Rituali festivi legati al fuoco, la Regione Puglia approva i contributi per il 2026
BARI - La Regione Puglia sostiene anche per il 2026 i rituali festivi legati al fuoco, riconosciuti come patrimonio identitario delle comunità pugliesi e come elemento di attrattività culturale e turistica dei territori.
La Sezione Turismo e Internazionalizzazione ha approvato e pubblicato gli elenchi delle istanze ammesse e non ammesse a contributo nell’ambito dell’avviso dedicato alle feste del fuoco.
La dotazione finanziaria complessiva è di 120mila euro, di cui 100mila destinati alle Amministrazioni comunali e 20mila alle istituzioni sociali private, tra fondazioni, associazioni e comitati.
Sono attualmente 42 i rituali del fuoco iscritti nel Registro regionale delle manifestazioni, distribuiti su tutto il territorio pugliese. Si tratta di falò, focare, luminarie di fuoco e altre celebrazioni che affondano le proprie radici nelle tradizioni contadine e devozionali delle comunità locali.
I contributi sono destinati a sostenere le spese di organizzazione e svolgimento delle manifestazioni in programma tra settembre e dicembre 2026. Tra le spese ammissibili figurano gli allestimenti e i servizi tecnici, il service audio-luci, le strutture temporanee, gli oneri per la sicurezza e le autorizzazioni, la promozione e comunicazione, i compensi per la direzione artistica e gli artisti e le coperture assicurative.
Con l’approvazione degli elenchi si completa l’iter istruttorio dell’avviso 2026, consentendo ai Comuni e alle realtà associative beneficiarie di programmare gli appuntamenti con le relative risorse finanziarie.
I rituali finanziati
Tra le manifestazioni ammesse figurano importanti appuntamenti della tradizione pugliese: Fucacoste e Cocce Priatorje di Orsara di Puglia, la Focaredda di Specchia, la Festa di San Ciro di Grottaglie, Sant’Antoni te le Focare di Cutrofiano e La Notte dei Falò di Santa Lucia di Putignano.
Finanziate anche la Notte dei Fornai 2026 di Toritto, i Fuochi di Sant’Antonio Abate di Giovinazzo, La Notte della Luce: U Fok a Cuncett di Apricena, il Falò di Santa Lucia di Ruvo di Puglia e lo Zjarr i Madh di San Marzano di San Giuseppe.
Nell’elenco rientrano inoltre il Falò di San Mattia di Deliceto, la Focareddha de Sant’Andrea di Presicce-Acquarica, i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate a Porto Cesareo, la storica Carrese di Chieuti, Lu Fuecu ti Crištu Piccinnu di Maruggio e le Fanoj di San Giuseppe 2026 di Erchie.
Tra i beneficiari figurano anche La Fanoje 2026 di Capurso, le Fanoje di San Giuseppe di Monte Sant’Angelo, I Fanove – I giorni del fuoco di Castellana Grotte, i Fuochi di San Giuseppe – Zjarret e Shën Xhëspit di Casalvecchio di Puglia, Fuorifalò di Galatone, La Focara di Novoli, la Festa de Lu Focu di Zollino e il tradizionale falò di Santa Lucia Jò a Jò di Corato.
Completano l’elenco, tra gli altri, la ricorrenza patronale Sant’Antonio Abate – Tra fuochi e tradizioni di Rocchetta Sant’Antonio e I rituali nojani del fuoco dell’Oratorio della Pace – Circolo Anspi di Noicattaro.
L’iniziativa regionale punta così a coniugare la tutela di un patrimonio immateriale secolare con la valorizzazione turistica e culturale dei borghi pugliesi, dove il fuoco continua a rappresentare un momento centrale di identità, devozione e partecipazione collettiva.
La Sezione Turismo e Internazionalizzazione ha approvato e pubblicato gli elenchi delle istanze ammesse e non ammesse a contributo nell’ambito dell’avviso dedicato alle feste del fuoco.
La dotazione finanziaria complessiva è di 120mila euro, di cui 100mila destinati alle Amministrazioni comunali e 20mila alle istituzioni sociali private, tra fondazioni, associazioni e comitati.
Sono attualmente 42 i rituali del fuoco iscritti nel Registro regionale delle manifestazioni, distribuiti su tutto il territorio pugliese. Si tratta di falò, focare, luminarie di fuoco e altre celebrazioni che affondano le proprie radici nelle tradizioni contadine e devozionali delle comunità locali.
I contributi sono destinati a sostenere le spese di organizzazione e svolgimento delle manifestazioni in programma tra settembre e dicembre 2026. Tra le spese ammissibili figurano gli allestimenti e i servizi tecnici, il service audio-luci, le strutture temporanee, gli oneri per la sicurezza e le autorizzazioni, la promozione e comunicazione, i compensi per la direzione artistica e gli artisti e le coperture assicurative.
Con l’approvazione degli elenchi si completa l’iter istruttorio dell’avviso 2026, consentendo ai Comuni e alle realtà associative beneficiarie di programmare gli appuntamenti con le relative risorse finanziarie.
I rituali finanziati
Tra le manifestazioni ammesse figurano importanti appuntamenti della tradizione pugliese: Fucacoste e Cocce Priatorje di Orsara di Puglia, la Focaredda di Specchia, la Festa di San Ciro di Grottaglie, Sant’Antoni te le Focare di Cutrofiano e La Notte dei Falò di Santa Lucia di Putignano.
Finanziate anche la Notte dei Fornai 2026 di Toritto, i Fuochi di Sant’Antonio Abate di Giovinazzo, La Notte della Luce: U Fok a Cuncett di Apricena, il Falò di Santa Lucia di Ruvo di Puglia e lo Zjarr i Madh di San Marzano di San Giuseppe.
Nell’elenco rientrano inoltre il Falò di San Mattia di Deliceto, la Focareddha de Sant’Andrea di Presicce-Acquarica, i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate a Porto Cesareo, la storica Carrese di Chieuti, Lu Fuecu ti Crištu Piccinnu di Maruggio e le Fanoj di San Giuseppe 2026 di Erchie.
Tra i beneficiari figurano anche La Fanoje 2026 di Capurso, le Fanoje di San Giuseppe di Monte Sant’Angelo, I Fanove – I giorni del fuoco di Castellana Grotte, i Fuochi di San Giuseppe – Zjarret e Shën Xhëspit di Casalvecchio di Puglia, Fuorifalò di Galatone, La Focara di Novoli, la Festa de Lu Focu di Zollino e il tradizionale falò di Santa Lucia Jò a Jò di Corato.
Completano l’elenco, tra gli altri, la ricorrenza patronale Sant’Antonio Abate – Tra fuochi e tradizioni di Rocchetta Sant’Antonio e I rituali nojani del fuoco dell’Oratorio della Pace – Circolo Anspi di Noicattaro.
L’iniziativa regionale punta così a coniugare la tutela di un patrimonio immateriale secolare con la valorizzazione turistica e culturale dei borghi pugliesi, dove il fuoco continua a rappresentare un momento centrale di identità, devozione e partecipazione collettiva.

