Catania, Palermo, Bologna, Verona, Firenze, Genova e Padova dove ha già fatto registrare oltre 145.000 ordini.

A Bari il servizio è disponibile in un’area dal raggio di 2 km circa da ognuno dei 3 ristoranti McDonald’s in cui è attivo il servizio (Str. Santa Caterina 17/F, Via Sparano da Bari 155/157/159 e via Caduti del Lavoro).

Per maggiori informazioni: https://www.mcdonalds.it/mcdelivery

Dolci pensieri di pasta frolla: show-cooking e degustazioni gratuite con la food blogger Patrizia Laquale

BARI - FoodAddiction in Store è il tour di eventi dedicati alle bontà gastronomiche del Bel Paese, organizzato da iFood, Dissapore e BBQ4All in collaborazione con Scavolini, che quest’anno spalanca le porte dei suoi showroom a tutti gli amanti della buona cucina. Didattica, laboratori, degustazioni e show-cooking: ogni evento è un’esperienza culinaria raffinata, perfezionata dalle sapienti mani di food blogger, food coach e artigiani del cibo, per conoscere e apprendere tutti i segreti della cucina italiana.

L’appuntamento - Il tour gastronomico che sta attraversando lo stivale fa tappa in Puglia. L’appuntamento gratuito e aperto al pubblico è in programma venerdì 23 marzo a partire dalle 18:30 presso lo Scavolini Store Bari. Gli amanti dei dolci potranno assistere e partecipare in prima persona alla realizzazione di diverse ricette durante lo show-cooking tenuto dalla blogger di iFood Patrizia Laquale e dedicato alla nobile arte della pasta frolla. Solo dopo aver messo le mani in pasta, al termine dell’evento, tutti i presenti potranno degustare i dolci preparati con un assaggio unico e indimenticabile.

L’ospite speciale - Patrizia Laquale è sommelier Ais, maestra di cucina, autrice del libro “A tavola con amore: una ricetta per ogni emozione” e food blogger per MaisonLizia. Nel suo blog racconta le storie dei piatti, l’innovazione che si ispira alla tradizione. Nelle ricette mette sempre un pezzo di sé e trasmette emozioni: amore, passione, nostalgia, sogni. Ama l’alimentazione naturale, quella che rispetta le stagioni e gli ingredienti, perché è così che si trasformano semplici cibi in alleati del benessere. Il suo credo è “Non si mangia solo per fame, ma per conquistare, sedurre, consolare, ringraziare e condividere”.

Il tema e la ricetta - La primavera è il risveglio dei sensi, buonumore e felicità. Un modo per esprimere se stessi e i propri sentimenti è senz’altro quello di cucinare. Quando si cucina, si portano in tavola emozioni. È con questo intento che la blogger Patrizia Laquale coinvolgerà il pubblico nella creazione di dolci ricette, ottime da condividere con le persone care. Un tuffo nella tradizione e nei ricordi attraverso la preparazione della pasta frolla, una base estremamente versatile che, grazie alle diverse aromatizzazioni, si adatta a tutte le ricette. Biscotti, crostatine, torte e cestini al gusto di tè, camomilla, arancia e frutti rossi arricchite con creme e mousse ed infine decorate con fiori eduli. Non resta altro che rimboccarsi le maniche, impastare, infornare e prepararsi all’assaggio finale.

La location - Lo Scavolini Store Bari è uno showroom di 400mq in via Napoli 353 Bis; al suo interno si possono scoprire le collezioni per l'arredo cucina e living tra cui Carattere, Qi, Foodshelf, Motus, LiberaMente, Diesel Social Kitchen, Favilla e per l'arredo bagno Qi, Aquo, Lagu, Rivo e Magnifica. Il preparatissimo staff dello Store Bari guida il cliente nella scelta della soluzione più adatta alle esigenze della propria casa.

La mappa del tour

https://www.foodaddiction.it/public/mappa/index.php
Scavolini Store Bari
Via Napoli 353 bis, 70123 Bari
Venerdì 23 marzo – dalle 18:30 alle 20:00
Aperto al pubblico, ingresso gratuito

I mille volti della Baresità


di VITTORIO POLITO - Per Baresità si intende tutto quello che riguarda Bari, dialetto, tradizioni, folclore, cucina, monumenti, chiese, modi di dire, comportamenti, proverbi, soprannomi, usi e costumi, teatro dialettale, poesie, arte, e, ovviamente, il nostro San Nicola.

Uno dei padri della baresità e del dialetto, può considerarsi Francesco Saverio Abbrescia (1813-1852), canonico, storico, oratore sacro e primo poeta dialettale barese, considerato uno dei personaggi della cultura barese, pur essendo vissuto solo 39 anni. Gaetano Savelli (1896-1977), che vanta una notevole produzione letteraria in lingua e in dialetto. Vitantonio Di Cagno (1897-1977), maestro di diritto civile e sindaco di Bari dal 1946 al 1952, dotato di una notevole vena poetica e definito da Alcide De Gasperi “il miglior sindaco d’Italia”. Giovanni Panza (1919-1994), alto funzionario del Ministero dell’Agricoltura, poeta e attento osservatore di cose baresi, che ha lasciato un notevole numero di poesie e, soprattutto, il volume “La checine de nononne” (Schena Editore), un best-seller della cucina tradizionale barese, scritta sia in lingua che in dialetto. Alfredo Giovine (1907-1995), autore di varie pubblicazioni su Bari e sul nostro vernacolo. Vito De Fano (1911-1989), che pur non essendo barese ha scritto molti libri di poesie nel nostro dialetto. Domenico Triggiani (1929-2005), funzionario della Regione Puglia, protagonista del nostro dialetto, autore di commedie dialettali, scritte sia in ottimo vernacolo che in lingua, il che denota la notevole preparazione e la sua padronanza della lingua dei nostri nonni. È anche autore, insieme alla moglie Rosa Lettini, del primo ed unico romanzo storico-satirico in dialetto barese “Da Adàme ad Andriòtte” (Schena Editore). Lorenzo Gentile, (1922-2008), autore, insieme alla figlia Enrica di un recente “Nuovo Dizionario dei baresi”, (Levante Editori). Quest’ultimo è il primo dizionario bilingue italiano-barese e barese-italiano. Vito Maurogiovanni (1924-2009), prolifico scrittore, giornalista e commediografo, considerato la memoria storica di Bari, che ha lasciato ai baresi una notevole produzione teatrale e letteraria. Da ricordare: “Jarche vasce”, “Cafè antiche”, “Il Teatro”, “Come eravamo”, “Cantata per una città”. Nell’anno 2010, è stato pubblicato il suo volume postumo “Teatri”, curato magistralmente da Francesco De Martino, docente universitario. Vito Antonio Melchiorre (1922-2010), storico di Bari che ha lasciato centinaia di pubblicazioni sulla nostra città, l’ultima delle quali ha per titolo “Storie baresi”, pubblicata nell’anno 2010 (tutti della Levante Editori).

A questo breve elenco andrebbero aggiunti decine e decine di altri autori, ma mi limiterò, per motivi di spazio, a ricordarne solo qualche altro per il loro notevole contributo alla baresità: Armando Perotti 1865-1924), Arturo Santoro (1902-1988), Davide Lopez (1867-1915), Nicola Gonnella (Ogon) (1900-1972), Agnese Palummo (1879-1992), Ettore De Nobili, Gaetano Mele, Giuseppe Gioia, Giuseppe Romito, Luigi Canonico, Marcello Catinella (1932-2003), Maria D’Apolito Conese, Mario Piergiovanni (1927-2009), Nicola Macina (1886-1963), Pasquale Sorrenti (1927-2003), Peppino Franco (1891-1982), Peppino Zaccaro.

Per il teatro dialettale ricordo Vito Signorile, Nicola Pignataro, Gianni Ciardo, Gianni Colaiemma, Nino De Bartolomeo e Rosaria Barracane, Tiziana Schiavarelli e Dante Marmone, Emanuele Battista e Felice Alloggio. Questi ultimi, commediografi in lingua e in dialetto barese, sono anche registi delle loro opere. Non sono stati certamente ricordati tutti i personaggi, ma citati o non citati, va a tutti il ringraziamento per quello che hanno lasciato alla nostra città.

Ed a proposito di baresità mi piace richiamare Franz Falanga, un architetto barese trapiantato al nord, ideatore del blog comanacosaellalde, un forum attivo internet dedicato al dialetto barese. Falanga, che è anche autore di varie pubblicazioni, tra le quali “O Dadò o Dadà” (Adda Editore), una sorta di lessico ragionato dei termini in dialetto barese, e del volume “La Terra dell’U” (Edizioni Menabò), ovvero una storia di giovani e del Jazz a Bari. Ma qual è il significato dell’U? È presto detto. L’articolo determinativo “il”, usato comunemente nella lingua italiana, in dialetto barese si traduce con la lettera “U” (U pesce, U tauue, U presèbbie, U mare). In questa pubblicazione, Falanga, con l’estrosità che lo contraddistingue, tratta molti argomenti, tra i quali il cosiddetto “cazzo franco” (schiaccio delle mandorle per estrarne il frutto, noto ai baresi con il soprannome “U cazze dell’amìnnue”, che fino a qualche decennio fa era presente nel centro di Bari, esattamente in Via Putignani angolo Via Sagarriga Visconti, nei pressi della Chiesa di San Rocco. Perché “franco”? Perché rappresentava il quantitativo di mandorle che ogni operaia riusciva a sgusciare in un’ora, e che poteva portare a casa, una volta alla settimana, insieme al salario.

La Baresità è anche arte ed in questo caso è doveroso ricordare l’arte di pittori e scultori baresi: Francesco e Raffaele Spizzico, Gennaro Picinni, Mario Piergiovanni, Anna Maria Di Terlizzi Carlo Fusca, Michele Damiani, che in alcune loro opere hanno inserito barche, vele, sole, santi, chiese, cattedrali, ovviamente tutte cose rigorosamente legate a Bari.

È il caso di ricordare anche il contributo femminile alla baresità, riferendomi essenzialmente alle “tabacchine”, quelle donne che hanno lavorato per decenni presso la Manifattura dei Tabacchi di Bari e che Vito Maurogiovanni, nel suo volume “Cantata per una città”, scrive che per le donne «Andare a lavorare alla Manifattura dei Tabacchi era una scelta traumatica». Lo ricorda anche Linda Cascella nel suo capitolo “La Baresità al femminile” (da “Baresità, curiosità e…” - Levante Editori).

Vi sono poi le “altre baresità” rappresentate dal centro storico con la Cattedrale, la Basilica di San Nicola, il Castello, il Fortino e tutte le chiese e le edicole votive, la Fiera del Levante, il Maggio di Bari, i Teatri Petruzzelli, Piccinni e Margherita, la Chiesa Russa, “Il Sottano” (Caffè Scaturchio), ritrovo di personaggi della Bari culturale di un tempo, il Gran premio Bari di Formula 1, la Vidua Vidue, la spiaggia di “Pan’e pemedòre”, lo Stadio della Vittoria e quello di San Nicola, la “tiedde de rise, patane e cozze”, la “fecazze”, “u ccrute” (frutti di mare, insieme a polpi arricciati, seppioline, seppie tagliate a filetti (la tagliatella), u ragù con le brasciole, le recchietedde, le strascenate, ecc. E nella baresità trovano posto anche i quotidiani ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’, ‘Puglia” e ‘Barisera’, quest’ultimo ha cessato le pubblicazioni nell’anno 2012. L’elenco potrebbe andare all’infinito. Ci ferma solo lo spazio.

Ultima, tra le baresità, è da considerare l’istituzione dell’Accademia del Mare che ha sede presso il noto Ristofish barese “La Pesciera”, sorta a Bari e nata da un idea di Matteo Gelardi, otorinolaringoiatra e citologo nasale, con la passione del mare, che vede lo stesso Gelardi docente e “preside” e Silvestro Carofiglio, imprenditore, “rettore” e partner tecnico. L’Accademia del Mare, non poteva nascere che a Bari, terra di conoscitori e buongustai dei prodotti del mare crudi e cotti.

Infine ricordo che la baresità ed il dialetto sono entrati nell’Aula Magna dell’Università di Bari, il massimo tempio della cultura, poiché quattro miei libri sull’argomento sono stati presentati nella stessa Aula, con gli interventi del Magnifico Rettore, Corrado Petrocelli, di Giorgio Otranto, di Francesco De Martino e di Giuseppe Gioia, docenti universitari e del Politecnico. È stata la prima volta che nell’Aula Magna, affrescata da Mario Prayer, pittore barese d’adozione, sono stati presentati libri sulla baresità e sul dialetto.

Tutto ciò sta a dimostrare che la baresità è oggetto oggi della massima attenzione, non solo da parte di appassionati e cultori, ma anche di studiosi del mondo accademico e letterario.

BARESITÀ
di Vittorio Polito

Jìnd’alle cassre, nnànza nnànze,
bèlle bèlle e tutt’aggestàte,
ijacchie libbre in abbennànze
aligandemènde assestemàte        

ca chjìne chjìne de culdùre
totta la scènze ognùne rèsce  
e pure ce perfètte jè la manefattùre,
quase nesciùne... mà le lèsce!

E jìnd’alle libbre stà arrepàte,
mmènz’alla polve abbandenàte,
pure u dialètte du passàte,
ca sule sule, se jìacchie... scherdàte!

Chisse penzjìre vastasjìdde
m’auàndarene come fascìdde
e da nu ngènnue scequarjìdde 
assì Baresità come fattarìdde

ca jiàve descetàte tutte le Barìse
ca totta na volde, che dolge ardòre,
avonn’accanesciùte, all’ambrevvìse,
tanda puète e tanda screttòre

ca cu cervidde assà granne,
sfasulàte, vonne rezzuànne
e ca pure ce jè assà la bravùre,
achiudene l’arte... jìnd’ò tratùre!

E arregettànne chidde bèlle tratùre,
tand’alde fascìdde sò assùte daffòre 
e ajitàte dall’Edetòre de culdùre,
a Baresità... sò date n’alda sore!


Da “Baresità, curiosità e…” (Levante Editori, 2009).
BARESITÀ
di Vittorio Polito

Nelle (nostre) case, in evidenza,
assai belli e bene ordinati,
trovi libri in abbondanza
elegantemente sistemati

che pieni pieni di cultura
tutta la scienza ognuno regge
e anche se perfetta è la rilegatura,
quasi nessuno… mai li legge!

E nei libri è conservato,
nella polvere abbandonato,
anche il dialetto del passato,
che solo solo, si trova... dimenticato!

Questi pensieri birichini
m’assalirono come scintille
e da un ingenuo passatempo
uscì Baresità come storiella

che ha risvegliato i Baresi
che come d’incanto, con dolce ardore,
hanno scoperto, inaspettatamente,
tanti poeti e tanti scrittori

che col cervello assai grande,
squattrinati, vanno girovagando
e anche se è assai la bravura,
chiudono l’arte... nel tiretto!

E rovistando in quei bei tiretti,
tant’altre scintille son venute fuori
e aiutato dall’Editore di cultura,
a Baresità... ho dato un’altra sorella!


Tutto su mitili e cefalopodi alla prima lezione dell’Accademia del Mare di Bari


di VITTORIO POLITO - Si è tenuta presso il Ristofish “La Pesciera” di Bari, che ospita l’Accademia del Mare, la prima lezione del II anno, che ha avuto per tema il “i frutti di mare ed i cefalopodi”.

Il dott. Matteo Gelardi, noto medico otorinolaringoiatra, citologo nasale e “Preside” della stessa Accademia, con la passione per il mare, per l’arte e per la musica (è infatti anche batterista), ha tenuto, con la collaborazione del “Rettore”, Silvestro Carofiglio, imprenditore ed esperto tecnico, la magistrale lezione su mitili e cefalopodi, con dovizia di particolari pratici e scientifici. E così gli “accademici” ora sanno tutto sulla produzione di ostriche, cozze, noci, canestrelle, cozze pelose, ricci, polpi e allievi, quando è il periodo della produzione e della migliore degustazione, ed i luoghi di produzione in Italia e all’estero. La proiezione di un video ha mostrato tutte le fasi di come si “arriccia” sua maestà il polpo”. Inoltre sono state evidenziate le differenze tra polpo fresco e congelato.

In sostanza, i mitili sono molluschi bivalvi marini, appartenenti al genere Mytilus, che si fissano mediante il bisso alle rocce o a legni sommersi, riunite spesso in grandi colonie; hanno conchiglia cuneiforme di colore nero. I cefalopodi sono molluschi, esclusivamente marini, con capo distinto dal tronco con 4 o 5 paia di tentacoli, bocca provvista di mascelle robuste e taglienti. Appartengono a questa categoria, tra gli altri, i polpi, le seppie ed i calamari. Tanto per fare qualche esempio. La cozza, è un mollusco squisito e diffusissimo. Il mitile si presta a ogni tipo di piatto di mare sia crudo che cotto: alla marinara, col pomodoro, gratinato, per paste e risotti, ma anche ripiene, e dulcis in fundo, per la classica tiella (tièdde) di riso patate e cozze.

L’ostrica, di varietà e provenienza diversa, è un mollusco bivalve di forma irregolare e variabile. Sebbene la consuetudine più diffusa sia quella di servirle crude e freschissime, in gastronomia sono usate anche cotte.

I frutti di mare sono numerosi e alcuni di essi o non sono di normale consumo (telline), o è vietata per legge la pesca e la vendita per la difesa dell’ambiente e la protezione dei fondali (datteri).

È seguita, quindi, la “prova pratica” con la degustazione dei vari frutti di mare crudi e cotti, carpacci misti di tonno rosso e salmone ed alcuni pietanze a base di cozze e frutti di mare, insomma il trionfo del mare e della baresità. Appuntamento alla prossima lezione.