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mercoledì, marzo 29, 2017

Bari, anziana rapinata del suo orecchino

di PIERO CHIMENTI - Brutta disavventura avvenuta nel quartiere Libertà di Bari, dove ad una 82 enne è stato strappato dal lobo dell'orecchio un orecchino d'oro mentre era impegnata ad attraversare la strada. I due ladri sono stati bloccati dai carabinieri che avevano assistito al furto, mentre un terzo uomo è riuscito a fuggire.

Terribile incidente nel Foggiano, muore 88enne

FOGGIA - Ancora un incidente mortale sulle strade della Capitanata. E' di un morto e un ferito non in gravi condizioni, il bilancio di un incidente stradale avvenuto questa mattina sulla provinciale 99, alla periferia di Candela.

Per cause che sono ancora in corso d'accertamento dei carabinieri, la vettura guidata da un 88enne di Candela si e' scontrata frontalmente con un furgoncino che trasportava medicine con alla guida un 35enne di Foggia.

Nel violento impatto l'anziano non ce l'ha fatta.

martedì, marzo 28, 2017

Ucciso dal branco, fermate due persone

ALATRI - Due persone sono state fermate nella notte dai carabinieri della compagnia di Alatri per l'omicidio di Emanuele Morganti, il giovane di 20 anni picchiato fuori da un locale della cittadina in provincia di Frosinonei, mentre difendeva la fidanzata, e morto dopo due giorni di agonia.

Secondo quanto quanto si apprende, i due sono stati rintracciati a Roma e sottoposti a fermo di indiziato di delitto. Intanto continuano e ritmo serrato le indagini per individuare gli altri componenti del branco. Nove in tutto gli indagati. In corso accertamenti anche su una presunta aggressione ai danni di alcuni sospettati.

A chiarire i contorni di una vicenda – su cui le indagini non hanno ancora fatto piena luce – è stato il procuratore capo di Frosinone, Giuseppe De Falco, in una conferenza stampa al Comando provinciale dei carabinieri della cittadina laziale. I due fermati, i cui nomi non sono stati resi noti, sono “noti negli ambienti alatrensi – ha detto il procuratore – cittadina tranquilla, ma purtroppo frequentata anche da frange delinquenziali violente nel settore dei reati contro il patrimonio e il traffico di stupefacenti”. I fermati sono quindi “riconducibili ad ambienti delinquenziali” e non è da escludere che abbiano in qualche modo “inteso affermare una propria capacità di controllo del territorio”. Compito degli inquirenti sarà quindi anche “verificare se questo comportamento violento così gratuito sia stato determinato, come è verosimile, anche da abuso di alcol o droga”.

“Tutto è nato per un diverbio in una discoteca, su cui andranno fatti accertamenti – ha spiegato De Falco – perchè queste discoteche sono locali che rischiano di arrivare a un numero elevatissimo di persone, il che è una circostanza di per sè pericolosa al di la della tragedia che si è consumata venerdì scorso”. Secondo le ricostruzioni della Procura, all’interno della discoteca “è nato un banalissimo diverbio tra Emanuele e un’altra persona, erroneamente indicata come albanese, circostanza non vera e che ha portato a una serie di considerazioni false. Si è trattato quindi di “una banale lite per motivi di accaparramento di una bevanda, determinata anche dallo stato di alterazione da alcol che non era di Emanuele e che ha condotto il personale del locale a portare fuori Emanuele, mentre l’altra persona è rimasta dentro e non ha preso parte alla aggressione”, ha spiegato Giuseppe De Falco.

Una volta che Emanuele è uscito dal locale, “in posti diversi della piazza” ci sono state delle aggressioni “da parte di persone diverse in corso di identificazione completa, con modalità diverse le une dalle altre. Allo stato delle indagini – ha precisato il procuratore – non si può semplificare il tutto con parole tipo ‘pestaggio'”. Emanuele ha cercato di allontanarsi, è stato seguito, poi è tornato sui suoi passi “ed è stato aggredito con forza e intensità diverse. Quella letale è stata l’ultima, che ha determinato importanti lesioni al cranio” e conseguentemente la morte di Emanuele. I due fermati sarebbero gli autori di questa ultima aggressione, quella letale.

Il procuratore ha spiegato che sono state ascoltate “numerosissime persone” e che le indagini riguardano alcune decine di persone “le cui dichiarazioni non sono sempre coincidenti, lucidi e chiare. La non integrale congruenza delle dichiarazioni può essere determinata, in alcuni limitati casi – ha quindi chiarito – da motivi riconducibili a reticenza o omertà, in altri casi da emozione, suggestione e confusione”. In ogni caso, l’analisi congiunta delle dichiarazioni ha portato “a ravvisare indizi gravi di colpevolezza nei confronti di due persone che sono state sottoposte a fermo stanotte a Roma: sono i due nei cui confronti è stato possibile individuare indizi univoci sulla condotta violenta nella fase terminale degli eventi, ossia quella che ha poi determinato la morte di Emanuele”.

“La non sufficiente chiarezza dell’insieme delle dichiarazioni rese – ha aggiunto ancora il procuratore capo di Frosinone – ha portato a menzionare l’esistenza di oggetti contundenti, un manganello e un tubolare, che non sono stati rinvenuti e sulla cui effettiva utilizzazione le indagini non hanno al momento raggiunto risultati sufficientemente certi. A carico dei due indiziati ci sono comunque indizi concreti, ma c’è ancora molto da investigare, anche con riferimento al movente di questo evento”.

Terribile frontale nel tarantino, un morto e tre feriti

TARANTO - Terribile frontale nel tarantino, sulla provinciale 86 che collega Grottaglie a San Marzano di San Giuseppe, con un bilancio di un morto e tre feriti. La vittima è un 42enne di San Marzano di San Giuseppe, che era alla guida della sua Fiat Uno scontratasi frontalmente - in corrispondenza di una curva - con una Renault Megane a bordo della quale c'erano due uomini e una donna rimasti feriti in modo non grave.

La Stradale, che ha effettuato i rilievi, ha precisato in una nota che "in questo caso potrebbero portare all'accertamento del reato di omicidio stradale".

Intervenuti anche vigili del fuoco e 118.

Sperona auto ex e l'accoltella, donna è in fin di vita

(ANSA)
VERCELLI - Sperona l'auto dell'ex moglie, dopo averla aspettata all'uscita dal lavoro, e quando lei tenta di fuggire a piedi, l'accoltella ferendola in modo grave. L'aggressione a Borgo Vercelli, in Piemonte, dove i Cc hanno fermato l'ex marito.

La coppia si era separata e litigava da tempo. La donna, colpita all'addome, è in fin di vita all'ospedale di Vercelli, dove sta subendo un delicato intervento.

lunedì, marzo 27, 2017

Trento, padre uccide i due figli e si butta in una scarpata VIDEO

TRENTO - Dramma senza fine a Trento, dove un padre ha ucciso due suoi figli a martellate prima di togliersi la vita. I due bambini sono stati uccisi in un appartamento a Trento, nel nuovo quartiere delle Albere. Ad ucciderli è stato il padre, Gabriele Sorrentino, che poi si è gettato da una scarpata.

Poco dopo le 14 è stato ritrovato a Sardagna, in una scarpata, il corpo del papà dei due bimbi. L’uomo si è tolto la vita gettandosi nel vuoto.

Al vaglio degli inquirenti l'ipotesi di un duplice omicidio e poi del suicidio.

FORSE MOTIVI ECONOMICI - Ci sarebbero difficoltà economiche alla base del gesto di Gabriele Sorrentino, l'uomo di 45 anni che a Trento ha ucciso due dei suoi tre figli - la terza era in gita scolastica - e poi si è tolto la vita lanciandosi da una roccia. L'uomo, hanno spiegato gli inquirenti, svolgeva delle attività finanziarie, lavorava in casa ed era normalmente in casa con i figli quando la moglie non c'era. I rapporti con la moglie erano ottimi.

La donna avrebbe riferito che questa mattina la coppia avrebbe dovuto firmare il rogito per l'acquisto di un appartamento. Lei ad un certo punto sarebbe uscita ed avrebbe lasciato il marito a casa con i due figli; quando è rientrata, ha scoperto che i due bimbi erano stati uccisi.

L'auto di Sorrentino è stata ritrovata dalle forze dell'ordine nel parcheggio di un albergo a Sardagna, una località sulla collina che sovrasta Trento; all'interno della vettura, un costoso suv, sul sedile posteriore erano fissati i seggiolini per i piccoli.

Difendeva la ragazza, picchiato e ucciso 20enne ad Alatri

ROMA – Non ce l'ha fatta Emanuele Morganti, il 20enne di Alatri, in provincia di Frosinone, ricoverato da venerdì sera nel reparto di Terapia intensiva del Policlinico Umberto I di Roma, in seguito alle gravissime ferite riportate durante una rissa avvenuta la notte tra venerdì e sabato in piazza Regina Margherita ad Alatri.

Il ragazzo era arrivato in gravissime condizioni in ospedale, dopo essere stato colpito con pugni, calci e una spranga di ferro in testa, massacrato all’uscita del circolo privato “Mirò Music Club”. La Procura di Frosinone indaga per omicidio volontario.

La rissa, secondo la ricostruzione dei carabinieri, sarebbe scoppiata tra due gruppi di ragazzi italiani e albanesi: la causa scatenante sarebbe stata apprezzamenti troppo “spinti” nei confronti della ragazza di Emanuele, avvenuti dentro il locale.

I militari hanno sequestrato il club e già interrogato varie persone, tra cui chi avrebbe colpito Emanuele. Sei gli indagati.

La famiglia di Emanuele ha deciso di donarne gli organi, dando l’autorizzazione all’espianto.

Incidente sulla SS16: coinvolte due auto e un caravan

FOGGIA - Ancora incidenti sulle strade della Capitanata. Questa mattina un incidente è avvenuto sulla SS16, tra San Severo e Foggia. Per cause ancora da accertare, intorno alle 8 di questa mattina, due auto e un caravan sono state coinvolte in un sinistro all’altezza dello svincolo per la tangenziale di Foggia.

Ancora una volta si accendono i riflettori sulla sicurezza di quell’arteria teatro di incidenti purtroppo anche mortali.

Assalti ai tir, sgominata banda di rapinatori a Bari

MODUGNO - I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari questa mattina hanno eseguito 15 provvedimenti cautelari a carico di altrettanti soggetti appartenenti ad un gruppo criminale dedito alle rapine ai TIR, ai furti ed alla ricettazione di merce rubata.

A seguito della preoccupante escalation delle rapine ai TIR carichi di merce, anche di ingente valore, con contestuale sequestro dei conducenti, spesso stranieri, nella provincia di Bari, nel marzo del 2015, i Carabinieri di Modugno hanno avviato un’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bari, che ha permesso di ricostruire perfettamente le dinamiche criminali per cui oggi sono stati eseguiti gli arresti.

In particolare, già a marzo del 2015, alcune ditte di trasporto merci hanno raccolto l’invito alla collaborazione dei Carabinieri. Ne è scaturita una dettagliata strategia di “contrasto”, caratterizzata principalmente dall’impiego di moderne tecnologie e dal pieno coinvolgimento degli  stessi trasportatori.

Il piano, incentrato sulla creazione di una vera e propria “rete d’intervento” tempestivo con referenti, sia presso le sedi operative delle aziende, sia presso i capillari Comandi dell’Arma dei Carabinieri operanti sui territori interessati dal fenomeno, ha dato i primi risultati sin da subito, allorquando furono arrestati sul fatto due rapinatori che, armi in pugno,  avevano appena assaltato un TIR carico di elettrodomestici, televisori ed altro materiale elettronico, per un valore complessivo di oltre 50 milioni di euro.

Il prezioso carico era diretto ad una nota catena di rivendita, quando quattro individui, tutti armati di pistola e con il volto coperto da passamontagna, avevano sbarrato la strada al camion nei pressi di Ruvo di Puglia, incappucciando l’autista, facendolo sdraiare sul sedile posteriore di un’auto di grossa cilindrata e facendo perdere le proprie tracce con l’intero carico.

L’immediata attivazione del piano antirapina disposto dal Comando Provinciale Carabinieri di Bari, con l’ausilio anche di un elicottero che si era immediatamente alzato in volo, permise di localizzare un’auto sospetta, poi rivelatasi quella della rapina, che, alla vista dei Carabinieri, tentò la fuga, rimanendo però bloccata tra la vegetazione. Per i due fuggitivi, braccati a piedi dai militari e con l’elicottero sulla verticale, non ci fu scampo e scattarono le manette. Le concitate fasi dell’operazione furono video registrate dalla speciale telecamera di cui è dotato l’elicottero dei Carabinieri intervenuto nella circostanza.

La conseguente attività investigativa ha messo in luce l’esistenza di una vera e propria banda strutturata e specializzata nel compimento dei suddetti crimini, con l’uso di pistole e fucili. Ben due gruppi “operativi” agivano sotto la direzione di  soggetti di elevata caratura criminale.

La banda,  attivando predisposte apparecchiature “jammer”, allo scopo di disattivare gli antifurti satellitari dei veicoli pesanti da rapinare, li affiancavano e costringevano i conducenti ad abbandonare i mezzi che, condotti da uno dei complici, venivano instradati, per essere privati del carico, verso depositi a disposizione della banda, situati spesso in zone isolate. Successivamente, i TIR saccheggiati e gli autisti, che nel frattempo venivano trattenuti legati, bendati ed imbavagliati a bordo di una delle auto usate dai delinquenti, venivano abbandonati in aree lontane dalla rete stradale principale. Uno degli episodi trova riscontro nel video oggi diffuso.

La merce rapinata veniva immessa nel circuito illegale con la complicità di altri soggetti anch’essi arrestati nell’ambito dell’indagine.

L’inchiesta ha tra l’altro ben delineato i ruoli rivestiti dai criminali, individuandone i promotori ed organizzatori nonché coloro che materialmente si occupavano di assaltare gli autotreni e di sequestrarne i rispettivi conducenti e quelli che assicuravano lo svolgimento in sicurezza delle operazioni di scarico della refurtiva. Complessivamente, l’attività ha permesso di raccogliere inconfutabili elementi di responsabilità a carico della compagine, in ordine a ben 6 diversi episodi delittuosi del genere descritto.

Nel corso dell’indagine sono stati tratti in arresto 2 rapinatori, sottoponendo tra l’altro a sequestro refurtiva del valore complessivo di 1 milione di euro.

domenica, marzo 26, 2017

Camion travolge un cantiere sull’A10: muoiono 2 operai

GENOVA - Dramma sull'A10, dove due operai sono morti in seguito ad un grave incidente che è avvenuto sulla Genova-Savona, nel tratto fra Albissola e Celle Ligure. Secondo i pompieri sono 7 le persone coinvolte nel sinistro che è stato causato dall’impatto di un mezzo pesante con un cantiere presente sulla strada. Il conducente, un romeno di 44 anni, è stato arrestato.

Il tratto della direttrice dove è avvenuto l’incidente è stato chiuso in direzione di Genova. Il camion, secondo una prima ricostruzione, prima di investire gli operai ha sbandato e si è ribaltato.

"Vicino alle famiglie delle vittime dello spaventoso incidente sull'A10. Bisogna lavorare insieme per dare alla Liguria autostrade più sicure", scrive su Twitter Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, commentando l'incidente mortale sull'autostrada A10 tra Albisola e Celle Ligure, dove un tir, dopo aver sbandato ha travolto un cantiere dove erano al lavoro diversi operai.

Taranto, 63enne coinvolta nell'esplosione di una bombola

di PIERO CHIMENTI - Incidente domestico quello che ha coinvolto una donna di 63 anni a Lizzano, nel Tarantino. Per cause ancora da chiarire, una bombola del gas è esplosa coinvolgendo nella deflagrazione la donna.

Trasportata d'urgenza al Perrino di Brindisi, le sono state riscontrate ustioni di primo e secondo grado su varie parti del corpo, tra cui volto e collo. Al momento la prognosi è riservata.

Caserta, tenta di uccidere figlia e moglie: arrestato

CASERTA – Ancora un tentato femminicidio in Campania. Un 42enne di Sant’Andrea del Pizzone, nel Casertano, è stato arrestato dai Cc dopo aver violentemente aggredito la moglie e la figlia di 8 anni: l’uomo avrebbe tentato di strangolare con le proprie mani la piccola e, successivamente, dopo l’intervento difensivo della madre, avrebbe afferrato un coltello da cucina ferendo la donna al collo.

Provvidenziale l'intervento dei familiari e dei militari che hanno scongiurato un sicuro tragico epilogo.

Le due vittime sono state soccorse e trasportate dai sanitari del servizio 118 all’ospedale civile di Sessa Aurunca, dove sono ricoverate in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita. L’uomo arrestato è stato accompagnato nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Sotto sequestro il coltello utilizzato per l’aggressione.

Massafra, controllo del territorio: arresti e denunce

MASSAFRA - Quattro arresti e 5 denunce a piede libero sono il risultato di un servizio di controllo straordinario del territorio disposto dalla Compagnia Carabinieri di Massafra finalizzato alla prevenzione e repressione di reati in genere.

Il Nucleo Operativo e Radiomobile e le Stazioni dipendenti, nel corso di tale attività, in esecuzione di ordine di carcerazione hanno: tratto in arresto e sottoposto alla detenzione domiciliare: - una 61enne, massafrese, condannata ad espiare anni 1 di reclusione perché riconosciuta colpevole di truffa; - un 42enne, stattese, condannato ad espiare la pena residua di anni 2 e mesi 2 di reclusione perché riconosciuto colpevole di furto in abitazione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio; tratto in arresto e tradotto alla Casa Circondariale di Taranto: - un 28enne, di Ginosa, domiciliato in Palagiano, condannato ad espiare mesi 6 e giorni 8 di reclusione perché riconosciuto colpevole di evasione; - un 32enne, massafrese, condannato ad una pena cumulativa di anni 7 e mesi 6 di reclusione per vari reati contro il patrimonio. Nel medesimo contesto, sono state denunciate in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria 5 persone ritenute responsabili di diversi reati: 1 per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio; 1 per porto di coltello a serramanico di genere vietato; 2 per furto aggravato in danno di un distributore automatico di bevande ed 1 per spendita e possesso di banconote false.

Sono stati segnalati alla competente Autorità amministrativa 24 soggetti quali assuntori di sostanze stupefacenti e, nella circostanza, sono stati sequestrati complessivamente gr. 4 di cocaina, gr. 17 di hashish, gr. 12 di marjuana e gr. 2 di eroina che verranno inviati al Laboratorio Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale Carabinieri di Taranto per gli accertamenti quali-quantitativi. Infine sono state identificate 58 persone, controllati 33 veicoli e contestate numero 10 infrazioni al C.d.S..

sabato, marzo 25, 2017

Trani, nuovo colpo alla banda del pizzo: 7 arresti

BARI - I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari all’alba hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, nei confronti di 7 persone specializzatesi nella sistemica imposizione del pizzo a gran parte del tessuto economico tranese.

I fatti oggetto di contestazione odierna sono scaturiti dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia e sono collegati al più noto filone d’indagine convenzionalmente denominato “Pointbreak” e che aveva visto, il 2 febbraio scorso, un centinaio di Carabinieri, supportati da unità cinofile antidroga e da un elicottero dell’Arma, dare esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, che trovava il proprio fondamento nelle indagini condotte dalla Compagnia Carabinieri di Trani dal Novembre del 2016. Durante le perquisizioni effettuate nel corso di quel blitz, i militari arrestarono anche una donna trovata in possesso di cocaina, e gli arresti furono complessivamente 8.

Le indagini non sono tuttavia mai state interrotte ed i Carabinieri della Stazione di Trani e del locale Nucleo Operativo, che avevano avviato i propri accertamenti a riscontro delle dichiarazioni di quel collaboratore e sono stati supportati dal coraggio di numerosi commercianti determinatisi a denunciare le angherie subite, hanno messo a nudo nuovi inquietanti scenari nei quali sono stati accertate ulteriori condotte estorsive, in danno di commercianti e ristoratori tranesi, cui veniva richiesto il pagamento con ritualità pressoché mensile, di somme di danaro oscillanti tra i 100 ed i 3000 euro. Non paghi del danno così cagionato, in plurime occasioni i malfattori si erano peraltro avvalsi del clima di terrore infuso nelle vittime, costringendole a fornir loro derrate alimentari ovvero costosi alcoolici senza di fatto mai saldare il dovuto. Emblematico il comportamento criminale di uno degli odierni arrestati il quale subentrava al di lui fratello arrestato per altra causa e seguitava, per mesi, ad incassare le somme di danaro versate dalle vittime.

Le risultanze delle investigazioni condotte, proseguite e portate a termine nel brevissimo lasso di tempo di appena un mese, hanno trovato la piena condivisione della Magistratura inquirente e giudicante, all’esame delle quali è stata sottoposta la metodologia mafiosa dei correi: come già emerso, l’azione criminale era sì estesa all’intero territorio cittadino, ma si è caratterizzata non solo per le minacce, implicite o esplicite, di gravissime ritorsioni in caso di rifiuto o opposizione alle richieste formulate, ma anche per il profondo clima di terrore ingenerato dalla caratura criminale del gruppo e della pressoché automatica evocazione della forza degli ambienti mafiosi notoriamente presenti in Trani.

L’attività investigativa aveva già permesso, tra l’altro, di ben delineare la struttura del gruppo, all’interno del quale spicca, quale elemento emergente nel panorama malavitoso tranese, un 38enne, pluripregiudicato, quale mente ispiratrice nell’organizzare le attività illecite dei correi e già detenuto poiché colpito da provvedimento di fermo eseguito dai Carabinieri di Trani il 29 gennaio scorso ed attinto dal provvedimento di custodia del 02 febbraio, è destinatario anche dell’odierna misura cautelare, poiché risultato responsabile di ulteriori condotte estorsive, stavolta aggravate dalla metodologia mafiosa di cui all’art. 7 della L. 203/1991.

Attivo e determinante il ruolo dei restanti complici, in capo ai quali pendono le accuse di aver agito, in nome e per conto proprio rinnovando insistentemente le richieste estorsive nonché riscuotendo il danaro illecitamente richiesto.

Le investigazioni, mai arrestatesi, alacremente condotte dai reparti investigativi dell’Arma e tuttora in corso per accertare l’esistenza di ulteriori casi di estorsioni tentate o consumate, hanno aperto le porte della Casa Circondariale di Trani per 3 persone, finora in stato di libertà, nonché graniticamente consolidato il quadro accusatorio per ulteriori 4 persone già detenute presso le case circondariali di Trani e Foggia, tutte colpite dall’odierno provvedimento di custodia cautelare dovendo gli stessi rispondere di estorsione in concorso, continuata ed aggravata dalla metodologia mafiosa con l’aggravante per due di essi di aver commesso i fatti, in un caso mentre era soggetto alla sorveglianza speciale di PS, ed in un altro per aver commesso i fatti nel triennio successivo alla decadenza della medesima misura di prevenzione.

Come già lodevolmente avvenuto, i Carabinieri si aspettano ora che ulteriori imprenditori vittime del pizzo si facciano avanti per denunciare e per riscontrare quanto già venuto a conoscenza dei militari nell’ambito delle investigazioni.

venerdì, marzo 24, 2017

Vasto, uccise l'uomo che investì la moglie: condannato a 30 anni

CHIETI – Condanna a 30 anni di carcere per Fabio Di Lello, il fornaio di Vasto che per vendetta, lo scorso primo febbraio, davanti a un bar aveva ucciso Italo D’Elisa, il giovane di 22 anni che lo scorso anno investì sua moglie causandone la morte.

I giudici del processo di Assise a Lanciano hanno considerato le attenuanti generiche dopo che la procura aveva chiesto l’ergastolo, nonostante il rito abbreviato. L’imputato esplose tre colpi contro D’Elisa per vendicare l’investimento mortale della moglie, Roberta Smargiassi.

I legali di Fabio Di Lello, Giovanni Cerella e Pierpaolo Andreoni, avevano chiesto il rito abbreviato condizionato a perizia psichiatrica e all’esclusione della premeditazione del delitto, sostenendo la tesi seconda la quale il Di Lello avrebbe acquistato l’arma del delitto sei mesi prima per usarla contro sé stesso.

Orrore a Napoli, in 11 violentano tredicenne

NAPOLI -  Napoletano sotto choc per l'ennesimo caso di violenza su minori. Un ragazzino di 13 anni è stato costretto a subire violenza sessuale da parte di un gruppo di 11 minori, di cui tre non ancora quattordicenni. Il fatto è avvenuto a Giugliano.Sono stati i carabinieri della locale Compagnia a ricostruire la vicenda, dopo la denuncia della mamma della vittima.

Per gli 8 presunti responsabili è disposto l'accompagnamento in comunità. Gli episodi di violenza sarebbero stati diversi: l'ultimo nel gennaio scorso.

giovedì, marzo 23, 2017

Nardò, novantenne molesta ragazzina: denunciato

LECCE - Tentata violenza sessuale nel Leccese. Un anziano novantenne e' stato denunciato dalla polizia per aver molestato una ragazza di 18 anni. E' accaduto a Nardo', dove alcuni giorni fa l'anziano, in giro in bicicletta, ha avvicinato la malcapitata invitandola ad una prestazione sessuale a pagamento. La giovane ha tentato di divincolarsi ma, afferrata per la spalla, e' stata palpeggiata dall'uomo.

Una donna che in auto aveva assistito alla scena, e' riuscita urlando a far desistere l'aggressore, allontanatosi subito a bordo della sua bicicletta. Dopo una breve indagine, la Squadra di polizia Giudiziaria del Commissariato di Nardo' ha identificato e denunciato il pensionato per il reato di violenza sessuale.

mercoledì, marzo 22, 2017

Bari, rissa in Cara: 3 feriti

BARI - Sono rimasti feriti in modo grave due migranti nel corso di una rissa per futili motivi avvenuta nel tardo pomeriggio nel Cara di Bari. Uno è stato colpito da una coltellata alla spalla, un altro alla zona lombare, l'altro migrante avrebbe una ferita lacero-contusa alla testa. Un quarto uomo ha solo delle escoriazioni.
 
I migranti feriti sono stati condotti al Policlinico di Bari, all'ospedale San Paolo e nel nosocomio di Bitonto: due sono codice rosso, due in codice giallo. Nessuno versa in pericolo di vita.

Valencia, trovato morto studente italiano

di PIERO CHIMENTI - Un ragazzo di 24 anni, volato a Valencia per il progetto Erasmus, è stato trovato senza vita in camera, nella casa che condivideva con altri studenti. Il giovane marchigiano, di Fermo, si era laureato ad Ancona prima di trasferirsi a Torino per proseguire gli studi.

Mentre gli inquirenti spagnoli stanno vagliando ogni ipotesi sulle cause della morte, i genitori del giovane sono in volo per raggiungere la città spagnola.

martedì, marzo 21, 2017

Degrado Taranto, Labriola: "Bene il prefetto, amministrazione comunale ne sostenga azione"

BARI - “Ritengo che la strada tracciata dal Prefetto di Taranto, dottor Donato Carfagna, nella lotta al degrado che da troppo tempo caratterizza tristemente la nostra città sia giusta e doverosa. Il capoluogo ionico necessita di un’attenzione particolare, dopo essere stato abbandonato a se stesso per troppo tempo. La cultura della legalità sia baluardo inespugnabile, perché solo attraverso il pieno rispetto delle regole potremo consegnare ai nostri figli una Taranto migliore”, lo dice l’onorevole Vincenza Labriola, capogruppo per il Gruppo Misto in commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, che nei giorni scorsi ha incontrato il prefetto Carfagna.

“Ogni ingranaggio della macchina cittadina deve tornare a funzionare al meglio, responsabilmente, senza deroga alcuna, anche qualora a sbagliare fossero i dipendenti pubblici – prosegue Labriola – e l’amministrazione comunale, sino ad oggi colpevole di un’azione politica e amministrativa fortemente lacunosa deve cambiare marcia. Il successore di Stefano avrà l’arduo compito di scegliere per il bene esclusivo dei cittadini, rendendosi, ove necessario, anche impopolare”.