Lecce, maltrattamenti a bimbo di 3 anni: arrestati madre e convivente
LECCE - La madre di un bambino di 3 anni e il suo convivente, entrambi di 29 anni, sono stati arrestati dai carabinieri della Compagnia di Gallipoli, in provincia di Lecce, per gravi sevizie e maltrattamenti ai danni del piccolo , al termine di un'indagine iniziata l'8 agosto scorso in seguito alla denuncia della nonna e dello zio materni. Nei confronti della coppia e' stata eseguita un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale del capoluogo salentino Ercole Aprile su richiesta del pubblico ministero Angela Rotondano.
Il bambino sarebbe stato sottoposto a brutali violenze fisiche e psicologiche tanto che i militari lo trovarono in stato di choc. La coppia e' accusata di maltrattamenti e lesioni personali gravissime. Il bambino, ora sotto la tutela del giudice minorile Simona Filoni, sta bene ma certo le sofferenze inferte rischiano di lasciare danni insanabili.
L'indagine dei carabinieri ha avuto inizio a seguito della segnalazione da parte dei militari della Compagnia di Manduria, nel tarantino, dai quali l'8 agosto si reco' lo zio del bambino per presentare una denuncia nella quale si segnalavano le condizioni fisiche e psichiche precarie nelle quali versava il proprio nipote di tre anni, affidatogli poche ore prima, sudicio e bagnato, dalla sorella a Lido Conchiglie vicino Gallipoli. Alla denuncia era allegato un referto medico dei sanitari del Pronto Soccorso dell'Ospedale di Manduria.
E' emerso dalle indagini che il bambino, nei mesi da aprile ad agosto di quest'anno, era stato maltrattato dal convivente della madre. Quest'ultima avrebbe sostanzialmente accettato la situazione, tentando anzi ripetutamente di 'liberarsi' del figlio affidandolo a sua madre la quale pero' avrebbe dapprima negato ogni disponibilita' e successivamente contattato il figlio, lo zio del bambino, che l'8 agosto scorso prelevo' il nipote a Lido Conchiglie, affidatogli dalla sorella.
In particolare i carabinieri hanno accertato che il convivente, spesso ubriaco o sotto l'effetto di stupefacenti, ha picchiato, maltrattato e terrorizzato il piccolo con la tacita accettazione della convivente che, deliberatamente, non ha rispettato gli obblighi di tutela e di protezione cui era tenuta, anzi ritenendo tali violenze ''normali metodi educativi''.
Il bimbo viveva in precarie condizioni esistenziali ed igienico-sanitarie. La madre non ha trovato la forza ne' di impedire ne' di denunciare i maltrattamenti. Inoltre i due risponderanno in concorso, del reato di lesioni gravissime per aver causato al piccolo vaste ecchimosi al volto, agli arti inferiori ed escoriazioni multiple, come riscontrato dai medici che lo hanno avuto in cura.
Il bambino sarebbe stato sottoposto a brutali violenze fisiche e psicologiche tanto che i militari lo trovarono in stato di choc. La coppia e' accusata di maltrattamenti e lesioni personali gravissime. Il bambino, ora sotto la tutela del giudice minorile Simona Filoni, sta bene ma certo le sofferenze inferte rischiano di lasciare danni insanabili.
L'indagine dei carabinieri ha avuto inizio a seguito della segnalazione da parte dei militari della Compagnia di Manduria, nel tarantino, dai quali l'8 agosto si reco' lo zio del bambino per presentare una denuncia nella quale si segnalavano le condizioni fisiche e psichiche precarie nelle quali versava il proprio nipote di tre anni, affidatogli poche ore prima, sudicio e bagnato, dalla sorella a Lido Conchiglie vicino Gallipoli. Alla denuncia era allegato un referto medico dei sanitari del Pronto Soccorso dell'Ospedale di Manduria.
E' emerso dalle indagini che il bambino, nei mesi da aprile ad agosto di quest'anno, era stato maltrattato dal convivente della madre. Quest'ultima avrebbe sostanzialmente accettato la situazione, tentando anzi ripetutamente di 'liberarsi' del figlio affidandolo a sua madre la quale pero' avrebbe dapprima negato ogni disponibilita' e successivamente contattato il figlio, lo zio del bambino, che l'8 agosto scorso prelevo' il nipote a Lido Conchiglie, affidatogli dalla sorella.
In particolare i carabinieri hanno accertato che il convivente, spesso ubriaco o sotto l'effetto di stupefacenti, ha picchiato, maltrattato e terrorizzato il piccolo con la tacita accettazione della convivente che, deliberatamente, non ha rispettato gli obblighi di tutela e di protezione cui era tenuta, anzi ritenendo tali violenze ''normali metodi educativi''.
Il bimbo viveva in precarie condizioni esistenziali ed igienico-sanitarie. La madre non ha trovato la forza ne' di impedire ne' di denunciare i maltrattamenti. Inoltre i due risponderanno in concorso, del reato di lesioni gravissime per aver causato al piccolo vaste ecchimosi al volto, agli arti inferiori ed escoriazioni multiple, come riscontrato dai medici che lo hanno avuto in cura.
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CRONACA