Biennale dei Giovani Artisti a Bari


La Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo, considerata oggi la più importante vetrina mediterranea ed europea per la creatività giovanile, è una manifestazione profondamente multidisciplinare che propone creazioni che vanno dalla musica alle arti visive, dal teatro al video, dalle arti applicate alla letteratura sino alla gastronomia: una visione multiforme, senza barriere tra le discipline artistiche che favorisce le contaminazioni reciproche fra gli artisti e ha un impatto travolgente sulla città che l'accoglie e sul pubblico.E sarà questa volta Bari, con il suo fascino di città del passato e la sua felice progressione nel futuro, vera e propria porta dell'Europa verso il Medio Oriente e i Balcani, ad ospitare i 900 artisti fra i 18 e i 30 anni, provenienti da 48 diversi paesi europei e mediterranei, le cui opere animeranno la città per poi spostarsi in tutta la Puglia creando un vero meticciato di forme diverse d'arte contemporanea. La Puglia intera dunque accoglierà nei suoi paesaggi unici questa pacifica invasione di artisti, di differenti culture e linguaggi espressi attraverso più di duemila opere esposte e quasi cento fra spettacoli musicali, teatrali, di danza, performance, sfilate, reading letterari, esperienze gastronomiche.

Nata nel 1985 per stimolare nei giovani del bacino euromediterraneo una nuova attenzione al mondo dell'arte la Biennale si è distinta negli anni come manifestazione dal carattere unico, dalla forza incontenibile di strumento per il dialogo interculturale. I dieci giorni di comunione fra giovani artisti che arrivano da paesi diversi e si ritrovano a vivere insieme sono gli stessi dieci giorni in cui la città ospitante ne vive i colori e ne respira le esperienze: la Biennale diventa così un punto di partenza privilegiato per costruire quella rete di cooperazione culturale ed economica attraverso cui passa lo sviluppo dell'Europa e del bacino del Mediterraneo. Una occasione unica per realizzare, ogni due anni, l'istantanea di una generazione di artisti che si esprime attraverso tradizioni, saperi, linguaggi specifici di ogni paese ma che continuamente si arricchisce nella relazione e nello scambio. L'arte è il linguaggio e allo stesso tempo l'occasione per l'incontro e la comunicazione tra i giovani, alla ricerca di una comune e molteplice identità.

Contenitore privilegiato della XIII Biennale sarà la Fiera del Levante di Bari, luogo deputato da sempre agli scambi cultuali e commerciali, che per l'occasione si trasformerà in una vera e propria "cittadella della creatività". Due padiglioni di circa 10.000 metri quadri l'uno saranno lo spazio per le esposizioni di arti visive a arti applicate, due teatri da circa 300 posti ospiteranno gli spettacoli di teatro e danza, ci saranno due sale da concerto e le sfilate di moda, uno spazio per i reading e le perdormance, infine due sale per la sezione immagini, per la proiezione dei cortometraggi. Cuore pulsante della manifestazione sarà poi il Meeting point che rappresenterà il luogo principale in cui i giovani artisti avranno l'opportunità di entrare in contatto fra loro e con critici dìarte ed operatori culturali nazionali ed internazionali.

Dal 22 al 31 maggio 2008, si incrocieranno le storie e le speranze di artisti diversi, diverse forme di esprimere se stessi, diversa creatività ma stesso vitale entusiasmo: fra i 900 ci sono Nikica Klobucare Tomislav Soban, croati, che presentano il loro film Green Border utilizzando una macchina fotografica come macchina da presa per raccontare la vita di un villaggio di confine fra Croazia e Slovenia; Laurence e Sevèrine che si sono incontrate a Montpellier sulla strada della musica, hanno unito le loro anime, i loro lunghi capelli rasta e oggi presentano un concerto travolgente fra chitarra e violino, fra rock ed electro.
Ci saranno le foto di Suad Nofel a raccontare per immagini la storia della Giordania, fra popoli diversi e diverse religioni insieme alle creazioni di moda di Annalisa Leonetti che propone una collezione intitolata Dans mon jardin.
Ci saranno le bambine dipinte dal piemontese Valerio Berruti, e le bambole digitali del messinese Danilo D'Andrea. Ci sarà Danse des femmes, installazione per video e fotografia di Francesca de Rubeis, pescarese: immagini montate in sequenza che ritraggono ambienti domestici che presi nella loro singolarità appaiono quasi insignificanti, ma sommati e accostati riportano in maniera chiara lo stereotipo nel quale viene inserito l'universo femminile. Mohamed Arejdal porta dal Marocco una installazione nella quale costruisce intorno a se una cellula protettiva di nastro di audiocassette; le fotografie delle giovani rumene Alina Popa e Irina Gheorghe ci trasportano in un universo perfetto, ricreato, illuminato, ma fatto per due sole persone. Interminable è la poetica opera dell'inglese Anna Mawby: 250.000 piccoli buchi fatti a mano rendono la ripetizione della frase I am waiting una rappresentazione delle sensazioni di speranza e pazienza.

E poi c'è la musica, elettronica o popolare, rock e pop, spagnola, francese, italiana, serba, israeliana. Senza dimenticare le produzioni che vengono dalla Nazione Rom, che non esiste sulle mappe geografiche ma è profondamente viva. Ci saranno convivenze e collaborazioni fra cittadini di paesi ostili se non addirittura in conflitto come Israele e Palestina, ci saranno artisti che vengono dalla Libia, si potranno percorrere i Balcani interi attraverso le opere di artisti sloveni, croati, serbi, bosniaci, kosovari, macedoni. Tutti i paesi arabi che si affacciano su Mediterraneo avranno una rappresentanza e per la prima volta partecipano anche nazioni "del nord" come Inghilterra e Finlandia o dell'est come Romania e Slovacchia. Perché Biennale significa soprattutto entrare in un mondo dove le regole sono completamente nuove e costruite su collaborazione e creatività.

La Biennale sarà, come sempre, un essere pulsante e complesso, attraverso il quale segnare percorsi e tematiche.

Il tema di questa XIII edizione della Biennale è "La nostra diversità creativa: kairos". Una parola greca che significa momento giusto, opportunità, tempo in cui il cambiamento è possibile.

La Puglia è al centro del suo tempo da quando era centro importante della Magna Grecia e ora che è proiettata in un futuro sempre più brillante. I giovani artisti della Biennale vivono ora il loro "kairos", perché sono capaci di vedere prima degli altri il cambiamento e di sentire un vigoroso impulso verso un'ulteriore evoluzione. Attraverso il dialogo costruito nella Biennale il momento del cambiamento può radicarsi in tutte le regioni del Mediterraneo e in particolare nel sud e medio oriente.
Tempo del "kairos" è anche l'avvicinarsi degli artisti fra loro. L'arte ha le sue tradizioni e la sua bellezza e questo può influenzare i sentimenti più profondi, l'arte può essere intensa e provocatoria, aumentare la percettività e colpire i sensi. I giovani creatori possono trascendere i limiti che la tradizione e l'inerzia hanno imposto e intravedere nuove possibilità. Essi possono raffigurare e interpretare, sollevare problemi, proporre un cambiamento, contribuire alla comprensione, esprimere il disagio, aumentare la speranza. I giovani artisti possono migliorare e incoraggiare l'evoluzione del pensiero in tempi critici, al tempo di "kairos".

Tutte le informazioni e l'elenco dettagliato degli artisti selezionati si possono trovare in rete all'indirizzo http://www.bjcem.org, dove è anche disponibile il catalogo on line degli artisti e delle produzioni.

LaXIII Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo è stata fortemente voluta in Puglia dal governatore della regione Nichi Vendola e organizzata dagli Assessorati regionali allo Sviluppo Economico, al Mediterraneo e alla Trasparenza e alla Cittadinanza Attiva in collaborazione con Association Internazional BJCEM.

La Biennale può poi contare sul sostegno delle più importanti istituzioni culturali europee: Compagnia di San Paolo, European Cultural Foundation, Arts Council of England e Fondazione Anna Lindh per il Dialogo Euromediterraneo.

L'organizzazione è di Teatro Pubblico Pugliese.

BJCEM e la Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo

La Biennale è una manifestazione complessa, un'organismo vivissimo e in continua evoluzione, capace nei suoi quasi 23 anni di vita e nelle sue 12 passate edizioni di raccogliere un pubblico che si stima superiore al milione e mezzo di persone, di vagliare oltre 400.000 candidature per proporre i lavori di circa 11.000 artisti. Una manifestazione che ha lasciato un segno indelebile in ogni città dov'è stata, stimolando la crescita culturale e l'attenzione alla produzione artistica giovanile, formando una generazione non solo di artisti, ma di addetti ai lavori e di appassionati.

Dal 2001 la struttura organizzativa della Biennale ha generato una Associazione Culturale transnazionale, un network, la BJCEM (acronimo di Biennale des Jeunes Crèateurs de l'Europe et de la Mediterranèe), che ha come obiettivo quello di stimolare e di tenere costantemente acceso il canale di comunicazione fra le città, i ministeri, i musei, le associazioni e le istituzioni che sono partner del progetto e che si occupano con continuità, ognuna nel suo territorio, di promozione della creatività giovanile, creando così un collegamento e un riferimento costante nei due anni che intercorrono fra ognuna delle edizioni della Biennale.

Oggi l'Associazione, che ha sede in Belgio e segreteria generale a Torino, riunisce 104 partner e soci da 48 paesi: una rete fatta di organismi fra loro molto diversi in grado di promuovere lo scambio culturale al di la delle frontiere politiche e geografiche e che definisce un'Europa e un Mediterraneo uniti attraverso l'arte.

Per informazioni:
BJCEM – Association Internationale pour la Biennale des Jeunes créateurs de l'Europe et de la Méditerranée
Siège social – Centre Dansaert
7 rue d'Alost
B-1000 Bruxelles (Belgique)
Tel.: 00 32 2 2133838
Fax: 00 32 2 2133637

Bureau opératif
c.so Giulio Cesare 11b
I-10152 Torino (Italie)
Tel.: 011 2306094
Fax: 011 2306095
E-mail: info@bjcem.org
http://www.bjcem.org